venerdì 30 novembre 2007

Il Capannello (n.4) - Liberi "battitori"

E' con un pò di imbarazzo che noi si scrive questo post.

Sì perchè il "buon" Capanna, non pago di aver dato del venditore di tappeti marocchino a Roberto Defez, ricercatore del CNR, durante la puntata di Porta a Porta di martedì 27 novembre (il che, già di per sè, la dice lunga sulla sua visione del mondo), ha deciso di spingersi oltre tornando su di un tema a lui caro: le "signorine".

OGM:CAPANNA, DIFFIDARE DI SCIENZIATI 'SQUILLO' COME VERONESI

(ANSA) - ROMA, 29 NOV - C'é la scienza buona, che ha come primario interesse il cittadino, e quella cattiva, foraggiata da industrie farmaceutiche e multinazionali, interessata solo al profitto. "E' contro questa cattiva scienza e scienziati 'squillo'-profittuali" che bisogna lottare e di cui bisogna diffidare. Un caso emblematico di cattiva scienza è rappresentato dal prof. Umberto Veronesi".


In questo ultimo periodo, come abbiamo già avuto modo di notare, ha infatti preso l'abitudine di ricoprire di sterco, con idoneo attrezzo, il prof. Umberto Veronesi (ma non solo) e, nonostante gli sforzi fatti per farlo tornare a più miti consigli, pare non trovare pace se non nella contumèlia.
Tanto che gli è arrivata una sonora "tirata" d'orecchi addirittura dagli insigni Accademici Nazionali che qui vi riproponiamo integralmente. Prima però di lasciarvi al dotto testo vorremmo porvi una domanda: "Se Veronesi è una meretrice, Capanna che ha preso per la sua Campagna 500.000 € da COOP e compagnia, e che ha da sempre preso soldi da loro per sostenere posizioni anti-OGM tramite il suo Consiglio dei Diritti Genetici, cos'è?"


La nota degli Accademici
(i gras
setti sono presenti nel testo originale... i link sono nostri)

Questa nota, sottoscritta da 11* componenti della Accademia Nazionale dei Lincei, Sezione Botanica e Applicazioni, e della Accademia Nazionale delle S
cienze, interviene su un aspetto particolare del dibattito sugli organismi geneticamente modificati (OGM) e sull’utilizzo di alcune varietà di piante geneticamente modificate in agricoltura, auspicando che chi partecipa ai dibattiti su scienza e società, pratichi il rispetto delle reciproche posizioni e l’uso corretto e completo dell’informazione scientifica disponibile: come è successo per altre importanti applicazioni della scienza, all’inizio la novità tecnologica ha molto attirato l’attenzione dei mezzi di comunicazione. L’attenzione è continuata nel tempo, tanto che gli OGM risultano frequentemente essere oggetto, anche vivace, dell’attuale dibattito sociale e politico.


Nel 2003 una commissione mista di membri dell’Accademia dei Lincei e dell’Accademia delle Scienze detta dei XL ha prodotto la rassegna “Biotecnologie vegetali e le varietà OGM”. Il volumetto, pubblicato a cura dell’Accademia Nazionale delle Scienze, Roma (www.accademiaxl.it), può interessare a chi vuole conoscere dettagli scientifici e implicazioni sociali delle colture transgeniche; ma non si vuole qui richiamare le conclusioni a suo tempo pubblicate. Preoccupa, invece, la sistematica negazione che gli oppositori degli OGM fanno della bibliografia scientifica via via disponibile sull’argomento, ignorando in particolare i risultati degli esperimenti che certificano l’assenza di nocività per uomini ed animali di specifici OGM sviluppati finora e il contributo che le nuove varietà di piante offrono per la resistenza delle relative colture alle avversità ambientali e alle malattie, per migliorare la qualità dei prodotti agricoli e per diminuire il ricorso ad inquinanti interventi chimici in agricoltura.

Si possono anche comprendere queste “omissioni” considerando la forte polarizzazione del dibattito in corso, deplorando nel contempo l’uso di approssimazioni acritiche con cui gli OGM possono essere stati divulgati. Ciò che però non si comprende è il ruolo che viene assegnato nella discussione alla scienza e ai suoi cultori, questi ultimi da considerare un riferimento quando vengono richiesti pareri motivati da prove scientifico-sperimentali. Chi si oppone agli OGM, tuttavia, cita spesso a suo favore il parere di scienziati della cui preparazione nel settore delle biotecnologie vegetali non si è certi: si sentono dibattiti dove, senza descrivere o citare le prove, (presunti) oncologi affermano la comparsa di tumori dopo il consumo di OGM, immunologi che li definiscono allergenici, ecologi che avversano il loro uso nella pratica dell’agricoltura biologica. Non si ricorda mai, per contro, che 17 Società scientifiche operanti in Italia nei campi dell’agricoltura, genetica e sicurezza alimentare, alle quali aderiscono più di 10.000 membri, si sono dichiarate favorevoli alla sperimentazione in campo di varietà transgeniche di piante.

