lunedì 8 ottobre 2007

La coop sei tu... o no?

(Ringraziamo per questo post una nostra lettrice coop)

Potete chiamarmi semplicemente Luciacoop: faccio la spesa alla coop, ho lo spazzolino da denti coop (si cambia solo la testa e non butti via il manico, vuoi mettere?) lo shampoo coop, il dentifricio coop, il caffè coop, le mutande coop.
Insomma, sono una di quelle che “la coop sei tu” con tanto di jingle… e che, fino ad oggi, pensava: "se lo dice la coop! sarà vero!". (*)

Il problema è che sono biologa e la campagna sugli OGM della coop mi ha lasciato un po' perplessa.
Così sono andata sul sito della coop.

C'era una pompa da bicicletta che gonfiava un pomodoro.

Ho aspettato che finisse. Alla fine una scritta mi dice: “per dire no agli OGM vi chiediamo un sì".

E perché? mi sembrava un po' troppo drammatico… allora sono andata a vedere.
Ho trovato una domanda, che è quella su cui raccolgono le firme, ve la riporto:

"Vuoi che l'agroalimentare, il cibo e la sua genuinità, siano il cuore dello sviluppo, fatto di persone e territori, salute e qualità, sostenibile e innovativo, fondato sulla biodiversità, libero da Ogm?"

E cosa si dovrebbe rispondere a una domanda del genere? "no, voglio che l'agroalimentare, il cibo e la sua genuinità siano una parte marginale nello sviluppo, strafregandomene di persone e territori salute e qualità, lo voglio insostenibile e arretrato, fondato sulla monocoltura e che utilizzi anche OGM?"

Così, se tu hai qualche dubbio e gli ogm per te non rappresentano un problema in sé, allora vuol dire automaticamente che te ne freghi delle persone, dei territori e della biodiversità.

Ora, siccome io ritengo che gli OGM correttamente impiegati possano essere una risorsa per persone territori e biodiversità, come entro in questa frase? come entro, da domani, alla coop?




(*) A Latere

Vorremmo far rilevare che coop va orgogliosa della fiducia che raccoglie. E fin qui tutto bene.

Ci piacerebbe però che la usasse meglio, evitando di dilettarsi in azioni di marketing dal dubbio valore informativo quali pompe di bicicletta che gonfiano pomodori, pesci-fragola (poi il buon Capanna ci va nel pallone), l'ironia sui ricercatori e la ricerca, oltre alla diffusione di dubbi e paure non fondati, ripropondendo spaccature tra scienziati che, come abbiamo dimostrato, non esistono, o paventando "contaminazioni" ingestibili dovute alla presenza di tracce di OGM anche a oltre 100 metri di distanza dai campi GM...

...senza però dire che in ciò non vi è alcun pericolo per la salute umana (e per l'ambiente) oltre al fatto che la presenza di soglie di tolleranza è connaturata all'agricoltura e che, in questo contesto, la coesistenza è possibile.

Proprio su questo tema, visto che coop propugna la tolleranza zero sugli OGM, perchè (forse, magari, quando sarò già morto di vecchiaia) potrebbero far male, vorremmo sapere quali politiche ha coop nei confronti ad esempio delle micotossine, dei pesticidi o della presenza di grano tenero nella farina di grano duro? Tolleranza zero (questa è roba per cui o è provato che fa male veramente o è frode in commercio, mai assaggiata la pasta di grano tenero?)... o seguono anche loro il massì è lo stesso che ci ha insegnato Lion dei Verdi (il quale ha chiesto un innalzamento delle soglie di tolleranza per le fumonisine, perchè, anche se lui non lo dice, ad oggi l'unico strumento di contenimento efficace e poco invasivo per l'ambiente è dato dall'uso di OGM accoppiati alle buone pratiche agricole)?

In ultima battuta però vorremmo che coop non sostenesse campagne, anche se utili per motivare un certo tipo di clientela, capaci di mettere in imbarazzo i suoi soci che ne capiscono qualcosa, i quali sentendosi gabbati e ci "chiedono" di pubblicare le loro lettere...

...e poi dove va a finire "la coop se tu"? Nel blu dipinto di blu?
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