Saremo brevi. Volevamo solo segnalare che l'ispettore Clouseau degli OGM (per gli amici Seralini) ha colpito di nuovo (con forza la testa).
Pur essendo riuscito a piazzare su di una rivista (di dubbia - nel senso di non nota - qualità) un nuovo paper che denuncerebbe la disruptività totale degli OGM oggi in commercio, pare che abbia pigliato piuttosto l'ennesima cantonata.
Secondo lui (dopo averci già provato per il MON863), rianalizzando i dati degli studi sull'alimentazione di topi con OGM, si dovrebbe evincere che non solo il MON863, ma anche il MON810 e l'NK603 sarebbero letali (o quasi) per i topini spappolando loro reni, fegato, cuore, milza e midollo.
Errare humanum est, sed perseverare diabolicum
La cosa che però fa ridere è che nel paper:
de Vendômois JS, Roullier F, Cellier D, Séralini GE. A Comparison of the Effects of Three GM Corn Varieties on Mammalian Health. Int J Biol Sci 2009; 5:706-726.
il nostro amico commette gli stessi errori statistici che aveva già commesso nel suo precedente lavoro! (gli errori li avevamo già ampiamente commentati qui)
Questa volta però l'EFSA è stata abbastanza solerte ed eccovi, fresco fresco, il suo responso:
Il GMO Panel conclude che le affermazioni degli autori, di nuovi effetti collaterali indicanti tossicità per i reni ed il fegato, non sono supportati dai dati presentati. Non vi è nessuna nuova informazione che porti a rivedere le opinioni sulla sicurezza dei tre eventi OGM.
Il GMO Panel nota che diverse critiche alla statistica del precedente studio degli autori, sono ugualmente applicabili anche a questo nuovo articolo.
Il full report lo travate qui con tutti i dettagli del caso.
Deve comunque piacere molto a Seralini fare figure di M__A (5 lettere). Bisogna avere un certo fegato (che si nutra di OGM?!) per riproporre due volte di fila la stessa minestra avariata credendo che i commensali non se ne accorgano.
Valla a capire certa gente tu...
Stiamo sperimentando alcuni problemi con la funzione "leggi tutto...". Si invitano i lettori, qualora riscontrassero il problema, ad accedere ai testi integrali attraverso i titoli dei post.
lunedì 8 febbraio 2010
Seralini colpisce ancora (e si fa molto male)
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Lancillotto
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03.48
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giovedì 4 febbraio 2010
IPCC: Voodoo Science?
Poichè la battaglia sul clima infuria, ma in pochi me parlano, ci pareva giusto dare un aggiornamento e offrire qualche risorsa aggiuntiva per capire a che punto siamo.
Tra i fatti più rilevanti di questi ultimi giorni vi è senza dubbio la presentazione del nuovo libro di Pachauri, presidente dell'IPCC. Il libro, Return to Almora, è imperniato sul rapporto tra cambiamenti climatici e sesso. Senza dubbio tema da approfondire.
Voodoo Science a chi?
La presentazione di tale sudata opera avviene più o meno in concomitanza del Beau Geste dell'IPCC con cui, l'organo para-politico più potente del mondo, ha dimostrato di saper fare autocritica, ammettendo di aver commesso un piccolo errore nella velocità di regressione dei ghiacciai himalayani. No, pare non si scioglieranno entro il 2035 (o, come indicava la NASA, nel 2030). La stima più quotata (se tutto rimane com'è) è semmai il 2350.
Il fatto, di per sè nobile, in realtà ha solo aperto, a quanto pare, il vaso di Pandora (Avatar? Gli fa un baffo). Infatti il gesto non è stato per nulla spontaneo, anzi. Viene dopo che Jafar (alias Pachauri) giusto nel novembre scorso aveva liquidato con un: "Voodoo Science" uno studio del Governo Indiano che affermava che in realtà i ghiacciai himalayani non hanno aumentato significativamente la loro velocità di scioglimento.
La ricostruzione della vicenda ha inoltre rivelato che la Voodoo Science, semmai, stava nel claim dell'IPCC, in quanto basato su di un documento del WWF che riportava le dichiarazioni di un glaciologo rilasciate durante un'intervista a New Scientist. Considerazioni (di terza mano) diciamo non propriamente solide da un punto di vista scientifico.
Se non bastasse, il glaciologo stesso, tal Murari Lal, che ora lavora per Pachauri, sconfessa la data e aggiunge (incredibilmente) che "sì, non erano informazioni proprio scientifiche, ma siccome consentivano di fare pressione sui policy-maker abbiamo deciso di inserirle lo stesso". E nessuno dei 500 "esperti" che hanno controllato il documento, ops, se ne è accorto. La vicenda, SE non fosse vera, farebbe ridere...
