
Così noi, da buoni ricercatori, partiamo con una piccola iniziativa di "peer review". Iniziamo oggi dal primo punto:

Beh, innanzitutto sarebbe da sottolineare che sul mercato non esiste alcuna pianta transgenica che contenga geni animali. Affermare questo servirà a creare scalpore o, se si vuole essere buoni, a prospettare possibilità tecnologiche, ma di certo non rappresentano la realtà degli OGM oggi, anche alla luce del fatto che le aziende stesse si sono impegnate a non usare geni animali.

Sì però questo non è il punto fondamentale, il punto è che in natura siamo pieni di piante transgeniche naturali (affermare il contrario è pura ignoranza della materia - si veda ad esempio la pianta GM naturale nella foto qui accanto).
Esistono in natura piante che contengono nel loro DNA geni di batteri e anche all'interno del genoma di alcuni invertebrati ed insetti, quali ad esempio il comune moscerino della frutta, sono stati trovati anche interi genomi di alcuni microrganismi.
E se è la "Natura" a superare le "barriere naturali"? Cosa facciamo? Vale anche per "Lei" la moratoria sine die chiesta dai novelli "liberati"? Intendiamo darle una multa? Dobbiamo prevedere delle distanze di segregazione tra questi transgenici naturali e le piante e gli animali non trasformati? e dopo quante generazioni un animale "naturalmente" modificato può essere considerato nuovamente "naturale"? Richiediamo che ogni DNA si munisca di passaporto ed istituiamo dei controlli ad ogni confine tra specie?D’altra parte andrebbe sottolineato che l’uomo stesso, da molti anni (già in era “pre-transgenica” e nei laboratori pubblici), ha fatto incroci impossibili in natura e tra specie distanti che non si sarebbero mai potute incrociare tra loro (qui sotto alcuni esempi).
In soldoni (di cacio), la natura supera (da che mondo è mondo sarebbe proprio il caso di dire) le barriere tra le specie e i ricercatori, copiandola, hanno da sempre provato a fare altrettanto. Che famo? Mandiamo i carabinieri come nell'800 per fermare la fillossera? Arrestiamo, retroattivamente, tutti i ricercatori?Oppure, finalmente, ci rendiamo conto che i "Liberi da OGM" certe cose o non le sanno (e allora dovrebbero tacere) o non le vogliono dire (e non sappiamo cosa sia meglio)? Certo che se il futuro dell'Italia è nelle loro mani, allora siamo messi proprio male....
Incroci “naturali”, ma “impossibili in natura” (qualunque cosa questo voglia dire)
- Incroci tra fragola del Canada e fragola del Cile (incrociate tra loro da un botanico in Francia nel 1700)
- Incroci tra Triticum e Aegilopsis
- Incroci tra Avena e mais
- patata e pomodoro (per ibridazione somatica, cioè per fusione di cellule)
- mais e teosinte
- Frumento e segale (triticale). I primi incroci furono fatti nel 1879 da un botanico scozzese, ma la pianta risultante era sterile. Nel 1934 trattando con colchicina, un potente mutageno, si ottenne la duplicazione dell’intero corredo di cromosomi con conseguente restituzione della fecondità. Oggi il triticale è coltivato nel mondo su 6 M di ettari (un'area pari a circa la metà della superficie agricola italiana).

- Cavalla e asino (che danno il mulo) e cavallo e asina (bardotto); entrambi i risultati sono sterili, ma se usati con intelligenza non sono certo inutili.