Movimento autonomo, apolitico (e forse anche un po' apodittico) di studenti, laureati e ricercatori in biotecnologie.
Perchè chi ne sa, di OGM e dintorni, è giusto che ne parli...
Dopo tutti questi post politici è forse il caso di una botta di vita vera, di mondo reale.
Sappiamo che molti dei nostri lettori non sono agricoltori, nè hanno dimestichezza con l'ABC della zappa e dell'aratro. Però... tutti noi andiamo al supermercato e quindi è possibile, vista l'imminente apertura della stagione del giardinaggio, proporre un piccolo gioco di realismo agricolo.
La caccia al tesoro
Bene. Cominciate dunque col recarvi nel vostro supermercato di fiducia. Una volta all'interno dirigetevi con decisione verso il reparto giardinaggio ed afferrate con perizia e sguardo indagatore una confezione di "prato" (inglese, ma anche no) e guardate cosa è indicato sul dorso della confezione.
Nella foto in testa ciò che era riportato su quella trovata da noi. Guardiamolo meglio.
Tre cose a noi sono subito balzate all'occhio.
1) Per prima cosa che se le infestanti sono tante e a mano non ci state dietro vi consigliano di usare erbicidi selettivi. Ovvero, se non avete tempo di curare il vostro giardino (per i fortunati che l'hanno) di 50 - 100 - 200 mq potete semplificarvi la vita usando appositi prodotti che vi consentono di avere un bel giardino senza spaccarvi la schiena.
Una domanda: perchè un contadino che ha 1 - 10 - 100 ettari (1 ettaro = 10.000 mq) non dovrebbe fare lo stesso ragionamento? Sarà forse per questo che si usano gli erbicidi e la soia Round-up Ready ha riscosso così tanto successo?
2) La vostra erbetta, che vi consentirà di avere un prato invidiabile, può presentare ben un 4% di altri semi (di erbacce)!
Sì insomma, paiono un po' più di manica larga rispetto agli OGM, per i quali, la normativa italiana pretende un massimo dello 0,05% di presenza accidentale nelle sementi non OGM. In altre parole per gli OGM esiste una soglia di tolleranza 80 volte inferiore a quella prevista per le infestanti del vostro piccolo angolo di paradiso.
3) Il 20% dei semi che gettate al suolo probabilmente, e non per colpa vostra, non nascerà.
Non sembra affatto poco. Sappiate ad esempio che le ditte sementiere per commerciare del seme di mais devono garantire una germinabilità di almeno il 92%. Ovvero si tollera non più dell'8% di seme "morto".
Visto quante cose si possono imparare frequentando i supermercati!
Sfido chiunque a dire, intervistato, che vorrebbe abbuffarsi di grassi o cose che - nella vulgata comune - sono considerate peggio delle scorie radioattive. Anche se poi, nel segreto del proprio privato, non si fa scrupoli a mangiare al "Mec" o a guarnire i propri succulenti piatti con intingoli dalla dubbia salubrità.
Ma se... invece di chiedere: hai paura degli OGM? (che suona tanto come il gioco che si faceva da bimbi: Avete paura dell'uomo nero? Sìììììì)
chiedessimo: di cosa hai paura quando mangi?
In che posizione si classificherebbero gli OGM?
Beh, vediamo cosa è emerso dall'ultima indagine della Food Standards Agency inglese...
Ehm... no, non ci sono gli OGM. Per trovarli dobbiamo girare pagina e andare in fondo in fondo, si, guarda, sono lì che se la giocano con la BSE - di cui francamente diciamocelo - non ne sbatte niente a nessuno (prima di spararsi una fiorentina bella al sangue chi si chiede... e se mi pigliassi la BSE?).
Il dato più interessante poi è che, se confrontiamo chi sa che ha paura degli OGM (perchè lo dice spontanemente senza essere imboccato), con chi invece ha questa paura solo a richiesta, vediamo che il numero di "spaventati" si dimezza e scende al 2%.
Insomma, il 2% della popolazione inglese vive con la paura degli OGM (credo che questa percentuale sia inferiore a quella di chi crede negli UFO e si avvicini a quella degli scichimisti...).
Un dato senza dubbio significativo. Sì perchè, per assencondare e (tentare di) ingrossare questo 2% - rumoroso - noi abbiamo una delle normative più surreali del pianeta e subiamo campagne mediatiche che non hanno eguali per nessun altro problema alimentare, fame nel mondo inclusa (da noi ci hanno fatto pure un "referendum"!!).
