giovedì 18 ottobre 2007

Per un ratto é piú pericoloso vivere a Mosca che mangiare OGM

Dispiace comunicarvi che, ancora una volta, "la comunità scientifica internazionale è divisa sugli Ogm".
Il pretesto su cui questa volta gli scienziati si dividerebbero (il condizionale come sappiamo è d'obbligo) è a proposito di tal Ermakova, "scienziata" russa secondo cui una alimentazione con soia GM provoca calo della fertilità e alterazioni comportamentali nelle femmine di ratto, oltre ad un'alta mortalità e sterilità nella progenie.

Sarà vero? Difficile dirlo, visto che lo studio (che risale al 2005) non è mai stato inviato ad una rivista scientifica, ma presentato solo a congressi e, ovviamente, ai media.

Però questi dati, sebbene sconosciuti agli scienziati (e perchè mai un ricercatore con dei dati così importanti non li vorrebbe/dovrebbe condividere?) sono ormai citati da oltre 500 organizzazioni che "diffidano" degli OGM. Così la prestigiosa rivista Nature Biotechnology, ha chiesto e ottenuto dalla "ricercatrice" (come vedremo anche in questo caso il condizionale è d'obbligo) almeno la possibilità di discutere i dati all'interno di un contesto scientifico. Appena ricevuti, li ha sottoposti alla visione e commento da parte di alcuni dei principali ricercatori biotech mondiali.

Il risultato vi chiedete? "Incredibilmente" lo studio in questione pare (sicuri che anche in questo caso serva il condizionale?) essere una ciofeca. Talmente tanti sono i vizi metodologici (*) che neppure Topolino l'avrebbe pubblicato.

Caspita! Ma se lo studio è fatto coi piedi ed è sconfessato da tutte le altre pubblicazioni sul tema, i "Liberati" come faranno a citarlo ancora come ricerca che dimostra (ovviamente, inoppugnabilmente) che gli OGM fanno male?

Tranquilli, non c'è problema, ecco infatti, come nella tradizione dei migliori film americani, che arriva subito l'Institute of Science in Society (un'organizzazione no-profit composta da un pugno (forse sarebbe meglio dire "pugnetto") di "scienziati" che si oppongono agli ogm) e ci pensa lui a mettere subito le cose a posto!

E così scopriamo che, in realtà, non è lo studio ad essere fatto male, ma sono brutti e cattivi quelli di Nature perchè non hanno fatto vedere i commenti alla Ermakova prima della pubblicazione! (POVERINA! e noi che quei dati li abbiamo aspettati per 3 anni cosa dovremmo dire?) Oltre ovviamente a sottolineare che gli scienziati che hanno commentato (in quanto competenti) sono al soldo delle multinazionali... poco importa se sia vero o della serietà professionale di quel che dicono!

Quindi ora è tutto chiaro, riassumendo: Se convinco la "gente" che l'ultimo gol era in fuorigioco, si dimenticherà che sto perdendo 10 a 0!

Cioè non interessa capire se lo studio è credibile o meno (sanno benissimo che non lo è!) e quindi se gli OGM facciano male (sanno già che non è così!). No. L'ISIS e il suo alfiere italiano Pietro Perrino del CNR di Bari: denunciano la cospirazione delle multinazionali che "imbavagliano gli scienziati indipendenti". Poco importa se dicono cavolfiori e broccoletti! (sarebbe poi da chiedersi, indipendenti da cosa? Essere ideologicamente e aprioristicamente schierati pro o contro gli ogm, non é anch'esso un segno di mancanza di indipendenza e neutralitá? o forse, dite voi, solo di capacità critica?).

Beh, sappiate che a noi interessa entrare nel merito delle questioni. A noi interessa capire veramente se gli OGM sono una risorsa o un problema, eccovi dunque qualche elemento di riflessione che difficilmente troverete in giro per la rete, poi, liberi tutti (ma veramente!):

1) Chi ne parla? In generale, come abbiamo già visto, uno si aspetta che di agricoltura parli un agronomo, di salute un tossicologo o un medico ecc. Sembra logico, no...
La signora Ermakova, come appare dalla sua biografia, pare si sia sempre occupata di neurofisiologia. Una domanda nasce dunque spontanea, da dove salta fuori l'idea di un esperimento sull'alimentazione e la riproduzione dei ratti? Qualcuno le avrà spiegato che, sebbene esistano casi equivoci, non è lì che si trova la materia grigia? Sarà magari perchè fa la consulente per Greenpeace che le è venuta questa idea...? Ma non era una ricercatrice indipendente? E poi, il dott. Perrino, non si occupa forse di genetica vegetale (e già questo fatto un po' stupisce)? Cosa ne sa di tossicologia, in base a quali competenze o "dati" si permette di dire: non ci sono piú dubbi che nel cibo OGM qualcosa non funziona ?

2) La realtà dei fatti.
Certo uno dice: "vabbè, è vero che ci sono dei vizi metodologici nella "tesina" della Ermakova, ma perchè allora voi altri scienziati non ripetete l'esperimento con un protocollo perfetto e cosí dimostrate che la dott.ssa Ermakova ha torto?".

A dire il vero gli studi ci sono già, e raccontano tutta un'altra storia, ma il tema semmai è un altro: l'Ermakova ha studiato una soia ogm che é sul mercato dal 1996. Milioni di vacche, maiali e polli la mangiano ogni giorno e si riproducono tutti esattamente come prima che fossero in commercio gli ogm. E sono proprio quegli animali con cui facciamo i nostri prodotti tipici di punta...

