giovedì 15 novembre 2007

Questi dati non dovevamo vederli! Quali altri?

E' di questi giorni la notizia che l'INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione) ha tenuto in un cassetto per due anni (dicasi 2 anni, 730 giorni, 17520 ore o, se preferite, 63 milioni di secondi), su ordine di chi, ancora non si sa, questi dati sul contenuto di fumonisine (di cui già lungamente parlammo) del mais Bt (OGM) e del mais convenzionale. Dati ottenuti da una sperimentazione pubblica. Secondo voi perchè?


Cosa dice questa tabella?

Nel 2005, all'interno del progetto "OGM in agricoltura", sono state esaminate due varietà di mais convenzionale e le due "isogeniche" GM, cioè identiche, ma con in più il carattere Bt (resistenza alla piralide). Cecilia isogenico di Elgina (Bt) e P66 isogenico di P67 (Bt).

Beh, le 2 varietà GM hanno prodotto 48 e 31 quintali in più per ettaro rispetto al mais convenzionale, cosa che non dispiacerebbe a nessun agricoltore, ma questo dato dall'INRAN lo fecero uscire, in calce, scritto in piccolo, ma almeno ce lo fecero sapere.
Solo che, oltre a questo più che rilevante aumento di resa, gli OGM presentavano (ultima colonna) 1/100 del livello di fumonisine presenti nelle varietà convenzionali. Ovvero: il mais Bt è risultato essere molto più sano e più sicuro del mais convenzionale...

Buono a sapersi, no?

Eh no! Ci si rende subito conto che questo dato, se reso pubblico, sarebbe una bomba! Pensate, uno studio indipendente, pubblico, eseguito da gente, come vedremo, dichiaratamente anti-OGM e contro le multinazionali (en passant, che ipocrisia essere contro le multinazionali e poi usare tutto quanto loro producono) che dimostra che un OGM, prodotto da una multinazionale, è più sicuro di quello che fino ad ora abbiamo mangiato... esiste forse un dato più credibile?

...e così, qualcuno, a qualche livello, ha detto NO! Questo mai!
E allora? Occultare, occultare, occultare.


Da dove viene questa tabella?


Come tutti sanno, il precedente ministro dell'agricoltura, Alemanno, ha più volte esternato la sua "antipatia" verso gli OGM, l'ultima su Tuttoscienze del 14 novembre scorso in cui alla domanda: "E' sicuro che non ci siano pressioni [per insabbiare i dati positivi sugli OGM, Ndr]?" ha risposto: "Posso dirle una cosa: in Italia gli Ogm non passeranno!".

Però, forse in un attimo di equanimità, stanziò 6,2 M€ per svolgere un "mega" progetto per studiare gli OGM nel contesto italiano. Bene, direte voi. Finalmente un po' di chiarezza.

Beh, ripondiamo noi, dipende da cosa ci si fa con 6,2 M€. Dipende dal proprio concetto di equanimità.

Se li si usa, ad esempio, per fare dei sondaggi chiedendo alla gente se gli OGM fanno male, forse così ben spesi non sono
(se la gente pensa che il sole giri attorno alla terra... questo lo rende "vero", o anche solo ci permette di capire se è "vero"?).

Se li si dà a Capanna per preparare la sua iniziativa anti-OGM, forse così ben spesi non sono (consentire a Capanna di far vedere dei documenti scientifici originali, che non ha letto, solo per dare credibilità alle sue bislacche affermazioni sugli OGM, ci pare francamente un risultato assai deludente e deprimente).

Se li si spende per fare una prova sperimentale sugli OGM per valutarne le performance agronomiche e la sicurezza alimentare, ecco magari sì, così sarebbero ben spesi
. Ah, ma per la prova sperimentale in campo sono stati spesi solo 75.000€...

...e, di grazia, si può sapere gli altri 6,1 M€ per cosa sono stati spesi?

Vabbè, non stiamo a spaccar er capello in 4... e rimaniamo su quei 75.000€ e per cosa li hanno usati...

Dicevamo dunque che Alemanno lanciò il progetto, faraonico, “OGM in agricoltura” incaricandone l’INRAN, e più precisamente il
dr. Giovanni Monastra, uno dei suoi uomini.
Un uomo assolutamente super partes. Ad esempio in un’intervista alla domanda “Gli OGM panacea dei problemi mondiali dell’alimentazione?" risponde:"Una sciocchezza sostenuta dalle multinazionali del settore e da certi idioti che pretendono di essere degli scienziati. Gli OGM sono funzionali alla politica di conquista dei mercati da parte delle aziende che vogliono accaparrarsi l'agricoltura mondiale con i brevetti" (su questo in futuro torneremo, ma intanto leggetevi questo bel post di Dario Bressanini).
Altre esternazioni sugli OGM le potete trovare qui, l’inglese è penosetto, ma tutto sommato si capisce ancora il contenuto. Per maggiori informazioni su Monastra potete poi visitare la sua home page.

Bene, Monastra aveva il compito, anche per dare un minimo di serietà al progetto, di fare una prova sperimentale in campo aperto, ma era in difficoltà, non sapeva dove andare a piantare il suo mais per via di tutte queste leggi leggine leggette che di fatto impediscono alla ricerca anche di respirare.
Così entra in contatto con la Lombardia, regione più possibilista, e incarica il prof. Maggiore di sovrintendere al campo sperimentale. Alternative non ne aveva, ma mai errore più grave fu fatto.
Maggiore è infatti uno che in campo ci sta da una vita ed è uno scienziato intellettualmente onesto che va al fondo delle questioni. Quindi, quando si accorge che l'attacco della piralide è molto più forte sul mais convenzionale si domanda se questo non possa influire sul contenuto in fumonisine e si attrezza per fare delle analisi avvisando, anche per iscritto, l'INRAN. Per una ricostruzione del carteggio vi rimandiamo al sito di SAGRI.

E' vero dunque, l'INRAN non ha mai incaricato il prof. Maggiore di svolgere queste analisi. Nè ha incaricato la dr.ssa Miraglia. Se fosse dipeso dall'INRAN queste analisi nemmeno sarebbero state svolte. Se oggi sappiamo che il Mais Bt è più sicuro e sano di quello convenzionale lo dobbiamo solo all'intelligenza, alla libertà e alla passione di questi 2 ricercatori.

Intelligenza, libertà e passione che l'INRAN ha tenuto chiuse in un cassetto per 2 anni.


P.S. L'Europa dal 1985 al 2000 ha speso 70 M€ per studiare gli OGM. Ne sono uscite 1.800 pubblicazioni. L'Italia ne ha spesi 6,2. Quante pubblicazioni? Magari ce ne è sfuggita qualcuna, ma dai nostri conti risultano: ZERO...

...la montagna NON ha partorito un (solo) topolino.
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