Insomma, diciamolo, al consumatore non ne sbatte nulla degli OGM. E ammettiamolo, anche a noi non ne frega una cippa. Ci scaldiamo solo perchè è "giusto" scaldarsi, ma nella vita reale su questo tema non siamo nemmeno tiepidi. Siamo dei -80°.
Una provocazione agostana
Eppure, eppure tutti noi dobbiamo/vogliamo avere in etichetta l'indicazione "contiene OGM". Certo, voi direte, è perchè è un'informazione importante, perchè essere informati è un diritto. Però a tale affermazione verrebbe da replicare:
1) perchè è così importante? contiene forse informazioni di natura sanitaria o salutistica? Peraltro, da quando tali informazioni di salute pubblica sono incluse in etichetta?
2) se è così importante allora perchè interessa, nonostante le intense campagne mediatiche, solo il 2% della popolazione?
3) se questa indicazione in etichetta è ricercata da solo il 2% della popolazione (probabilmente meno) e non fornisce indicazioni legate alla sicurezza alimentare del prodotto, perchè il 100% della popolazione dovrebbe pagare analisi e controlli per averla? Non sarebbe più sensato rendere tale etichettatura volontaria e non obbligatoria?
Immaginatevi se fosse obbligatorio indicare su tutti i prodotti "questo prodotto NON è da agricoltura biologica" e voi doveste pagare di più il prodotto affinchè tutte le aziende subiscano controlli per verificare che effettivamente non usino prodotti biologici nella produzione...
Per mostrare che non siamo insensibili alle gentilezze altrui, vogliamo innanzitutto ringraziare di cuore la coalizione “Liberi da OGM” che, prolungando ulteriormente la campagna (o agonia) ci spronano a tornare ancora su questi temi consentendoci di continuare a verificare quanto di falso o di vero (ehi! noi siamo aperti a tutte le possibilità) è presente nelle loro affermazioni.
Giusto per andare avanti con quanto già intrapreso oggi vorremmo affrontare il tema della fame nel mondoe, ovviamente, gli OGM. I nostri cari amici, (non unici) difensori dei prodotti italiani e della buona tavola, sostengono, almeno stando al loro “vademecum”, di aver a cuore anche i poveri che muoiono di fame e vogliono sfatare il mito che gli OGM possano aiutare a risolvere il problema (forse sarebbe opportuno chiamarla tragedia) della fame nel mondo:
Beh, l'inizio non pare essere dei migliori, infatti ci si domanda se l’affermazione:“la produzione alimentare ... è più che sufficiente” sia mai riuscita a sfamare qualcuno nel terzo mondo (e non)...
...purtroppo no, secondo i nostri dati, ma comunque parlare a "favore" dei poveri pare faccia chic. Sembra faccia sentire buoni (siamo anche sotto Natale), mentre i cattivi sono gli altri, le multinazionali in particolare... quelle che per il profitto farebbero di tutto. Invece i Sedicenti Liberati sono puri e lindi, quasi immacolati e, ad esempio, COOP(1) non cerca assolutamente di incrementare le sue quote di mercato nella distribuzione in Italia e non vende i suoi prodotti per guadagnarci, assolutamente no!, così come gli agricoltori, in particolare quelli della Coldiretti, non coltivano per guadagnarci, ma solo per darlo in beneficenza. Loro sono filantropi, non sono mica attaccati al vile denaro, lavorano infatti senza pretendere un ghello e sudano solo per il benessere del mondo... e questa campagna non è assolutamente stata pensata per "valorizzare" (anche in termini monetari) le produzioni italiane, no!
Chiariti gli schieramenti (chi tiene i bianchi e chi i neri)... veniamo al dunque.
La Fame
A noi non piace menar il can per l'aia e, da ricercatori, ci piace porci domande concrete, reali, ad esempio: cosa possiamo fare veramente per questo bambino?
Qualsiasi cosa di concreto possiamo fare per lui è cosa buona. Il sostegno a distanza attraverso organizzazioni umanitarie, spedire cibo, medicine, tutto aiuta a rendere la sua vita meno "misera". Chiunque si adoperi per loro, ha tutto il nostro supporto (e privatamente, nel nostro piccolo, anche noi contribuiamo).
Quando la situazione è di emergenza (carestia), è chiaro, è umano avvertire il dovere morale di dare del cibo, specialmente se, come si dice, ne abbiamo in abbondanza. Costringerli a rifiutarlo, solo perchè potrebbe essere OGM (e quindi si potrebbe perdere il mercato europeo), è quantomeno disumano, o no?
