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venerdì 4 marzo 2011

Science interviene su GenEticaMente, e fa le pulci a Capanna (ne troverà?)

Lentamente si comincia a far luce su GenEticaMente, il bislacco progetto di Mario Capanna.
E' infatti uscito un pezzo su Science in cui (oltre a dimostrare la pochezza scientifica della FDG) spunta fuori che 300.000€ arrivano da Alemanno (Roma) e 500.000€ dalla Polverini (Lazio). I criteri di assegnazione restano comunque un mistero.

La FDG comunque afferma di aver già raccolto 1,5 M€, e di avere sottoposto richieste per altri 2,5M€ a altri finanziatori nazionali ed europei. Siccome amano una scienza partecipata e trasparente, ovviamente, rifiutano di dire chi dovrebbero essere tali benefattori come brillantemente sottolinea l'ANBI (l'Associazione dei biotecnologi oggetto delle assurde minacce di Capanna) in un suo commento al pezzo. L'ANBI fa poi notare che 1,5 + 2,5 = 4 e non 20M€ di investimento come millantato da Capanna in conferenza stampa. Che fine hanno fatto i 16 milioncini mancanti? C'è ancora molta luce da fare su questa storia...


giovedì 27 gennaio 2011

Ma che bel castello Mariondirondirondello - La Fondazione Diritti Genetici con GenEticaMente ora punta al controllo politico della ricerca

Mario Capanna e la sua Fondazione Diritti Genetici hanno finalmente deciso di darsi alla ricerca per sconfiggere "nel campo" i tanto odiati OGM!(1)

In particolare, ci comunicano che svilupperanno una "nuova" frontiera scientifica, quella delle “biotecnologie soft” alternative agli OGM, in particolare la MAS (Marker Assisted Selection - selezione assistita da marcatori) superando l'annoso dibattito OGM sì/OGM no.

Wow! Davvero una notizia bomba! Ora però fate un respiro prodondo e domandatevi:

...ma lo sterile dibattito OGM sì/OGM no dell'ultimo decennio non l'hanno forse alimentato loro?

...ma la MAS non si basa sull'utilizzo di mappe di linkage studiate per la prima volta da Morgan tra il 1911 e il 1913 su Drosophila? Che razza di "nuova" frontiera sarebbe? (2)

Sì, avete ragione, ma al genio, cosa volete, bisogna pur concedere la licenza poetica... e magari anche un castello... per un valore diciamo di circa 20 milioni di €... ok?!

Non fingete di non aver capito: a Mario Capanna, proprio quello lì, hanno dato un castello e 20 milioncini di € per metterlo a nuovo e giocare con le pipette.

Vedete che anche in Italia si investe in ricerca!

Il castello in cui si asserraglierà Mario Capanna con i suoi scherani anti-OGM
per conquistare l'euromediterraneo

mercoledì 26 gennaio 2011

Mistero e la verità sugli OGM: due rette parallele che non si incontreranno mai

Come avevamo segnalato Mistero, trasmissione di Italia 1, ha dedicato una parte della sua puntata agli OGM. Dopo i dischi volanti nei quadri.

Vi proponiamo qui un breve estratto della puntata con qualche nostra nota e qualche rimando. Certo, definire la performance come indecorosa è davvero poco.

martedì 25 gennaio 2011

Stasera a Mistero si parlerà di OGM

Stasera su Italia 1, alle ore 21.10, nella trasmissione Mistero di parlerà anche di OGM.

Sinceramente non sappiamo che aspettarci, non sapendo chi intervisteranno sull'argomento. Speriamo solo riescano a fare un po'meglio di quanto si è visto sul Morgellon...

lunedì 13 settembre 2010

3 anni di OGM e sentirli tutti!

In un periodo di crisi globale, in un momento in cui il numero dei disoccupati continua a crescere, quale modo migliore per celebrare il nostro terzo anno di vita (del blog ovviamente, noi abbiamo qualche primavera in più) se non con il ritrovarsi ancora un mucchio di lavoro da sbrigare? Anche se dobbiamo ammettere che non c'è molto di cui rallegrarsi...

Che sia destra o sinistra, che siano sindacati agricoli, movimenti ambientalisti o dei consumatori, che siano giornalisti, sedicenti esperti o semplici cittadini, ebbene, tutti paiono collaborare ad inondarci di lavoro. Non riusciamo proprio a star dietro alla marea che invece di diminuire pare aumentare.

