Movimento autonomo, apolitico (e forse anche un po' apodittico) di studenti, laureati e ricercatori in biotecnologie.
Perchè chi ne sa, di OGM e dintorni, è giusto che ne parli...
Quelli del PD hanno le idee chiare.
Sarebbe la prima volta.
No, il 12-13 giugno non ci sarà un referendum sugli OGM. Ma quello a cui stiamo assistendo ci ricorda molto quanto ha tentato di fare (invero burlescamente) Mario Capanna con il suo finto referendum anti-OGM qualche annetto fa. Per cui, date le analogie, ci siamo sentiti in diritto di dire la nostra. Meglio, di dire cosa faremo noi.
Altro giro, altro regalo.
Con Galan all'agricoltura ci eravamo quasi illusi che si potesse fare una politica un po' meno stupida sugli OGM in questo paese. Purtroppo se ne sono accorti anche loro e quindi l'hanno cambiato.
L'hanno fatto unendo l'utile (la necessità di raccogliere voti per sostenere un governo paralizzato e rantolante) al dilettevole (il desiderio di tornare a raccontare divertenti barzellette sugli OGM). Il nome dunque del nuovo ministro (il minuscolo è d'obbligo) è Saverio Romano.
Mr. Romano, nel tentativo di imitare Mater B., si è subito dato da fare e non ha affatto deluso le attese uscendosene con questa spettacolare barza:
Dico no agli Ogm non perchè sono innamorato di una convinzione scientifica(e che vordì?, ndr) ma perchè difendo strenuamente il mercato italiano che non può competere con i mercati globali in cui spesso si usano anche metodi fraudolenti...
Occorre alzare un muro altissimo nei confronti degli Ogm che stanno mettendo in ginocchio l'agricoltura italiana.
Vabbè. In ogni caso il punto è chiaro, il nuovo ministrone ritiene (mica per convinzione scientifica si intende, ma così perchè gli pare) che OGM e altri sistemi agricoli siano incompatibili. Di fatto, che non possano coesistere.
Quel che resterà della nostra
agricoltura con l'incoltura o incultura
che dir si voglia
Possiamo fargli fare la figura dell'incolto? Sì.
Allora facciamogliela fare visto che, a suo dire, bisognerebbe addirittura cambiare la parola AgriCOLtura in AgriCULtura(1).
Sia ben chiaro, non è solo, basta fare una semplice ricerca con Google.
Ecco il risultato:
Tra i sostenitori della tesi ministeriale pare siano anche Josè Bovè e molti ambientalisti nostrani. Alcuni peraltro sostengono che, ad esempio in Spagna, unico paese UE con ampie superfici coltivate a OGM (da 13 anni!), ci sarebbero significativi problemi di coesistenza. Bene, noi siamo andati a verificare. Eccovi i dati.
Coesistere in Spagna è più facile che in Italia. Prudono meno le mani.
Cosa ci dice la figura? Che da 13 anni la superficie a mais transgenico cresce (nonostante una riduzione della superficie totale a mais).
Non solo, anche quella complessiva a biologico cresce. Se questi due sistemi fossero veramente incompatibili le due cose non potrebbero accadere in parallelo, perchè uno (quello ovviamente OGM), stando al ministrello, "ucciderebbe" l'altro.
Insomma, con oltre il 20% di media di coltivazione a mais OGM Bt (che sale all'80%-90% nelle aree infestate da piralide) uno si sarebbe aspettato che la coltivazione del biologico, se fosse realmente incompatibile, si sarebbe ridotta al lumicino se non scomparsa del tutto.
% di Mais OGM Bt (resistente a piralide) nelle aree infestate dall'insetto
(secondo voi la tecnologia funziona?)
"Me gustaría aclarar que no se ha producido ni un sólo caso documentado por problemas de cultivos de maíz en el campo español; insisto, no hay ningún tipo de problema", ha remarcado la ministra y ha desmentido informaciones aparecidas en prensa en ese sentido.
Traduciamo:
"Vorrei chiarire che non c'è neanche un caso documentato di problemi con la coltivazione del mais nell'agricoltura spagnola; insisto, non c'è nessun tipo di problema" ha sottolineato la ministra che ha smentito informazioni apparse in tal senso sulla stampa.
O forse il Ministro spagnolo, che la coesistenza la vive tutti i giorni?
A voi la non troppo ardua sentenza...
PS. Alcune settimane fa stavamo scrivendo un post per rispondere a Bera (sul perchè val la pena sperare e credere ancora in questo paese). Tre cose ci hanno trattenuto dal farlo.
Che Mario Capanna e la sua Fondazione Diritti Genetici non avesse le idee chiare su biologia e biotecnologie lo sapevamo da tempo, ma con il compendio sulla Marker Assisted Selection (MAS) che trovate a questa pagina potete farvi qualche risata ulteriore (non vi spaventate non sono che poche pagine e per di più divertenti). "La fantasia al potere" era uno degli slogan preferiti del '68, ma in questo caso, occorre riconoscere loro il merito, si è andati oltre.