Se fortunatamente la situazione non è così critica, la cosa migliore è, in genere (giusto per non tenerli sempre asserviti ai nostri "aiuti"), insegnare loro a produrre il cibo di cui hanno bisogno. E' anche una questione di dignità, non si dovrebbe costringere la gente a vivere di elemosina.
Aumentare la produttività
Questo significa innanzitutto insegnare a usare al meglio le loro risorse. A coltivare in modo efficiente la loro terra (anche con minor impatto ambientale) e quindi, in ultima analisi, ad aumentare la produttività agricola.
La scoperta del mais ibrido (pannocchia al centro) che aumenta la produzione rispetto ai genitori (pannocchie sopra e sotto) è un semplice ma efficace esempio del ruolo della ricerca e della tecnologia.
Da lì passa la strada per migliorare le loro vite (così come da lì è passata ormai diversi secoli fa la nostra): questo infatti significa di più da mangiare e magari anche qualcosa da scambiare per ottenere altri alimenti e differenziare la dieta, medicine, attrezzi. Magari, con qualche soldino in più si riescono a mandare i figli a scuola invece di impiegarli nei campi, instaurando così una spirale positiva che li aiuti a uscire dalla povertà.
Perchè sosteniamo che aumentare la produttività potrebbe aiutarli? Beh, perchè, se si osservano le zone in cui questo aumento è avvenuto (anche grazie a quel processo che va sotto il nome di rivoluzione verde), bene o male il numero degli affamati (totale e in percentuale) è diminuito. In buona parte dell’Africa, dove questa rivoluzione verde (per tante ragioni: climatiche, politiche, sociali, etc) non è arrivata, il numero di affamati invece è rimasto uguale o cresce.
Quindi, se si riesce ad aumentare la produttività allora si riesce anche a ridurre la fame. E diciamocelo, non è poco.
Noi pensiamo di no, noi pensiamo che servano (pace(2)) educazione e tecnologia: ovvero insegnare ad utilizzare tutti gli strumenti disponibili per garantire produzioni sane (food safety) e in quantità sufficiente (food security).
Ed ecco che qui entra in gioco la genetica e, perchè no, anche gli OGM! E' sì, perchè se abbiamo delle tecnologie che aiutano a produrre di più usando meno chimica e allo stesso tempo riducendo il consumo di risorse (e.g. acqua) e la manodopera richiesta per il lavoro nei campi... beh, possiamo mandare i nostri figli a scuola!
Alcuni esempi?
Sviluppare piante resistenti ad alcune malattie aiuta ad aumentare la resa (e a garantire il raccolto!). Come nel caso della Papaya che è stato presentato egregiamente da Bressanini. Costituire piante resistenti ai parassiti (come ad esempio il mais o il cotone Bt) aiuta a migliorare le rese, la qualità del prodotto e a ridurre l’uso dei pesticidi. Fare piante resistenti agli erbicidi (anche con metodi classici) aiuta a controllare le erbacce che significa migliorare la produzione e ridurre significativamente il lavoro richiesto nei campi.
Ecco, sentiamo già le moltitudini che si lamentano per il fatto che le piante GM oggi in commercio sono un prodotto delle multinazionali. Questo non è sempre vero, ma anche lo fosse, non è forse vero lo stesso per le automobili, il petrolio, i computer, i farmaci, i dischi, i cibi, le TV,... l'ambientalismo? Sì è verò, c'è poi la questione dei brevetti che però siamo sicuri abbiano un qualunque valore in molti stati africani? senza poi dimenticare che comunque non sono una novità in agricoltura... e poi i brevetti scadono, come ad esempio quello del Round-up.
Ri-distribuzione dei pani e dei pesci?
I Sedicenti però sostengono che tutto questo non serve a nulla, che per sfamare tutti, basterebbe redistribuire le produzioni già esistenti. Quindi, se in Africa, ad esempio, la Cassava viene devastata da un virus, vabbè gli daremo il nostro farro...
Prima però di domandarci quali implicazioni sottende questo ragionamento vorremmo chiedervi: secondo voi, cosa vuole dire questa figura? (Sarà che, in buona parte, ciò che produciamo va a sfamare i nostri animali e che di eccedenze, forse, non è che ce ne sono così tante?)
