lunedì 15 ottobre 2007

Italia e Europa liberi sì, ma dalle bugie e dall’ignoranza! (almeno vorremmo)

Se per caso siete entrati in contatto con i “Liberi da OGM” probabilmente vi sarà capitato per le mani anche una sintesi del loro "pensiero" dall'esplicativo titolo: "I luoghi comuni sugli OGM". Fin qui tutto bene, ciascuno è "libero" di spiegare il perchè delle sue posizioni, però analogamente gli altri di guardarci dentro.

Così noi, da buoni ricercatori, partiamo con una piccola iniziativa di "peer review". Iniziamo oggi dal primo punto:



Beh, innanzitutto sarebbe da sottolineare che sul mercato non esiste alcuna pianta transgenica che contenga geni animali. Affermare questo servirà a creare scalpore o, se si vuole essere buoni, a prospettare possibilità tecnologiche, ma di certo non rappresentano la realtà degli OGM oggi, anche alla luce del fatto che le aziende stesse si sono impegnate a non usare geni animali.

Sì però questo non è il punto fondamentale, il punto è che in natura siamo pieni di piante transgeniche naturali (affermare il contrario è pura ignoranza della materia - si veda ad esempio la pianta GM naturale nella foto qui accanto).

Esistono in natura piante che contengono nel loro DNA geni di batteri e anche all'interno del genoma di alcuni invertebrati ed insetti, quali ad esempio il comune moscerino della frutta, sono stati trovati anche interi genomi di alcuni microrganismi.

E se è la "Natura" a superare le "barriere naturali"? Cosa facciamo? Vale anche per "Lei" la moratoria sine die chiesta dai novelli "liberati"? Intendiamo darle una multa? Dobbiamo prevedere delle distanze di segregazione tra questi transgenici naturali e le piante e gli animali non trasformati? e dopo quante generazioni un animale "naturalmente" modificato può essere considerato nuovamente "naturale"? Richiediamo che ogni DNA si munisca di passaporto ed istituiamo dei controlli ad ogni confine tra specie?

D’altra parte andrebbe sottolineato che l’uomo stesso, da molti anni (già in era “pre-transgenica” e nei laboratori pubblici), ha fatto incroci impossibili in natura e tra specie distanti che non si sarebbero mai potute incrociare tra loro (qui sotto alcuni esempi).

In soldoni (di cacio), la natura supera (da che mondo è mondo sarebbe proprio il caso di dire) le barriere tra le specie e i ricercatori, copiandola, hanno da sempre provato a fare altrettanto. Che famo? Mandiamo i carabinieri come nell'800 per fermare la fillossera? Arrestiamo, retroattivamente, tutti i ricercatori?

Oppure, finalmente, ci rendiamo conto che i "Liberi da OGM" certe cose o non le sanno (e allora dovrebbero tacere) o non le vogliono dire (e non sappiamo cosa sia meglio)? Certo che se il futuro dell'Italia è nelle loro mani, allora siamo messi proprio male....



Incroci “naturali”, ma “impossibili in natura” (qualunque cosa questo voglia dire)


- Incroci tra fragola del Canada e fragola del Cile (incrociate tra loro da un botanico in Francia nel 1700)
- Incroci tra Triticum e Aegilopsis
- Incroci tra Avena e mais
- patata e pomodoro (per ibridazione somatica, cioè per fusione di cellule)
- mais e teosinte
- Frumento e segale (triticale). I primi incroci furono fatti nel 1879 da un botanico scozzese, ma la pianta risultante era sterile. Nel 1934 trattando con colchicina, un potente mutageno, si ottenne la duplicazione dell’intero corredo di cromosomi con conseguente restituzione della fecondità. Oggi il triticale è coltivato nel mondo su 6 M di ettari (un'area pari a circa la metà della superficie agricola italiana).

- Cavalla e asino (che danno il mulo) e cavallo e asina (bardotto); entrambi i risultati sono sterili, ma se usati con intelligenza non sono certo inutili.

8 commenti:

Loris Groppo ha detto...

Innanzitutto, un sincero grazie per l'iniziativa di questo blog. Sulla Rete, la fuffa pseudo-ambientalista ha raggiunto dimensioni bibliche. Bisognava pur reagire, e voi l'avete fatto. Bravi.
In questo senso, rendiamo comunque il giusto merito al dott. Dario Bressanini che voi conoscete benissimo. Lo seguivo da qualche anno con le sue devastanti scorribande su greenplanet.net (che, diciamolo, hanno avuto il merito di dargli spazio). Lui è stato un pioniere, lo lo considero un punto di riferimento; con voi mi auguro di trovarne un altro.
Concordo con lo spirito e la sostanza dell’articolo. Tuttavia eviterei di prestare il fianco sostenendo la contrapposizione tra “geni animali” e “geni vegetali”. Sapete anche voi che una sequenza di DNA, isolata dal contesto, non è altro che una sequenza di DNA. Conoscete anche voi la dimensione della corrispondeza dei genomi, non solo tra animali, ma anche tra animali e vegetali. Anche qui, diciamolo, Bressanini non ha mancato di mettere in evidenza la cosa.
Comunque, anche se non sono un biologo (ma un semplice contadino), vi invito a continuare con il massimo entusiamo. Ne abbiamo bisogno.
Cordialmente,

Loris.

