Avevamo iniziato dalla prima ed ora riprendiamola in mano:

“…creando organismi viventi di cui è impossibile prevedere
l’impatto ambientale.”
l’impatto ambientale.”

Gli organismi viventi rispondono in modo diverso ad ambienti diversi. Mettendo un organismo conosciuto in un nuovo ambiente (e.g. il kiwi in Italia) non è possibile predire tutti gli effetti che provocherà sull’ambiente o tutte le risposte che l’organismo avrà rispetto all’ambiente.
Ma bisognerebbe dire anche che ESATTAMENTE allo stesso modo non possiamo prevederlo per qualsiasi altro organismo sia sviluppato dall'uomo che dalla "natura".

Si sa, però, che le bugie o hanno il naso lungo o le gambe corte. Questa è del tipo con le gambe corte... e non va molto lontano, infatti:
Potevamo (o possiamo) prevedere l'impatto di tutte le specie importate e coltivate in Italia? E delle milgiaia di varietà che da loro abbiamo sviluppato? E il loro impatto ambientale? E sulla nostra salute?



E di tutti gli altri ibridi creati dall'uomo a cui abbiamo gia accennato precedentemente?
E cosa succede all'ambiente coltivandoli? agli insetti, i bruchi, i batteri e i funghi?
E che impatto hanno avuto le oltre 2500 varietà di piante sviluppate per mutagenesi, dove è impossibile conoscere le mutazioni inserite e ancor meno prevedere i loro effetti? (*)

Idem per le varietà ottenute tramite incrocio con specie selvatiche.
Cari "liberi da OGM", potete GARANTIRCI (100%) che con queste vada tutto bene? Che con queste SI SAPPIA cosa si combina?
Chesterton probabilmente aveva ragione: "Da quando gli uomini non credono più in Dio, non è che non credano in niente: credono a tutto".
(*) Per gli aficionados ecco alcune referenze a pubblicazioni sul "Mutation Breeding", ovvero il miglioramento genetico delle piante attraverso l'induzione di mutazioni con radiazioni o agenti chimici.
Per capire quanto sia rilevante ancora oggi il mutation breeding ecco il sito del NIIAB, un istituto pachistano che ha rilasciato varietà che oggi sono coltivate su oltre mezzo milione di ettari!