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martedì 7 dicembre 2010

I tre dell'ave maria (Pecoraro, Alemanno e Zaia)

C'è qualcuno in rete che ha dei rimpianti per la perdita della paganissima trinità dei ministri dell'agricoltura: Pecoraro, Alemanno e Zaia.

Poichè riteniamo che questo sia imputabile unicamente o a memoria corta o a mancanza di capacità critica, vorremmo riassumere in sintesi queste tre figurine, giusto per non dimenticare.

lunedì 25 ottobre 2010

Mangimi DOP rigorosamente OGM e l'incompetenza di Zaia: ecco le prove.

Se andiamo avanti di questo passo sarà necessario aprire una nuova rublica. Le cazzate stanno diventando troppo grosse per non mandare "a quel posto" (dietro la lavagna, si intende) il suo pronunciatore.

sabato 14 agosto 2010

Zaia & Co. : padroni a casa vostra!

Uno slogan caro alla lega è sempre stato "Padroni a casa nostra". Uno slogan comprensibile e condivisibile, che ha ben pagato in questi anni di battaglie politiche che l'hanno vista crescere e non di poco.

Gli eventi di questi giorni, in particolare la distruzione del campo di Giorgio Fidenato a Vivaro, da parte di un gruppo di squadristi (capeggiati peraltro da un assegnista ricercatore di astrofisica di Trieste* - se guardasse le stelle farebbe meno danni - no, non è una battuta) ci inducono a pensare che la lega, almeno quella di Zaia, abbia evidentemente deciso di aggiornarlo, su questo concordiamo con Atroce Pensiero.

giovedì 17 giugno 2010

Neanche ai miei cani…

E' un periodo in cui i farlocchi sembrano nascere come funghi, sarà colpa delle abbondanti piogge?

In ogni caso ci siamo trovati tra noi a vivere questo dialogo surreale:

A: Neanche ai suoi cani li darebbe.

L: Che cosa non darebbe?

A: Gli OGM, cos’altro...

L: Ma, scusa, chi è che non li darebbe neanche ai suoi cani?

A: Marina Mariani.


L: Chi?


A: Marina Mariani, pare che sia “docente di legislazione sanitaria e sicurezza alimentare presso il Politecnico del Commercio di Milano”. Almeno così si leggerebbe nel sottopancia del video.


L: E perchè non li darebbe neanche ai suoi cani?


A: Perchè
lei avrebbe in archivio “una grandissima quantità di studi che dimostrano che fanno male”. Secondo i "suoi" studi, gli animali nutriti con mangimi geneticamente modificati (OGM) soffrono molto e muoiono. Secondo la Mariani il sistema immunitario di centinaia di milioni di animali (giusto per rimanere solo in Italia) nel giro di pochi anni sarebbe andato a pallino. Gli animali avrebbero poi una bassa fertilità e un’alta mortalità neonatale.

L: Urca! e adesso come la mettiamo? Ma sei proprio sicuro? Possibile che non se ne sia accorto nessuno? E perchè non rende pubbliche tutte queste ricerche!? E poi cos'è questo Politecnico del Commercio di Milano?

A scatenare la discussione è stato il seguente video che vi riproponiamo...

domenica 16 maggio 2010

Se io fossi Galan, sugli OGM...

Se io fossi Galan sarei molto diretto. Convocherei un tavolo di lavoro riservato dove inviterei Coldiretti, Confagricoltura, CIA, i maiscoltori, Futuragra, i consorzi del Grana, del Reggiano, del Parma e del San Daniele, l'AIA, l'ANAS... e direi loro:
Carissimi, io sono il vostro Ministro. Sono al vostro servizio, ogni mia azione è volta a rendervi la vita più facile, a risolvere i vostri problemi. Per cui, sul tema degli OGM, voglio discutere con voi la strategia migliore. Voglio decidere con voi se dire di sì o di no.

Tenete però presente una cosa, io sono una persona onesta. Non chiedetemi di mentire. Nè tentate di prendermi in giro. Non sono uno sciocco.

Ditemi dunque, secondo voi, devo dire di sì o di no agli OGM?

Sappiate che se la vostra richiesta sarà per il no. Sarà un no totale. Se ritenete che gli OGM facciano davvero male alla nostra agricoltura, all'immagine della nostra agricoltura, io mi impegnerò a dare operatività, nei limiti consentiti dalla legge, alle delibere anti-OGM da alcuni di voi raccolte e farò, come prima cosa, pressioni affinchè in tutti i disciplinari delle nostre DOP, IGP, DOC, DOCG sia fatto espresso divieto di usare OGM in qualsivoglia fase della produzione. Dalla coltivazione al mangime, e ripeto, al mangime animale.

