giovedì 29 aprile 2010

Seminare OGM o non seminare? Questo è il dilemma!?

Pare dunque che il 30 aprile, rompendo gli indugi, alle ore 14.00, in diretta web, avverrà la prima semina di OGM in Italia ad opera del Movimento Libertario.

Lo scopo è ovviamente dimostrativo, ma porta all'attenzione pubblica alcuni temi forti di legalità e legittimità dell'azione politica in tema di OGM.

Invitandovi a seguire l'evento vorremmo, come sempre, condividere con voi alcune considerazioni.

Nota alla lettura. BBB! non è né pro né contro l'iniziativa che si apprestano a fare quelli del movimento libertario. Sono adulti e vaccinati e capaci di usare la loro libertà e la responsabilità che da essa deriva come meglio credono.

Ecco, che "i sedicenti liberati" da OGM, famosi per i loro atti al limite e oltre la legalità (assalto alle navi, blocco dei porti, distruzione di campi sperimentali e non, ...) oggi invochino il rispetto della "legalità" è abbastanza stomachevole, visto che si erano già detti pronti a distruggere i campi, qualora Zaia non avesse firmato il decreto di blocco della semina.


Alcune indicazioni


La diretta potrete seguirla qui.

Vi riproponiamo poi la conferenza stampa di lancio dell'iniziativa.


Watch live video from movimentolibertario on Justin.tv
Veniamo ora a considerazioni più tecniche.


Legalità e legittimità

Il principale tema sollevato dalla semina di OGM che si svolgerà/o non si svolgerà oggi è legato al rapporto tra legalità e legittimità.

Durante la giornata di ieri è stato infatti un continuo susseguirsi di inviti a rispettare la legalità e a non forzare la legge che ad oggi vieterebbe a questi agricoltori di coltivare OGM, anche se autorizzati in Europa, e quindi considerati sicuri da un punto di vista sanitario e ambientale.
Non da ultimo quello del neoministro dell'agricoltura Galan che sottolinea:
Credo che la questione degli OGM meriti, da parte di tutti, un supplemento di attenzione. Per questo chiedo a chi in queste ore sta meditando di risolvere la questione con azioni dimostrative di sospendere ogni iniziativa che travalichi i confini della legalità, anche perché troverà in me un interlocutore libero da pregiudizi.

In questo caso anche Anna Meldolesi è per non esagerare e restare nella legalità per non chiudere le porte al dialogo.

Questo desiderio, di non complicare ulteriormente le cose e mettere alle strette un Ministro tuttosommato aperto al dialogo sul tema OGM, appare più che sensato e ragionevole, ma non si può dimenticare come si è arrivati a questo punto. Per chi non lo sapesse o se lo fosse dimenticato proponiamo una breve sintesi per sommi capi.


Una cronistoria

1998 - Approvazione per la coltivazione del MON810 (un mais GM) in Europa (inizia la moratoria su nuove autorizzazioni).

2000 - Emanazione del "Decreto Amato" dove si vieta in Italia la commercializzazione in Italia di prodotti derivati da 4 mais OGM (farine) per mancanza, tra l'altro, dell'impatto ambientale (sic!). Il Decreto sarà annullato dal TAR Lazio nel 2004 per assenza di indicazioni di rischio legate all'uso di tali prodotti.

2001 - Il Ministro Pecoraro Scanio (Verdi) "alla luce degli articoli apparsi sulla stampa" (quali non è dato sapere) blocca tutte le sperimentazioni pubbliche sugli OGM in Italia anche se regolarmente autorizzate. Fino a quel momento il settore pubblico italiano era tra i più avanzati d'Europa.

2001 - Emanazione del Decreto Legislativo 212/2001 che stabilisce, tra le varie cose, che:
  • si deve essere autorizzati dal Ministero per poter coltivare OGM
  • gli OGM non devono entrare in contatto con le colture convenzionali
  • viene istituita una commissione apposita per dire cosa significhi non entrare in contatto con le colture convenzionali
  • chi semina OGM senza autorizzazione viene punito con condanna penale da 6 mesi a 3 anni o ammenda
  • gli OGM devono essere marchiati in modo evidente e anche se presenti in quantità inferiori allo 0,9% deve comunque essere indicato in etichetta la loro presenza
  • non è consentito ai produttori di sementi presenti sul territorio nazionale commercializzare nemmeno piccoli quantitativi di OGM per scopi di ricerca o miglioramento genetico
Tale Decreto sulla razza, che si presenta in aperto contrasto con la norma comunitaria, non è mai stato, come richiesto dalla procedura comunitaria, notificato a Bruxelles.