Abbiamo appena ricevuto questa lettera aperta al Governo Italiano e alla comunità scientifica rilasciata da Marc Van Montagu, presidente dell'EFB (insomma, non l'ultimo pirla). E' un po' lunga, ma vale la pena leggerla, specie nelle sue parti conclusive.
Ieri Simona Galasso, responsabile ufficio stampa della Fondazione Diritti Genetici, si è guadagnata lo stipendio mandando lettere infuocate da parte del Suo Presidente, al secolo Mario Capanna, a tutti coloro che hanno riportato la notizia che la Fondazione avrebbe raccolto 20 milioni di euri (din din) per riattare il suo castello e fare propaganda anti-OGM.
Vi segnaliamo che, dopo tutto il casino sorto attorno al Castello di Ladispoli e alle presunte novità della MAS, due senatori radicali, Marco Perduca e Donatella Poretti, hanno presentato ieri una interrogazione alla Presidenza del Consiglio e ai Ministeri coinvolti.
La selezione assistita da marcatori, nome anche come MAS (dall'inglese Marker Assisted Selection) è una moderna tecnica di selezione genetica che permette di migliorare caratteristiche di piante all'interno di una stessa specie. Essa è praticata con successo da molto tempo e a differenza degli OGM non genera nessun problema di contaminazione ambientale nè di conflitto sociale. I costi sono inferiori rispetto allo sviluppo di OGM e infine le varietà ottenute non sono coperte da brevetto industriale.
L'accaduto ci consente però di capire ancora meglio, se ve ne fosse la necessità, chi sono e che tipo di contributo (partecipativo, si capisce) intendono dare alla scienza.
Mario Capanna e la sua Fondazione Diritti Genetici hanno finalmente deciso di darsi alla ricerca per sconfiggere "nel campo" i tanto odiati OGM!(1)
In particolare, ci comunicano che svilupperanno una "nuova" frontiera scientifica, quella delle “biotecnologie soft” alternative agli OGM, in particolare la MAS (Marker Assisted Selection - selezione assistita da marcatori) superando l'annoso dibattito OGM sì/OGM no.
Wow! Davvero una notizia bomba! Ora però fate un respiro prodondo e domandatevi:
...ma la MAS non si basa sull'utilizzo di mappe di linkage studiate per la prima volta da Morgan tra il 1911 e il 1913 su Drosophila? Che razza di "nuova" frontiera sarebbe? (2)
Sì, avete ragione, ma al genio, cosa volete, bisogna pur concedere la licenza poetica... e magari anche un castello... per un valore diciamo di circa 20 milioni di €... ok?!
Non fingete di non aver capito: a Mario Capanna, proprio quello lì, hanno dato un castello e 20 milioncini di € per metterlo a nuovo e giocare con le pipette.
L'Europa ha rilasciato un nuovo report (A decade of EU-funded GMOs research) che racconta i risultati delle ricerche da lei (invero da noi) finanziate negli ultimi 10 anni (2001-2010) per testare la sicurezza degli OGM e altre azioni collegate.
Questi 50 progetti, che hanno coinvolto più di 400 centri di ricerca, ci sono costati circa quasi suppergiù 200 milioni di €. Per fare cosa? Studiare:
L'impatto ambientale degli OGM
OGM e sicurezza alimentare
OGM per i biomateriali e i biocombustibili - tecnologie emergenti
Valutazione e gestione del rischio - supporto e comunicazione delle politiche.
Tutto giusto. Non sono però gli unici che finora abbiamo sborsato. Forse qualcuno ricorderà un altro studio (EC-supported research into the safety of Genetically Modified Organisms) che, tra il 1985 ed il 2000, si è "bevuto", in 81 progetti che hanno coinvolto anche in quel caso circa 400 centri di ricerca, altri 70 milioni di € regalandoci la bellezza di 1.800 pubblicazioni scientifiche.
Poichè riteniamo che questo sia imputabile unicamente o a memoria corta o a mancanza di capacità critica, vorremmo riassumere in sintesi queste tre figurine, giusto per non dimenticare.
L'Alto-Adige si dichiara OGM-free. Alcuni pensano che la decisione sia imputabile ad una insufficiente conoscenza della lingua italiana, che non consente una corretta comprensione della normativa e della giurispundenza di riferimento. Altri pensano che ci sia dietro Coldiretti, il che non cambierebbe di molto le cose.
Ok. Che Coldiretti sia dietro la politica italiana contro gli OGM è noto. Che lo faccia mentendo sapendo di mentire anche. Che però scriva direttamente i documenti che la politica si limita ad approvare lo troviamo un po' più grave.
