Vi proponiamo qui un breve estratto della puntata con qualche nostra nota e qualche rimando. Certo, definire la performance come indecorosa è davvero poco.
Movimento autonomo, apolitico (e forse anche un po' apodittico) di studenti, laureati e ricercatori in biotecnologie. Perchè chi ne sa, di OGM e dintorni, è giusto che ne parli...
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mercoledì 26 gennaio 2011
Mistero e la verità sugli OGM: due rette parallele che non si incontreranno mai
Vi proponiamo qui un breve estratto della puntata con qualche nostra nota e qualche rimando. Certo, definire la performance come indecorosa è davvero poco.
martedì 2 novembre 2010
La mamma de’ grulli è sempre incinta (sarà per colpa degli OGM?) - Il caso dell'India
Sull’ultimo punto di per sè potremmo anche essere d’accordo, i caratteri di tolleranza ad erbicidi e insetti non sono pensati per aumentare direttamente le rese, ma piuttosto per ridurre le perdite e facilitare la coltivazione.
Prendiamo ad esempio i dati FAO di produzione del cotone in India (confessiamo che il dato ci viene da Morandini, anche se chiunque può comunque recuperarli da FAO-Stat selezionando paese, coltura e annate):
domenica 26 settembre 2010
Il mondo secondo Monsanto. Film verità o propaganda?
Per chi non lo sapesse, Monsanto è la prima azienda mondiale per fatturato nel settore agro-biotech. L'azienda che per prima ha sviluppato il Mais e il Cotone Bt, resistenti agli insetti, e la soia Round-up Ready, tollerante all'erbicida glifosato.
Il mondo secondo Monsanto è dedicato a lei e, più precisamente, è pensato per mostrare che, essendo Monsanto stata brutta e cattiva, ciò rende automaticamente brutti e cattivi anche gli OGM. Sarà vero? Potrebbe anche essere, ma prima si dovrebbe rispondere ad alcune questioni di non poco conto, vediamone alcune...
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Artù
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domenica 7 marzo 2010
Il prezzo (amaro) dell'ideologia
Se googolate "organic cotton" verrete inondati da link che vi racconteranno come sia bello fare cotone biologico, di come esso renda come, se non più, del convenzionale e, grazie ad un premium price del 20% vi permetta, con meno costi, di guadagnare di più...Questa bontà del cotone biologico è sancita anche dalla nostra eroina (assunzioni prolungate possono dare assuefazione) Vandana Shiva, con annessa riproposizione del link farlocco tra OGM e suicidi degli agricoltori.
Ci siamo però imbattuti anche in un report che ci ha fatto riflettere. Riflessioni che vorremmo, come al solito, condividere con voi.
"impressive" 20 percent
Il report è a firma dell'Organic Exchange e trionfalmente, il comunicato stampa di lancio, titola:
Global Organic Cotton Production Grows 20% in 2009, New Organic Exchange Report Shows
Insomma un bel balzo in avanti per il cotone biologico, che ora è arrivato a rappresentare ben lo 0,76% del cotone mondiale!Sì, lo 0,76%!
Lo 0,76%!?!?!?!?!?!?!
E poi ci lamentavamo della retorica dell'ISAAA?!No, ma se poi vogliamo dirla tutta, il 20% in più che hanno prodotto, non l'hanno neppure venduto!!!
"a number of farmers had planted vast acreage of organic cotton on speculation and in response to what had appeared to be a healthy, burgeoning marketplace. As a result, unsold stocks which represent between 17 and 22 percent of production (some 30,000 to 35,000 tons (137,789 to 160,754 bales) of organic cotton has yet to find buyers."
Insomma, la gente pensava che fosse un sano e fiorente mercato ed invece hanno i magazzini pieni di invenduto, pur rappresentando meno dell'1% del mercato mondiale.