2002 - Il Ministro Alemanno (AN) ribadisce il blocco della sperimentazione OGM, nonostante in campagna elettorale l'indicazione fosse stata di segno opposto. Da allora non riaprirà più.

2005 - Emanazione della Legge 5/2005 sulla coesistenza. Prevede la predisposizione da parte delle Regioni delle norme di coesistenza. Dai tavoli emerge un documento di cui le Regioni vanno fiere: "siamo soddisfatti perchè abbiamo fatto dei calcoli e con queste norme rendiamo di fatto impossibile la coesistenza a livello nazionale".
Ora la legge è stata in gran parte abolita e, siccome non vi sono i piani di coesistenza è vietato coltivare gli OGM punto e basta.

2010 - Il TAR e il Consiglio di Stato danno ragione agli agricoltori. Devono poter coltivare gli OGM autorizzati in Europa e il Ministero deve dare il via libera. La mancanza dei piani di coesistenza non può essere un modo per ledere il diritto di semina.

2010 - Zaia rilascia un de-cretino che vieta all'agricoltore vincitore presso il Consiglio di Stato (Silvano dalla Libera) di coltivare OGM. La motivazione è che mancano i piani per la coesistenza, in barba alle sentenze del TAR e del CdS, e in ogni caso questa sarebbe impossibile.
Peccato che la scienza dica un'altra cosa, ma politica e scienza è difficile vadano a braccetto:
La coesistenza tra i diversi sistemi agricoli è pertanto possibile rispettando i criteri indicati dalla Raccomandazione europea: trasparenza, scientificità, proporzionalità e specificità, e promuovendo azioni di monitoraggio e gestione delle pratiche di coesistenza adottate.

In ogni caso, come volevasi dimostrare, il de-cretino non viene nemmeno in questo caso notificato a Bruxelles.


Le domandone!

Ed eccoci alle domande conclusive.

Può essere accettato un richiamo alle legalità da parte di chi negli ultimi 10 anni ha sistematicamente disatteso il diritto comunitario?

Che senso ha parlare di riapertura della sperimentazione OGM (di un OGM peraltro già coltivato in tutto il mondo e già sperimentato in Italia nel 1997-1998 e 2005) se poi non è pensabile una sua libertà di coltivazione?

Le sperimentazioni fatte, in modo roccambolesco, nel 2005 ci hanno detto che il MON810 ha dimostrato di poter contenere il problema fumonisine in Italia. Questi dati sono però stati tenuti nascosti in un cassetto dell'INRAN per 2 anni. C'era forse dietro una volontà politica?

Le norme di coesistenza su cui stanno lavorando (?) le Regioni ignorano completamente i risultati della ricerca scientifica (svolta anche in Italia) e servono solo per dare una pezza giustificativa al no politico agli OGM. Ha davvero senso pensare che la politica possa gestire il tema OGM in modo serio e non solo sondaggistico?

Il de-cretino Zaia, con il quale si impedisce AL SOLO DALLA LIBERA* la semina di OGM, è un atto illegittimo che disattende DELIBERATAMENTE ed in modo EVIDENTE ben 2 sentenze della magistratura e il diritto comunitario. Si fonda inoltre su di un altro atto illegittimo che è il Dlgs 212/2001.


Esso peraltro serve unicamente a privare un "libero" cittadino di un suo legittimo diritto.

Che significato ha rispettarlo?



Se volete che gli agricoltori stiano nella "legalità" prima forse si dovrebbe spiegare meglio di che "legalità" si sta parlando e di quale "legittimità" essa abbia.



* trattasi infatti di de-cretino ad personam, mica si può dare del cretino a tutti così, indiscriminatamente, no?

venerdì 16 aprile 2010

Save the planet? How arrogant we are!

Mentre l'Italia rimpiange Raimondo, noi cogliamo l'occasione per ricordare un altro commediante...



Lo sappiamo, è terribilmente scorretta... e in lingua inglese.
Ma dice delle tremende verità, su di noi e sulla nostra arroganza...

mercoledì 7 aprile 2010

Aspettando Galan

Pare dunque che il nuovo Ministro designato dell'Agricoltura, così come emerso dalla cenetta di Arcore, sia Giancarlo Galan, ex "governatore" del Veneto.