WWF, Greenpeace e Novella3000
La storia dei ghiacciai, di per sè marginale, ha aperto una voragine in quanto ha mostrato come, nello scrivere i suoi report, l'IPCC non abbia disdegnato di usare materiale quantomeno di seconda mano se non proprio scarti industriali, quando serviva a tirare acqua al suo mulino. Insomma, un po' come comprare il grana fatto con la segatura. Un barolo al metanolo... Ed ecco che quindi si scopre che anche le previsioni sull'amazzonia si devono ad un Action Paper del WWF (ed è decisamente male accompagnato), anche Greenpeace non scherza ed infatti non solo piazza diversi suoi paper nell'IPCC, ma anche alcuni suoi uomini in posti chiave nella redazione di documenti targati IPCC.
Ma non temete, Jafar ci spiega che loro mica prendono articoli di giornale e li pubblicano sull'IPCC. Loro prendono solo i migliori scienziati e la migliore scienza disponibile! (cfr. min 1'15")
Peccato però che non solo si siano presi tra gli "esperti" fior fiore di attivisti, che 500 di tali sedicenti esperti non si siano accorti che per sciogliere l'himalaya ci vogliono almeno 300 anni e non 30, ma che ci siano anche diversi articoli di giornali e riviste tra le sue referenze. Tra cui quella qui accanto.
Fin qui folklore
Fin qui però, diciamocelo, è solo voodoo (banale anedottica e si potrebbe continuare all'infinito senza venirne a capo). Nulla di quello che abbiamo evidenziato mette in crisi il cuore del report dell'IPCC. Sì, si sono lasciati prendere la mano in alcuni punti, si sono distratti in altri, ma solo cose veniali: il mondo si sta scaldando per mano umana (perchè ha il pollice opponibile). Se non facciamo subito qualcosa friggiamo tutti. Questo non è minimamente scalfito da quanto visto finora.
Le cose cambierebbero se si scoprisse ad esempio che i gruppi paleoclimatici (che si sono cioè fatti carico di ricostruire lo storico delle temperature globali mostrati nell'IPCC) si sono messi d'accordo per mascherare ed aggiustare i dati al fine di dimostrare una tesi precostituita; Impedire la pubblicazione di articoli scomodi; Chiudere l'accesso ai dati a chi non condivideva il medesimo spirito warmista. Ecco, in effetti tutto ciò è avvenuto e, solo grazie ad un hackerino (?) oggi sappiamo come operava la gang del bosco. No, non ci credete? Beh, leggetevi questa bella ricostruzione dei carteggi CRU.
Non siete convinti? Crediamo che in ogni caso, Jones e Mann, non dormano da mesi perchè non riescono a togliersi la marmellata dalle mani.
Le cose cambierebbero se si scoprisse che le stazioni metereologiche monitorate per costruire la temperatura globale a terra sono passate negli ultimi 20 anni da 6.000 a 1.500 e, ops, siano sparite proprio quelle in quota o nelle zone rurali (generalmente più fredde) o che per calcolare l'anomalia termica di una zona si utilizza come referenza una stazione a 1.200 km di distanza (un po' come prevedere, dai dati presi da una stazione a Roma, l'andamento climatico in Germania e Tunisia). Fa ridere, lo sappiamo, ma ad esempio la Bolivia, che non ha stazioni meteo monitorate, presenta una elevatissima anomalia termica. Incredibile no? Il potere dell'IPCC. Che il 90% delle stazioni climatiche monitorate (nei soli US) presentano errori nella misurazione superiori a 1°C! Che (nonostante tutti noi sappiamo - per esperienza diretta - che in città fa sempre più caldo che in campagna) i software della NASA non tengono conto delle isole di calore urbane perchè ritenute trascurabili. Sì, proprio così.
Beh, ecco, allora, se tutto questo fosse vero (e purtroppo lo è) allora qualche dubbio, se permettete, è legittimo.
In ogni caso il warming c'è. Resta da capire per colpa di chi, sai mai cosa ti scopre la scienza.
DISCLAIMER
BBB! non ha una posizione definita sul GW, diciamo che non si sente ancora del tutto convinto che sia AGW. Almeno alla luce dei dati oggi disponibili. A supporto del suo "scetticismo" vi è tra l'altro il fatto che tutti coloro che con tanta solerzia sparano (quotidiane) boiate sugli OGM, credono, supportano e sono fonte primaria di informazione per i vari report dell'IPCC oltre a concordare le migliori strategie comunicative con gli "scienziati" che vendono l'AGW. E' vero, per il semplice calcolo delle probabilità è possibile che ci becchino, ma preferiremmo affidarci alla scienza, quella vera.
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Artù
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domenica 31 gennaio 2010
Questo Ministro ci salverà dagli OGM!


Qui potete trovare l'articolo originale del Guardian... certo è che Zaia, che si mette contro i maiscoltori italiani perchè vogliono coltivare OGM (e ne hanno il diritto), per spacciare il Made in Italy nei Mc, non solo è ridicolo, ma anzi, autolesionista.
Ci dispiace tanto per i veneti, ma ci auguriamo che se lo becchino, almeno per un po', loro...