Veniamo però agli esiti operativi della ridistribuzione. Per rendere possibile questa proposta dovrebbero verificarsi CONTEMPORANEAMENTE le seguenti condizioni:
1) chi produce mais e soia, continua a farloma invece di vendere tutto sui mercati una parte (cospicua) la regala a chi non ne ha (insomma, diventa un benefattore). 2) chi usa mais e soia per i mangimi promette, sul suo onore, di non farlo più (addio zootecnia e cotechino a Natale). 3) chi mangia carne, smette di farlo accontentadosi di cibi più poveri e, diciamocelo così sembrano anche più buoni, più genuini! 4) che tutto il surplus produttivo (che ora effettivamente esisterebbe) sia spedito e redistribuito agli affamati (a gratis)...
Ovviamente il risultato di questa combinazione è che ... gli sfamati (a gratis) difficilmente continueranno o si metteranno a coltivare la loro terra e quindi la loro condizione sarà quello di vivere per sempre di elemosina.
OGM: COOP,GOVERNO FACCIA SUE ISTANZE 3 MLN VOTI ANTI-BIOTECH
(ANSA) - ROMA, 27 NOV - Coop, alla vigilia dell'incontro tra il presidente del Consiglio Prodi e i ministri De Castro e Pecoraro Scanio, "invita le istituzioni a far proprie le preoccupazioni espresse sugli organismi geneticamente modificati dai 3 milioni di italiani firmatari della consultazione nazionale, a cui Coop ha dato pieno sostegno, per un modello di sviluppo agroalimentare libero da Ogm. (...)".
Sugli Ogm, ricorda in una nota Coop: "la nostra prima presa di posizione risale al 1997 e si basa su principi ancora oggi condivisi: il principio di precauzione e il diritto per i consumatori di compiere una scelta informata. (...)Per ribadire - conclude Coop - la posizione riassumibile nello slogan:
conoscenza e prudenza".(ANSA). 17:36 by MON
... per inciso: conoscenza de che?
(2) Il tema della pace è un tema molto serio che non si può esaurire in 2 parole, ma vorremmo ricordare che le guerre in genere vengono fatte per desiderio di sopraffazione e di potere oltre che per per le risorse... e più queste sono un fattore limitante, Malthus insegna, più guerre ci saranno.
Già che ci siamo, altra domanda: cosa significa questo grafico?
Ma vediamo come sono andate le cose. Innanzitutto, per precauzione, noi ci si comincia già a vergonare un po', visto che questo attacco è stato sferrato dal nostro Capinna, lo squalo bianco degli OGM-free i cui precedenti in sparate conosciamo bene, comunque... dicevamo che Capinna è andato a Parma dove ha incontrato la Direttrice dell'EFSA. Che le avrà detto? Beh, che non è soddisfatto del lavoro svolto da questa "signora" ...che tra l'altro ha un master in agronomia e uno in diritto comunitario ottenuti a Parigi, e ha ricoperto diversi ruoli di rilievo nel ministero francese e a livello europeo... comunque Capinna dice NO! e lo dice dall'alto dei suoi titoli ottenuti "sul campo"...(ci pare ancora di sentire i suoi slogan degli anni d'oro: "prendi una spranga e diventa un Katanga" o, l'ancor più efficace, "Pacifici ma mai pacifisti", eh sì, davvero formidabili quegli anni!)
Capinna, il nostro squalo OGM-free, poi ha presentato un dossier intitolato "OGM: tutta la veritá sull'EFSA"che racconta la profonda indignazione (ma soprattutto l'ignoranza) del Nostro sul sistema autorizzativo europeo in tema di OGM oltre che sull'EFSA stessa!
Come ben sapete, a noi però piace guardarci dentro alle cose, tanto per sincerarsi che sia tutto in ordine. Qui vi proponiamo alcuni "pesciolini" gustosi frutto della nostra pesca al Capinna:
L'EFSA non esegue una valutazione indipendente. FALSO: probabilmente Capinna non ha letto le linee guida per la richiesta di autorizzazione di un ogm(in effetti sono 121 pagine e non crediamo che il Nostro ce l'abbia potuta fare), altrimenti saprebbe che tutti gli studi originali devono essere sottoposti alla valutazione degli esperti dell'EFSA e degli Stati Membri, che l'EFSA puó richiedere ulteriori studi, che effettua autonomamente la valutazione dei risultati, che puó chiedere anche pareri di esperti esterni (come accaduto nel caso MON863). Finora inoltre non é mai accaduto che una valutazione dell'EFSA si sia conclusa in meno di 2 anni: un po' lenta e tignosa questa EFSA, per essere solo un passacarte delle multinazionali, o no?!