Il che, per ora, come quando venne il turno di Zaia, presenta più incognite che certezze. Senza dubbio però, peggio dell'ingelatinato ex Ministro leghista, sarà difficile operare. Spieghiamoci meglio.

Zaia si è meritato questo giudizio non tanto per aver venduto l'immagine del made in Italy per una porzione di patatine fritte al Mc Donald o per essersi dichiarato contrario agli OGM. Questo rientra nel suo diritto/dovere di Ministro: compiere scelte di politica agro-alimentare per il bene del paese. I fatti e gli elettori lo giudicheranno.

Il suo essere tra i peggiori è legato a come ha compiuto tali scelte. Ovvero ignorando i dati e le esigenze del nostro sistema agro-alimentare e soprattutto calpescando (o cercando di calpestare) il diritto nell'intento di ottenere i suoi scopi.

Per lo meno Galan, nel suo fino ad ora non occuparsi di agricoltura, è riuscito a non rendere il Veneto una Regione OGM-free, speriamo che la cosa sia di buon auspicio.


P.S. Non abbiamo dubbi sul fatto che comunque già da oggi è iniziato l'assalto dei gialli (Coldiretti, NdL) al nuovo Ministro...

giovedì 1 aprile 2010

100% OGM-free o della stupidità europea

Non essere così pignolo! Almeno è 100% OGM-free!
Fonte: EMBO Reports (e ripresa da Salmone)


Tolleranza Intelligenza Zero

Tutti i nodi, prima o poi, si sa, vengono al pettine.
Se ieri raccontavamo il caso dei topini Greenpeacini impotenti. Oggi è la volta del mito della Tolleranza Zero. Il tema, è vero, non è nuovo, ci avevamo fatto un post già nell'agosto 2008, solo che ora il pronostico si sta avverando.

Quale pronostico?

Se l'Europa non sveltirà il processo autorizzativo degli OGM e manterrà in vigore la TOLLERANZA ZERO anche per gli OGM valutati come sicuri dall'EFSA, ma non ancora autorizzati dalla burocrazia, si rischierà di bloccare l'import di soia e mais, di cui l'Europa è cronicamente carente, rischiando di distruggere la zootecnia del vecchio continente.

Chi lo diceva? La DG (Direzione Generale) for AGRICULTURE and RURAL DEVELOPMENT della Commissione Europea.

Le prime avvisaglie di quanto sarebbe successo si erano viste proprio nel 2008 quando la mancata autorizzazione dell'evento OGM GA21 aveva rischiato di compromette l'industria di trasformazione mangimistica europea a vantaggio dei nostri competitori d'oltreoceano. La Commissione, allora, riuscì, pur tra mille critiche, a metterci una pezza.

Ora però le cose stanno peggiorando e assomigliano sempre più allo scenario peggiore disegnato dalla DG Agricoltura europea, infatti, a metà settembre 2009, gli USA (da cui importiamo grandi quantità di soia) hanno deciso di bloccare momentaneamente le esportazioni verso l'Europa visto che moltissime navi venivano bloccate nei porti europei o respinte.

Peccato che questo porti l'Europa, avida di soia per mantenere in vita la propria zootecnia, a dover pagare di più, molto di più per ottenere i materiali mangimistici di cui ha bisogno. La Federazione Europea dei Produttori Mangimistici, ad esempio stima che la tolleranza zero ci costerà circa 200 MILIARDI di €, se USA, Argentina e Brasile cominceranno a coltivare (come già stanno facendo) OGM non ancora autorizzati in UE.

Eppure basterebbe solo un poco di "sale nella zucca" per risolvere il problema. Basterebbe applicare una stupida semplice banale soglia dello 0,1% per ridurre quei 200 miliardi a soli 3 miliardi di €.

Certo, evitare la "contaminazione" da OGM delle derrate alimentari richiede una dedizione assoluta e una lotta senza quartiere, insomma non stiamo mica parlando di banale Arsenico!*


(*) Nelle derrate alimentari inviate in Europa sono tollerati ben 2 ug (microgrammi) di arsenico per kg. Dopotutto la cosa più importante è che siano OGM-free, per il resto (ad esempio le fumonisine) ci si può anche mettere d'accordo, no?

mercoledì 31 marzo 2010

Im-potenti (ma qualcuno si fida ancora di questa gente?)