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Lancillotto
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venerdì 29 gennaio 2010
Ed ora un "Decreto Amato" BIS?
E così, dopo anni di lotta (la vicenda inizia il 10 marzo 2007), il Consiglio di Stato ha dato ragione alla Azienda Agricola Silvano Dalla Libera.
Il Cosiglio di Stato ha infatti sancito che Dalla Libera ha il diritto di coltivare nella sua azienda gli OGM autorizzati in Europa. Piani di coesistenza regionali approvati o meno.
Non stiamo qui a tediarvi con i dettagli della vicenda che troverete ampiamente descritti nel bel post di Bressanini.
Qui vorremmo invece brevemente ragionare con voi di cosa succederà ora. Perchè, guardiamoci nelle palle degli occhi, qualcuno di voi crede davvero che lascino passare la cosa così? Liscia? Oddio, tutto è possibile, ma i precedenti non sono molto favorevoli.
Ci furono infatti altri 2 momenti storici in cui l'introduzione di OGM nel nostro paese si era fatta improvvisamente "prossima" e la politica non se ne stette con le mani in mano.
Il Decreto Amato
La prima volta risale al 2000. L'allora Ministro Pecoraro, giocando sulla debolezza del governo tecnico di allora (Amato II) e sulla canicola estiva, il 4 agosto, faceva passare in Consiglio dei Ministri un provvedimento poi battezzato "Decreto Amato" che bloccava l'importazione di mais OGM in Italia.
In quel caso non si trattava di "seme da semina", ma di prodotti derivati in particolare ad uso zootecnico (anche se il dispositivo normativo riguardava all'epoca solo gli alimenti ad uso umano).
Per farla breve, 10 anni fa, il nostro governo approvava un provvedimento che più o meno recitava "l'Istituto Superiore di Sanità dice che non fanno male, ma siccome nelle farine rimane traccia del fatto che sono degli OGM (ma dai![N.d.R]) e non non ci fidiamo e poi non sono state fatte analisi sull'impatto ambientale legato al loro rilascio, allora li vietiamo invocando il sacro principio della precauzione".
Qui vorremmo umilmente far notare che la surrealità del Decreto non colpì solo noi (avete mai visto qualcuno fare l'impatto ambientale di una farina!?!), ma lo stesso Ministro della Salute, tal Umberto Veronesi, che se ne uscì dal Consiglio sbattendo la porta.
Perchè ci interessa? Perchè grazie alla semplice invocazione del padre di tutti i principi -PUF- si sono bloccate le importazioni di mais OGM a uso zootecnico nel nostro paese.
Dati scientifici? ZERO. Nuove informazioni: ZERO. Indizi concreti: ZERO.
Come finì la storia? Nel 2004 il TAR del Lazio, dopo una sentenza della Corte di Giustizia Europea si domandò: ma in 4 anni siete riusciti a tirar fuori un briciolo di pericolosità da questi OGM o stiamo ancora qui a menarci la frasca?
Alla risposta: 'che vò dottò, stammo qui a pija l'ombra.
Il TAR mandò tutto alle ortiche annullando il Decreto fuffa, ma intanto 4 anni - PUF - eran passati.
La legge 5/2005
Verso la fine del 2004 arriva però il Ministro Alemanno che pensa di cambiare strategia. Se non possiamo chiudere agli OGM sparando cazzate sulla loro (non provabile) pericolosità potremmo buttarla in politica usando la Coesistenza. E così nasce la Legge 5/2005.
A cosa serve? A dire che gli agricoltori possono coltivare quello che vogliono tranne gli OGM. Fico no?
Peccato che vada in direzione opposta alla Raccomandazione Europea sulla Coesistenza che centra tutti i suoi sforzi su scientificità, trasparenza e proporzionalità delle misure in modo da lasciare la maggior libertà possibile agli agricoltori.
La legge italiana cerca invece di costruire norme il più restrittive possibile in modo da di fatto impedire la libera scelta degli agricoltori.
Di quell'epoca ricordo poi una dichiarazione uscita dalla conferenza Stato-Regioni in cui si diceva: "siamo soddisfatti perchè abbiamo fatto dei calcoli e con queste norme rendiamo di fatto impossibile la coesistenza a livello nazionale". Bi-Fico!
Com'è finita? Le Marche, che sono ancora più anti-OGM degli anti-OGM, fanno abolire dalla Corte Costituzionale la quasi totalità della Legge 5, è il 2006. E' un tema in carico alle Regioni... Regioni che sono ancora lì a scriversi i piani di coesistenza da ben 4 anni!
WARNING! L'aspetto più interessante della Legge 5 era però il fatto che fino a quando non fossero stati emessi i piani di coesistenza, se uno veniva beccato con una piantina OGM, mica si prendeva la multa. Veniva sbattuto dentro!!!! Coltivare OGM, anche se autorizzati a livello UE, è divenuto in Italia reato penale (Peggio delle grida manzoniane!!).
