lunedì 22 marzo 2010

NO OGM? Gli agricoltori (americani) ringraziano...

In USA si parla di noi. Se questo vi sembra strano, allora vi parrà ancor più strano che si parli di noi e del nostro rapporto con gli OGM.

Il report in questione è stato rilasciato da un network del Ministero dell'Agricoltura statunitense, lo USDA-GAIN (Global Agriculture Information Network), e si intitola: 
The Financial Cost to Corn Growers of Italy's Ban on Biotechnology.

Cosa dice? Beh, più o meno che siamo dei pirla.


Una sintesi

Tradotta liberamente ecco la sostanza del testo:

[In Italia] I coltivatori di mais convenzionale soffrono perdite stimate tra €175 to €400 per ettaro per il fatto che non è loro permesso coltivare il mais Bt, con conseguenti perdite di 150 - 350 milioni di € ogni anno. Calcolando dal 1998 [anno in cui è stata autorizzata in Europa la coltivazione del mais Bt, MON810, NdA], le perdite totali dei coltivatori italiani per il bando degli OGM sono stimate tra i 2,4 e 5,1 MILIARDI di €. I coltivatori fanno dunque meno profitti a causa dei maggiori costi in insetticidi e minori rese dovute al danno causato dagli insetti.


Poi ci stupiamo se le superfici a mais si riducono? Se i nostri agricoltori chiudono? Se le importazioni agroalimentari e zootecniche aumentano?

Mentre l'ambiente ringrazia, così come le multinazionali chimiche, per i trattamenti insetticidi, e gli esportatori americani si strofinano le mani prima di metterle nelle nostre tasche.


Ora è arrivata anche la diabrotica. Si potrebbero usare gli OGM (MON863), ma qui, a quanto pare, tutti pensano che sia meglio tenersi i danni, che quest'anno ammontano tra i 22 e i 90 milioni di €.


E la nostra politica che fa?

Zaia non perde tempo e fa mettere sul sito della rivista on-line del Ministero dell'Agricoltura un"dibattito" tra esperti per capirne di più. Peccato che di esperti non vi sia traccia. Si tratta dei soliti attivisti tra i quali non poteva mancare la corpulenta e pasciuta Vandana Shiva, il riciclato Mario Capanna, l'insulso Mario Tozzi (sì, il gaio geologo che per l'occasione sfodera un paio di cavolate mainstream), il prezzemolino salottaro Slowfood, l'amministratore di condominio Tamino, l'instabile genetista Perrino, il no-global Buiatti... insomma, manca solo l'Altieri.

Di quella comunità scientifica italiana che ha prodotto i consensus document ovviamente, nemmeno l'ombra.



Non pago di ciò, Zaia ci regala poi anche il bel de-cretino liberticida che abbiamo già ampiamente commentato.


A dirla tutta, noi speriamo tanto, e ci dispiace per i veneti, che le prossime elezioni regionali se lo portino via e che il prossimo Ministro finalmente tolga quel sorriso ebete dalla faccia degli americani...

Lo sappiamo che è un sogno utopico e che i Giovanni Marcora* non nascono tutti i giorni, ma non impediteci di sognare...



*Per chi non lo conoscesse e volesse saperne di più.



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