Probabilmente non molti di voi ricorderanno lo studio austriaco di qualche anno fa che sosteneva che i topini alimentati con un OGM (il NK603xMon810) diventavano sterili.

Noi, ad esempio, ne avevamo parlato qui.

La cosa più interessante della vicenda è che non vi fu un comunicato stampa di presentazione dei risultati da parte del governo o dell'ente di ricerca, ma fu direttamente Greenpeace a dare, come fonte primaria, la notizia (e potete immaginarvi i toni). Cosa non proprio ortodossa che aveva, non solo in noi, sollevato perplessità.

L'Austria aveva comunque inserito lo studio nel dossier con cui giustificava l'adozione della Clausola di Salvaguardia e il blocco degli OGM sul suo territorio. Blocco, peraltro, le cui basi scientifiche sono poi state rigettate dall'EFSA.

Bene, è di pochi giorni fa la notizia che l'Austria ha ritirato lo studio per "insufficienza di prove".

Già ad ottobre 2009 le cose non promettevano bene, infatti la Commissione riportava:

La delegazione austriaca ha indicato che i ricercatori non hanno ancora inviato un report soddisfacente sullo studio, in particolare riguardo l'analisi statistica dei dati, e che i Ministeri austriaci non fanno più affidamento di ricevere tale report.

Vi ricorda qualcosa? A noi sì. Pare proprio che la statistica sia il tallone d'Achille dei ricercatori anti-OGM.

In ogni caso, la decisione austriaca di ritirare lo studio è ora ufficiale. Certo, resta da chiedersi come prenderà la cosa Greenpeace. Dopotutto si era spesa così tanto per diffondere la notizia...

...pare comunque che, più che i topi, qui siano certi attivisti ad essere impotenti... almeno davanti al metodo scientifico.

Resta ora solo da capire il perchè, nonostante l'esorbitante numero di bufale e cantonate che questi stanno rimediando da ormai quasi 2 decenni (credo ci si potrebbe scrivere un libro), vi sia ancora gente disposta a credergli e a offrire loro risonanza mediatica a buon mercato.

sabato 27 marzo 2010

La teoria della montagna di merda® e la politica OGM

Dobbiamo fare coming out e ammettere che anche noi siamo sostenitori della "teoria della montagna di merda®". Essa sostiene che un idiota puo' produrre piu' merda di quanta tu non possa spalarne.*

In altre parole essa spiega il perchè vinceranno sempre i cialtroni, ossia perche' la competenza costa piu' dell'incompetenza.

Avevamo in programma di dimostrare l'estendibilità di tale teoria anche al mondo degli OGM dopo l'exploit del de-cretino firmato Zaia, ritenendo che esso avesse raggiunto il limite più basso dello storto diritto e della farloccheria anti-OGM. Peccato ci sbagliassimo.

Abbiamo infatti ricevuto da Piero Morandini, ricercatore dell'Università di Milano, la segnalazione di un'interrogazione parlamentare a firma del Senatore della Repubblica Tomaso (con una m sola) Zanoletti che, a quanto pare, supera il de-cretino di molte lunghezze.

Ci limitiamo pertanto a riportare il testo dell'interrogazione. I commenti sono stati redatti dallo stesso Morandini.

Legislatura 16º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 353 del 23/03/2010.

ZANOLETTI - Ai Ministri della salute e delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:

le società multinazionali stanno invadendo il mondo con Organismi geneticamente modificati (Ogm) "segretati", di cui non si conosce la modifica apportata ai vegetali perchè coperta da segreto industriale;

L’affermazione è farneticante. Tutti i dettagli del gene, della trasformazione, analisi dei rischi, pubblicazioni, ... sono pubblici e visibili ad esempio qui.

i virus transgenici con cui oggi si realizzano gli Ogm penetrano nel DNA della pianta, modificandola in maniera sconosciuta;

L’affermazione è falsa perchè a) non si usano virus, b) la modifica è conosciuta (la stessa cosa non è possibile dire per migliaia di piante coltivate, tra cui, ad esempio, piante di frumento come Creso, ampiamente usato in Italia per fare pasta).

tali virus transgenici dovrebbero restare latenti, ma nulla può escludere che possano anche riattivarsi in maniera analoga a noti virus tumorali induttori di leucemie, sarcomi, carcinomi, gliomi;