Se però mi dite che senza OGM non ce la facciamo a mantenere la nostra zootecnia, se mi dite che non c'è modo di avere il 100% delle nostre filiere, partendo proprio dalle più pregiate, OGM-free, beh, allora troviamo un modo per trasferire il vantaggio offerto dagli OGM (perchè se nel mondo li coltivano qualche vantaggio lo daranno, no?) anche ai nostri agricoltori. Almeno a quelli che li vorrebbero coltivare.

Non capisco perchè gli allevatori e i trasformatori dovrebbero poter usare gli OGM, e farci i nostri prodotti di punta che vanno direttamente in mano ai consumatori, e negare invece questo diritto ai coltivatori che si limitano a darli ai propri animali (animali comunque alimentati con OGM di importazione).

Quindi, delle due l'una: o tutti o nessuno. O sono una risorsa o sono un problema. Per tutti.

Ditemi voi. Vi ascolto.

Dite che lo farà?
Intanto ha cominciato a sbeffeggiare il suo (ignorante) predecessore, tal Luca Zaia, il che non fa certo male.


Un estratto dal suo ultimo intervento da Confagricoltura

Pur ribadendo che le scelte del Governo non saranno rimesse in discussione, ricorda che la ricerca non potrà essere bloccata. «Come si fa a dire no a priori?», dice, alludendo alla battaglia anti-Ogm portata avanti da Zaia.
E poi, la politica dei prodotti a «chilometri zero» tanto cara all’esponente del Carroccio: quasi un manifesto per lo stretto rapporto con il territorio che devono avere le produzioni agricole e agroalimentari. «A me il chilometro zero può anche piacere – obietta il ministro – ma come la mettiamo con tutto il vino che produciamo ed esportiamo nel mondo? Non possiamo fare politiche basandoci sulle ideologie».

giovedì 29 aprile 2010

Seminare OGM o non seminare? Questo è il dilemma!?

Pare dunque che il 30 aprile, rompendo gli indugi, alle ore 14.00, in diretta web, avverrà la prima semina di OGM in Italia ad opera del Movimento Libertario.

Lo scopo è ovviamente dimostrativo, ma porta all'attenzione pubblica alcuni temi forti di legalità e legittimità dell'azione politica in tema di OGM.

Invitandovi a seguire l'evento vorremmo, come sempre, condividere con voi alcune considerazioni.

Nota alla lettura. BBB! non è né pro né contro l'iniziativa che si apprestano a fare quelli del movimento libertario. Sono adulti e vaccinati e capaci di usare la loro libertà e la responsabilità che da essa deriva come meglio credono.

Ecco, che "i sedicenti liberati" da OGM, famosi per i loro atti al limite e oltre la legalità (assalto alle navi, blocco dei porti, distruzione di campi sperimentali e non, ...) oggi invochino il rispetto della "legalità" è abbastanza stomachevole, visto che si erano già detti pronti a distruggere i campi, qualora Zaia non avesse firmato il decreto di blocco della semina.


Alcune indicazioni


La diretta potrete seguirla qui.

Vi riproponiamo poi la conferenza stampa di lancio dell'iniziativa.


Watch live video from movimentolibertario on Justin.tv
Veniamo ora a considerazioni più tecniche.


Legalità e legittimità

Il principale tema sollevato dalla semina di OGM che si svolgerà/o non si svolgerà oggi è legato al rapporto tra legalità e legittimità.

Durante la giornata di ieri è stato infatti un continuo susseguirsi di inviti a rispettare la legalità e a non forzare la legge che ad oggi vieterebbe a questi agricoltori di coltivare OGM, anche se autorizzati in Europa, e quindi considerati sicuri da un punto di vista sanitario e ambientale.
Non da ultimo quello del neoministro dell'agricoltura Galan che sottolinea:
Credo che la questione degli OGM meriti, da parte di tutti, un supplemento di attenzione. Per questo chiedo a chi in queste ore sta meditando di risolvere la questione con azioni dimostrative di sospendere ogni iniziativa che travalichi i confini della legalità, anche perché troverà in me un interlocutore libero da pregiudizi.