Che lavoro facciamo? Noi siamo umili spalatori di rifiuti solidi urbani che paiono, come le mosche, accumularsi invariabilmente attorno alla parola OGM. Tu, ad esempio, cammini per strada e dici OGM e subito si forma lì una montagnetta. Non puoi evitarlo. E' una legge fisica. E non avrai mai abbastanza pale e braccia per spalarla tutta, come peraltro previsto dalla "teoria della montagna di merda®".

Per festeggiare l'evento, abbiamo quindi selezionato per voi quello che ritieniamo essere stato l'apice della produzione di quest'anno. Si tratta della trasmissione "Consumi e costumi" (TV di Repubblica), condotta da Giovanni Valentini, dal tema: OGM più rischi e più benefici?


venerdì 25 giugno 2010

RAI, di tutto di più... in particolare sugli OGM (Parte 2 - Piero Morandini)

Ed eccoci giunti al secondo ed ultimo post dedicato alla puntata dell'11 giugno di Cominciamo Bene - Estate. Nella prima avevamo dato spazio a Dario Bressanini. Oggi invece è la volta di Piero Morandini, ricercatore presso l'Università di Milano.

Cominciamo proponendovi un breve assaggio del cumulo di scemenze di Mario Capanna (niente di nuovo, ma pareva carino offrire qualche nuova chicca emersa in trasmissione, ovviamente senza alcuna possibilità di contradditorio da parte degli esperti - quelli veri).

venerdì 18 giugno 2010

RAI, di tutto di più... in particolare sugli OGM (Parte 1 - Dario Bressanini)

In attesa che Artù prepari una analisi del dossier "segreto" dell'agronoma Mariani (preannunciamo subito che ne verranno fuori davvero delle belle!), cogliamo l'occasione per dare invece spazio a 2 VERI esperti di OGM che, invitati da mamma RAI, sono stati letteralmente presi a pesci in faccia.

La trasmissione possedeva l'ironico (almeno noi l'abbiamo interpretato così) titolo: Cominciamo Bene. Guardatevi l'incipit e capirete perchè...

mercoledì 31 marzo 2010

Im-potenti (ma qualcuno si fida ancora di questa gente?)

Probabilmente non molti di voi ricorderanno lo studio austriaco di qualche anno fa che sosteneva che i topini alimentati con un OGM (il NK603xMon810) diventavano sterili.

Noi, ad esempio, ne avevamo parlato qui.

La cosa più interessante della vicenda è che non vi fu un comunicato stampa di presentazione dei risultati da parte del governo o dell'ente di ricerca, ma fu direttamente Greenpeace a dare, come fonte primaria, la notizia (e potete immaginarvi i toni). Cosa non proprio ortodossa che aveva, non solo in noi, sollevato perplessità.

L'Austria aveva comunque inserito lo studio nel dossier con cui giustificava l'adozione della Clausola di Salvaguardia e il blocco degli OGM sul suo territorio. Blocco, peraltro, le cui basi scientifiche sono poi state rigettate dall'EFSA.

Bene, è di pochi giorni fa la notizia che l'Austria ha ritirato lo studio per "insufficienza di prove".

Già ad ottobre 2009 le cose non promettevano bene, infatti la Commissione riportava:

La delegazione austriaca ha indicato che i ricercatori non hanno ancora inviato un report soddisfacente sullo studio, in particolare riguardo l'analisi statistica dei dati, e che i Ministeri austriaci non fanno più affidamento di ricevere tale report.

Vi ricorda qualcosa? A noi sì. Pare proprio che la statistica sia il tallone d'Achille dei ricercatori anti-OGM.

In ogni caso, la decisione austriaca di ritirare lo studio è ora ufficiale. Certo, resta da chiedersi come prenderà la cosa Greenpeace. Dopotutto si era spesa così tanto per diffondere la notizia...

...pare comunque che, più che i topi, qui siano certi attivisti ad essere impotenti... almeno davanti al metodo scientifico.

Resta ora solo da capire il perchè, nonostante l'esorbitante numero di bufale e cantonate che questi stanno rimediando da ormai quasi 2 decenni (credo ci si potrebbe scrivere un libro), vi sia ancora gente disposta a credergli e a offrire loro risonanza mediatica a buon mercato.

domenica 20 dicembre 2009

Ma Nature che fa?

E’ da un po’ di anni che Nature, ritenuta la più prestigiosa rivista scientifica mondiale, ci perplime per il suo atteggiamento rispetto al tema OGM. Sulle sue pagine hanno infatti trovato spazio, nell’ultimo decennio, non solo articoli scientificamente inguardabili (e, ops, rigorosamente contrari agli OGM), ma, soprattutto nell’ultimo periodo, anche analisi e notizie sul tema scritte all’apparenza da un militante di Greenpeace.