Alcuni temi di riflessione
Tema 1. Biologico vs. OGM.Il primo tema è generale. Come si può dire che gli OGM, con i loro 134 milioni di ettari, pari al 10% dell'intera agricoltura mondiale (nonostante interessino solo 4 colture*), non funzionano e poi osannare il cotone biologico che non raggiunge nemmeno lo 0,8% del cotone mondiale?
Tra i leader del cotone biologico l'India, il cui cotone però è per l'87% GM. Una domanda: se gli agricoltori indiani preferiscono il biotec ci sarà un motivo secondo voi, o sono tutti stupidi?**
Tema 2. Equità sociale.
Se però, a quanto pare (visto che in pochi lo fanno), fare cotone biologico non è così semplice, resta da chiedersi il perchè alcuni agricoltori compiano tale scelta. Se pensate alla difesa dell'ambiente, a scelte etiche e responsabili... ecco, forse il caso dell'Uganda potrebbe chiarirvi un attimo le idee. In particolare segnaliamo questa frase:
"The report confirms concerns raised by the Cotton Development Organisation (CDO) that farmers especially in the north had been forced to grow organic cotton yet the yields and the income does not help in fighting household poverty."
In soldoni: li hanno obbligati a fare il biologico. Ora hanno rese basse e in più non riescono a vendere (per non parlare del premium price visto solo per il 15% della produzione all'incirca)...
La cosa è spiegata meglio qui, ma il succo non cambia: hanno sfruttato e fregato gli agricoltori.Se qualcuno pensava che il solo fatto di fare cotone biologico fosse garanzia di equità sociale, altruismo, condivisione, bla, bla, bla... beh, ecco, no. Business is Business.
Tema 3. Sostenibilità ambientale.
Uno potrebbe anche dire, vabbè questi poveracci sono stati gabbati, magari si suicideranno per i debiti (chissà se la Shiva darà anche in questo caso la colpa agli OGM!), ma almeno Madre Natura è salva!! Ecco, vorremmo dissentire anche su questo.
Andando su Faostat si può notare che la produzione media per il cotone in Uganda è di circa 700-800 kg/ha. Peccato che con un sistema di produzione biologica ne abbiano prodotti tra i 200 e i 400 kg/ha. Ciò significa che loro sono rovinati, ma anche che, per produrre le medesime quantità servirebbe il doppio della terra. Questo vorrebbe dire, su scala globale che i 33 milioni di ettari coltivati oggi a cotone dovrebbero diventare 66... da dove li prendiamo?E poi ci dicono che l'agricoltura biologica è sostenibile!

Addendum - 8/3/2010
(*) Queste 4 colture investono globalmente 312 milioni di ettari. Di questi il 43% sono coltivati ad OGM. Non male per una tecnologia che non funziona.
(**) Paradossalmente in India possono fare il cotone biologico anche grazie al cotone Bt, infatti il biologico per funzionare richiede basse infestazioni di insetti. Questo abbassamento generalizzato della popolazione di infestanti è un "effetto collaterale" del Bt. Aggiungeremmo noi... e perchè non fare agricoltura biologica con gli OGM?
La modella in apertura, ovviamente, indossa solo intimo biologico... ;P
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lunedì 7 settembre 2009
Os loquitur ex abundantia cordis
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Artù
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martedì 17 marzo 2009
L'avvocato del Diavolo
1) Gli OGM sono sterili2) I contadini sono obbligati a rifornirsi solo dalle multinazionali
Purtroppo per noi, anticipiamo, che dovremmo fare gli Avvocati del Diavolo ed essere politicamente scorrettissimi difendendo (in parte) quello che da molti viene definito come il "Totem del Male": Monsanto (e le altre multinazionali := brutte e cattive).Come sempre da "buoni"scienziati (ed in questo caso da "buoni" avvocati) useremo un metodo riduzionista e limiteremo la nostra indagine solo ai 2 punti che ci interessano.
