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martedì 6 settembre 2011

Dialoghi surreali sull'omeopatia in farmacia (fa pure rima)

Un nostro affezionato lettore ci ha riportato questa interessante esperienza "farmaceutica". Davvero molto istruttiva.

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Oggi mi trovavo in farmacia e stavo commentando la differenza tra un farmaco "di marca" e il suo relativo generico con il farmacista. Nel mentre della discussione mi è sfuggita l' "innocente" frase:

Sì, certo non stiamo mica parlando di omeopatia.

E qui è iniziato il bello.

martedì 15 marzo 2011

Un po' di kultura per Mario Capanna che "la MAS è l'ultima frontiera"

A continuare a parlare di cose che non si conoscono
si finisce a sparar cazzate.
Certo molti di voi ricorderanno del subdolo tentativo di far passare i proclami MASmediatici della Fondazione Diritti Genetici (FDG) di Mario Capanna attraverso la manipolazione di Wikipedia.

E' però arrivato il momento di dar loro una lezione, di scienza si intende.

In particolare prenderemo a prestito questo "paper" (articolo scientifico, per i non del settore) uscito qualche mese fa su Nature Genetics. Diciamo non proprio l'ultimo giornaletto scientifico del paese.

giovedì 10 marzo 2011

Non c'è due senza tre: il ritorno di Seralini

Forse alcuni di voi ricorderanno come familiare il nome "Seralini". In effetti è un nome ricorrente quando si parla di sicurezza d'uso degli OGM, specie sulla bocca dei vari gruppuscoli che vi si oppongono(1) che amano citarlo in lungo e in largo e invitarlo in giro in qualità di massimo (e per loro anche unico) esperto del settore.

Il personaggio è famoso però anche all'interno della comunità scientifica, sempre in qualità di esperto, ma questa volta però di figure di m... .

lunedì 7 marzo 2011

Il Presidente AISSA risponde alla Fondazione Diritti Genetici

Mentre imperversa ancora il dibattito su Science (che pubblica anche un nostro intervento), vi segnaliamo il testo della lettera di risposta inviata dal prof. Marco Gobbetti, Presidente AISSA, alla Fondazione Diritti Genetici su GenEticaMente.

venerdì 4 marzo 2011

Ricordati che devi morire! Parola di Don Huber... sai che novità!?

Don Chuck Castoro
Un prof. "emerito" della Purdue University, Don Huber, ha comunicato al mondo intero che "MORIREMO TUTTI!!!!"

Non so come, ma anche noi avevamo la sensazione che prima o poi tutti avremmo tirato le cuoia. Che lo si faccia per colpa degli OGM è però tutto un altro paio di maniche.

Science interviene su GenEticaMente, e fa le pulci a Capanna (ne troverà?)

Lentamente si comincia a far luce su GenEticaMente, il bislacco progetto di Mario Capanna.
E' infatti uscito un pezzo su Science in cui (oltre a dimostrare la pochezza scientifica della FDG) spunta fuori che 300.000€ arrivano da Alemanno (Roma) e 500.000€ dalla Polverini (Lazio). I criteri di assegnazione restano comunque un mistero.

La FDG comunque afferma di aver già raccolto 1,5 M€, e di avere sottoposto richieste per altri 2,5M€ a altri finanziatori nazionali ed europei. Siccome amano una scienza partecipata e trasparente, ovviamente, rifiutano di dire chi dovrebbero essere tali benefattori come brillantemente sottolinea l'ANBI (l'Associazione dei biotecnologi oggetto delle assurde minacce di Capanna) in un suo commento al pezzo. L'ANBI fa poi notare che 1,5 + 2,5 = 4 e non 20M€ di investimento come millantato da Capanna in conferenza stampa. Che fine hanno fatto i 16 milioncini mancanti? C'è ancora molta luce da fare su questa storia...


martedì 15 febbraio 2011

Segnali di fumo

Alcune segnalazioni, alcune più gustose di altre.

La prima è che l'ANBI (l'Associazione Nazionale Biotecnologi Italiani) ha replicato (per l'ennesima volta) alle farneticazioni di Capanna. Diciamo che questa volta hanno tirato fuori le palle. E la cosa non ci dispiace.