l'EFSA sottovaluta evidenze di rischio: "la metodologia sperimentale proposta per valutare effetti subacuti a lungo termine degli alimenti Gm è infatti insufficiente […] L’Efsa stessa, in un proprio documento in discussione da un anno ("The role of animal feeding trials"), ammette che gli studi di alimentazione delle cavie a 90 giorni riescono a rilevare solo i 2/3 delle anomalie potenzialmente indotte dall’uso di Ogm" FALSO: il documento dice tutt'altro, e cioé che basandosi sulle conoscenze disponibili su questo argomento si puó concludere che studi di 90 giorni sui topi sono sufficientemente specifici, sensibili e predittivi per evidenziare eventuali effetti indesiderati.
l'EFSA adotta procedure poco trasparentie di ostacolo alla partecipazione pubblica, troppo spesso l’EFSA, su richiesta dell’azienda notificante, accetta di mantenere confidenziali le informazioni. FALSO: non é competenza dell'EFSA determinare quali informazioni debbano restare confidenziali, il diritto del notificante alla confidenzialitá é stabilito per legge dai relativi regolamenti comunitari e l'EFSA applica e non determina queste regole. Inoltre i meccanismi dell'EFSA sono trasparenti, ogni documento é pubblicato sul sito e ogni parere scientifico dell'EFSA puó essere commentato da chiunque
l'EFSA non garantisce un ottimale "rapporto qualità – prezzo", era prevista la possibilità di esaminare l’eventualità che i servizi forniti dall’Authority fossero remunerati dalle aziende che richiedevano l'autorizzazione per un nuovo OGM e dopo cinque anni questa opportunità non è stata ancora discussa FALSO: questa eventualitá é in discussione nelle sedi appropriate da piú di un anno.
Insomma, pare che l'Italia non ci faccia una gran bella figura a reggere il moccolo a questo signor Capinna, il quale si lamenta perchè l'EFSA non è indipendente, che gli studi sono pagati dalle stesse aziende che propongono gli OGM (ecchè è, dovremmo pagarli noi?), ma allo stesso tempo vorrebbe che le medesime aziende pagassero l'EFSA per controllare la bontà dei loro dossier sugli OGM. Cheddici, ci decidiamo?
Ma soprattutto: DA CHE PULPITO! Non sei proprio tu Capanna a prendere i soldi daunao più aziende private per finanziare la tua campagna anti-OGM? Certo che ci vuole una bella facciatosta ad andare in giro a dare lezioni di indipendenza!
Ma possibile che siamo sempre qui, a commentare l'ennesima figura da repubblica delle banane che ci fai fare?...
Benevento (Nostro servizio) - Sarebbe dovuta partire ieri, presso l’Ipercoop del centro commerciale I Sanniti, la raccolta firme contro la diffusione degli organismi geneticamente modificati, iniziativa che rientra nella campagna nazionale “ItaliaEuropa: Liberi da Ogm”.
Il condizionale è d’obbligo visto che, visitando l’esercizio commerciale di Via Valfortore, non vi è traccia della scheda riportante il seguente quesito: ”Vuoi che l’agroalimentare, il cibo e la sua genuinità siano il cuore dello sviluppo, fatto di persone e territori, salute e qualità, sostenibile e innovativo, fondato sulla biodiversità, libero da Ogm?” (...)
Ai posteri l'ardua sentenza...
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P.S. Apprendiamo or ora (17.30), grazie ad un amico di BBB!, che a quanto pare la raccolta delle firme va invece a gonfie vele! Vi comunichiamo le parti salienti del comunicato ANSA giratoci:
OGM: POLITI (CIA), POSITIVO REFERENDUM ITALIANO
(ANSA) - ROMA, 16 OTT - "La Consultazione nazionale promossa dalla Coalizione ItaliaEuropa - Liberi da Ogm è un'esperienza estremamente positiva e il suo significativo successo tra i cittadini dimostra la validità di una scelta che potrebbe ripetersi a livello europeo e internazionale". (...)
(...) Politi ha messo in risalto i risultati dell'iniziativa sugli Ogm, "attraverso la quale, proprio per la massiccia partecipazione di tantissime persone e per l'attenzione del mondo politico, economico e sociale, si è riscontrata una forte sensibilità verso il problema degli Organismi geneticamente modificati." _________
Un inciso: dite che a Praga, alla 33a Conferenza sull'agricoltura Nord America - Unione europea, Politi abbia anche spiegato come hanno fatto a raccogliere le firme senza mettere i banchetti?