Far notare queste omissioni non è, tuttavia, lo scopo principale di questo intervento. La preoccupazione più grande e la ragione ultima della nota riguarda l’utilizzo, da parte degli oppositori degli OGM, di attacchi diretti al comportamento privato e alla correttezza deontologica degli scienziati le cui opinioni non sono per principio contrarie agli OGM. Le ragioni che motivano questi attacchi sono di solito: collateralismo con le multinazionali; pagamenti ad personam fatti dalle stesse organizzazioni; uso di fondi privati per ricerche che mettano in buona luce gli OGM; interessi personali a sviluppare e imporre la tecnologia transgenica in agricoltura. Anni di simili atteggiamenti verso chi seriamente, in buona fede e con competenza, opera nelle Istituzioni pubbliche o private hanno comunque generato un risultato: molti ricercatori e studiosi esperti in materia evitano ormai di esporsi in dibattiti pubblici per non rischiare intromissioni nella loro vita privata, per non essere senza obiettiva ragione attaccati o diffamati in adunanze pubbliche, nei Consigli regionali e in Parlamento, o infine per non venire screditati nell’esercizio della loro professione (una grave conseguenza riguarda l’attendibilità del loro insegnamento: spesso, infatti, questi ricercatori sono anche docenti universitari).

Quanto sopra induce gli scriventi a denunciare le azioni messe in atto, anche recentemente, contro singoli ricercatori. Esse tendono ad imporre, in materia di giudizio scientifico, verità, o falsità, di parte; offendono la libertà di pensiero e la libera espressione delle proprie opinioni; richiamano metodi di pressione politica sulle coscienze, che dovrebbero appartenere al passato. I canali mediatici pubblici e quelli privati dovrebbero dar spazio alle diverse opinioni e non appoggiare iniziative non obiettivamente documentate. Comportamenti che hanno obiettivi diversi derivano anche da posizioni politiche disattente alla necessità di informare correttamente il cittadino in questioni che riguardano argomenti scientifici.
I sottoscrittori di questa nota invitano i lettori a non interpretarla come un supporto all’uso in agricoltura delle varietà transgeniche di piante, novità per le quali prudenti criteri di valutazione e d’uso sono stati spesso suggeriti e codificati da direttive comunitarie. Essi vogliono semplicemente raccomandare, a chi partecipa ai dibattiti su scienza e società, di praticare il rispetto delle reciproche posizioni e l’uso corretto e completo dell’informazione scientifica disponibile.


A. Alpi
P. Costantino

A. Graniti

G. Martelli

L. Monti

M. Morgante

E. Pacini

A. Pignatti**

E. Porceddu

F. Salamini

G.T. Scarascia Mugnozza



(*) La Sezione Botanica e Applicazioni della Accademia Nazionale dei Lincei include 13 Membri: 9 hanno sottoscritto la nota, 2 non l'hanno sottoscritta, 2 non hanno espresso nè una posizione a favore della nota nè contraria, non avendo partecipato al dibattito. I 5 membri dell'Accademia Nazionale delle Scienze che hanno sottoscritto la nota sono i soci che si interessano di biologia e genetica vegetale applicate.

(**) Sostiene il documento specificamente dove raccomanda il rispetto di posizioni scientifiche individuali e l’uso corretto dell’informazione scientifica.

1 commento:

Lancillotto ha detto...

Quasi dimenticavo di aggiungere che Capanna rinfaccia a Veronesi di fare "propaganda" perchè parla positivamente del golden rice che, secondo il Nostro, è solo una ricerca e niente più.

Forse Capanna ha dimenticato che:

1) sul golden rice ci sono già quasi 10 anni di studio e diverse pubblicazioni scientifiche. Non è ancora comercializzato solo perchè la normativa è talmente rigida sulla valutazione del rischio per gli OGM (si parla di un riso arricchito in B-carotene!) che questo ha rallentato cronicamente tutto il progetto facendo, peraltro, lievitare a dismisura i costi.

2) il vero sparatore di bufale, e quindi fautore della più bassa propaganda, è piuttosto chi va in giro, magari in televisione, a parlare del sapore di certe fragole-pesce (che non sono mai esistite) o che racconta favole su di un'Italia che non ha bisogno degli OGM (quando importa il 92% della soia per fare anche i suoi prodotti tipici), etc...

...questa cosa la capirebbe anche un bambino, ma Capanna, a quanto pare, ormai è cresciuto...

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