Resta da chiedersi che fine abbiano fatto le altre società scientifiche, sia nel dibattito, sia nel supportare l'ANBI in questa vicenda(1).

Questa era la meno gustosa, ora vediamo le altre.

domenica 13 febbraio 2011

La fantasia al potere non basta, ora si vuole superare anche l'immaginazione

Che Mario Capanna e la sua Fondazione Diritti Genetici non avesse le idee chiare su biologia e biotecnologie lo sapevamo da tempo, ma con il compendio sulla Marker Assisted Selection (MAS) che trovate a questa pagina potete farvi qualche risata ulteriore (non vi spaventate non sono che poche pagine e per di più divertenti). "La fantasia al potere" era uno degli slogan preferiti del '68, ma in questo caso, occorre riconoscere loro il merito, si è andati oltre.

lunedì 31 gennaio 2011

Mario Capanna, la MAS, gli OGM e Wikipedia

La selezione assistita da marcatori, nome anche come MAS (dall'inglese Marker Assisted Selection) è una moderna tecnica di selezione genetica che permette di migliorare caratteristiche di piante all'interno di una stessa specie. Essa è praticata con successo da molto tempo e a differenza degli OGM non genera nessun problema di contaminazione ambientale nè di conflitto sociale. I costi sono inferiori rispetto allo sviluppo di OGM e infine le varietà ottenute non sono coperte da brevetto industriale.
Collegamenti esterni 
http://www.fondazionedirittigenetici.org/fondazione/new/materialimas.php
Con queste esatte parole la Fondazione Diritti Genetici è entrata nell'arena scientifica italiana. Nonchè omaggiandoci di una pagina di Wikipedia nuova di zecca che ci dovrebbe spiegare cos'è la MAS.

Bisogna dire che si sono presi per tempo. Infatti la pagina risale a mercoledì primo dicembre, nel primo pomeriggio. Quando ancora il mondo viveva ignaro di quanto stava accadendo attorno al Castello di Ladispoli e ai progetti pseudo-scientifici della Fondazione sulla MAS.

L'accaduto ci consente però di capire ancora meglio, se ve ne fosse la necessità, chi sono e che tipo di contributo (partecipativo, si capisce) intendono dare alla scienza.

giovedì 13 gennaio 2011

Ernesto Bustamante vince, con lui anche la possibilità di un vero dibattito scientifico (almeno in Perù)

Probabilmente non molti di voi conoscono Ernesto Bustamante. Eppure, suo malgrado, è diventato l'emblema di quanto sia diventato "fazioso" (nel senso di partigiano e ideologico) e poco scientifico il dibattito attorno agli OGM.

Era da tempo che volevamo raccontarvi la sua storia, ma, per carenza cronica di tempo abbiamo sempre rimandato. Cogliamo dunque con piacere l'occasione di un pezzo pubblicato sul tema da Prometeus, la rivista dei biotecnologi italiani, per attingere da esso a piene mani e vedere di approfondire alcuni elementi della vicenda. Per chi non lo sapesse, Prometeus è uno dei pochi posti in cui troverete delle notizie "serie" in tema di biotech.

http://www.prometeusmagazine.org/public/index.php

Ma veniamo alla nostra storia...

martedì 4 gennaio 2011

Il mito del seme (no-OGM) fatto in casa... (Capitolo II)

Qualche tempo fa avevamo iniziato a chiederci il perchè gli agricoltori dei paesi "sviluppati" tendano a riacquistare di anno in anno la semente (poco importa che sia GM o meno).

Se volete rinfrescarvi la memoria potete ridare un'occhiata al post qui.

In sintesi comunque avevamo preso in rassegna le motivazioni “gestionali” che inducono (NON costringono) gli agricoltori al riacquisto. Oggi invece vorremmo analizzare quella che forse è la motivazione più importante, decisiva, se volete, per la loro scelta, ovvero: il progresso genetico.

sabato 1 gennaio 2011

Biosafety Scanner - Mario Capanna e la Fondazione per i Diritti Genetici vi augurano un buon 2011! (a vostre spese, of course)

E' arrivato il momento di porgervi anche i nostri auguri di buon 2011.
Abbiamo pensato di farlo recensendo il nuovo strumento (lo chiamano software, ma di per sè è un database) che la Fondazione per i Diritti Genetici di Mario Capanna(1) ci ha regalato con i nostri soldi (Ministero dell'Ambiente per essere precisi) per aiutarci a "gestire"
la vigilanza e il controllo degli OGM sul territorio italiano.