Dove siamo adesso?
L'articolo 6 comma 2 (quello dell'arresto) è stato abolito dalla Corte Costituzionale. Le Regioni d'altra parte sono ancora in alto mare con i piani di coesistenza. Dunque il nostro agricoltore, in forza di questa sentenza, potrà finalmente seminare senza finire in gattabuia? Stante così le cose potrebbe, magari già quest'anno, per il secondo raccolto a mais magari.
Non è proprio da escludersi però in estremis un colpo di coda dello Zaia nazionale che non si può dire che manchi di fantasia in quanto a panzanate sul tema. O l'avvento di un suo sostituto non migliore. Come si dice: lavora per il meglio e preparati al peggio.
Vi immaginate se ci capitasse una sciroccata come questa?
Intanto se volete andare a votare, il corriere ha aperto un sondaggio sul tema...
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Lancillotto
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giovedì 31 dicembre 2009
Fate largo: arriva la stupidità umana...
Carissimi, affezionati lettori,
volevamo chiudere in bellezza con voi questo 2009 che se ne va, per lasciare il posto ad un brand new 2010.
Un 2010 che avrà l'onore di raccogliere alcuni anniversari importanti:
- 25 anni dal lancio dei primi progetti EU-funded sulla sicurezza degli OGM
- 20 anni dalla prima Direttiva europea per la coltivazione e commercializzazione degli OGM
- 10 anni dalla possibilità tecnica di utilizzare il Golden Rice per combattere la VAD
Tanto è vero che, nonostante esista una procedura codificata per l'autorizzazione degli OGM, in Europa essi assomigliano a tutt'oggi al fantomatico Signor Godot a causa di astrusi cavilli procedurali, giochetti politici e uso improprio della scienza (paradigmatica la figuraccia di Dimas che è andato a farfalle - qui la puntuale risposta dell'EFSA).Fin qui, di stupidità, se ne è vista già abbastanza direte voi... no, aggiungiamo noi.
Lo STUPID AWARD 2009 va invece all'accoglienza riservata alla cazzata dell'anno: l'Ultra Rice® technology.Il terzo anniversario del 2010, come ricordavamo all'inizio del post, è infatti quello del decennale dalla risoluzione dei vincoli brevettuali all'utilizzo del Golden Rice.
Bene, in 10 anni siamo riusciti, stupidamente, grazie ad i trucchetti di cui sopra, a rallentare e rinviare il lancio del Golden Rice nei paesi in cui la VAD è un problema.
L'abbiamo fatto ad esempio chiedendoci se il Golden Rice (un riso arricchito in B-carotene!) avrebbe ucciso farfalle, fosse bioassimilabile, avrebbe portato ad ipervitaminosi, risolto alla radice il problema della VAD o l'avrebbe solo alleviato (e allora non va bene!) e chi più ne ha più ne metta...
Il motivo di tanto accanimento? Il Golden Rice è un OGM e in quanto tale è possibile impedire LEGALMENTE il suo utilizzo "in campo" per circa suppergiù 12 anni. E, nonostante lo scopo umanitario e la sua conclamata innoquità, abbiamo fatto di tutto perchè questo tempo massimo fosse rispettato.
L'Ultra Rice® technology
Ma perchè ci interessa l'Ultra Rice® technology? Semplice. L"associazione" no-profit (PATH) che l'ha inventata ha vinto $ 50.000. Peccato che li abbia vinti per aver creato il Golden Rice sintetico.
Ovvero questi signori si sono inventati la trovata del secolo: prendono del riso, lo macinano, aggiungono alla farina ottenuta B-carotene e altri micronutrienti e rifanno i chicchi di riso!! ovvero con questo impasto ci stampano delle pasticche a forma di chicco di riso (la signora qui accanto, responsabile del progetto, ci tiene a sottolineare che sono "uguali agli originali!" WOW) da miscelare con quelli normali in rapporto 1:100. Stupendo!Ehi! mia nonna fa le tagliatelle con gli spinaci e le carote da una vita... voglio anch'io $ 50.000!
Penso poi che ci siano diversi pasticcari che potrebbero citarli in giudizio per aver copiato la forma della pillola magica...
Alcune considerazioni un po' più serie
1) questo approccio non differisce sostanzialmente dalla pratica attuale - rivelatasi scarsamente efficace - della distribuzione di integratori di vitamina A (una pasticca a forma di riso rimane pur sempre una pasticca che devi produrre, distribuire e spiegare come usare)
2) questa tecnologia era già in discussione all'IRRI 10 anni fa, ma sollevava problemi legati al fatto che il B-carotene sintetico è dell'isomero sbagliato e presenta una bioassimilazione più difficoltosa. Qualcuno ha per caso richiesto tutte le analisi del caso? E' esistito un iter autorizzativo simile a quello del Golden Rice? A quanto pare migliaia di persone stanno già facendo da cavia usando queste pasticche. Dov'è Vandana Shiva?