In questo caso anche Anna Meldolesi è per non esagerare e restare nella legalità per non chiudere le porte al dialogo.

Questo desiderio, di non complicare ulteriormente le cose e mettere alle strette un Ministro tuttosommato aperto al dialogo sul tema OGM, appare più che sensato e ragionevole, ma non si può dimenticare come si è arrivati a questo punto. Per chi non lo sapesse o se lo fosse dimenticato proponiamo una breve sintesi per sommi capi.


Una cronistoria

1998 - Approvazione per la coltivazione del MON810 (un mais GM) in Europa (inizia la moratoria su nuove autorizzazioni).

2000 - Emanazione del "Decreto Amato" dove si vieta in Italia la commercializzazione in Italia di prodotti derivati da 4 mais OGM (farine) per mancanza, tra l'altro, dell'impatto ambientale (sic!). Il Decreto sarà annullato dal TAR Lazio nel 2004 per assenza di indicazioni di rischio legate all'uso di tali prodotti.

2001 - Il Ministro Pecoraro Scanio (Verdi) "alla luce degli articoli apparsi sulla stampa" (quali non è dato sapere) blocca tutte le sperimentazioni pubbliche sugli OGM in Italia anche se regolarmente autorizzate. Fino a quel momento il settore pubblico italiano era tra i più avanzati d'Europa.

2001 - Emanazione del Decreto Legislativo 212/2001 che stabilisce, tra le varie cose, che:
  • si deve essere autorizzati dal Ministero per poter coltivare OGM
  • gli OGM non devono entrare in contatto con le colture convenzionali
  • viene istituita una commissione apposita per dire cosa significhi non entrare in contatto con le colture convenzionali
  • chi semina OGM senza autorizzazione viene punito con condanna penale da 6 mesi a 3 anni o ammenda
  • gli OGM devono essere marchiati in modo evidente e anche se presenti in quantità inferiori allo 0,9% deve comunque essere indicato in etichetta la loro presenza
  • non è consentito ai produttori di sementi presenti sul territorio nazionale commercializzare nemmeno piccoli quantitativi di OGM per scopi di ricerca o miglioramento genetico
Tale Decreto sulla razza, che si presenta in aperto contrasto con la norma comunitaria, non è mai stato, come richiesto dalla procedura comunitaria, notificato a Bruxelles.

2002 - Il Ministro Alemanno (AN) ribadisce il blocco della sperimentazione OGM, nonostante in campagna elettorale l'indicazione fosse stata di segno opposto. Da allora non riaprirà più.

2005 - Emanazione della Legge 5/2005 sulla coesistenza. Prevede la predisposizione da parte delle Regioni delle norme di coesistenza. Dai tavoli emerge un documento di cui le Regioni vanno fiere: "siamo soddisfatti perchè abbiamo fatto dei calcoli e con queste norme rendiamo di fatto impossibile la coesistenza a livello nazionale".
Ora la legge è stata in gran parte abolita e, siccome non vi sono i piani di coesistenza è vietato coltivare gli OGM punto e basta.

2010 - Il TAR e il Consiglio di Stato danno ragione agli agricoltori. Devono poter coltivare gli OGM autorizzati in Europa e il Ministero deve dare il via libera. La mancanza dei piani di coesistenza non può essere un modo per ledere il diritto di semina.

2010 - Zaia rilascia un de-cretino che vieta all'agricoltore vincitore presso il Consiglio di Stato (Silvano dalla Libera) di coltivare OGM. La motivazione è che mancano i piani per la coesistenza, in barba alle sentenze del TAR e del CdS, e in ogni caso questa sarebbe impossibile.
Peccato che la scienza dica un'altra cosa, ma politica e scienza è difficile vadano a braccetto:
La coesistenza tra i diversi sistemi agricoli è pertanto possibile rispettando i criteri indicati dalla Raccomandazione europea: trasparenza, scientificità, proporzionalità e specificità, e promuovendo azioni di monitoraggio e gestione delle pratiche di coesistenza adottate.

In ogni caso, come volevasi dimostrare, il de-cretino non viene nemmeno in questo caso notificato a Bruxelles.


Le domandone!

Ed eccoci alle domande conclusive.

Può essere accettato un richiamo alle legalità da parte di chi negli ultimi 10 anni ha sistematicamente disatteso il diritto comunitario?

