sabato 14 agosto 2010

COOP: Davide contro il Golia OGM?

Tanto per rinfrescarvi le idee su quali numeri (money) possa contare la lobby anti-OGM italiana (sì, solo quella nostrana).

Ringraziamo Atroce Pensiero per l'analisi.

7 commenti:

Gianni Comoretto ha detto...

Si puo' aggiungere qualche riferimento alle fonti utilizzate?

Luca Melchiorri ha detto...

e ci mancherebbe il contrario!! =D

Lancillotto ha detto...

@ Gianni
Ingrandisci l'immagine e trovi tutte le fonti del caso.

@ Luca
:P

giacomo ha detto...

Il grafico è birichiono e se non ingannevole, almeno insidioso. Quello del fatturato, infatti, è un dato che non conta molto, dato che i margini sono presumibilmente diversi.
Quello che conta sono gli utili: se vendo un autocarro con 12 tonnellate di merce guadagnano 1 centesimo al kg, guadagno 1.200 euro, che è solo metà, per esempio, di quanto rimane in tasca a un concessionario per la vendita di un'utilitaria.

Lancillotto ha detto...

Certo, è un grafico che non dice tutta la storia.

Ad esempio non dice che COOP italia entra nelle case di 7.200.000 italiani con la sua propaganda anti OGM, numero che cresce ulteriormente se consideriamo anche il continuo martellamento pubblicitario che avviene sulla stampa e i media nazionali e locali, oltre che nei punti vendita dove vengono lanciati messaggi propagandistici per almeno 300 giorni l'anno in via continuativa. Oppure attraverso il finanziamento di campagne (per alcune 100naia di migliaia di €) specificamente dedicate alla propaganda anti-OGM (Capanna?).
In quante case (riesce ad) entra(re) il messagio di Monsanto?
(qui non entro nel merito su chi dei 2 abbia o meno ragione, è solo un dato quantitativo)

Insomma, come tutti i grafici è limitato e mostra una prospettiva, parziale, ma a volte utile a comprendere meglio un fenomeno e le forze in gioco.

Nel caso attuale ci si potrebbe (a corollario) ad esempio anche chiedere qual'è la proporzione tra COOP e Monsanto in merito alle spese di marketing anti e pro-OGM nel nostro paese...

giacomo ha detto...

Sì, è probabile che Coop entri nelle case di più italiani, ma la nota che hai messo nel grafico è "Tanto per rinfrescarvi le idee su quali numeri (money) possa contare la lobby anti-OGM italiana (sì, solo quella nostrana)", come a dire "guardate quanti soldi ha Coop rispetto a Monsanto".
Io (ahimè) col mio fatturato non ci compro nulla, compro qualcosa solo con gli utili, e l'esempio rimane birchino e fuorviante.

Lancillotto ha detto...

Sì e no. Seppure la tua osservazione sia in linea astratta condivisibile non va dimenticato che stiamo parlando di attività di promotion e marketing che per le aziende sono un costo pianificato e contabilizzato a bilancio e non viene come conseguenza degli utili.

Nemmeno troppo paradossalmente si osserva spesso che le aziende in difficoltà tagliano su tutto, ma non su queste attività perchè il ritorno che offrono risulta (in genere) superiore agli investimenti.

Per cui collegare l'utile alla quantità di propaganda prodotta da una azienda è impresa assai ardua.

Così come il fatturato, mi rendo conto. Quel grafico serve infatti solo a dire che dietro agli anti-OGMmisti ci sono colossi commerciali con fatturati enormi e capacità di penetrazione commerciale e promozionale fenomenale. Tutt'altro che Davide contro Golia.

Forse il wording non è perfetto... ma il concetto mi pare chiaro e non misleading.

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