3) il sistema è assolutamente "meno potente" del Golden Rice, che offre un seme da coltivare e riprodurre in loco, in quanto intrinsecamente rende le persone dipendenti dalla disponibilità di pasticcari e associazioni "umanitarie" che sostengano le spese (continuative) per la produzione e distribuzione di risopasticche alle persone a rischio VAD. Veramente saggio.
In conclusione
Abbiamo fatto di tutto per impedire l'uso del Golden Rice che avrebbe permesso a quelle popolazioni di coltivarsi in casa uno strumento per autoproteggersi dalla VAD.
Ora, senza fiatare, permettiamo a associazioni specializzate nel controllo delle nascite (chissà cosa ci mettono dentro ;) ), di distribuire pasticche di riso che non risolveranno il problema e anzi aumenteranno la dipendenza delle popolazioni sottoposte a VAD.Sempre meglio di niente, ma una riflessione non guasterebbe.
Buon 2010!
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Lancillotto
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domenica 20 dicembre 2009
Ma Nature che fa?
E’ da un po’ di anni che Nature, ritenuta la più prestigiosa rivista scientifica mondiale, ci perplime per il suo atteggiamento rispetto al tema OGM. Sulle sue pagine hanno infatti trovato spazio, nell’ultimo decennio, non solo articoli scientificamente inguardabili (e, ops, rigorosamente contrari agli OGM), ma, soprattutto nell’ultimo periodo, anche analisi e notizie sul tema scritte all’apparenza da un militante di Greenpeace.
Una cronistoria
La farfalla monarca
Tutto ebbe inizio con la bufala della farfalla monarca. Era il 1999, e Losey vede pubblicato sulle pagine di Nature il suo studio in cui lascia crescere le larve della monarca su foglie su cui è stato depositato del polline di un mais Bt (che è una tossina specifica contro i lepidotteri). La mortalità delle larve aumenta, peccato che lo studio non abbia nulla a che vedere con le condizioni di campo per tutta una serie di motivi bene esplicitati e riassunti un paio di anni dopo da Minorsky (qui una errata corrige). In sintesi, dei tre eventi principali in coltivazione, Losey aveva usato l’unico che mostrava una tossicità significativa per le larve di monarca (l'evento Bt 176) che peraltro risultava coltivato allora su meno del 2% della supercifie a mais OGM.
Se anche avesse rappresentato l’80% del totale, nelle condizioni di campo solo il 6% delle larve sarebbero state a rischio, con un impatto sulla popolazione adulta pari a ZERO.
Insomma, sloppy science unita alla necessità da parte delle NGO di argomenti contro gli OGM, hanno creato una leggenda metropolitana che ha infuocato i media in quegli anni e ancora oggi fa capolino qua e là sulla rete. Grazie Nature!
Il mais messicano
Nel 2001 Nature fa il bis: Quist e Chapela pubblicano sulle sue pagine un articolo in cui sostengono che i transgeni presenti nel mais Bt erano introgrediti, ovvero si erano inseriti tramite incrocio nel genoma delle varietà locali messicane (peraltro in posizioni strane, quasi saltellassero qua e là per il genoma come dei trasposoni). L’articolo, a seguito di una analisi più approfondita, viene poi di fatto “scaricato” dal giornale in quanto i risultati sembrano probabilmente frutto di una certa incompetenza da parte degli autori che hanno preso per dei veri positivi dei falsi positivi. La tecnica usata, un particolare tipo di PCR, dà infatti spesso artefatti. Nonostante i signori abbiano preso lucciole per lanterne ecco ripartire di nuovo il gran casino mediatico. Insomma, se lo dice Nature: sarà vero!
Se la cosa può interessare, anche in questo caso, scienziati più seri, come Allison Snow (ecologa con posizioni tuttaltro che tenere verso gli OGM) hanno riportato di non aver trovato neanche un transgene Bt dopo aver esaminato 150.000 campioni di mais provenienti dalla regione di Oaxaca, incriminata da Quist e Chapela.
La cosa comunque circola, anche in questo caso, ancora per la rete e con risvolti a dir poco surreali. Per inciso, se anche fossero stati veri i risultati di Quist e Chapela, la risposta giusta sarebbe stata... e allora?
Passano gli anni, e 8 son lunghi…
A quanto pare, dopo allora, nuovi articoli contro gli OGM non sono più usciti sulle pagine di Nature (vuoi perché non ve ne siano stati, vuoi perché Nature abbia scelto di evitare altre figuracce). Non è però che questo impedisca alla rivista di occuparsi del tema. Nel 2009 infatti sono usciti due pezzi interessanti.