Poichè siamo pedanti, ci permettiamo di ricordare un po' di matematica: 3.000.000 di firme da raccogliere in 1.130 banchetti, significa 2.650 firme raccolte per ogni banchetto... che a loro volta significano (per una presenza media, supponiamo per eccesso, di 6 ore) 7,3 firme al minutoper ogni banchetto.
Già così è un'impresa, se poi i banchetti pure saltano, gentile signor Politi, come fate a raccoglierle queste benedette firme? Tutte on-line?
(Ringraziamo per questo post una nostra lettrice coop)
Potete chiamarmi semplicemente Luciacoop: faccio la spesa alla coop, ho lo spazzolino da denti coop (si cambia solo la testa e non butti via il manico, vuoi mettere?) lo shampoo coop, il dentifricio coop, il caffè coop, le mutande coop. Insomma, sono una di quelle che “la coop sei tu” con tanto di jingle… e che, fino ad oggi, pensava: "se lo dice la coop! sarà vero!". (*)
Il problema è che sono biologa e la campagna sugli OGM della coop mi ha lasciato un po' perplessa. Così sono andata sul sito della coop.
C'era una pompa da bicicletta che gonfiava un pomodoro.
Ho aspettato che finisse. Alla fine una scritta mi dice: “per dire no agli OGM vi chiediamo un sì".
E perché? mi sembrava un po' troppo drammatico… allora sono andata a vedere. Ho trovato una domanda, che è quella su cui raccolgono le firme, ve la riporto:
E cosa si dovrebbe rispondere a una domanda del genere? "no, voglio che l'agroalimentare, il cibo e la sua genuinità siano una parte marginale nello sviluppo, strafregandomene di persone e territori salute e qualità, lo voglio insostenibile e arretrato, fondato sulla monocoltura e che utilizzi anche OGM?"
Così, se tu hai qualche dubbio e gli ogm per te non rappresentano un problema in sé, allora vuol dire automaticamente che te ne freghi delle persone, dei territori e della biodiversità.
Ora, siccome io ritengo che gli OGM correttamente impiegati possano essere una risorsa per persone territori e biodiversità, come entro in questa frase? come entro, da domani, alla coop?
(*) A Latere
Vorremmo far rilevare che coop va orgogliosa della fiducia che raccoglie. E fin qui tutto bene.
Proprio su questo tema, visto che coop propugna la tolleranza zero sugli OGM, perchè (forse, magari, quando sarò già morto di vecchiaia) potrebbero far male, vorremmo sapere quali politiche ha coop nei confronti ad esempio delle micotossine, dei pesticidi o della presenza di grano tenero nella farina di grano duro? Tolleranza zero (questa è roba per cui o è provato che fa male veramente o è frode in commercio, mai assaggiata la pasta di grano tenero?)... o seguono anche loro il massì è lo stesso che ci ha insegnato Lion dei Verdi(il quale ha chiesto un innalzamento delle soglie di tolleranza per le fumonisine, perchè, anche se lui non lo dice, ad oggi l'unico strumento di contenimento efficace e poco invasivo per l'ambiente è dato dall'uso di OGM accoppiati alle buone pratiche agricole)?
In ultima battuta però vorremmo che coop non sostenesse campagne, anche se utili per motivare un certo tipo di clientela, capaci di mettere in imbarazzo i suoi soci che ne capiscono qualcosa, i quali sentendosi gabbati e ci "chiedono" di pubblicare le loro lettere...
...e poi dove va a finire "la coop se tu"? Nel blu dipinto di blu?
(Ringraziamo per il post una nostra assidua lettrice, socia AVIS)
Ebbene si, dal 19 settembre anche l'Associazione Italiana Volontari del Sangue (AVIS) si fregia del "merito" di essere entrata nella schiera degli anti-OGM aderendo alla coalizione "Liberi da OGM". Certo viene spontaneo chiedersi il perchè un'associazione coe AVIS, votata alla sensibilizzazione verso la donazione di sangue, senta la necessità di prendere posizione in un dibattito che ben poco ha a che fare coi suoi scopi statutari. Ma, detto fatto, eccoci edotti delle nobili ragioni attraverso un illuminante comunicato stampa che pomposamente recita: “Per essere donatori di sangue occorre avere stili di vita sani, incentrati su un’alimentazione a base di prodotti naturali e di qualità. Aderiamo alla battaglia contro l’agricoltura transgenica per difendere tutte quelle produzioni, di cui è così ricca l’Italia, che contribuiscono ad una dieta equilibrata e al benessere psico-fisico delle persone”. Oibò, aggiugeremmo noi, anche perchè, secondo AVIS, "un'alimentazione sana aumenta i donatori" (???).
