giovedì 4 febbraio 2010

IPCC: Voodoo Science?

Poichè la battaglia sul clima infuria, ma in pochi me parlano, ci pareva giusto dare un aggiornamento e offrire qualche risorsa aggiuntiva per capire a che punto siamo.

Tra i fatti più rilevanti di questi ultimi giorni vi è senza dubbio la presentazione del nuovo libro di Pachauri, presidente dell'IPCC. Il libro, Return to Almora, è imperniato sul rapporto tra cambiamenti climatici e sesso. Senza dubbio tema da approfondire.


Voodoo Science a chi?

La presentazione di tale sudata opera avviene più o meno in concomitanza del Beau Geste dell'IPCC con cui, l'organo para-politico più potente del mondo, ha dimostrato di saper fare autocritica, ammettendo di aver commesso un piccolo errore nella velocità di regressione dei ghiacciai himalayani. No, pare non si scioglieranno entro il 2035 (o, come indicava la NASA, nel 2030). La stima più quotata (se tutto rimane com'è) è semmai il 2350.

Il fatto, di per sè nobile, in realtà ha solo aperto, a quanto pare, il vaso di Pandora (Avatar? Gli fa un baffo). Infatti il gesto non è stato per nulla spontaneo, anzi. Viene dopo che Jafar (alias Pachauri) giusto nel novembre scorso aveva liquidato con un: "Voodoo Science" uno studio del Governo Indiano che affermava che in realtà i ghiacciai himalayani non hanno aumentato significativamente la loro velocità di scioglimento.

La ricostruzione della vicenda ha inoltre rivelato che la Voodoo Science, semmai, stava nel claim dell'IPCC, in quanto basato su di un documento del WWF che riportava le dichiarazioni di un glaciologo rilasciate durante un'intervista a New Scientist. Considerazioni (di terza mano) diciamo non propriamente solide da un punto di vista scientifico.
Se non bastasse, il glaciologo stesso, tal Murari Lal, che ora lavora per Pachauri, sconfessa la data e aggiunge (incredibilmente) che "sì, non erano informazioni proprio scientifiche, ma siccome consentivano di fare pressione sui policy-maker abbiamo deciso di inserirle lo stesso". E nessuno dei 500 "esperti" che hanno controllato il documento, ops, se ne è accorto. La vicenda, SE non fosse vera, farebbe ridere...


WWF, Greenpeace e Novella3000

La storia dei ghiacciai, di per sè marginale, ha aperto una voragine in quanto ha mostrato come, nello scrivere i suoi report, l'IPCC non abbia disdegnato di usare materiale quantomeno di seconda mano se non proprio scarti industriali, quando serviva a tirare acqua al suo mulino. Insomma, un po' come comprare il grana fatto con la segatura. Un barolo al metanolo... Ed ecco che quindi si scopre che anche le previsioni sull'amazzonia si devono ad un Action Paper del WWF (ed è decisamente male accompagnato), anche Greenpeace non scherza ed infatti non solo piazza diversi suoi paper nell'IPCC, ma anche alcuni suoi uomini in posti chiave nella redazione di documenti targati IPCC.

Ma non temete, Jafar ci spiega che loro mica prendono articoli di giornale e li pubblicano sull'IPCC. Loro prendono solo i migliori scienziati e la migliore scienza disponibile! (cfr. min 1'15")


Peccato però che non solo si siano presi tra gli "esperti" fior fiore di attivisti, che 500 di tali sedicenti esperti non si siano accorti che per sciogliere l'himalaya ci vogliono almeno 300 anni e non 30, ma che ci siano anche diversi articoli di giornali e riviste tra le sue referenze. Tra cui quella qui accanto.


Fin qui folklore

Fin qui però, diciamocelo, è solo voodoo (banale anedottica e si potrebbe continuare all'infinito senza venirne a capo). Nulla di quello che abbiamo evidenziato mette in crisi il cuore del report dell'IPCC. Sì, si sono lasciati prendere la mano in alcuni punti, si sono distratti in altri, ma solo cose veniali: il mondo si sta scaldando per mano umana (perchè ha il pollice opponibile). Se non facciamo subito qualcosa friggiamo tutti. Questo non è minimamente scalfito da quanto visto finora.