Il primo, a firma di E. Waltz, in cui si sostiene che ci sia un gruppo di scienziati che critica di proposito tutte le ricerche che mettono in luce i potenziali problemi degli OGM (ops, proprio quelli che hanno criticato - a ragione - i 2 pezzi storici di Nature!). Secondo la rivista, l’opposizione di questi scienziati è dovuta non a puro spirito di rigore scientifico, bensì ad una difesa ad oltranza degli OGM con l’effetto di intimidire coloro che fanno ricerca nel settore dei rischi dei transgeni (sic!). Resta da chiedersi però come mai "questi" scienziati abbiano sempre visto confermare dalle controanalisi e dagli approfondimenti di indagine le proprie critiche ai pezzi pubblicati da Nature (e non solo da Nature).
Il secondo è una notizia riportata da R. Dalton dove, partendo dal via libera alla coltivazione del mais GM in Messico, si citano una pletora di attivisti che si stracciano le vesti per l’accaduto e dove addirittura si arriva a parlare di “natural maize”, un concetto che, se non fosse apparso su Nature, farebbe ridere un qualunque agronomo.
Il mais naturale infatti non esiste (a meno che non si parli di teosinte, che però è tutta un’altra cosa - cose si può notare in figura). Il mais è stato infatti DISEGNATO da secoli di attività di selezione UMANA, adattato per essere impiegato in tutte le agricolture del mondo e, senza la cura costante dell’uomo, anche il cosiddetto “natural maize”, si estinguerebbe in poche generazioni (lo dice lo stesso Nature!). Peraltro in Messico, da decenni, sono coltivati ibridi di mais commerciale che – geneticamente – hanno poco o nulla a che spartire con le varietà locali storiche messicane, ma non pare che esse si siano “pervertite” a causa di sporadici cross breeding. Per quale ragione dovrebbero farlo se l’ibrido in questione è un OGM?
Il Nature che vogliamo
Un tempo Nature a questa domanda avrebbe risposto senza esitazione che “The same physical and biological laws govern the response of organisms modified by modern molecular and cellular methods and those produced by classical methods … no conceptual distinction exists between genetic modification of plants and microorganisms by classical methods or by molecular techniques that modify DNA and transfer genes” (da un editoriale di Nature del 1992).
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Artù
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giovedì 3 dicembre 2009
Peer Review A.D. 1945
Il mondo della scienza viene spesso percepito come un mondo asettico, oggettivo, fatto di persone "pulite", con il camice bianco e il taschino sempre pieno di penne.
Beh, non è proprio così. Basta guardare cosa è successo con il climagate.
Ora qui vi presentiamo un documento d'epoca strepitoso (1945), un documento da history channel, che mostra come funziona "davvero" il processo di peer review con cui viene valutata la qualità di una pubblicazione scientifica. Ci scusiamo per i sottotitoli presenti solo in inglese.
Nota a margine
In nuova Zelanda hanno scoperto che i dati climatici forniti all'IPCC sono stati "aggiustati". La spiegazione ufficiale è che le stazioni, negli anni, sono state spostate (1 volta). Il problema è che gli aggiustamenti effettuati insomma, non è che presentino proprio una logica stringente.
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Lancillotto
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mercoledì 25 novembre 2009
Oh my... climate!
From: Phil Jones
To: ray bradley ,mann@xxxxx.xxx, mhughes@xxxx.xxx
Subject: Diagram for WMO Statement
Date: Tue, 16 Nov 1999 13:31:15 +0000
Cc: k.briffa@xxx.xx.xx,t.osborn@xxxx.xxx
Dear Ray, Mike and Malcolm,
Once Tim’s got a diagram here we’ll send that either later today or first thing tomorrow.
I’ve just completed Mike’s Nature trick of adding in the real temps to each series for the last 20 years (ie from 1981 onwards) amd from 1961 for Keith’s to hide the decline. Mike’s series got the annual land and marine values while the other two got April-Sept for NH land N of 20N. The latter two are real for 1999, while the estimate for 1999 for NH combined is +0.44C wrt 61-90. The Global estimate for 1999 with data through Oct is +0.35C cf. 0.57 for 1998.
Thanks for the comments, Ray.
Cheers
Phil
Prof. Phil Jones
Climatic Research Unit Telephone +44 (0) xxxxx
School of Environmental Sciences Fax +44 (0) xxxx
University of East Anglia
Norwich Email p.jones@xxxx.xxx
NR4 7TJ
UK
_____________________________
Questa è solo una delle mail che un hacker ha rubato dal server del CRU, centro di ricerca inglese sul clima.
Tra le perle trovate, ad esempio, c'è anche questa dichiarazione di un ricercatore:
"penso che taglierò gli ultimi punti dalla curva prima del mio prossimo discorso, in modo che quel trend verso il basso sembri l’effetto della fine della serie, piuttosto che il risultato dei recenti anni freddi"
Chiaro, no?
Cosa sta succedendo?
Insomma niente di buono sul fronte del clima. Paradossalmente, non tanto per il contenuto di queste mail. Scienziati intrallazzoni, bugiardi, ideologizzati, incompetenti o semplicemente opportunisti ci sono sempre stati: sono uomini (il Consiglio dei Diritti Genetici italiano ad esempio ne presenta un ampio campionario, e non dimentichiamoci che anche qui in Italia abbiamo sperimentato non molto tempo fa l'insabbiamento di dati in quanto favorevoli agli OGM), e di per sè la scienza ha gli anticorpi per liberarsene.