Quindi, donatori mi raccomando, da oggi si mangiano solo prodotti tipici (meglio ancora se bio) altrimenti il sangue ci va a male e, qualcuno, potrebbe aversene a male! L'assurdità di tale presa di posizione é palese, ma soprattutto fastidiosa. Infatti non solo questo tipo di azione va ben al di fuori dei fini elencati nello statuto dell'AVIS, e non basta che non abbia alcuna base scientifica, ma avviene soprattutto dando per scontato che tutti gli aderenti siano disposti ad uniformarsi al pensiero unico anti-OGM... e ai donatori di sangue che ancora pensano con la loro testa, e si domandano se questa azione abbia a vedere più con il marketing che con la loro salute, non resta che accettare che il loro Presidente si diletti ad esternare in libertà anche a nome loro.
L'adesione dell'AVIS comunque non stupisce più di tanto. Oggi chi non salta (e di corsa) sul carrozzone "OGM = alimentazione mortifera" viene silenziato anche perchè tale assioma (indimostrato, anzi sconfessato) ormai è accettato da tutti (i media) e NON PUO' essere messo in discussione, pena la scomunica.
Però lasciateci dire che, se gli OGM fanno male, ci piacerebbe anche sapere perché!! Anche dal Presidente AVIS. Cercando infatti con attenzione sul sito della consultazione, la risposta a questa domanda non la si riesce proprio a trovare!
Nella sezione "Approfondimenti" abbiamo però trovato un interessante documento intitolato "Alimento sapiens" in cui si parla di "sicurezza alimentare" a pagina 17, e dove si invita a suggerire l'istituzione di un autorità italiana per la sicurezza alimentare che possa "svolgere attività di ricerca, studio e monitoraggio su specifici settori connessi all’alimentazione e potenzialmente rischiosi per la salute umana, quali l’applicazione delle biotecnologie innovative al comparto alimentare." Ma dove sono gli approfondimenti su questi rischi?? Dopo oltre 10 anni di coltivazione di soia e mais GM, quali effetti collaterali sono stati trovati?? E con i nostri 6,2 M€ del progetto "OGM in Agricoltura" finanziato dal MiPAF è venuto fuori qualcosa di serio?? Se tale "coalizione" (o meglio sarebbe chiamarla "coaugulazione"...) avesse in mano dei dati che provino che questi rischi ci sono, perchè preferisce mantenersi così sul vago?? Strano, perchè a noi pareva che uno dei fini dell'iniziativa, almeno a detta del buon Mario Capanna, era di INFORMARE i cittadini su questo tema... non di plagiarli. Qui pare che invece si preferisca suggerire che gli OGM facciano male, piuttosto che INFORMARE su quali rischi e benefici possano portare.
C'è poco da fare però, oggi, questa manipolazione dell'informazione, si chiama democrazia...
Bazzicando per i blog mi sono imbattuto in un portale "strano", dove si vede ciò di cui parla la gente in giro per il web (OMGILI)... beh, non ci crederete, ma, nel mondo (almeno quello web), gli OGM non se li fila nessuno!, ma per fortuna ci siamo noi in Italia che non parliamo d'altro!!! E così, abbiamo finalmente un problema tutto nostro!!! Siamo contenti, no?! Sai che barba parlare di clonazione umana, cellule staminali, studio del genoma e selezione genetica... W gli OGM!!!
Varie ed eventuali
Giunge voce che il Nostro (Mario Capanna, NdR) abbia fatto breccia nel cuore degli americani dopo la sua uscita su TV7 di qualche giorno fa (riproposta sul loro sito debitamente epurata dall'intervento del prof. Sala, altrimenti che dibattito sarebbe!) , dove sosteneva che, se in USA erano in aumento i casi di obesità ed i disordini alimentari (sarà questo lo studio a cui faceva riferimento?), non si può escludere che ci sia lo zampino degli OGM. Certo, lo studio in questione si guarda bene dal dirlo, ma chissà quali connivenze...
Comunque sentendo un po' di amici d'oltreoceano abbiamo appurato che in effetti sono un po' preoccupati della questione, come rivela anche questa immagine...All'occhio ragazzi, i prossimi della lista siamo noi!!!