Lancillotto ha detto...

Caro Loris, innanzitutto grazie per il tuo prezioso commento... continua a seguirci :o)

A riguardo di ciò che sottolinei (i geni in fondo sono geni) non posso che sottolineare che è assolutamente vero! Ed è un tema su cui torneremo...

Va altresì detto che, per amor di pace, oggi si cerca di evitare questo tipo di trasferimento per motivi di opportunità e di "accettabilità pubblica".

Colgo comunque l'occasione che mi presenti per fare un esempio interessante su come i geni siano geni... (sperando il link funzioni - altrimenti fate una ricerca su www.pubmed.com con questa chiave: A Polycomb-group gene regulates homeotic gene expression in Arabidopsis)

http://beta.uniprot.org/uniprot/P93831

In questo articolo di ben 10 anni fa (quindi non proprio una novità) si dimostrava come un gene di una pianta fosse, strutturalmente e anche da un pun punto di vista funzionale, più simile a quello di un insetto (il tanto celebrato moscerino della frutta) rispetto agli altri suoi "simili" vegetali...

...ma gli esempi si sprecano e troveremo il momento per riassumerli in modo più efficiente.

Ciao e grazie ancora.

Loris Groppo ha detto...

Caro Lancillotto, (spero che tua mamma non ti abbia battezzato proprio così), la tua nota è per me particolarmente preziosa. Vado al dunque.

1) Sì, sul discorso “geni vegetali vs geni animali”, siamo d’accordo; è un’opportunità, (più che pubblica), politica, ne ero consapevole, hai fatto bene a sottolinearlo. Tuttavia, concorderai sul fatto che allontanarsi da quell’”imprinting scientifico” con il quale è necessario affrontare questi argomenti, è una posizione che può risultare un’arma a doppio taglio. Oggi sostieni una cosa, domani sarai costretto a confermarne un’altra (di cui eri convinto fin dall’inizio).
2) Ho visitato il link da te indicato; beh non faccio fatica a dirti che ci ho capito poco. Ti confermo, però, che si tratta di uno spunto che mi offre enormi motivi di interesse. Mi dà uno motivo concreto per lasciare per un attimo la mia banale quotidianità e calarmi (ovvero elevarmi) in quella che è la reale portata della questione in gioco. Infatti, per quanto si voglia sintetizzare, la Vita è un fenomeno (si può definire così?) complesso, straordinario (qui l’aggettivo non è sprecato), di certo non banale.
Insomma, se ti capita, continua ad indicare documentazione di quel genere.
3) Hai citato il fatto che esistono numerosi esempi. Beh, se hai/avete la pazienza, questo è un argomento che, secondo me, può avere un impatto fortissimo sul debole-pensiero dello scettico o dell’indeciso. Per non dire dell’effetto che può avere sui soliti pasdaran-anti-logica: "Le piante GM fanno male? Ma se sono decenni che mangi pastasciutta ottenuta da organismi GM !!". Sarò ingenuo, ma di fronte a certi argomenti, come potrebbe replicare l’ineffabile Capanna e la sua Fondazione Diritti Genetici?
4) Aspetta un attimo. Ora che ci penso, che significato ha quell’espressione “diritti genetici”? Si può veramente rivendicare diritti sul genoma? Ok, la brevettabilità di certi organismi è un dato di fatto, ma la discussione è del tutto aperta. Tuttavia, non vi sembra di ricordare in quella parola “diritti” una rivendicazione già tragicamente vissuta qualche tempo fa con espressioni del tipo “purezza”, “superiorità” e via dicendo?

Grazie ancora.

Artù ha detto...

Caro Loris
sul discorso “geni vegetali vs geni animali”, più che un’opportunità, politica, è una questione di verità. Sul mercato per adesso non esistono piante con geni animali. Se un giorno esisteranno inizieremo a esaminarli caso per caso. Vale la pena sottolineare che esistono già moltissimi organismi transgenici (batteri e lieviti) ottenuti con geni animali e vegetali e vengono usati per produrre farmaci e enzimi per l'industria alimentare, ma non se ne parla e non li chiamano pubblicamente OGM. Non è un’ipocrisia?
Per di più, permetti una considerazione di carattere più generale, l'obiezione di naturalità/innaturalità viene da chi tende a divinizzare la “natura” considerandola una sorta di divinità universale e omnicomprensiva (ipotesi Gaia). Ma allora, se esiste solo la natura, come può esistere qualcosa di innaturale? Oppure l’uomo è al di fuori della “Natura”?
2) quello che importa in un transgene è il prodotto (proteico), se esiste, e se esso faccia bene o male nel contesto in cui è inserito. Oggi pare si parta sempre dando per scontato l'assunto, indimostrato, che una proteina o un composto, per il fatto stesso di essere naturalmente presente in un organismo, sia perciò stesso al posto giusto (un esempio celebre è la cicuta). Questo non è vero, e solo coloro che, grazie alla tecnologia, non provano più sulla loro pelle la tossina difterica o quella colerica possono pensare simili amenità...
3) è possibile ottenere esattamente lo stesso risultato per via classica (mutagenesi, breeding...) o per transgenesi. Dove risiede quindi il male: nel metodo o nel prodotto?
Esempi? Tolleranza a erbicidi, resistenza a patogeni, attivazione di vie metaboliche...
4) non puoi brevettare un organismo tal quale e già esistente. Un brevetto richiede che l'oggetto sia:
+Novel
+Useful (industrial application)
+Non obvious
I transgenici rientrano in questa definizione. In ogni caso anche l’UPOV garantisce diritti simili.
Per quanto riguarda la paranoia della purezza genetica, non possiamo che darti ragione. Nella storia ci sono esempi tristi (con questo non vogliamo equiparare quelli a questi). Inoltre non si capisce di chi siano questi diritti. Dell'uomo? Delle specie naturali? Boh?