A parte che non sono virus e quindi non possono neanche riattivarsi, ma se anche fosse vero, a maggior regione non si dovrebbero mangiare carne, formaggio, latte, frutta e verdura per gli stessi motivi perchè spesso contaminati da virus di varia natura, spesso di origine animale e quindi presumibilmente più pericolosi per l’organismo umano. Per non parlare dell’acqua di mare che contiene tra 10 milioni e 100 Miliardi di particelle virali o virus-simili per litro.

essi possono anche essere portatori di malattie nuove o di malattie abbastanza simili a ben note sindromi purtroppo ancora poco comprese nella loro dinamica (AIDS, Mucca Pazza, eccetera);

Non solo non esiste alcuna evidenza che le piante transgeniche oggi in commercio abbiano causato anche solo un raffreddore, ma c’è ampia evidenza degli enormi benefici ambientali e sanitari. Propagare tali menzogne e illazioni non fa altro che ritardarne l’introduzione in vari paesi negando ai rispettivi popoli i benefici. Per esempio, l’opposizione e l’isteria qui descritta su piante come il mais Bt colpisce i nostri maiscultori oltre che le popolazioni povere del Guatemala costringendole a mangiare mais contaminato da micotossine, che sono causa di malattie come la spina bifida.

il Cauliflower Mosaic Virus (CaMV) utilizzato dalle multinazionali Ogm per modificare geneticamente le piante è in grado di penetrare e di replicarsi anche nelle cellule degli animali, comprese quelle dei mammiferi e anche quelle umane, in quanto possiede particolari promoters (motori di attivazione genetica);

Non viene usato il CaMV, ma solo un pezzo del suo DNA, che risulta quindi tanto efficace a causare infezioni (nei cavli peraltro) quanto la testata di un motore è efficace da sola a far andare una macchina. Il virus intero è peraltro abbondante in molti ortaggi, principalmente piante come cavolo, cavolfiore, broccoli, colza... (Shepherd RJ, 1981. Cauliflower mosaic virus. AAB Descriptions of Plant Viruses No. 243.)

consumando prodotti modificati geneticamente con il CaMV, quest'ultimo può generare un super virus capace di propagarsi nelle piante ad uso alimentare, negli insetti (ad esempio nelle zanzare), e quindi arrivare all'uomo;

Si potrebbe anche ipotizzare che una pianta di mais sia capace di camminare e di andare in giro a strangolare i passanti, ma tale ipotesi valgono solo in universi paralleli a quello conosciuto.

non avendo a disposizione l'informazione di base relativamente agli Ogm "segretati", non è possibile neppure predisporre metodi di analisi e controllo;

Affermazione falsa. Tanto e vero che vengono fatti controlli, anche da privati, sulle migliaia di tonnellate di prodotti importati per la presenza di prodotti approvati e non approvati nell’Unione Europea. La tolleranza zero verso le varietà non ancora approvate rischia di causare un tracollo della zootecnia della UE.

tali Ogm sono prodotti negli Stati Uniti ed altri Paesi dove non vengono separate le filiere Ogm e le esportazioni possono risultare contaminate, rendendo la situazione intollerabile oltre che rischiosa,

Se non li segregano nei paesi di origine vuol dire che le autorità locali non li giudicano pericolosi. Essendo consumati anche da loro e da molti altri paesi risulta difficile credere che tutti questi paesi (produttori o importatori) non si preoccupino minimamente di tutelare la salute pubblica. I complotti globali possono certamente esistere, ma questo sembrerebbe proprio di proporzioni galattiche (e ipotizzato su una enorme serie di informazioni false o comunque fantasiose)

si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno, per motivi di sicurezza e garanzia della salute, ottenere dai Paesi produttori le informazioni di base per programmare e disporre dei metodi di analisi e controllo;

Come specificato le informazioni esistono già, sono accessibili a tutti e già usate da molti enti di controllo, anche italiani.

se non intendano incaricare l'Istituto superiore di sanità e l'Istituto zooprofilattico di approfondire lo studio delle produzioni di Ogm "segretati", vale a dire quelli di cui non si conosce la modifica apportata;

se non ritengano utile, infine, separare le diverse filiere Ogm per evitare possibili contaminazioni nelle esportazioni.
(4-02892)

solo sarebbe più costoso, ma già adesso risulta praticamente impossibile visto che importiamo circa il 90% del nostro fabbisogno di soia e che il 77% della soia coltivata a livello mondiale è transgenica.


Una nostra nota conclusiva

Il nostro sistema prevede che il popolo, con il suo voto, democraticamente elegga dei rappresentati che delega per affrontare e "risolvere", in sua vece, i problemi del paese dedicando il proprio tempo e la propria intelligenza.