Lo strumento si chiama Biosafey Scanner, ma cosa vede uno scanner? Di solito quello che il suo "padrone" vuole fargli vedere.

Ma vediamo di che si tratta.

mercoledì 1 dicembre 2010

Il Forum Barilla e gli OGM: quando le scempiaggini abbondano.

Giusto ieri è uscito un testo della Pontificia Accademia delle Scienze che dimostra come anche in vaticano si può parlare di scienza con cognizione di causa. Concludevamo domandandoci come mai, se può farlo la chiesa, non lo facciano anche i laici.

La risposta viene oggi dal Forum Barilla che, invece, non perde l'occasione per risparare le solite vaccate su questo tema.

Dopotutto invitando Rifkin (un altro guru anti-OGM le cui predizioni non si sono mai avverate, ma che va ancora molto di moda) e Buiatti (forse l'unico attivista italiano anti-OGM con una cattedra di genetica, ma che quando parla-pirla) cosa si potevano aspettare?

La cosa non sarà però senza strascichi. Per almeno 2 motivi.

giovedì 18 novembre 2010

Contadino: scarpe grosse e cervello fino (anche sugli OGM)

Si sente dire in giro, specialmente quando si chiede il motivo dell'adozione così marcata delle varietà GM, che i contadini sarebbero costretti a comprare le sementi e poi, una volta che hanno abbandonato le sementi tradizionali (qualsiasi cosa questo significhi), non possano più tornare indietro perchè le multinazionali offrono solo quelle. Sarà vero? Vediamo.

martedì 7 settembre 2010

Il Ricettario n.1 - Cocktail al DNA

Dopo tutto questo parlare di pranzi, spuntini e cenette "frugali" zeppe di DNA, a qualcuno sarà di certo venuta voglia di vederlo in faccia questo benedetto DNA! (e magari dirgliene anche 4!)

Scommettiamo di converso che qualcun altro se la sia fatta un po' sotto e si sia chiesto se sia mai possibile separare quel maledetto materiale genetico esogeno dalla propria dieta per evitare pericolosi trasferimenti genetici interspecifici.

Bene, rubando per un giorno il lavoro di Dario Bressanini, eccovi una ricetta per estrarre, a casa vostra!!!, il famigerato DNA. Poi deciderete voi se berci sopra e farvene una ragione, oppure iniziare una guerra senza quartiere until the bitter end.

lunedì 6 settembre 2010

Quanto DNA mangiamo ogni giorno? (Parte II)

Il nostro ultimo post su quanto DNA ingeriamo con la nostra dieta ha suscitato un discreto interesse. Cogliamo quindi l'occasione per un ulteriore approfondimento prendendo spunto anche dai commenti che ci sono pervenuti.

Vorremmo in particolare cercare risposte alle seguenti 2 domande:

1) quanto DNA mangiamo in grammi?


2) se mangiassimo un piatto prodotto a partire da prodotti GM, quanto DNA transgenico mangeremmo?


venerdì 3 settembre 2010

Quanto DNA mangiamo ogni giorno?

Oggi diamo i numeri.

Spesso si sente in giro dire che (solo) gli OGM hanno il DNA (WOW!). O viene fuori da qualche sondaggio che la gente pensa che i pomodori "naturali" non abbiano i geni.

Bene, con buona pace di tutti, ogni essere vivente (anche i virus, che ancora non sappiamo deciderci se sono viventi o meno) contiene DNA o comunque materiale genetico.

La domanda dunque è: se tutto ha il DNA, anche quello che mangiamo ce l'ha?
La risposta, banalotta, è , ma a quel punto ci si potrebbe chiedere: quanto ne mangiamo?