Una cronistoria

La farfalla monarca

Tutto ebbe inizio con la bufala della farfalla monarca. Era il 1999, e Losey vede pubblicato sulle pagine di Nature il suo studio in cui lascia crescere le larve della monarca su foglie su cui è stato depositato del polline di un mais Bt (che è una tossina specifica contro i lepidotteri). La mortalità delle larve aumenta, peccato che lo studio non abbia nulla a che vedere con le condizioni di campo per tutta una serie di motivi bene esplicitati e riassunti un paio di anni dopo da Minorsky (qui una errata corrige). In sintesi, dei tre eventi principali in coltivazione, Losey aveva usato l’unico che mostrava una tossicità significativa per le larve di monarca (l'evento Bt 176) che peraltro risultava coltivato allora su meno del 2% della supercifie a mais OGM. Se anche avesse rappresentato l’80% del totale, nelle condizioni di campo solo il 6% delle larve sarebbero state a rischio, con un impatto sulla popolazione adulta pari a ZERO.
Insomma, sloppy science unita alla necessità da parte delle NGO di argomenti contro gli OGM, hanno creato una leggenda metropolitana che ha infuocato i media in quegli anni e ancora oggi fa capolino qua e là sulla rete. Grazie Nature!

Il mais messicano

Nel 2001 Nature fa il bis: Quist e Chapela pubblicano sulle sue pagine un articolo in cui sostengono che i transgeni presenti nel mais Bt erano introgrediti, ovvero si erano inseriti tramite incrocio nel genoma delle varietà locali messicane (peraltro in posizioni strane, quasi saltellassero qua e là per il genoma come dei trasposoni). L’articolo, a seguito di una analisi più approfondita, viene poi di fatto “scaricato” dal giornale in quanto i risultati sembrano probabilmente frutto di una certa incompetenza da parte degli autori che hanno preso per dei veri positivi dei falsi positivi. La tecnica usata, un particolare tipo di PCR, dà infatti spesso artefatti. Nonostante i signori abbiano preso lucciole per lanterne ecco ripartire di nuovo il gran casino mediatico. Insomma, se lo dice Nature: sarà vero!
Se la cosa può interessare, anche in questo caso, scienziati più seri, come Allison Snow (ecologa con posizioni tuttaltro che tenere verso gli OGM) hanno riportato di non aver trovato neanche un transgene Bt dopo aver esaminato 150.000 campioni di mais provenienti dalla regione di Oaxaca, incriminata da Quist e Chapela.
La cosa comunque circola, anche in questo caso, ancora per la rete e con risvolti a dir poco surreali. Per inciso, se anche fossero stati veri i risultati di Quist e Chapela, la risposta giusta sarebbe stata... e allora?

Passano gli anni, e 8 son lunghi…

A quanto pare, dopo allora, nuovi articoli contro gli OGM non sono più usciti sulle pagine di Nature (vuoi perché non ve ne siano stati, vuoi perché Nature abbia scelto di evitare altre figuracce). Non è però che questo impedisca alla rivista di occuparsi del tema. Nel 2009 infatti sono usciti due pezzi interessanti.

Il primo, a firma di E. Waltz, in cui si sostiene che ci sia un gruppo di scienziati che critica di proposito tutte le ricerche che mettono in luce i potenziali problemi degli OGM (ops, proprio quelli che hanno criticato - a ragione - i 2 pezzi storici di Nature!). Secondo la rivista, l’opposizione di questi scienziati è dovuta non a puro spirito di rigore scientifico, bensì ad una difesa ad oltranza degli OGM con l’effetto di intimidire coloro che fanno ricerca nel settore dei rischi dei transgeni (sic!). Resta da chiedersi però come mai "questi" scienziati abbiano sempre visto confermare dalle controanalisi e dagli approfondimenti di indagine le proprie critiche ai pezzi pubblicati da Nature (e non solo da Nature).

Il secondo è una notizia riportata da R. Dalton dove, partendo dal via libera alla coltivazione del mais GM in Messico, si citano una pletora di attivisti che si stracciano le vesti per l’accaduto e dove addirittura si arriva a parlare di “natural maize”, un concetto che, se non fosse apparso su Nature, farebbe ridere un qualunque agronomo.
Il mais naturale infatti non esiste (a meno che non si parli di teosinte, che però è tutta un’altra cosa - cose si può notare in figura). Il mais è stato infatti DISEGNATO da secoli di attività di selezione UMANA, adattato per essere impiegato in tutte le agricolture del mondo e, senza la cura costante dell’uomo, anche il cosiddetto “natural maize”, si estinguerebbe in poche generazioni (lo dice lo stesso Nature!). Peraltro in Messico, da decenni, sono coltivati ibridi di mais commerciale che – geneticamente – hanno poco o nulla a che spartire con le varietà locali storiche messicane, ma non pare che esse si siano “pervertite” a causa di sporadici cross breeding. Per quale ragione dovrebbero farlo se l’ibrido in questione è un OGM?

