Le cose si sa, in tempo di crisi soprattutto, richiedono decisioni forti. E decisioni forti sono state. Con una maggioranza quasi bulgara (tutti contro 4) i paesi membri hanno deciso di mantenere la moratoria nei 2 stati, e con tutta probabilità la manterranno, quando sarà il momento di decidere, anche in Francia e Grecia.
I motivi della scelta sono stati spiegati bene dalla nostra Ministro.



Per capire se essa abbia un suo senso normativo appare innanzitutto fondamentale capire cosa sia questa benedetta clausola di salvaguardia.
Di solito, per vederci chiaro appare opportuno leggersi le leggi, nella fattispecie la Direttiva 2001/18 la quale all'art. 23 recita:
1. Qualora uno Stato membro, sulla base di nuove o ulteriori informazioni divenute disponibili dopo la data dell'autorizzazione e che riguardino la valutazione di rischi ambientali o una nuova valutazione delle informazioni esistenti basata su nuove o supplementari conoscenze scientifiche, abbia fondati motivi di ritenere che un OGM come tale o contenuto in un prodotto debitamente notificato e autorizzato per iscritto in base alla presente direttiva rappresenti un rischio per la salute umana o l'ambiente, può temporaneamente limitarne o vietarne l'uso o la vendita sul proprio territorio.
Ovvero, se scopri strada facendo che un OGM può avere delle controindicazioni sanitarie o ambientali puoi bloccare la sua commercializzazione.

Cosa bolle in pentola
Quando uno Stato trova qualcosa di brutto su un OGM deve comunicarlo subito alla Commissione, la quale tra le varie cose chiede un parere all'EFSA. Vediamo dunque come sono andate le cose in questo caso.
Austria

Nel febbraio 2004 e nel novembre 2007 (5 e 7 anni dopo!!!), l’Austria ha fornito ulteriori informazioni a sostegno del divieto introdotto.
La Commissione europea ha richiesto con lettera in data 18 aprile 2008 (8 anni dopo l'adozione della clausola!!!) il parere scientifico dell’Autorità per la sicurezza alimentare (EFSA), la quale in SOLI 8 MESI (sic!), ha adottato il seguente parere.
"Al termine dell’esame dei riscontri contenuti nella notifica austriaca, il gruppo di esperti scientifici sugli organismi geneticamente modificati (gruppo di esperti GMO) dell’EFSA ha concluso che non sussistono nuovi elementi scientifici idonei a invalidare le precedenti valutazioni dei rischi condotte sul mais MON810 e T25. Ne deriva pertanto che non sono stati prodotti riscontri scientifici specifici, in termini di rischio per la salute umana, degli animali e per l’ambiente, idonei a giustificare l’adozione di una misura di salvaguardia ai sensi dell’articolo 23 della direttiva 2001/18/CE"
Ungheria

"Non sono state pertanto fornite evidenze scientifiche specifiche, in termini di rischio per la salute umana e animale e per l’ambiente, che giustifichino un divieto all’uso e alla vendita del mais MON810 in Ungheria."
Alcune riflessioni conclusive
Se si può essere concordi, in linea di massima, sul principio che ciascuno è padrone in casa propria, non pare altrettanto condivisibile tale applicazione "disinvolta" della clausola di salvaguardia. Questa clausola infatti è pensata per tutelare la salute dei cittadini e l'ambiente. Adottarla come strumento economico-politico in chiave protezionistica o, ancor peggio, propagandistica, è disperante per almeno 3 motivi:

2) si induce il cittadino a pensare che esistano rischi che non esistono, ingenerando false paure solo per calcoli politici;
3) si indeboliscono le istituzioni europee (come l'EFSA) che non si piegano a questi giochi, fino ad arrivare a screditarle quando non si allineano.
Però, ne ha fatte di cose questo voto bulgaro!
Come nota a margine, ditemi se per caso avete visto un qualche articolo di giornale che citasse correttamente la clausola di salvaguardia e che evidenziasse la sua non corretta applicazione... se ve ne sono stati, ovviamente!
Piuttosto ho visto che abbondano eruditi commenti di sedicenti liberati (dagli OGM, ovviamente!) che parlano di difesa dell'agricoltura di qualità (e cosa c'entra?) o di bella lezione politica (ovvero nel trasformare il vino in acqua - una clausola per la tutela dei cittadini in uno strumento di marketing politico), e chi più ne ha più ne metta.

*Sì, perchè uno si fa tutta la trafila europea, spende vagonate di € per far approvare la sua varietà OGM e poi cosa ottiene? una serie di moratorie nazionali, basate su prove farlocche che vengono raccolte e presentate con anni di distanza, che gli impediscono di far uscire un solo seme dal suo magazzino. E poi si domandano perchè gli OGM sono in mano alle multinazionali?!?!?!