Tanto per capirci. Se venisse fuori ad esempio che una normativa, che definisce le norme autorizzative per gli OGM, fosse stata scritta "from scratch" (da zero) da Monsanto, hai voglia le sollevazioni! Se poi tale normativa facesse a pezzi il diritto... apriti cielo!
Beh, non c'è molto da ridere. Perchè, a quanto pare, è proprio quello che è avvenuto.
L'idea federalista di un governo più vicino al "popolo", più attento ai bisogni dei cittadini, non è da buttare.
Certo che se però questi sono i risultati, forse una revisione dell'opportunità di uno smembramento nazionale potrebbe essere utile.
Le regioni (la R maiuscola non la meritano) hanno infatti firmato il 7 ottobre scorso, con la sola astensione della Lombardia, un documento congiunto sul tema OGM. Inutile dire che è pattume o, come direbbe Pasolini, "culturame".
Se io fossi Galan sarei molto diretto. Convocherei un tavolo di lavoro riservato dove inviterei Coldiretti, Confagricoltura, CIA, i maiscoltori, Futuragra, i consorzi del Grana, del Reggiano, del Parma e del San Daniele, l'AIA, l'ANAS... e direi loro:
Carissimi, io sono il vostro Ministro. Sono al vostro servizio, ogni mia azione è volta a rendervi la vita più facile, a risolvere i vostri problemi. Per cui, sul tema degli OGM, voglio discutere con voi la strategia migliore. Voglio decidere con voi se dire di sì o di no.
Tenete però presente una cosa, io sono una persona onesta. Non chiedetemi di mentire. Nè tentate di prendermi in giro. Non sono uno sciocco.
Ditemi dunque, secondo voi, devo dire di sì o di no agli OGM?
Sappiate che se la vostra richiesta sarà per il no. Sarà un no totale. Se ritenete che gli OGM facciano davvero male alla nostra agricoltura, all'immagine della nostra agricoltura, io mi impegnerò a dare operatività, nei limiti consentiti dalla legge, alle delibere anti-OGM da alcuni di voi raccolte e farò, come prima cosa, pressioni affinchè in tutti i disciplinari delle nostre DOP, IGP, DOC, DOCG sia fatto espresso divieto di usare OGM in qualsivoglia fase della produzione. Dalla coltivazione al mangime, e ripeto, al mangime animale.
Non capisco perchè gli allevatori e i trasformatori dovrebbero poter usare gli OGM, e farci i nostri prodotti di punta che vanno direttamente in mano ai consumatori,e negare invece questo diritto ai coltivatori che si limitano a darli ai propri animali (animali comunque alimentati con OGM di importazione).
Quindi, delle due l'una: o tutti o nessuno. O sono una risorsa o sono un problema. Per tutti.
Ditemi voi. Vi ascolto.
Dite che lo farà? Intanto ha cominciato a sbeffeggiare il suo (ignorante) predecessore, tal Luca Zaia, il che non fa certo male.
Un estratto dal suo ultimo intervento da Confagricoltura
Pur ribadendo che le scelte del Governo non saranno rimesse in discussione, ricorda che la ricerca non potrà essere bloccata. «Come si fa a dire no a priori?», dice, alludendo alla battaglia anti-Ogm portata avanti da Zaia. E poi, la politica dei prodotti a «chilometri zero» tanto cara all’esponente del Carroccio: quasi un manifesto per lo stretto rapporto con il territorio che devono avere le produzioni agricole e agroalimentari. «A me il chilometro zero può anche piacere – obietta il ministro – ma come la mettiamo con tutto il vino che produciamo ed esportiamo nel mondo? Non possiamo fare politiche basandoci sulle ideologie».
Pare dunque che il nuovo Ministro designato dell'Agricoltura, così come emerso dalla cenetta di Arcore, sia Giancarlo Galan, ex "governatore" del Veneto.
Il che, per ora, come quando venne il turno di Zaia, presenta più incognite che certezze. Senza dubbio però, peggio dell'ingelatinato ex Ministro leghista, sarà difficile operare. Spieghiamoci meglio. Zaia si è meritato questo giudizio non tanto per aver venduto l'immagine del made in Italy per una porzione di patatine fritte al Mc Donald o per essersi dichiarato contrario agli OGM. Questo rientra nel suo diritto/dovere di Ministro: compiere scelte di politica agro-alimentare per il bene del paese. I fatti e gli elettori lo giudicheranno.
Per lo meno Galan, nel suo fino ad ora non occuparsi di agricoltura, è riuscito a non rendere il Veneto una Regione OGM-free, speriamo che la cosa sia di buon auspicio.
P.S. Non abbiamo dubbi sul fatto che comunque già da oggi è iniziato l'assalto dei gialli (Coldiretti, NdL) al nuovo Ministro...