A quanto pare il sistema, alla luce dei risultati, andrebbe, almeno un pochino, rivisto (qui ci fermiamo per non diventare scurrili).


(*) E' vero, esiste la Direttiva Nitrati, ma essa non norma la quantità di merda producibile, solo la quantità spargibile. Inoltre si sà che, in quanto a OGM e dintorni, il diritto serve solo per pulirsi al termine delle operazioni di spargimento.

martedì 23 marzo 2010

Esercizio di vita vissuta

Dopo tutti questi post politici è forse il caso di una botta di vita vera, di mondo reale.

Sappiamo che molti dei nostri lettori non sono agricoltori, nè hanno dimestichezza con l'ABC della zappa e dell'aratro. Però... tutti noi andiamo al supermercato e quindi è possibile, vista l'imminente apertura della stagione del giardinaggio, proporre un piccolo gioco di realismo agricolo.


La caccia al tesoro

Bene. Cominciate dunque col recarvi nel vostro supermercato di fiducia.
Una volta all'interno dirigetevi con decisione verso il reparto giardinaggio ed afferrate con perizia e sguardo indagatore una confezione di "prato" (inglese, ma anche no) e guardate cosa è indicato sul dorso della confezione.

Nella foto in testa ciò che era riportato su quella trovata da noi.
Guardiamolo meglio.



Tre cose a noi sono subito balzate all'occhio.

1) Per prima cosa che se le infestanti sono tante e a mano non ci state dietro vi consigliano di usare erbicidi selettivi. Ovvero, se non avete tempo di curare il vostro giardino (per i fortunati che l'hanno) di 50 - 100 - 200 mq potete semplificarvi la vita usando appositi prodotti che vi consentono di avere un bel giardino senza spaccarvi la schiena.

Una domanda: perchè un contadino che ha 1 - 10 - 100 ettari (1 ettaro = 10.000 mq) non dovrebbe fare lo stesso ragionamento? Sarà forse per questo che si usano gli erbicidi e la soia Round-up Ready ha riscosso così tanto successo?


2) La vostra erbetta, che vi consentirà di avere un prato invidiabile, può presentare ben un 4% di altri semi (di erbacce)!

Sì insomma, paiono un po' più di manica larga rispetto agli OGM, per i quali, la normativa italiana pretende un massimo dello 0,05% di presenza accidentale nelle sementi non OGM.
In altre parole per gli OGM esiste una soglia di tolleranza 80 volte inferiore a quella prevista per le infestanti del vostro piccolo angolo di paradiso.


3) Il 20% dei semi che gettate al suolo probabilmente, e non per colpa vostra, non nascerà.

Non sembra affatto poco. Sappiate ad esempio che le ditte sementiere per commerciare del seme di mais devono garantire una germinabilità di almeno il 92%. Ovvero si tollera non più dell'8% di seme "morto".

Visto quante cose si possono imparare frequentando i supermercati!

Bene, ora tocca a voi!
Buona caccia!


lunedì 22 marzo 2010

NO OGM? Gli agricoltori (americani) ringraziano...

In USA si parla di noi. Se questo vi sembra strano, allora vi parrà ancor più strano che si parli di noi e del nostro rapporto con gli OGM.

Il report in questione è stato rilasciato da un network del Ministero dell'Agricoltura statunitense, lo USDA-GAIN (Global Agriculture Information Network), e si intitola: 
The Financial Cost to Corn Growers of Italy's Ban on Biotechnology.

Cosa dice? Beh, più o meno che siamo dei pirla.


Una sintesi

Tradotta liberamente ecco la sostanza del testo:

[In Italia] I coltivatori di mais convenzionale soffrono perdite stimate tra €175 to €400 per ettaro per il fatto che non è loro permesso coltivare il mais Bt, con conseguenti perdite di 150 - 350 milioni di € ogni anno. Calcolando dal 1998 [anno in cui è stata autorizzata in Europa la coltivazione del mais Bt, MON810, NdA], le perdite totali dei coltivatori italiani per il bando degli OGM sono stimate tra i 2,4 e 5,1 MILIARDI di €. I coltivatori fanno dunque meno profitti a causa dei maggiori costi in insetticidi e minori rese dovute al danno causato dagli insetti.