Ora cercheremo di rispondere a questa (per alcuni morbosa) curiosità.

giovedì 29 luglio 2010

OGM: tra autorizzazioni e procurati allarmi

Mentre la Commissione Europea autorizza l'utilizzo ed il consumo (non la coltivazione) nel vecchio continente di 5 nuovi (si fa per dire) eventi OGM in Italia si sta consumando l'ultimo delirio anti-OGM.

giovedì 17 giugno 2010

Neanche ai miei cani…

E' un periodo in cui i farlocchi sembrano nascere come funghi, sarà colpa delle abbondanti piogge?

In ogni caso ci siamo trovati tra noi a vivere questo dialogo surreale:

A: Neanche ai suoi cani li darebbe.

L: Che cosa non darebbe?

A: Gli OGM, cos’altro...

L: Ma, scusa, chi è che non li darebbe neanche ai suoi cani?

A: Marina Mariani.


L: Chi?


A: Marina Mariani, pare che sia “docente di legislazione sanitaria e sicurezza alimentare presso il Politecnico del Commercio di Milano”. Almeno così si leggerebbe nel sottopancia del video.


L: E perchè non li darebbe neanche ai suoi cani?


A: Perchè
lei avrebbe in archivio “una grandissima quantità di studi che dimostrano che fanno male”. Secondo i "suoi" studi, gli animali nutriti con mangimi geneticamente modificati (OGM) soffrono molto e muoiono. Secondo la Mariani il sistema immunitario di centinaia di milioni di animali (giusto per rimanere solo in Italia) nel giro di pochi anni sarebbe andato a pallino. Gli animali avrebbero poi una bassa fertilità e un’alta mortalità neonatale.

L: Urca! e adesso come la mettiamo? Ma sei proprio sicuro? Possibile che non se ne sia accorto nessuno? E perchè non rende pubbliche tutte queste ricerche!? E poi cos'è questo Politecnico del Commercio di Milano?

A scatenare la discussione è stato il seguente video che vi riproponiamo...

lunedì 10 maggio 2010

Il mito del seme (no-OGM) fatto in casa... (Capitolo I)

Tra gli oppositori degli OGM vi è la tribù di "quelli che si fanno in casa" il seme.
Questa tribù, generalmente, intrattiene nei salotti buoni dotte, anche se un po' fumose, dissertazioni su come i contadini ogni anno conservino parte del loro raccolto per riseminarlo l'anno successivo e di come, l'introduzione degli OGM - sterili per definizione - li obblighi invece a dipendere dalle - cattive - multinazionali del seme.

Peccato che le cose stiano un po' diversamente e per capirlo basterebbe aprire giusto un minuto le finestre per fare uscire un po' di fumo.

Tralasciando ad esempio il fatto che gli OGM non sono sterili, concentriamoci piuttosto sul perchè già oggi, in tutti i paesi con una agricoltura produttiva, gli agricoltori, nella stragrande maggioranza dei casi, riacquistano ogni anno la semente e domandiamoci:

Perché gli agricoltori lo fanno?

La risposta non è facile ed un semplice:
sono tutti cretini e poveracci asserviti alle - cattive - multinazionali
pare un po' troppo superficiale.

e effetti lo è, infatti le ragioni esistono e sono legate a quella cosa che si chiama: USO EFFICIENTE DELLA RISORSA TERRA.

In particolare la scelta dell'agricoltore risponde a due livelli di problematiche:
1) fisiologiche - tecnologiche;
2) genetiche.


Fisiologia e tecnologia

Tutte le specie agrarie, in particolare quelle che vengono riprodotte per seme, vengono valutate dall'agricoltore innanzitutto per un banale parametro: la germinabilità.

Insomma, quando vi fate il seme in casa andate a comprare i vostri bulbi da invasare o l'erbetta per il giardino (sì, anche voi li comprate) vi aspettate che essi nascano (germinino) e vi diano la pianta per cui avete pagato. Se non nasce nulla, andate dal venditore e gli fate il paiolo.

Per tornare ai campi veri, quelli che ci devono dare da mangiare, prediamo, ad esempio, il mais, che rappresenta il caso più "pratico".


Una pianta -> una pannocchia

I semi di mais vanno disposti nel terreno con cura, giustamente distanziati tra di loro. Non si può metterli a caso rischiando di averne 2-3-5 uno vicino all'altro: ogni pianta, crescendo, non potrebbe disporre delle "risorse" (terreno, luce) necessarie per dare il massimo trovandosi in eccessiva competizione con le altre piante.