...se fossero veri i numeri presentati dalla "scienziata" russa, dovremmo riscontrare una mortalità nei nostri allevamenti che arriva fino al 50% degli animali, e quelli che sopravvivono dovrebbero fare pietà! Dite che in 10 anni nessuno se ne sarebbe accorto???

O forse dovremmo pensare che tutti gli allevatori d'Italia siano taglieggiati (o peggio ancora collusi) e tacciano il fatto di avere animali sterili o malformati in proporzioni stratosferiche? …anche alla fantascienza c'é un limite!! (**)


Collateralmente a Perrino, che denuncia con tanta enfasi il comportamento, a suo dire, scorretto di Nature Biotecnology, vorremmo chiedere: come considera, deontologicamente, il comportamento di una scienziata che presenta pubblicamente risultati allarmistici non verificati e nemmeno vagliati dalla comunità scientifica? (non si sente un po' tradito? illuso? ora a quanto pare dovrà trovare un nuovo argomento "scientifico" per sostenere che gli OGM sono un problema...)

Merita piú biasimo una scienziata che divulga informazioni "da non credersi" (tra l'altro giá dichiarate insostenibili all'inizio del 2006 da un comitato di esperti inglesi) o una rivista che ha svelato la bufala dopo che spacciatori di paure l'hanno usata e, purtroppo il caso Pusztai insegna, continueranno ad usarla per mentere alta la paura nell'opinione pubblica? (***)

E poi, perchè gli animalisti tacciono davanti a questa strage di ratti il cui sacrificio é stato totalmente inutile, causato dalla "ignoranza sperimentale" della Ermakova che non sapeva nemmeno quello che stava facendo?

Verrebbe da dire, citando un tossicologo giapponese, di questi tempi se fossi un ratto preferirei non vivere a Mosca...




(*) per dovere di cronaca, citiamo alcuni dei vizi metodologici che rendono sotto tutti i punti di vista inaccettabili i risultati di questo studio:

1) non si possono giudicare gli effetti di un trattamento dietetico senza valutare alcuni semplici informazioni: le diete fornite ai diversi gruppi devono essere nutrizionalmente equivalenti: la dott.ssa Ermakova questo dato, quasi "irrilevante", non lo comunica, nè ha misurato quanto effettivamente i ratti dei diversi gruppi abbiano mangiato.
2) la Ermakova dice che i figli di femmine che mangiavano ogm morivano di piú, peccato che la mortalitá nel gruppo controllo era già molto piú alta del normale, indice di problemi "generali" con il trattamento degli animali (insomma quasi da denuncia per maltrattamenti). Non fornisce poi nessuna informazione o dato sui motivi della morte dei cuccioli. Magari una gabbia era più vicina alla porta e prendeva continui colpi d'aria (come è possibile escluderlo?)
3) nessuno dei ratti figli di madri nutrite con Ogm, una volta cresciuto, ha avuto una progenie. Però, guarda un po', il dato dei ratti che hanno mangiato soia convenzionale non é presentato, il confronto viene fatto solo coi ratti che hanno mangiato la normale dieta per ratti senza semi di soia. Una semplice dimenticanza! ?! Chissà, pare però che la soia di per sè faccia male ai ratti...
4) ce ne sarebbero ancora (ad esempio il numero insufficiente di animali...) ma di spazio, francamente, ne abbiamo già dedicato abbastanza a questa brutta storia.

(**) colleghi che lavorano con i topini ci dicono che la foto presentata dalla Ermakova presenta 2 animali di età diversa più che un livello di accrescimento diverso (dite che anche la foto è tarocca?)

(***) l'escamotage dell' "intervista" adottato da Nature Biotech, a nostro avviso, è stato scelto per evitare che si ripetesse quanto già avvenuto con Pusztai, dove, pubblicando l'articolo e poi commentandolo a lato come inconsistente, si è comunque permesso, per tutti questi anni di citarlo come articolo "scientifico" quando invece non lo era. Con questo sistema Nature ha reso un duplice servizio: da un lato ha messo a disposizione i dati, senza dall'altro accreditare loro una validità scientifica che non hanno. Inoltre, ogni qualvolta veranno citati saranno citati contestualmente alle critiche in modo tale da evitare indebite manipolazioni. Aggiungiamo noi: ottimo lavoro!!

2 commenti:

Loris Groppo ha detto...

Volevo segnalare una prestigiosa citazione degli studi della Ermankova da parte della presidente del FAI, Giulia Maria Crespi, comparsa su "La Repubblica" di ieri 25 ottobre.
Quella che lì viene definita una "pioniera della agricoltura biodinamica", cita lo studio da voi analizzato senza dirci, ovviamente, qualcosina in più della studiosa russa. Ma non importa.
Notevole, invece, il paragone tra le possibili conseguenze delle piante GM ed il notissimo fenomeno della "mucca pazza".
Troppo facile. Ovvero, troppo fuori luogo. Brutta l'abitudine di fare paragoni tra cose che non c'entrano niente tra di loro.
Notevole, comunque, il paginone (n. 23) del quotidiano.

Lancillotto ha detto...

mmm non abbiamo visto pag 23 nè l'articolo che che citi, riusciresti a farceli avere anche per mail?

Ciao e grazie per la segnalazione!
Continua così!

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