Poi ci stupiamo se le superfici a mais si riducono? Se i nostri agricoltori chiudono? Se le importazioni agroalimentari e zootecniche aumentano?

Mentre l'ambiente ringrazia, così come le multinazionali chimiche, per i trattamenti insetticidi, e gli esportatori americani si strofinano le mani prima di metterle nelle nostre tasche.


Ora è arrivata anche la diabrotica. Si potrebbero usare gli OGM (MON863), ma qui, a quanto pare, tutti pensano che sia meglio tenersi i danni, che quest'anno ammontano tra i 22 e i 90 milioni di €.


E la nostra politica che fa?

Zaia non perde tempo e fa mettere sul sito della rivista on-line del Ministero dell'Agricoltura un"dibattito" tra esperti per capirne di più. Peccato che di esperti non vi sia traccia. Si tratta dei soliti attivisti tra i quali non poteva mancare la corpulenta e pasciuta Vandana Shiva, il riciclato Mario Capanna, l'insulso Mario Tozzi (sì, il gaio geologo che per l'occasione sfodera un paio di cavolate mainstream), il prezzemolino salottaro Slowfood, l'amministratore di condominio Tamino, l'instabile genetista Perrino, il no-global Buiatti... insomma, manca solo l'Altieri.

Di quella comunità scientifica italiana che ha prodotto i consensus document ovviamente, nemmeno l'ombra.



Non pago di ciò, Zaia ci regala poi anche il bel de-cretino liberticida che abbiamo già ampiamente commentato.


A dirla tutta, noi speriamo tanto, e ci dispiace per i veneti, che le prossime elezioni regionali se lo portino via e che il prossimo Ministro finalmente tolga quel sorriso ebete dalla faccia degli americani...

Lo sappiamo che è un sogno utopico e che i Giovanni Marcora* non nascono tutti i giorni, ma non impediteci di sognare...



*Per chi non lo conoscesse e volesse saperne di più.



venerdì 19 marzo 2010

de-cretino anti-OGM

E' così, come da noi anticipato, Zaia ha firmato un decreto in cui rifiuta di ottemperare alla sentenza del TAR e alla sentenza del Consiglio di Stato, e non autorizza gli agricoltori, che ne avevano fatto richiesta, a coltivare OGM.

La storia è raccontata splendidamente, come al solito, da Anna Meldolesi.

Noi qui vorremmo aggiungere un paio di considerazioni più tecniche sul de-cretino.

Innanzitutto appare opportuno rinfrescare la memoria e riprendere in mano le 2 sentenze.


Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato ha sancito che gli agricoltori hanno il diritto di coltivare nella PROPRIA azienda gli OGM autorizzati in Europa, a meno che non sussistano indicazioni di rischio sanitario o ambientale. Piani di coesistenza approvati o meno.

Poichè indicazioni di rischio non sussistono, il diritto degli agricoltori va rispettato.

"Anche il richiamo al principio di precauzione, a sostegno dell’impossibilità per l’Amministrazione di istruire e concludere i procedimenti autorizzativi, si palesa nella specie inconferente, non avendo l’Amministrazione indicato specifici studi scientifici ai quali potrebbe essere eventualmente ricondotto un rischio per la salute umana, o altri beni o diritti fondamentali


TAR


Il TAR ha sottolineato che la coesistenza, che norma unicamente aspetti economici, non può essere addotta come scusante per bloccare gli OGM.

"Il senso della normativa è stato dettare le regole che garantiscono la tutela dell'ambiente, della vita e della salute di uomini, animali e piante, in modo che l'emissione in campo aperto e la vendita di un prodotto conforme a dette regole, e perciò autorizzato, non possano essere impedite posto che, fino a prova contraria, tale prodotto non deve essere considerato un pericolo".


In sintesi entrambi dicono: finchè non provate che esiste un pericolo sanitario o ambientale, non potete vietarli. Se poi volete normare anche la coesistenza: meglio. Ma questo è affar vostro e se non lo fate non potete usare la vostra inefficienza per ledere il diritto di semina degli agricoltori... chiaro?



de-cretino

Zaia ha fin da subito chiarito che lui era al di sopra della legge e che non avrebbe permesso il rispetto del diritto di questi agricoltori. E così è stato. E' così che è nato l'attuale decreto.

Sarà per pudore, ma on-line non si trova.

Siamo comunque riusciti a rintracciarne una copia e possiamo dirvi che effettivamente, se questa è la cultura giuridica di questa gente, siamo messi davvero male.