Se conviene dunque ottimizzare il numero di piante per ogni metro quadro di terreno, in relazione al suolo e alla varietà che si usa, metterne troppe significa ottenere un raccolto misero perchè ogni pianta produce in genere una pannocchia e una pianta piccola che riceve poco sole, poco fertilizzante e poca acqua, produrrà poco. Si deve procedere, dunque, ad una "semina di precisione", cioè alla giusta densità (tra file e tra semi).


Un seme , una pianta

E' chiaro, a questo punto, che, visto che depongo con precisione "millimetrica" i semi nel terreno, devo essere sufficientemente sicuro che la stragrande maggioranza dei semi nasca, altrimenti mi troverò il mio povero campo pieno di "buchi".

I semi, dunque, devono avere una elevata "germinabilità", che deve quanto più possibile avvicinarsi al 100%.

Non è però facile raggiungere un obiettivo del genere. E' chiaro infatti che per ottenere semi "sani" e soprattutto "vivi", bisogna crescere le piante in condizioni ideali dal punto di vista idrico e nutrizionale. Non ci devono essere attacchi fungini e tantomeno da parte di insetti; un seme danneggiato non è detto riesca a germinare. La stessa spiga del mais presenta in punta dei semi (cariossidi) che non sono completamente formate e che quindi vanno eliminate. La raccolta deve essere effettuata nel momento giusto. E poi bisogna conservarli nel modo giusto, essicarli, difenderli dai patogeni, dalle muffe, dagli insetti, dai roditori...

In alcuni casi poi, ad esempio la barbabietola da zucchero, le cose si complicano ulteriormente. Il seme infatti è piccolo ed irregolare e per essere seminato meccanicamente deve essere "confettato", ovvero racchiuso in un involucro biodegradabile che lo faccia diventare una sfera rotonda di una dimensione adatta alla semina.


La concia (non è polenta, ma pur sempre mais)

E poi viene la concia. Il seme infatti può essere contaminato con funghi che possono, una volta cresciuta la pianta, attaccarla. Inoltre il seme appena germinato con poche "tenere" foglioline sono cibo squisitissimo per insetti del terreno e larve varie.

Il seme viene quindi trattato con prodotti fitosanitari (cioè vengono conciati) che servono a respingere l'attacco dei patogeni. Ad esempio se la larva della diabrotica colpisce la plantula nei primi stadi rosicchiando le radici, c'è il rischio forte di compromettere la produzione e a volte la sopravvivenza stessa della pianta.

Ora resta da chiedersi: quanti contadini dispongono delle strutture aziendali necessarie a garantire tutto ciò al proprio seme? Ricordiamo:

1) omogeneità

2) germinabilità

3) protezione durante le prime fasi di vita della plantula.


Attenzione, non basta avere le strutture, servono anche le competenze tecniche, esperienze consolidate, risorse adeguate, condizioni ambientali adatte.


Ed eccoci alle domande finali:

Siamo sicuri che tutti i contadini abbiamo le strutture, le competenze e le condizioni ambientali per produrre ogni anno (ripetiamo, ogni anno) del seme tecnicamente efficace, produttivo, sano?

Siamo sicuri che i contadini, se trovano qualcuno che si offre di farsi carito di tutto questo "sbatti" (multinazionale o meno poco importa), oppongano una strenua e disperata resistenza invocando il diritto a spaccarsi la schiena per avere un seme di incerta qualità, ma genuinamente fatto in casa?

Siamo davvero sicuri che questa non sia solo una (puerile) storiella che vive nella testa di Mario Capanna* che si bea di calcare un mondo in cui le insalatine crescono nei boschi?

(to be continued...)


(*) Pare che il Nostromo abbia scoperto la MAS (Marked Assisted Selection) e, avendo imparato una parola nuova, ora vada in giro a dire a tutti che non servono gli OGM, ma la MAS. Qualcuno può spiegargli cortesemente che MAS e OGM non sono alternativi, ma complementari?
Coincidentalmente pare che Capinna non abbia perso l'occasione per dare dell'ignorante al prof. Veronesi. Detto da lui però crediamo sia un complimento.

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