"Visto che parlate di costi, quanto vi danno per fare questa campagna pro-OGM?E quanto pagano le società che commissionano le campagne pro-OGM alle varie agenzie di pranzi e ricevimenti, pubblicità, azioni di lobby etc.?" E' interessante osservare che la prima risposta che si dà sempre, quando si mettono in luce le contraddizioni presenti nel can-can massmediatico anti-ogm, è che chi non supporta queste campagne è un venduto (ovviamente alle multinazionali) e si arrichisce a danno della gente.
Bene, allora lasciateci dire che questa "campagna" (un po' pomposa come definizione per un misero blog) ci è costata... zero euro! e non ce li ha dati nessuno! (l'apertura di un blog è ancora gratuita per fortuna!).
Siamo ricercatori e studenti universitari e non prendiamo una lira per quello che stiamo facendo... e quello che stiamo facendo, ci piace chiarire, non è una "campagna" pro-OGM, è un tentativo di comunicazione che vorrebbe far riflettere su quante balle si raccontano in giro sugli OGM... che è cosa ben diversa. Se poi chi queste balle le racconta se ne ha a male, pazienza. Poteva evitare di dirle... e di cercare di convincere la gente delle proprie ragioni attraverso metodi quantomeno opinabili.
Varie ed aventuali
Ci è giunta voce che il flop della raccolta firme da noi riportato non è circoscritto al solo evento di Milano, abbiamo infatti segnalazioni anche da Bari e Bologna. Ahimè, nessuna notizia invece dalla festa dello Stoccafisso all'ancunetana :oP .
Sembra inoltre sparito dal loro sito il conteggio dei voti raccolti on-line che, fino ad un paio di giorni fa ne contava poco più di 100. Pare che i 3 milioni siano utopia... ovviamente se si escludono gli abracadabra...
Carissimi, oggi siamo stati in quel di Milano, all'apertura della raccolta firme del sedicente referendum per la Liberazione Nazionale dagli OGM.
Dopo aver appreso dal magico prof. G. Greppi dell'UNIMI che la metionina è una proteina (SIC!, poi ci si lamenta della qualità dell'insegnamento!) e tutta un'altra serie di amenità, come ad esempio che il "terminatore" di un gene rende sterile la pianta (il discorso è complesso, ma sappiate che non è così...)...
Ci siamo presi la briga anche di dire la nostra davanti al loro banchetto di raccolta firme. A dire il vero, non è che si sia potuto dire molto... no, niente risse o cose del genere, semplicemente non c'era nessuno. La strada era affollatissima, ma in quanto a code per firmare...
Secondo stime credibili (le nostre), durante gli oltre 90 minuti di permanenza sono state raccolte circa 7 firme... sì avete letto bene: Sabato, ore 12.00, in una San Babila affollattissima, 7 firme in 90 minuti!!! E' altresì vero che almeno un paio ne abbiamo scongiurate noi... ma, visto la pompa magna con cui hanno lanciato l'iniziativa ci aspettavamo di meglio. Ma su questo vi daremo qualche lume in più nei prossimi giorni.
Quello che vorremmo fare oggi, in chiusura, è un po' di matematica. Secondo i loro proclami, per raccogliere 3 milioni di firme in 2 mesi, dovrebbero raccogliere 50.000 firme al giorno.
50.000 firme al giorno per i 48 incontri previsti in tutta italia oggi, vorrebbero dire circa 1.000 per ogni evento.
1.000 per ogni evento (supposte 8 ore di raccolta...) significherebbero 125 firme l'ora, per evento, per giorno.
Mi pare che siamo un po' indietro... a meno che non vengano compiute miracolose moltiplicazioni dei voti ( le schede vengono votate anche tramite internet). Per oggi infatti la raccolta attesa può essere stimata in 7x8x48=2.700 firme che per 60 giorni significherebbe la bellezza di 162.000 firme. Ovvero circa 1/18 di quelle che si prefiggono di raccogliere...
Certo, direte voi, ci sono anche le COOP che ci mettono i loro soci (dillo oggi, ripetilo domani, forse sono riusciti a metterglielo nella zucca... chissà poi perchè se la prendano tanto a cuore questa faccenda...), ma come la mettiamo con Martedì 18 Settembre con soli 7 eventi e dove spicca per rinomanza la festa dello Stoccafisso all'ancunetana? Secondo voi riusciranno a raccogliere in 8 ore 7.150 firme? ovvero 900 l'ora, 15 al minuto?
Ai posteri l'ardua sentenza, speriamo solo che non si ricorra ad un abracadabra...