Su tutto il resto, esplicitamente, sospendiamo il giudizio, pur, così a occhio, non considerando, ad esempio, l'invenzione del Round-up questa gran schifezza essendo un erbicida a bassa tossicità (inferiore a quella dell'aspirina) con cui tra l'altro hanno ripulito dalle infestanti pure gli scavi di Pompei e lo stesso Schmeiser (ricordiamolo, il paladino OGM-free che seminò ben 417 ettari con OGM) ne faceva largo uso ben prima di iniziare la sua vicenda giudiziaria.
Partiamo dunque dal primo punto:Gli OGM sono sterili?
La risposta esatta è: potrebbero, ma non lo sono.
Prima di capire il perchè lasciateci però fare una breve premessa. Il tema della sterilità delle piante, ed in particolare della maschiosterilità (polline non vitale), è un tema assolutamente non nuovo in agricoltura. La maschiosterilità è infatti largamente utilizzata per la produzione di seme in quanto consente di effettuare incroci mirati. Tali incroci (studiati fin dai primi anni del 1900) permettono di creare i cosiddetti ibridi.
Gli ibridi hanno un grande vantaggio ed un grande svantaggio: 1) producono molto di più dei due genitori che li hanno generati; 2) perdono tale caratteristica nella seconda generazione e pertanto ogni anno la semente ibrida deve essere riprodotta, e quindi spesso riacquistata, per mantenere la produttività (PS. gli ibridi si usano anche in agricoltura biologica!).

Questo perchè spesso i caratteri legati alla produttività, così come quelli GM (eventi), sono presenti in uno solo dei due genitori dell'ibrido e quindi alla seconda generazione (tutti i caratteri) si distribuiscono nella popolazione in modo non uniforme.
Per questo motivo non conviene riseminare gli ibridi (GM o meno che siano)! Gli ibridi però non sono sterili!Certo è possibile "costruire" una pianta che produca semi sterili. Ed in effetti esiste una tecnologia sviluppata dall'USDA (il Ministero dell'Agricoltura Americano) che consentirebbe questo: la tecnologia Terminator. Altri approcci simili ma meno "violenti" sono quello del V-GURT e T-GURT che non stiamo a descrive per semplicità. La questione infatti è poco rilevante perchè non esiste nessun OGM in commercio che ne fa uso, nè negli US nè in India (nonostante ciò che va in giro a dire la simpatica Vandana Shiva, strano?) nè altrove nel mondo.
Per questo, sebbene in via teorica e pratica sia possibile creare una pianta geneticamente modificata per essere sterile, oggi gli OGM in commercio non sono sterili (nè lo saranno nel prossimo futuro): semmai sono ibridi.
Veniamo ora, molto brevemente, alla seconda questione: il pacchetto tecnologico e l'obbligo di acquisto da Monsanto.
...e io pago!
Premettendo che Monsanto non è un'azienda di beneficenza, nè ha l'obbligo di essere simpatica (oddio, potrebbe averne l'interesse, ma come si sa, pretendere che un americano capisca certe sottigliezze...) andrebbero comunque rilevate alcune simpatiche note sui suoi contratti americani.Ad esempio all'interno vi sono un sacco di clausole strambe, tra cui il divieto di risemina e il divieto di ricerca (poi magari se chiedi qualche seme - da ricercatore - te lo danno, ma non è un atto dovuto). Però l'obbligo di usare il Round-up Monsanto, invece di un comune glifosato cinese, ohibò non c'è. In realtà, fino a qualche anno fa, la clausola c'era, ma essendo Monsanto detentrice del brevetto sul glifosato (ed unico produttore autorizzato), aveva però scarso significato. Oggi invece, che il brevetto è scaduto (nel 2001) la clausola non c'è più. Infatti dopo un paio di schermaglie giudiziarie (si veda qui e qui) la strategia, almeno su questo fronte, è cambiata. Oggi sulle loro carte si legge (pagina 19):

Insomma, se vuoi usare un glifosato made in china puoi farlo, ma se ti viene il campo che è uno schifo sono affari tuoi. Tutto sommato un'affermazione onesta, no?