Non c'è niente di buono invece perchè, nonostante la pratica di guardare dal buco della serratura la vita altrui sia così in voga nel nostro paese, l'unico giornale italiano a parlarne è stato il Foglio. Data 20 novembre.
Bisogna aspettare fino al 22 per avere un articoletto, assai dubitativo peraltro, da parte del Corriere. Repubblica(*) nemmeno ci si mette. Lascia il pallino a Kataweb, che si limita a rimandare al pezzo del Corriere. Che fantasia.
A quanto pare dunque gli "scienziati" del clima, dopo aver convinto, "emotizzando", i potenti del mondo che stavamo friggendo, e averci costretto a pagare multe salatissime per non aver rispettato riduzioni di emissioni di CO2 tanto irrealizzabili quanto inutili, si sono accorti che il loro riscaldamento, diciamo così, ci sta ancora pensando (assomiglia tanto alla fine del mondo dei testimoni di geova). Ed ecco spiegato il perchè il dibattito si è così fortemente spostato dalla scienza alla politica, con tanto di dichiarazioni davvero di alta moralità scientifica.
Clima vs. OGM
Perchè ne parliamo su BBB! ? per 2 semplici e banali motivi.
1) La teoria del surriscaldamento globale di origine antropica è una delle bandiere dell'ambientalismo moderno così come la lotta agli OGM. Questa teoria, prima che su dati scientifici, è basata su una posizione ideologica: uomo = causa di tutti i mali del mondo.
Il fatto che, quando gli --scienziati?-- attivisti che la promuovono non trovano rispondenza tra realtà e teoria, scelgano sistematicamente di mistificare la prima, ricalca peraltro esattamente quanto è successo in tema di OGM negli ultimi 2 decenni e non fa altro che dare forza al fatto che ci sia molta più ideologia che scienza in questa faccenda.
2) Ci si domanda con pacatezza del perchè ad ogni stormir di fronda sugli OGM, i giornali si inzuppino di inchiostro(**) ed i siti degli attivisti di ogni parte gridino all'imminente fine del mondo, mentre in questo caso è scesa subito la coperta della nonna a nascondere il tutto.
Questo nonostante il fumus boni iuris ci sia per dire che qualcuno, per meri interessi ideologici - accademici - professionali sta nascondendoci dati importanti al fine di imporci scelte pre-confezionate (da lui, magari con qualche noto amichetto che quatto quatto evita di commentare). Decisioni che ci costeranno un pacco di soldi e che serviranno a non risolvere un problema che forse, dati nascosti alla mano, nemmeno esiste. Risorse che probabilmente potrebbero essere meglio e più proficuamente utilizzate altrove.
Voi con i 550 milioni di euro di multe per il mancato rispetto di Kyoto cosa ci avreste fatto?
Nota a margine
* Sì, è la stessa Repubblica 3000 che ci ha stracciato per mesi con le trascrizioni dei più inconfessabili (?) dialoghi tra Mr. B e una signora "coraggiosa che ha il coraggio di parlare". Chissà perchè questa volta si sono fatti sfuggire questo giro di mail, forse che non era sufficientemente piccante?
Eppure a noi personalmente di ciò che fa la sera Mr. B non frega una cippa, interessa invece sapere se i dati sul clima che ci presentano sono veri o se sono disegnati ad hoc per farci credere che hanno ragione loro.
** Vi immaginate il casino se avessero trovato gente che nascondeva dati sulla pericolosità degli OGM?
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venerdì 20 novembre 2009
Capanna veste la giubba...
Stando alle agenzie, pare che il buon Cabana (al secolo Mario Capanna alias Capinna, ecc), non trovando orecchie sensibili alle sue - invero bislacche - iniziative ed esternazioni sugli OGM, abbia, in una sorta di viaggio della speranza al contrario, bussato alle porte libiche chiedendo asilo ideologico, per la sua campagna contro ogni verità scientifica, al compagno Gheddafi.
Un memorabile incontro tra due professionisti del palcoscenico.
Della cosa ha riportato anche Anna Meldolesi con la sua usuale eccezionale salace ironia.
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Lancillotto
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lunedì 26 ottobre 2009
Il futuro (ma non troppo) degli OGM
No, non siamo morti, almeno non ancora. Solo persi tra mille pubblicazioni e convegni...
...ma veniamo a noi!
Spesso i sedicenti esperti in ogiemmeologia, gonfiando il petto, si lanciano in dotte dissertazioni sulla obsolescenza delle tecniche alla base degli OGM e si sbrodolano nel rilevare come esse non tengano conto della complessa rete di interazioni che esiste all’interno degli organismi seguendo l'approccio riduzionista della biologia molecolare.
