martedì 2 ottobre 2007

OGM: scienziati divisi o indebitamente moltiplicati?

E’ da tempo che si sente girare la leggenda metropolitana secondo la quale gli scienziati sono divisi sugli OGM, ma sarà una cosa seria o è solo panna montata ad arte?

Chi potrà giudicare con cognizione di causa queste cose? A noi verrebbe da dire quelli con una preparazione adeguata (una laurea o un dottorato), che fanno ricerca (e pubblicano su riviste scientifiche) e lavorano nei campi pertinenti, vale a dire: biotecnologi, agronomi, tossicologi, alimentaristi... ognuno secondo la propria “specie”. Farebbe sorridere (o ridere) sentire parlare un tossicologo di rese per ettaro o di piante transgeniche, a meno che non si limitasse a riportare fedelmente il punto di vista degli agronomi e dei biotecnologi su questi temi.

La nostra armata Libera da OGM (e non solo) ama nascondere il fatto, non del tutto irrilevante, che praticamente tutte le società scientifiche italiane cui afferiscono gli scienziati competenti su questa materia (biotecnologi, biologi molecolari, tossicologi, genetisti agrari, alimentaristi...etc. per un totale di circa 10.000 scienziati ed esperti) hanno espresso il loro punto di vista sulle biotecnologie agrarie attraverso dei documenti in cui presentano una posizione condivisa da tutta la comunità scientifica (Consensus Document). In uno di questi documenti, tra l’altro agile e facilmente comprensibile si legge ad esempio:

"Aver usato la modifica diretta del DNA come sistema di miglioramento genetico, accompagnata da una complessa e accurata normativa per la valutazione del rischio, può portare taluni a ritenere che le piante geneticamente modificate (PGM) rappresentino qualcosa di radicalmente diverso da ciò che nei secoli l’uomo ha sempre coltivato. Questa posizione appare difficilmente sostenibile..."

In un altro documento precedente si legge ancora:

“Gli OGM oggi in commercio, avendo con successo superato tutte le analisi e l’iter necessario all’autorizzazione, sono da ritenersi, sulla base delle conoscenze attuali, sicuri sia per l’uso alimentare umano che animale.”

Affermazioni simili sono state fatte anche dalla comunità scientifica internazionale per cui diciamo che le società scientifiche italiane, in rappresentanza di circa 10.000 ricercatori, sono giunte a conclusioni non dissimili da quelle cui sono giunti i ricercatori in tutto il mondo.

Se però si ha la forza (morale) di leggere il sito dei novelli Savonarola dell’OGM ci si imbatte in affermazioni come la seguente:

Sollecitata dalle preoccupazioni crescenti [...] la comunità scientifica ha cominciato a produrre una notevole letteratura, dividendosi tra una parte che enfatizza i benefici ambientali minimizzando gli effetti negativi, ed un’altra che, al contrario, evidenzia una serie di gravi rischi ambientali correlabili alla introduzione delle PGM nei sistemi agricoli. (da http://www.liberidaogm.org/liberi/dossier/dossierogm2005.pdf p.8)

... e allora ci viene un poco da ridere. Gli scienziati italiani si sono incontrati e hanno raggiunto un consenso unanime: dicono che le piante GM in commercio sono sicure per l’uomo e l’ambiente.

E qui nasce spontanea la domanda: loro dov’erano quando le società scientifiche si sono riunite? Questi sedicenti scienziati divisi li avranno o non li avranno invitati? E se li hanno invitati, avranno riso delle loro tesi bislacche? (*)

O forse nemmeno li hanno invitati in quanto, come si può ben vedere dall’elenco dei firmatari del magico appello dei “Diritti Genetici”, lì si trovano ben poche persone in grado di capire di che si tratta.

La coalizione “Liberi da OGM” dice che c’è divisione. Ci permettiamo dottamente di aggiungere che c’è anche la moltiplicazione, quella indebita, degli scienziati fasulli. Sempre di operazioni si tratta, no?

Si può credere a tutto… anche al flauto magico ma, la storia insegna, che spesso si finisce male.


(*) Per inciso, ci risulta che il Prof. Greppi (di cui già lungamente parlammo) su Raitre Regione abbia asserito che gli OGM abbiano portato ad un drammatico aumento di casi di allergie nel nostro paese. Vorremmo gentilmente ricordare all’illustrissimo prof. che di OGM nel nostro paese però non se ne mangiano (a meno di non considerare la fascia di popolazione che si nutre di mangimi animali) e se anche se ne mangiassero… beh dove sarebbero i dati a supporto delle sue tesi? Forse qui sotto?

L’analisi dei risultati ottenuti dal processo di valutazione del rischio ci dice che ad oggi nessuna proteina biotech presente negli alimenti ha portato a casi documentati di reazioni allergiche. Questi risultati indicano che il sistema di valutazione oggi in vigore è efficace (…)

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