Soprattutto perchè Monsanto non è monopolista e, se il contratto non ti garba, tu puoi sempre scegliere di comprare la tua semente da qualcun altro.
Va detto per concludere che questi contratti che, visti con gli occhi di un europeo, paiono "capestro", in ogni caso da noi non possono esistere grazie alla normativa che ci siamo dati (in particolare la Direttiva 98/44 all'art.11) che recita appunto, già nel 1998:
la vendita (...) da parte del titolare del brevetto ad un agricoltore a fini di sfruttamento agricolo implica l’autorizzazione per l’agricoltore ad utilizzare il prodotto del raccolto per la riproduzione o la moltiplicazione in proprio nella propria azienda
Perchè noi siamo più realisti del re, non abbiamo gli OGM, ma in compenso abbiamo le migliori leggi del mondo su di essi.
Alla prossima.
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martedì 28 ottobre 2008
Tumori e Suicidi
Atto I - 'a pummarola (tumori)
Come molti sapranno, in questi giorni è tornato alla carica il buon prof. Umberto Veronesi che, forte di una pubblicazione scientifica apparsa su Nature Biotechnology cui hanno partecipanto anche alcuni ricercatori dello IEO da lui fondato, ha ribadito che gli OGM fanno bene e che questo nuovo pomodoro viola, rigorosamente OGM, è utile a combattere l'insorgenza dei tumori (e in effetti sembra proprio che sia vero!).
Altro che modificati! Migliorati bisognerebbe chiamarli! aggiunge, sempre veritieramente il prof. - sono stati infatti pensati per essere migliori di ciò che già c'è. La notizia però non fa notizia - la farebbe semmai se riaprissero questa benedetta sperimentazione...
Così come non fanno notizia coloro, come il buon Marcello Saponaro, che rigorosamente da copione si stracciano le vesti usando peraltro gli stessi argomenti che, goliardicamente avemmo modo di irridere qualche mese fa in occasione del lancio dell'antagonista "naturale" del qui presente pomodoro.A noi sinceramente stanno simpatici entrambi e equanimamente vorremmo chiudere la questione con un sano: "Che vinca il migliore! - o entrambi".
P.S. Un consiglio: leggetevi l'articolo perchè è fatto veramente bene e si capisce cosa vuol dire mettere a punto un nuovo OGM - altro che: "incrociamo e poi vediamo cosa vien fuori!"
Atto II - 47-bis, suicida che parla (suicidi)
Il titolo è decisamente inequivocabile: "Cotone Bt e agricoltori suicidi in India".
Del tema avemmo già modo di discutere in passato esprimendo il nostro scetticismo sull'ardita correlazione. Ma vediamo cosa ci racconta il qui presente documento...
Il primo dato che balza all'occhio è che il numero di agricoltori suicidi non è decisamente un fenomeno in aumento in India e, in particolare dal 2002, anno di introduzione su larga scala del cotone Bt (OGM), il trend sembra anzi in diminuzione rispetto ai suicidi totali nel paese.


Tutto qui? No, il report ci dice anche che la situazione in India, in fatto di rese del cotone, dopo l'avvento del Bt hanno avuto un vero e proprio booooooom. Occorre tenere presente che l'India, pur coltivando il 25% della superficie mondiale a cotone, ne produceva solo l'11%, meno degli Stati Uniti che ne producevano il 20% con il 15% della superficie. Oggi, anche grazie al Bt l'India ha superato gli Stati Uniti e noi ci permettiamo di dire che la cosa non ci dispiace affatto!
Ok! Altri benefici del Bt? Beh, sì. Secondo tutti gli studi pubblicati il Bt non solo ha aumentato significativamente la resa, ma ha anche ridotto significativamente l'uso di insetticidi (che vorremmo ricordare essere più tossici degli erbicidi!).
E allora, se il cotone Bt (OGM) produce di più e inquina e avvelena di meno come fa ad aumentare il numero dei suicidi? Bella domanda! In effetti, il grafico qui sotto ci mostra una situazione esattamente contraria! Con buona pace di Vandana Shiva e dei sui (com)pari.