Le cose cambierebbero se si scoprisse ad esempio che i gruppi paleoclimatici (che si sono cioè fatti carico di ricostruire lo storico delle temperature globali mostrati nell'IPCC) si sono messi d'accordo per mascherare ed aggiustare i dati al fine di dimostrare una tesi precostituita; Impedire la pubblicazione di articoli scomodi; Chiudere l'accesso ai dati a chi non condivideva il medesimo spirito warmista. Ecco, in effetti tutto ciò è avvenuto e, solo grazie ad un hackerino (?) oggi sappiamo come operava la gang del bosco. No, non ci credete? Beh, leggetevi questa bella ricostruzione dei carteggi CRU.
Non siete convinti? Crediamo che in ogni caso, Jones e Mann, non dormano da mesi perchè non riescono a togliersi la marmellata dalle mani.

Le cose cambierebbero se si scoprisse che le stazioni metereologiche monitorate per costruire la temperatura globale a terra sono passate negli ultimi 20 anni da 6.000 a 1.500 e, ops, siano sparite proprio quelle in quota o nelle zone rurali (generalmente più fredde) o che per calcolare l'anomalia termica di una zona si utilizza come referenza una stazione a 1.200 km di distanza (un po' come prevedere, dai dati presi da una stazione a Roma, l'andamento climatico in Germania e Tunisia). Fa ridere, lo sappiamo, ma ad esempio la Bolivia, che non ha stazioni meteo monitorate, presenta una elevatissima anomalia termica. Incredibile no? Il potere dell'IPCC. Che il 90% delle stazioni climatiche monitorate (nei soli US) presentano errori nella misurazione superiori a 1°C! Che (nonostante tutti noi sappiamo - per esperienza diretta - che in città fa sempre più caldo che in campagna) i software della NASA non tengono conto delle isole di calore urbane perchè ritenute trascurabili. Sì, proprio così.

Beh, ecco, allora, se tutto questo fosse vero (e purtroppo lo è) allora qualche dubbio, se permettete, è legittimo.

In ogni caso il warming c'è. Resta da capire per colpa di chi, sai mai cosa ti scopre la scienza.



DISCLAIMER
BBB! non ha una posizione definita sul GW, diciamo che non si sente ancora del tutto convinto che sia AGW. Almeno alla luce dei dati oggi disponibili. A supporto del suo "scetticismo" vi è tra l'altro il fatto che tutti coloro che con tanta solerzia sparano (quotidiane) boiate sugli OGM, credono, supportano e sono fonte primaria di informazione per i vari report dell'IPCC oltre a concordare le migliori strategie comunicative con gli "scienziati" che vendono l'AGW. E' vero, per il semplice calcolo delle probabilità è possibile che ci becchino, ma preferiremmo affidarci alla scienza, quella vera.

6 commenti:

norman ha detto...

Ragazzi, un buon scettico sa riconoscere la fuffa (buona parte degli attacchi sugli OGM) dalla buona scienza.
Credo che in questo articolo abbiate confuso l'una con l'altra. Quando in dubbio io sto con Science e Nature e scettici doc del calibro di Ben Goldacre: nella stragrande maggioranza dei casi ci azzeccano e sul cambiamento climatico non sembrano avere molti dubbi.

Artù ha detto...

Caro Norman, la fiducia per partito preso non è nel nostro DNA. Abbiamo cercato fin qui di discutere (per quanto possibile, anche se non è sempre possibile) sui dati e sui comportamenti.
Per esempio come si spiegano i dati addomesticati? come si spiega la selezione dei dati o il loro occultamento? Come mai hanno adottato pratiche disoneste per combattere pubblicazioni critiche nei confronti dei loro lavori?
Il post si chiude con la citazione di 2 paper (1 di science e 1 di nature) che mettono in evidenza come la discussione sia ancora molto aperta proprio sulle principali riviste scientifiche mondiali.
Siamo pronti ad ascoltare e a capire insieme. Ma sui dati innanzitutto.

