venerdì 19 marzo 2010

de-cretino anti-OGM

E' così, come da noi anticipato, Zaia ha firmato un decreto in cui rifiuta di ottemperare alla sentenza del TAR e alla sentenza del Consiglio di Stato, e non autorizza gli agricoltori, che ne avevano fatto richiesta, a coltivare OGM.

La storia è raccontata splendidamente, come al solito, da Anna Meldolesi.

Noi qui vorremmo aggiungere un paio di considerazioni più tecniche sul de-cretino.

Innanzitutto appare opportuno rinfrescare la memoria e riprendere in mano le 2 sentenze.


Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato ha sancito che gli agricoltori hanno il diritto di coltivare nella PROPRIA azienda gli OGM autorizzati in Europa, a meno che non sussistano indicazioni di rischio sanitario o ambientale. Piani di coesistenza approvati o meno.

Poichè indicazioni di rischio non sussistono, il diritto degli agricoltori va rispettato.

"Anche il richiamo al principio di precauzione, a sostegno dell’impossibilità per l’Amministrazione di istruire e concludere i procedimenti autorizzativi, si palesa nella specie inconferente, non avendo l’Amministrazione indicato specifici studi scientifici ai quali potrebbe essere eventualmente ricondotto un rischio per la salute umana, o altri beni o diritti fondamentali


TAR


Il TAR ha sottolineato che la coesistenza, che norma unicamente aspetti economici, non può essere addotta come scusante per bloccare gli OGM.

"Il senso della normativa è stato dettare le regole che garantiscono la tutela dell'ambiente, della vita e della salute di uomini, animali e piante, in modo che l'emissione in campo aperto e la vendita di un prodotto conforme a dette regole, e perciò autorizzato, non possano essere impedite posto che, fino a prova contraria, tale prodotto non deve essere considerato un pericolo".


In sintesi entrambi dicono: finchè non provate che esiste un pericolo sanitario o ambientale, non potete vietarli. Se poi volete normare anche la coesistenza: meglio. Ma questo è affar vostro e se non lo fate non potete usare la vostra inefficienza per ledere il diritto di semina degli agricoltori... chiaro?



de-cretino

Zaia ha fin da subito chiarito che lui era al di sopra della legge e che non avrebbe permesso il rispetto del diritto di questi agricoltori. E così è stato. E' così che è nato l'attuale decreto.

Sarà per pudore, ma on-line non si trova.

Siamo comunque riusciti a rintracciarne una copia e possiamo dirvi che effettivamente, se questa è la cultura giuridica di questa gente, siamo messi davvero male.

Anna Meldolesi ha già ampiamente riportato il suo contenuto. Noi siamo però stati particolarmente colpiti da 3 elementi del testo:

1) Vuoto normativo. Il testo cita il parere della Commissione Stato-Regioni per le sementi geneticamente modificate. Peccato che questa, a quanto pare, parli di cose che non conosce. Cita infatti la Raccomandazione europea 556/2003 sulla coesistenza, e ad essa cerca di far risalire la necessità di avere una "contaminazione" dei campi non-OGM pari allo zero tecnico (0,01%).

Peccato che la Raccomandazione non dica nulla di tutto ciò, anzi, semmai affermi il contrario sostenendo che:

Le misure relative alla coesistenza devono rispondere a criteri di efficienza ed efficacia economica ed essere proporzionate. Occorre evitare che esse siano più rigide del necessario per garantire che i residui accidentali di OGM si mantengano al di sotto delle soglie di tolleranza fissate dalla normativa comunitaria.

Ora, la soglia di tolleranza fissata dalla normativa comunitaria, anche per il biologico, non è lo 0,01%, ma bensì il ben più gestibile

0,9%!!*


Ancor più ridicolo il fatto che in Italia è ammesso che la semente abbia, di per sé stessa, una presenza accidentale di OGM dello 0,05%!! Ovvero, i campi, già di per sé, mostrano una presenza - legale - di OGM fino a 5 volte superiore a quella che loro vorrebbero garantire e tutelare!

Viene da chiedersi su che testi normativi i membri di questa Commissione si siano formati. Certo è che non ci si può aspettar molto da un organo strutturalmente illeggittimo in quanto non previsto dall'ordinamento comunitario e non segnalato, come di dovere, dallo stato italiano all'UE. A quanto pare ci troviamo quindi davanti ad una commissione di analfabeti del diritto creata da analfabeti del diritto per impedire l'esercizio di un diritto. Evviva!


2) Gli OGM funzionano. Nel testo vi è l'ammissione che gli OGM riducono l'uso di insetticidi! E questo viene indicato come disvalore dal testo!


3) Ignoranza dell'italiano. Nel testo vi è esplicito riferimento sia alla sentenza del TAR che del Consiglio di Stato. Lì dicono di averle viste, ma evidentemente, non le hanno capite.

Ve le ricordate? Non si può usare la coesistenza come pretesto per vietare gli OGM.

Infatti su che basi respingono la richiesta degli agricoltori?

Non può essere garantita la coesistenza.

Forse i giudici, la sentenza dovevano scriverla in 2 lingue: italiano e veneto. Chissa, magari...



(*) Per amor di completezza, e per fugare il dubbio che la coesistenza sia davvero impossibile, vi riportiamo qui una sintesi delle distanze tra OGM e non-OGM richieste per mantenere la commistione accidentale sotto lo 0,9%.


In sostanza, la scienza dice che 20-40 metri bastano e avanzano. Ecco, per arrivare allo 0,1% arriviamo a 150 metri, ma oltre non si va.

A quanto pare, però, la politica sembra pensarla diversamente.

probabilmente sì, parafrasando Anna Meldolesi, il polline lussemburghese e quello friulano sono davvero superdotati.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Dov'è il testo del decreto? Non lo trovo.

Lancillotto ha detto...

Purtroppo, come dicevo nel post, non si trovano link al testo, ma solo il comunicato stampa del ministero.

Noi siamo solo riusciti a leggerlo, ma non ne abbiamo copia.

Appena riusciremo a trovarlo comunque lo posteremo. Magari gli amici di Salmone saranno più fortunati di noi.

Certo è che, secondo me, si vergognavano perchè è davvero una porcata giuridica.

Anonimo ha detto...

Il Decreto Interministeriale è disponibile a questo link:

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/OGM/index.html

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