Il Take home message?
In sintesi, per citare le conclusioni del lavoro, "gli argomenti a supporto di una correlazione tra suicidi e cotone Bt sono basati su ipotesi e non si dati quantitativi. (...) Nonostante il can-can mediatico di alcune associazioni non vi è alcuna evidenza di una crescita dei suicidi tra gli agricoltori negli ultimi 5 anni. (...) L'aumento degli agricoltori che adottano questa tecnologia in regioni con un alto numero di suicidi indica che in generale gli agricoltori vedono il cotone Bt NON come una causa dei problemi, ma bensi come una delle soluzioni ai loro problemi."
Ribadiamo... con buona pace di Vandana Shiva e di tutti coloro che sono affetti dalla sindrome BANANA (Build Absolutely Nothing Anywhere Near Anyone). Buonanotte.
Note a margine (dal testo originale)
"the core of support to the argument that Bt cotton leads to suicide has been based on hypothetical links, not quantitative evidence."
"despite the recent media hype around farmer suicides, fueled by civil society organizations and reaching the highest political spheres in India and elsewhere, there is no evidence in available data of a “resurgence” of farmer suicide in India in the last five years. Yes, farmer suicide is an important and tragic phenomenon, but it still only represents three-quarters of the total number of suicides due to pesticide ingestion in India and less than a fifth of total suicides in India"
"the increasing adoption rate in two suicide-prone states, Andhra Pradesh and Maharashtra, indicates that farmers overall are seeing this technology as one of the solutions to their problem and not a cause of the problem."
"much more federal and state investment could help prevent the 80 percent or more other cases of suicides"
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Anonimo
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giovedì 13 marzo 2008
Golden Rice: La storia infinita
É ormai chiaro che le agrobiotecnologie sono il nuovo Male del mondo (se l'avida e gretta umanità rinunciasse agli OGM infatti vivrebbe in pace, ciascuno avrebbe finalmente un reddito decoroso, sparirebbero le malattie, il dolore, per non parlare della morte e in più, compreso nel prezzo, ci sarebbe anche l'eterna giovinezza per tutti!... devo verificare se sono ancora disponibili anche le 40 vergini... ora non ricordo).
Davanti a questa strepitosa mega-offerta è ovvio che il rifiuto verso gli OGM (e le agrobiotecnologie più in generale) non può che essere radicale: senza se e senza ma, anche quando esse, "piegando il capo", si mettono al servizio di finalità "nobili", come il salvare colture tradizionali dall'estinzione o, ancor piú nobili, l'alleviare problematiche alimentari e malattie che affliggono il nostro povero mondo.
Ma veniamo alla storia di oggi, che vorrebbe raccontare di un ricercatore che, riconosciuto un problema, ha cercato di proporne un rimedio (che sciocco!). La sua soluzione infatti aveva un grosso unico difetto quello di essere "biotecnologica". In questi casi si ha infatti l'obbligo di sostare - lungamente - in Piazza della Vittoria e di transitare per tutte le caselle IMPREVISTO che, imprevistamente appunto, si moltiplicano sul tabellone, anche dove un secondo prima tutti si era letto Vicolo Corto.Questa è la storia di Ingo Potrykus e del Golden Rice.
Ipovitaminosi A, cecitá, paesi in via di Sviluppo
Altre conseguenze sono anemia, disfunzioni riproduttive, turbe dell'accrescimento, aumento della suscettibilitá alle malattie, e quindi maggiore mortalitá.
Il fattore fondamentale per cui i bambini dei Paesi in via di sviluppo soffrono di VAD é la malnutrizione: lo scarso accesso a frutta e verdura ricchi in vitamina A, che si aggrava nelle stagioni in cui la frutta manca del tutto, associato in generale alla mancanza di grassi e alimenti di origine animale nella dieta.