Il Nature che vogliamo

Un tempo Nature a questa domanda avrebbe risposto senza esitazione che “The same physical and biological laws govern the response of organisms modified by modern molecular and cellular methods and those produced by classical methods … no conceptual distinction exists between genetic modification of plants and microorganisms by classical methods or by molecular techniques that modify DNA and transfer genes” (da un editoriale di Nature del 1992).

Poichè dal 1992 ad oggi non ci risulta sia stato pubblicato alcun dato che abbia messo in discussione il fatto che gli OGM seguano le leggi base della fisica e della biologia e non siano dunque diversi dalle piante "naturali" ci si domanda cosa sia successo in questi ultimi 2 decenni al board della rivista. Sarebbe un vero peccato scoprire che le sue competenze in genetica vegetale e agronomia siano state cestinate per fare spazio ad una nuova anima “ecologista” che, per la sua superficialità, sembra una fotocopia del pensiero mainstream sul tema. Farà forse vendere qualche copia in più (?), ma la scienza ne aveva davvero bisogno?

mercoledì 25 novembre 2009

Oh my... climate!

From: Phil Jones
To: ray bradley ,mann@xxxxx.xxx, mhughes@xxxx.xxx
Subject: Diagram for WMO Statement
Date: Tue, 16 Nov 1999 13:31:15 +0000
Cc: k.briffa@xxx.xx.xx,t.osborn@xxxx.xxx


Dear Ray, Mike and Malcolm,
Once Tim’s got a diagram here we’ll send that either later today or first thing tomorrow.
I’ve just completed Mike’s Nature trick of adding in the real temps to each series for the last 20 years (ie from 1981 onwards) amd from 1961 for Keith’s to hide the decline. Mike’s series got the annual land and marine values while the other two got April-Sept for NH land N of 20N. The latter two are real for 1999, while the estimate for 1999 for NH combined is +0.44C wrt 61-90. The Global estimate for 1999 with data through Oct is +0.35C cf. 0.57 for 1998.
Thanks for the comments, Ray.

Cheers
Phil

Prof. Phil Jones
Climatic Research Unit Telephone +44 (0) xxxxx
School of Environmental Sciences Fax +44 (0) xxxx
University of East Anglia
Norwich Email p.jones@xxxx.xxx
NR4 7TJ
UK

_____________________________

Questa è solo una delle mail che un hacker ha rubato dal server del CRU, centro di ricerca inglese sul clima.

Tra le perle trovate, ad esempio, c'è anche questa dichiarazione di un ricercatore:

"penso che taglierò gli ultimi punti dalla curva prima del mio prossimo discorso, in modo che quel trend verso il basso sembri l’effetto della fine della serie, piuttosto che il risultato dei recenti anni freddi"

Chiaro, no?


Cosa sta succedendo?

Insomma niente di buono sul fronte del clima. Paradossalmente, non tanto per il contenuto di queste mail. Scienziati intrallazzoni, bugiardi, ideologizzati, incompetenti o semplicemente opportunisti ci sono sempre stati: sono uomini (il Consiglio dei Diritti Genetici italiano ad esempio ne presenta un ampio campionario, e non dimentichiamoci che anche qui in Italia abbiamo sperimentato non molto tempo fa l'insabbiamento di dati in quanto favorevoli agli OGM), e di per sè la scienza ha gli anticorpi per liberarsene.

Non c'è niente di buono invece perchè, nonostante la pratica di guardare dal buco della serratura la vita altrui sia così in voga nel nostro paese, l'unico giornale italiano a parlarne è stato il Foglio. Data 20 novembre.

Bisogna aspettare fino al 22 per avere un articoletto, assai dubitativo peraltro, da parte del Corriere. Repubblica(*) nemmeno ci si mette. Lascia il pallino a Kataweb, che si limita a rimandare al pezzo del Corriere. Che fantasia.

A quanto pare dunque gli "scienziati" del clima, dopo aver convinto, "emotizzando", i potenti del mondo che stavamo friggendo, e averci costretto a pagare multe salatissime per non aver rispettato riduzioni di emissioni di CO2 tanto irrealizzabili quanto inutili, si sono accorti che il loro riscaldamento, diciamo così, ci sta ancora pensando (assomiglia tanto alla fine del mondo dei testimoni di geova). Ed ecco spiegato il perchè il dibattito si è così fortemente spostato dalla scienza alla politica, con tanto di dichiarazioni davvero di alta moralità scientifica.Clima vs. OGM

Perchè ne parliamo su BBB! ? per 2 semplici e banali motivi.