Che senso ha parlare di riapertura della sperimentazione OGM (di un OGM peraltro già coltivato in tutto il mondo e già sperimentato in Italia nel 1997-1998 e 2005) se poi non è pensabile una sua libertà di coltivazione?

Le sperimentazioni fatte, in modo roccambolesco, nel 2005 ci hanno detto che il MON810 ha dimostrato di poter contenere il problema fumonisine in Italia. Questi dati sono però stati tenuti nascosti in un cassetto dell'INRAN per 2 anni. C'era forse dietro una volontà politica?

Le norme di coesistenza su cui stanno lavorando (?) le Regioni ignorano completamente i risultati della ricerca scientifica (svolta anche in Italia) e servono solo per dare una pezza giustificativa al no politico agli OGM. Ha davvero senso pensare che la politica possa gestire il tema OGM in modo serio e non solo sondaggistico?

Il de-cretino Zaia, con il quale si impedisce AL SOLO DALLA LIBERA* la semina di OGM, è un atto illegittimo che disattende DELIBERATAMENTE ed in modo EVIDENTE ben 2 sentenze della magistratura e il diritto comunitario. Si fonda inoltre su di un altro atto illegittimo che è il Dlgs 212/2001.


Esso peraltro serve unicamente a privare un "libero" cittadino di un suo legittimo diritto.

Che significato ha rispettarlo?



Se volete che gli agricoltori stiano nella "legalità" prima forse si dovrebbe spiegare meglio di che "legalità" si sta parlando e di quale "legittimità" essa abbia.



* trattasi infatti di de-cretino ad personam, mica si può dare del cretino a tutti così, indiscriminatamente, no?

mercoledì 7 aprile 2010

Aspettando Galan

Pare dunque che il nuovo Ministro designato dell'Agricoltura, così come emerso dalla cenetta di Arcore, sia Giancarlo Galan, ex "governatore" del Veneto.

Il che, per ora, come quando venne il turno di Zaia, presenta più incognite che certezze. Senza dubbio però, peggio dell'ingelatinato ex Ministro leghista, sarà difficile operare. Spieghiamoci meglio.

Zaia si è meritato questo giudizio non tanto per aver venduto l'immagine del made in Italy per una porzione di patatine fritte al Mc Donald o per essersi dichiarato contrario agli OGM. Questo rientra nel suo diritto/dovere di Ministro: compiere scelte di politica agro-alimentare per il bene del paese. I fatti e gli elettori lo giudicheranno.

Il suo essere tra i peggiori è legato a come ha compiuto tali scelte. Ovvero ignorando i dati e le esigenze del nostro sistema agro-alimentare e soprattutto calpescando (o cercando di calpestare) il diritto nell'intento di ottenere i suoi scopi.

Per lo meno Galan, nel suo fino ad ora non occuparsi di agricoltura, è riuscito a non rendere il Veneto una Regione OGM-free, speriamo che la cosa sia di buon auspicio.


P.S. Non abbiamo dubbi sul fatto che comunque già da oggi è iniziato l'assalto dei gialli (Coldiretti, NdL) al nuovo Ministro...

venerdì 19 marzo 2010

de-cretino anti-OGM

E' così, come da noi anticipato, Zaia ha firmato un decreto in cui rifiuta di ottemperare alla sentenza del TAR e alla sentenza del Consiglio di Stato, e non autorizza gli agricoltori, che ne avevano fatto richiesta, a coltivare OGM.

La storia è raccontata splendidamente, come al solito, da Anna Meldolesi.

Noi qui vorremmo aggiungere un paio di considerazioni più tecniche sul de-cretino.

Innanzitutto appare opportuno rinfrescare la memoria e riprendere in mano le 2 sentenze.


Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato ha sancito che gli agricoltori hanno il diritto di coltivare nella PROPRIA azienda gli OGM autorizzati in Europa, a meno che non sussistano indicazioni di rischio sanitario o ambientale. Piani di coesistenza approvati o meno.

Poichè indicazioni di rischio non sussistono, il diritto degli agricoltori va rispettato.

"Anche il richiamo al principio di precauzione, a sostegno dell’impossibilità per l’Amministrazione di istruire e concludere i procedimenti autorizzativi, si palesa nella specie inconferente, non avendo l’Amministrazione indicato specifici studi scientifici ai quali potrebbe essere eventualmente ricondotto un rischio per la salute umana, o altri beni o diritti fondamentali


TAR


Il TAR ha sottolineato che la coesistenza, che norma unicamente aspetti economici, non può essere addotta come scusante per bloccare gli OGM.