L'idea del Golden Rice
I ricercatori si sà sono dei tipi strani che hanno idee balzane, tendono a pensare, alle volte, cose del tipo: "guarda questo problema, fa soffrire milioni di persone, vediamo se riesco, con quel che sono capace di fare, ad aiutare ad alleviarlo". Insomma, credono ancora nell'utilità della ricerca e dell'innovazione per migliorare questo mondo. Poveri illusi (come vedremo, in tutti i sensi).Nella fattispecie il ricercatore in questione è il prof. Ingo Potrykus di Zurigo che ebbe proprio un'idea di questo tipo alla fine degli anni '80 partendo dalle seguenti considerazioni:
1) il maggior componente della dieta delle popolazioni a rischio di VAD é il riso,
2) il riso é disponibile in tutte le stagioni (anche quando la frutta non c'é)
3) il riso é carente in vitamina e provitamina A (B-carotene)
4) perché non provare a modificare geneticamente il riso perché produca provitamina A?
Ci sono voluti parecchi anni di ricerche ed il supporto della Rockfeller Foundation, dell'UE (sì, il golden rice è anche "roba nostra") e della Svizzera, ma dal 1999 il golden rice c'è. Esiste. Inoltre, dopo un'infinita trafila, prof. e coll. sono riusciti a svolgere anche la prima sperimentazione in campo nel 2004 in Louisiana.
Le critiche
Come prevedibile le critiche non si sono fatte attendere. Ma in questo caso i detrattori si sono davvero sprecati. Tra le "standard" c'é il solito argomento del terribile impatto ambientale degli ogm (impatto che è sempre e comunque sconosciuto, ma senza dubbio devastante), obiezione particolarmente risibile in questo caso, ma come ben si sà tutto fa brodo…
Vediamone però qualcuna di cui vale almeno la pena fare menzione:
Provitamina A nel Golden Rice: troppa o troppo poca?
Ebbene sí, sembra assurdo, ma sono state mosse entrambe le accuse al Golden Rice, e ben prima che si mettesse alla prova sul campo.
Nel 2000, poco dopo l'uscita dell'articolo di Science, infatti Vandana Shiva denunciava il potenziale tossico di una esagerata assunzione di vitamina A che poteva scaturire dalla diffusione del riso arricchito. Peccato che la "scienziata" Shiva (sarebbe meglio fosse anche schiva...) sia una cippa in biologia e non sappia distinguere tra vitamina A e pro-vitamina A (il B-carotene prodotto dal GR). La prima è tossica se assunta in grandi quantità, la seconda no. Chapeau alla laurea in fisica della Bandana.
Qualcuno deve aver sparso in giro la voce della cantonata presa ed ecco che, qualche mese dopo, tocca a Greenpeace scandalizzarsi, questa volta di fronte ai contenuti "ridicoli" di B-carotene presenti nella prima linea di Golden Rice sviluppata (1,6 microgrammi/g) dicendo che "un semplice calcolo mostra che un adulto dovrebbe mangiare 12 volte le normali quantitá di riso per ottenere la dose giornaliera raccomandata di provitamina A". Peccato che facendo qualche piccola verifica si scopra che: Greenpeace prende come riferimento i livelli raccomandati per una crescita ottimale (500 e 850 microgrammi/giorno) e non quelli sufficienti a prevenire i segni clinici di ipovitaminosi. In realtà basterebbe leggersi le linee guida FAO/OMS, per scoprire che i livelli riportati da Greenpeace dovrebbero essere tagliati esattamente a metá (come probabilmente anche tutto quello che dicono).
Ma poi c'è da dirla questa cosa... nessun ricercatore si è mai messo in testa di avere LA RISPOSTA, ma semmai di dare un contributo ad essa... visto poi che i metodi attuali per il contenimento della VAD proposti dalla comunità internazionale o dai vari movimenti, quali l'estemporanea coltivazione della Moringa oleifera magari nelle favelas delle megacities, si presentano come ben più che perfettibili, perchè non aggiungere anche questo strumento nella nostra cassetta degli attrezzi per contrastare la VAD?