A presto.

Loris Groppo ha detto...

Utilissime le tue considerazioni, Artù.
Sul discorso dei cosiddetti "diritti genetici" hai fatto bene a precisarlo; non siamo qui ad equiparare quel pensiero con le follie del passato. Assolutamente no. Tuttavia, mi pare che siamo d'accordo sul fatto che quella posizione non rappresenti di certo un'evoluzione della concezione umana della Natura. Anzi, è la manifestazione di una chiusura a riccio che non porterà niente di buono. Lo insegna, appunto, la storia.

A te e a Lancillotto di nuovo grazie.

Daniele Aprile MD ha detto...

Carissimo lo dice a un suo parente o maico! Le miei ideologie sono fatti miei e lei non ha alcun diritto di venire a imporre le sue da me. Stia nella sua cerchia con artu e tutti i cavalieri e non mi venite a rompere le scatole mai più. Il suo ultimo commento come tutti gli altri saranno da me cestinati.

Lancillotto ha detto...

Caro Daniele, mi dispiace che se la sia presa così. Il mio obiettivo era solo di farle notare che ciò che affermava era quantomeno opinabile da un punto di vista scientifico.

Ricostruisco la vicenda per chiarezza:

Dopo la sua pubblicità ai Liberi da OGM e l'invito a votare con solerzia, mi sono limitato a sollecitare i suoi lettori e lei a riflettere con le seguenti parole:

Lancillotto ha detto...

No,no...
...prima di votare, visitateci e parliamone. L'ideologia è una brutta bestia, non facciamola vincere!
biotecnologiebastabugie.blogspot.com


La sua risposta è stata:

Daniele Aprile MD ha detto...

Basta ideologie??
A me non piace chi smanetta con la Natura!
Non solo è pericoloso ma soprattutto è dannoso perchè non fa concentrare la scienza su soluzioni che siano veramente alternative e risolutive dei gravi problemi che stanno rovinano il nostro pianeta!


Ora, poichè ciò che dice è ideologico e non fondato scientificamente mi sono permesso (ammetto, con un carissimo in incipit) di farglielo notare, linkando a questo post.

In particolare le facevo notare, se ben ricordo, visto che ha deciso di non pubblicare la mia nota, che la frase "è pericoloso ma soprattutto è dannoso" non trova sostegno in nessuna evidenza nè scientifica nè esperienziale. Come raccontiamo in questo blog l'uomo ha da sempre (e inconsapevolmente) pacioccato con il DNA e con risultati tutt'altro che trascurabili... e pertanto la sua presa di posizione: "A me non piace chi smanetta con la Natura!" risulta una posizione puramente ideologica.

Scegliere di dire no agli OGM per tale ordine di ragioni ci pare dunque scorretto.

Ci scusiamo di averla offesa (involontariamente), nella speranza comunque di averla aiutata a riflettere su questo "problema" da una angolazione diversa da quella imperante nei media e nella vulgata.

A presto e continui a seguirci.

Loris Groppo ha detto...

Il tentativo di Lancillotto di suscitare un minimo di confronto nello spazio di “daniele aprile md” è stato del tutto legittimo, anche perché espresso con toni pacati e propositivi.
In fondo è questo lo spirito della Rete. Se gli interventi sono effettuati in modo sostanziale e formale nell’ambito del confronto civile, non vi dovrebbe essere censura.
Purtroppo, daniele si è sentito minacciato nella sua “ideologia” ed ha quindi assicurato qualsiasi chiusura ad ulteriori confronti. Un atteggiamento che da una parte contrasta con lo spirito che caratterizza Internet, dall’altro manifesta una certa tranquillità nel professare un’ideologia.
Sono cose per me incomprensibili; pertanto esprimo la mia piena solidarietà a Lancillotto.
Quanto a daniele, le considerazioni sono evidenti; sottrarsi al confronto in modo così violento è segno evidente di una debolezza culturale che risulta emblematica e che dovrebbe indurlo a qualche riflessione…

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