Anna Meldolesi ha già ampiamente riportato il suo contenuto. Noi siamo però stati particolarmente colpiti da 3 elementi del testo:

1) Vuoto normativo. Il testo cita il parere della Commissione Stato-Regioni per le sementi geneticamente modificate. Peccato che questa, a quanto pare, parli di cose che non conosce. Cita infatti la Raccomandazione europea 556/2003 sulla coesistenza, e ad essa cerca di far risalire la necessità di avere una "contaminazione" dei campi non-OGM pari allo zero tecnico (0,01%).

Peccato che la Raccomandazione non dica nulla di tutto ciò, anzi, semmai affermi il contrario sostenendo che:

Le misure relative alla coesistenza devono rispondere a criteri di efficienza ed efficacia economica ed essere proporzionate. Occorre evitare che esse siano più rigide del necessario per garantire che i residui accidentali di OGM si mantengano al di sotto delle soglie di tolleranza fissate dalla normativa comunitaria.

Ora, la soglia di tolleranza fissata dalla normativa comunitaria, anche per il biologico, non è lo 0,01%, ma bensì il ben più gestibile

0,9%!!*


Ancor più ridicolo il fatto che in Italia è ammesso che la semente abbia, di per sé stessa, una presenza accidentale di OGM dello 0,05%!! Ovvero, i campi, già di per sé, mostrano una presenza - legale - di OGM fino a 5 volte superiore a quella che loro vorrebbero garantire e tutelare!

Viene da chiedersi su che testi normativi i membri di questa Commissione si siano formati. Certo è che non ci si può aspettar molto da un organo strutturalmente illeggittimo in quanto non previsto dall'ordinamento comunitario e non segnalato, come di dovere, dallo stato italiano all'UE. A quanto pare ci troviamo quindi davanti ad una commissione di analfabeti del diritto creata da analfabeti del diritto per impedire l'esercizio di un diritto. Evviva!


2) Gli OGM funzionano. Nel testo vi è l'ammissione che gli OGM riducono l'uso di insetticidi! E questo viene indicato come disvalore dal testo!


3) Ignoranza dell'italiano. Nel testo vi è esplicito riferimento sia alla sentenza del TAR che del Consiglio di Stato. Lì dicono di averle viste, ma evidentemente, non le hanno capite.

Ve le ricordate? Non si può usare la coesistenza come pretesto per vietare gli OGM.

Infatti su che basi respingono la richiesta degli agricoltori?

Non può essere garantita la coesistenza.

Forse i giudici, la sentenza dovevano scriverla in 2 lingue: italiano e veneto. Chissa, magari...



(*) Per amor di completezza, e per fugare il dubbio che la coesistenza sia davvero impossibile, vi riportiamo qui una sintesi delle distanze tra OGM e non-OGM richieste per mantenere la commistione accidentale sotto lo 0,9%.


In sostanza, la scienza dice che 20-40 metri bastano e avanzano. Ecco, per arrivare allo 0,1% arriviamo a 150 metri, ma oltre non si va.

A quanto pare, però, la politica sembra pensarla diversamente.

probabilmente sì, parafrasando Anna Meldolesi, il polline lussemburghese e quello friulano sono davvero superdotati.

lunedì 8 marzo 2010

Addendum biologico - Pubblicità ingannevole? No, grazie!

Dopo la nostra digressione sul cotone biologico, e su come tutto il business è paese, mi sono imbattuto in questa curiosa notizia che riguarda la Santa Fe Natural Tobacco e le sue sigarette prodotte con il 100% di tabacco biologico.

Nella notizia si legge che il Procuratore Generale della Pensilvania ha raggiunto un accordo con la suddetta ditta di sigarette "biologiche".
Tema del contendere il fatto che, visto che non risulta da alcuna parte che tali sigarette facciano meno male di quelle "convenzionali", si debba applicare sui pacchetti la seguente dicitura:

"Organic tobacco does NOT mean a safer cigarette"*

Verrebbe però da chiedersi cosa renda tale dicitura non applicabile a qualunque altro prodotto "biologico" **. Giusto?


(*) per i non anglofoni: "Tabacco biologico NON significa una sigaretta più sana"

(**) peraltro la non superiorità del biologico per se, era sancita anche dalla normativa europea sul biologico (articolo 10, comma 2), ma su questo torneremo. Non apriamo troppe finestre che, nonostante il global warming, fa ancora freddo.
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