In ogni caso, negli anni il Golden Rice Project ha saputo sviluppare da quella linea originaria (che aveva solo un pizzico di B-carotene) nuove linee che contengono addirittura 23 volte il livello di beta-carotene originale. Questo processo, per chi non ne fosse al corrente, si chiama MIGLIORAMENTO GENETICO ed è comunemente usato in agricoltura per migliorare le specie agrarie e animali. Può non piacere, ma funziona e stranamente pare essere l'unico metodo che non richiede di procedere allo sterminio di esseri umani.Il Golden Rice è il cavallo di troia delle multinazionali
Ebbene sí, ci sono delle multinazionali coinvolte nel progetto Golden Rice, e sappiamo che questo fa puzzare subito l'arrosto di bruciato. Ma forse vale la pena di capire se ci sia solo qualche sordido sotterfugio delle corporation o se invece il progetto sia effettivamente umanitario e i beneficiari coloro che ne hanno veramente bisogno (dato che si tratta di una questione di vita o di morte). Per non dimenticare che ci stanno tutti facendo una capa tanta con questa benedetta CSR, ora, se qualcuno un po' di questa responsabilità se la piglia allora benvenga!
Che Syngenta faccia di ciò una parte della propria CSR a noi, personalmente, non fa altro che piacere.
Il Golden Rice è una bufala, perchè non ha funzionato, non c'è, chi l'ha mai visto?
Bene, anche noi qui non possiamo che dire che qualche problemino c'è stato, ma spiace però sottolineare che non è stato di natura scientifica.
Dopo essere stato accusato di essere un folle (e anche di peggio), oggi il prof. Potrykus ha una sola grande frustrazione: il non poter mettere alla prova il Golden Rice a causa di processi di autorizzazione lunghi e enormemente costosi che sono il vero ostacolo che impedisce che un riso arricchito di provitamina A (sic!) arrivi alle bocche di chi ne ha bisogno. Nessuno dice che non ci debbano essere adeguati studi di sicurezza prima di diffondere una nuova pianta geneticamente modificata, il problema é che gli studi dovrebbero essere commisurati al rischio, e non disgiunti dall'analisi dei benefici. Invece per l'approvazione é necessario presentare dati che necessitano anni (oltre che un mare di soldi) per essere prodotti, e la cui utilitá risulta in certi casi assai scarsa se non del tutto assente. Grazie a tutto ciò questo nuovo strumento non sarà disponibile prima del 2014 con buona pace di chi anche per un soffio, grazie ad esso, avrebbe potuto risparmiarsi la VAD. I loro ringraziamenti, a chi a contribuito a ciò, ve li risparmiamo.
A noi, che grazie a Dio di questi problemi non ne abbiamo, verrebbe da dire che di rischi connessi al Golden Rice proprio non riusciamo a vedere, visto anche che ha passato indenne tutta la trafila (non quella UE, ma in termini scientifici una equivalente), ma evidentemente non riescono a trovarne di seri nemmeno quelli che ad esso si oppongono. Eppure, invece di chiedere a gran voce, da paladini della giustizia quali si sentono, di metterlo alla prova dei fatti e nei campi essi continuano ad opporsi, perchè sono convinti che, se esistesse anche un solo OGM buono, perderebbero il super-premio... e l'eterna giovinezza mediatica che tuttora dà loro un tema come questo.
Nota a margineTanto per capirci su che razza di personaggi girano in questa storia, leggetevi questa chicca dove Potrykus, tra le altre cose, racconta di come Greenpeace ha rubato i semi di Golden Rice destinati all'IRRI. E bravi i nostri eroi.
Chissà cosa si inventeranno per far slittare al 2000 e mai il suo utilizzo, rendendo infinita una storia che dovrebbe essere già una realtà del nostro presente.
Pubblicato da
Parsifal
alle
03:58
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