
Cosa dice questa tabella?

Beh, le 2 varietà GM hanno prodotto 48 e 31 quintali in più per ettaro rispetto al mais convenzionale, cosa che non dispiacerebbe a nessun agricoltore, ma questo dato dall'INRAN lo fecero uscire, in calce, scritto in piccolo, ma almeno ce lo fecero sapere.
Solo che, oltre a questo più che rilevante aumento di resa, gli OGM presentavano (ultima colonna) 1/100 del livello di fumonisine presenti nelle varietà convenzionali. Ovvero: il mais Bt è risultato essere molto più sano e più sicuro del mais convenzionale...
Buono a sapersi, no?


...e così, qualcuno, a qualche livello, ha detto NO! Questo mai!
E allora? Occultare, occultare, occultare.
Da dove viene questa tabella?

Però, forse in un attimo di equanimità, stanziò 6,2 M€ per svolgere un "mega" progetto per studiare gli OGM nel contesto italiano. Bene, direte voi. Finalmente un po' di chiarezza.
Beh, ripondiamo noi, dipende da cosa ci si fa con 6,2 M€. Dipende dal proprio concetto di equanimità.
Se li si usa, ad esempio, per fare dei sondaggi chiedendo alla gente se gli OGM fanno male, forse così ben spesi non sono (se la gente pensa che il sole giri attorno alla terra... questo lo rende "vero", o anche solo ci permette di capire se è "vero"?).

Se li si spende per fare una prova sperimentale sugli OGM per valutarne le performance agronomiche e la sicurezza alimentare, ecco magari sì, così sarebbero ben spesi. Ah, ma per la prova sperimentale in campo sono stati spesi solo 75.000€...

Vabbè, non stiamo a spaccar er capello in 4... e rimaniamo su quei 75.000€ e per cosa li hanno usati...
Dicevamo dunque che Alemanno lanciò il progetto, faraonico, “OGM in agricoltura” incaricandone l’INRAN, e più precisamente il

Un uomo assolutamente super partes. Ad esempio in un’intervista alla domanda “Gli OGM panacea dei problemi mondiali dell’alimentazione?" risponde:"Una sciocchezza sostenuta dalle multinazionali del settore e da certi idioti che pretendono di essere degli scienziati. Gli OGM sono funzionali alla politica di conquista dei mercati da parte delle aziende che vogliono accaparrarsi l'agricoltura mondiale con i brevetti" (su questo in futuro torneremo, ma intanto leggetevi questo bel post di Dario Bressanini).
Altre esternazioni sugli OGM le potete trovare qui, l’inglese è penosetto, ma tutto sommato si capisce ancora il contenuto. Per maggiori informazioni su Monastra potete poi visitare la sua home page.
Bene, Monastra aveva il compito, anche per dare un minimo di serietà al progetto, di fare una prova sperimentale in campo aperto, ma era in difficoltà, non sapeva dove andare a piantare il suo mais per via di tutte queste leggi leggine leggette che di fatto impediscono alla ricerca anche di respirare.
Così entra in contatto con la Lombardia, regione più possibilista, e incarica il prof. Maggiore di sovrintendere al campo sperimentale. Alternative non ne aveva, ma mai errore più grave fu fatto.
Maggiore è infatti uno che in campo ci sta da una vita ed è uno scienziato intellettualmente onesto che va al fondo delle questioni. Quindi, quando si accorge che l'attacco della piralide è molto più forte sul mais convenzionale si domanda se questo non possa influire sul contenuto in fumonisine e si attrezza per fare delle analisi avvisando, anche per iscritto, l'INRAN. Per una ricostruzione del carteggio vi rimandiamo al sito di SAGRI.
E' vero dunque, l'INRAN non ha mai incaricato il prof. Maggiore di svolgere queste analisi. Nè ha incaricato la dr.ssa Miraglia. Se fosse dipeso dall'INRAN queste analisi nemmeno sarebbero state svolte. Se oggi sappiamo che il Mais Bt è più sicuro e sano di quello convenzionale lo dobbiamo solo all'intelligenza, alla libertà e alla passione di questi 2 ricercatori.
Intelligenza, libertà e passione che l'INRAN ha tenuto chiuse in un cassetto per 2 anni.
P.S. L'Europa dal 1985 al 2000 ha speso 70 M€ per studiare gli OGM. Ne sono uscite 1.800 pubblicazioni. L'Italia ne ha spesi 6,2. Quante pubblicazioni? Magari ce ne è sfuggita qualcuna, ma dai nostri conti risultano: ZERO...
...la montagna NON ha partorito un (solo) topolino.