
Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha affermato il diritto degli agricoltori a coltivare gli OGM regolarmente autorizzati in Europa, ora è la volta del TAR, che dà torto al Ministero dell'Agricoltura e lo intima a inserire 4 varietà geneticamente modificate (tutte MON810*) nel registro delle varietà coltivabili in Italia.

Gli OGM in Europa possono infatti essere bloccati solo se esistono rischi per la salute e per l'ambiente.
Almeno questo sta scritto nella Direttiva 2001/18 articolo 23:
Qualora uno Stato membro, sulla base di nuove o ulteriori informazioni divenute disponibili dopo la data dell'autorizzazione e che riguardino la valutazione di rischi ambientali o una nuova valutazione delle informazioni esistenti basata su nuove o supplementari conoscenze scientifiche, abbia fondati motivi di ritenere che un OGM come tale o contenuto in un prodotto debitamente notificato e autorizzato per iscritto in base alla presente direttiva rappresenti un rischio per la salute umana o l'ambiente, può temporaneamente limitarne o vietarne l'uso o la vendita sul proprio territorio.
Se tali rischi non esistono (e ricordiamo che - ad oggi - non esistono) non si è dunque autorizzati a limitare la libertà degli agricoltori o dei produttori di coltivare o vendere OGM.
La coesistenza dovrebbe piuttosto aiutare a gestire le problematiche economiche, ma di per sè, anche qualora non venisse rispettata, non vi sarebbe alcun rischio sanitario o ambientale. Chiaro?
Speriamo lo sia, una buona volta, anche per la nostra politica (anche se ci permettiamo di dubitarne).
Stiamo a vedere chi sarà il prossimo Ministro dell'Agricoltura. Far meglio di Zaia comunque non dovrebbe essere così difficile.
Note a Margine
(*) sì per chi non lo sapesse ancora un singolo evento OGM può essere inserito in n-mila varietà diverse.