Lancillotto ha detto...

Io mi domando, e lo dico soprattutto ai censurati che hanno perso il diritto di parola su questo blog, ma prima di scrivere con i vostri cari ditini un commento non potreste leggervi le fonti citate nel post?

Artù ha mandato vagonate di link a documenti e approfondimenti, una volta soppesati, se vi rimangono dubbi e perplessità, critiche e osservazioni allora digitate altrimenti, please, rilassatevi e state nella vostra bambagia.

Claudio Casonato ha detto...

Io, che non so ne leggere ne scrivere, ritengo che inquinare meno è meglio ch einquinare di più, ed anche che sprecare il petrolio per briciarlo è uno spreco di una grande riosrse per l'indistria chimica.

Che poi il GW sia causato 'principalmente' dalle attività umane... ci sono un po troppi paramentri (e dati 'adattati' alle convenienze di parte) per darmi fiducia. In un senso o nell'altro.

Gianni Comoretto ha detto...

Personalmente questo post mi ha abbassato parecchio la fiducia nell'onestà scientifica di questo blog.

L'"addomesticamento" dei dati delle serie storiche di temperatura è stata oggetto di diverse analisi e revisioni indipendenti, che ne hanno stabilito la natura di leggenda metropolitana. Ma la frittata è fatta, e Jones e Mann non dormono a mesi perché dei delinquenti gli telefonano a casa di notte minacciandoli, nonostante nessuno scienziato SERIO metta in dubbio il loro lavoro. Mann (come mostra il link citato) è oggetto di un'inchiesta penale, ed è stato costretto a produrre TUTTE le sue mail private, indicando per quelle non disponibili (in quanto voi conservate copia di TUTTE le mail spedite, vero?) le circostanze esatte della cancellazione, incluso chi lo ha autorizzato a farlo, ed ovviamente il contenuto. Se non è persecuzione questa...

I due link citati non toccano granché la realtà della responsabilità umana nell'AGW. Il primo, anzi, la rafforza, anche se ne riduce i potenziali effetti
futuri. Il secondo link è della Solomon, una delle principali climatologhe dell'IPCC che ha scoperto un possibile meccanismo di retroazione negativa che RIDUCE (un pochino) l'AGW. Alla faccia dei climatologi che falsificano i dati per aumentare l'effetto umano.

D'accordo che molti fuffari sposano qualsiasi tesi che dia contro la "civiltà occidentale", ma questo non significa che qualsiasi tesi di questo tipo sia automaticamente fuffa.

Lancillotto ha detto...

@ Gianni
Non ti nego il fatto che io credo fermamente che l'uomo abbia un suo contributo sul clima. Credo allo stesso tempo che tale contributo sia ben lungi dall'essere stimato correttamente.

L'IPCC per contro è una istituzione politica e propagandistica che basa il suo lavoro su di un castello di carte. Ci sono alcuni modelli (di cui mi fido tanto quanto l'oroscopo, vedi dopo) che stimano un ampio contributo antropico al riscaldamento. Ce ne sono altri (ad es. quelli di Scafetta) che dicono che è il sole a farla da padrone. IPCC sceglie i primi e fa delle previsioni che non è possibile verificare in alcun modo. La quantità di grey litterature (non è un errore di battitura) nell'AR4 non è per nulla trascurabile e anche quella peer-reviewed spesso è pura aria fritta.

Quanti di questi modelli hanno saputo fare previsioni affidabili? Quanti hanno superato il vaglio della realtà?

http://pielkeclimatesci.files.wordpress.com/2010/08/hansen88_v_obs.jpg?w=500&h=350

http://www.e-publications.org/ims/submission/index.php/AOAS/user/submissionFile/6695?confirm=63ebfddf

Dimostra, scientificamente, che questi modelli sono seri e funzionano e poi ne riparliamo.

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