"Il senso della normativa è stato dettare le regole che garantiscono la tutela dell'ambiente, della vita e della salute di uomini, animali e piante, in modo che l'emissione in campo aperto e la vendita di un prodotto conforme a dette regole, e perciò autorizzato, non possano essere impedite posto che, fino a prova contraria, tale prodotto non deve essere considerato un pericolo".


In sintesi entrambi dicono: finchè non provate che esiste un pericolo sanitario o ambientale, non potete vietarli. Se poi volete normare anche la coesistenza: meglio. Ma questo è affar vostro e se non lo fate non potete usare la vostra inefficienza per ledere il diritto di semina degli agricoltori... chiaro?



de-cretino

Zaia ha fin da subito chiarito che lui era al di sopra della legge e che non avrebbe permesso il rispetto del diritto di questi agricoltori. E così è stato. E' così che è nato l'attuale decreto.

Sarà per pudore, ma on-line non si trova.

Siamo comunque riusciti a rintracciarne una copia e possiamo dirvi che effettivamente, se questa è la cultura giuridica di questa gente, siamo messi davvero male.

Anna Meldolesi ha già ampiamente riportato il suo contenuto. Noi siamo però stati particolarmente colpiti da 3 elementi del testo:

1) Vuoto normativo. Il testo cita il parere della Commissione Stato-Regioni per le sementi geneticamente modificate. Peccato che questa, a quanto pare, parli di cose che non conosce. Cita infatti la Raccomandazione europea 556/2003 sulla coesistenza, e ad essa cerca di far risalire la necessità di avere una "contaminazione" dei campi non-OGM pari allo zero tecnico (0,01%).

Peccato che la Raccomandazione non dica nulla di tutto ciò, anzi, semmai affermi il contrario sostenendo che:

Le misure relative alla coesistenza devono rispondere a criteri di efficienza ed efficacia economica ed essere proporzionate. Occorre evitare che esse siano più rigide del necessario per garantire che i residui accidentali di OGM si mantengano al di sotto delle soglie di tolleranza fissate dalla normativa comunitaria.

Ora, la soglia di tolleranza fissata dalla normativa comunitaria, anche per il biologico, non è lo 0,01%, ma bensì il ben più gestibile

0,9%!!*


Ancor più ridicolo il fatto che in Italia è ammesso che la semente abbia, di per sé stessa, una presenza accidentale di OGM dello 0,05%!! Ovvero, i campi, già di per sé, mostrano una presenza - legale - di OGM fino a 5 volte superiore a quella che loro vorrebbero garantire e tutelare!

Viene da chiedersi su che testi normativi i membri di questa Commissione si siano formati. Certo è che non ci si può aspettar molto da un organo strutturalmente illeggittimo in quanto non previsto dall'ordinamento comunitario e non segnalato, come di dovere, dallo stato italiano all'UE. A quanto pare ci troviamo quindi davanti ad una commissione di analfabeti del diritto creata da analfabeti del diritto per impedire l'esercizio di un diritto. Evviva!


2) Gli OGM funzionano. Nel testo vi è l'ammissione che gli OGM riducono l'uso di insetticidi! E questo viene indicato come disvalore dal testo!


3) Ignoranza dell'italiano. Nel testo vi è esplicito riferimento sia alla sentenza del TAR che del Consiglio di Stato. Lì dicono di averle viste, ma evidentemente, non le hanno capite.

Ve le ricordate? Non si può usare la coesistenza come pretesto per vietare gli OGM.

Infatti su che basi respingono la richiesta degli agricoltori?

Non può essere garantita la coesistenza.

Forse i giudici, la sentenza dovevano scriverla in 2 lingue: italiano e veneto. Chissa, magari...



(*) Per amor di completezza, e per fugare il dubbio che la coesistenza sia davvero impossibile, vi riportiamo qui una sintesi delle distanze tra OGM e non-OGM richieste per mantenere la commistione accidentale sotto lo 0,9%.


In sostanza, la scienza dice che 20-40 metri bastano e avanzano. Ecco, per arrivare allo 0,1% arriviamo a 150 metri, ma oltre non si va.

A quanto pare, però, la politica sembra pensarla diversamente.

probabilmente sì, parafrasando Anna Meldolesi, il polline lussemburghese e quello friulano sono davvero superdotati.
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