Si veda ad esempio questa dotta intervista a Mae Wan Ho, "scienziata" combattiva e radicale (sì, sì, proprio quella che pensa che il Morgellon sia causato dagli OGM, così come il riscaldamento globale, la morte delle api e anche, forse, le vostre emorroidi. Non le avete? Siete davvero sicuri? Magari stanno complottando per insabbiare la cosa...).
Insomma, sostengono che, se il paradigma è sbagliato (ed E' sbagliato perbacco! lo dicono loro!), anche i prodotti da essi derivati non possono che essere - ontologicamente - sbagliati.
La riprova di ciò è che ad esempio, quando si inserisce un transgene, questo si inserisce a caso nel genoma e quindi causa danni (imperativo categorico). Per forza rompe la complessa catena di interazioni tra geni e proteine e quindi non può che avere effetti indesiderati e quindi impredicibili.
Un esempio?
“Le tecniche attualmente utilizzate non consentono di guidare l'inserimento del gene, ragion per cui esso si sistema a caso nella sequenza del DNA dell'organismo ricevente. Ciò disturba i normali processi di controllo del DNA sul metabolismo, determinando effetti imprevedibili. Il verificarsi di tale situazione è, per altro, inevitabile, dal momento che, per avere successo, il gene estraneo deve essere inserito in una regione in cui il DNA è attivo (la maggior parte del DNA è inattivo e i geni ivi inseriti vanificherebbero l'operazione).”
Poco importa che l'approccio riduzionistico sia alla base di tutto il miglioramento genetico degli ultimi 10.000 anni, poco importa che il miglioramento tradizionale faccia più casini genomici della transgenesi, prima o poi, vedrete, la realtà capirà che loro hanno ragione e la smetterà di fare di testa sua...
Come saranno gli OGM di domani?
Tralasciando le loro farneticazioni per un attimo, sebbene, senza dubbio (scientifico), gli attuali OGM in commercio rappresentino un miglioramento evidente, sia in termini di precisione che di conoscenza genetica delle modifiche apportate, rispetto alle varietà convenzionali, questo non toglie che si possa fare di meglio, anzi che si DEBBA fare di meglio.
Resta infatti - è umano - sempre il desiderio di migliorare le tecnologie per renderle sempre più adatte allo scopo, ovvero, in questo caso, sempre più precise ed accurate. Una di queste tecniche è rappresentata dalla ricombinazione omologa, ovvero la sostituzione di un gene con una sua variante modificata ad hoc. Peccato che fino ad ora era possibile in numerosi organismi, ma non nelle piante. Nei lieviti ad esempio avviene ad altissima frequenza. Poi hanno scoperto che la stessa cosa poteva avvenire anche in eucarioti superiori (es. mammiferi). Per questa scoperta Capecchi ha ricevuto il premio Nobel l’anno scorso (e non è = a quello che si è pigliato Dario Fo).
Nelle piante no, perchè la frequenza di questo fenomeno è ridicola. Almeno lo era fino ad ora. A Maggio 2009 infatti è uscito sulla rivista Nature un lavoro che dimostra che il gene targeting è fattibile anche nelle piante (*).
Ciò significa che quindi oggi possiamo non solo inserire la caratteristica che vogliamo nella pianta che vogliamo, ma che possiamo anche farlo nel punto esatto del genoma che vogliamo.
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Come era prevedibile, dunque, man mano che la ricerca avanza vengono sviluppate tecniche biotecnologiche sempre più precise. Resta da chiedersi:
Se ne accorgeranno i soloni del mondo OGM-free?
Impediranno qualsiasi sperimentazione in modo tale da poter continuare a dire, anche in questo caso, che non se ne sa abbastanza delle conseguenze di questa nuova ancor più distruttiva (perchè? perchè lo dicono loro!) tecnica?
Correggeranno i loro siti web? (altrove non possono pensare di pubblicare le loro sparate)
Di sicuro, la panzana delle farfalla monarca uccise dagli OGM (smontata già nel 2001) circola ancora liberamente... per fortuna le farfalle non bazzicano sul web.
Nota a margine
*In pratica si dirige una endonucleasi verso una sequenza specifica del genoma. L’endonucleasi taglia il DNA generando un DSB (double-stranded break) il quale aumenta grandemente la frequenza della ricombinazione omologa. Il gene da dostituire viene fornito come frammento linearizzato e il gioco è praticamente fatto, con una frequenza intorno a 0.2-4%, valori accettabilissimi perchè permettono di individuare velocemente ricombinanti in popolazioni piccole di trasformanti indipendenti.
La specificità del taglio è determinata da un sito di legame al DNA creato per ingegnerizzazione di proteine con diversi domini Zinc Finger (ZF). Ogni ZF ha una specificità di legame di circa 3 basi. Combinando 3 domini ZF e considerando che la proteina agisce come dimero, in totale si può arrivare velocemente a riconoscere sequenze specifiche di 18 basi.
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Artù
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