1) La teoria del surriscaldamento globale di origine antropica è una delle bandiere dell'ambientalismo moderno così come la lotta agli OGM. Questa teoria, prima che su dati scientifici, è basata su una posizione ideologica: uomo = causa di tutti i mali del mondo.
Il fatto che, quando gli --scienziati?-- attivisti che la promuovono non trovano rispondenza tra realtà e teoria, scelgano sistematicamente di mistificare la prima, ricalca peraltro esattamente quanto è successo in tema di OGM negli ultimi 2 decenni e non fa altro che dare forza al fatto che ci sia molta più ideologia che scienza in questa faccenda.

2) Ci si domanda con pacatezza del perchè ad ogni stormir di fronda sugli OGM, i giornali si inzuppino di inchiostro(**) ed i siti degli attivisti di ogni parte gridino all'imminente fine del mondo, mentre in questo caso è scesa subito la coperta della nonna a nascondere il tutto.
Questo nonostante il fumus boni iuris ci sia per dire che qualcuno, per meri interessi ideologici - accademici - professionali sta nascondendoci dati importanti al fine di imporci scelte pre-confezionate (da lui, magari con qualche noto amichetto che quatto quatto evita di commentare). Decisioni che ci costeranno un pacco di soldi e che serviranno a non risolvere un problema che forse, dati nascosti alla mano, nemmeno esiste. Risorse che probabilmente potrebbero essere meglio e più proficuamente utilizzate altrove.

Voi con i 550 milioni di euro di multe per il mancato rispetto di Kyoto cosa ci avreste fatto?



Nota a margine

* Sì, è la stessa Repubblica 3000 che ci ha stracciato per mesi con le trascrizioni dei più inconfessabili (?) dialoghi tra Mr. B e una signora "coraggiosa che ha il coraggio di parlare". Chissà perchè questa volta si sono fatti sfuggire questo giro di mail, forse che non era sufficientemente piccante?
Eppure a noi personalmente di ciò che fa la sera Mr. B non frega una cippa, interessa invece sapere se i dati sul clima che ci presentano sono veri o se sono disegnati ad hoc per farci credere che hanno ragione loro.

** Vi immaginate il casino se avessero trovato gente che nascondeva dati sulla pericolosità degli OGM?

martedì 3 marzo 2009

I panni sporchi si lavano a caso

Forse non tutti sanno che ieri era in discussione a Bruxelles la soppressione delle moratorie sugli OGM (in particolare il Mon810) in Austria e Ungheria.

Le cose si sa, in tempo di crisi soprattutto, richiedono decisioni forti. E decisioni forti sono state. Con una maggioranza quasi bulgara (tutti contro 4) i paesi membri hanno deciso di mantenere la moratoria nei 2 stati, e con tutta probabilità la manterranno, quando sarà il momento di decidere, anche in Francia e Grecia.

I motivi della scelta sono stati spiegati bene dalla nostra Ministro.

«Non sono mai stata una ogm-scettica - ha spiegato Stefania Prestigiacomo, ministro dell'Ambiente - quello di oggi è stato un voto sui rapporti istituzionali tra la Commissione europea e gli Stati membri per garantire la possibilità per ciascun Paese di avvalersi della clausola di salvaguardia, che consente ad una singola nazione dei vietare, se lo ritiene, la coltivazione di organismi geneticamente modificati. Non si tratta quindi di una pronuncia sulla autorizzazione alla coltivazione di prodotti transgenici, ma sui rapporti Commissione europea-Stati membri»

Questa affermazione ha però un senso? (oltre a quello politico, ovviamente)


La clausola di salvaguardia

Per capire se essa abbia un suo senso normativo appare innanzitutto fondamentale capire cosa sia questa benedetta clausola di salvaguardia.
Di solito, per vederci chiaro appare opportuno leggersi le leggi, nella fattispecie la Direttiva 2001/18 la quale all'art. 23 recita:

1. Qualora uno Stato membro, sulla base di nuove o ulteriori informazioni divenute disponibili dopo la data dell'autorizzazione e che riguardino la valutazione di rischi ambientali o una nuova valutazione delle informazioni esistenti basata su nuove o supplementari conoscenze scientifiche, abbia fondati motivi di ritenere che un OGM come tale o contenuto in un prodotto debitamente notificato e autorizzato per iscritto in base alla presente direttiva rappresenti un rischio per la salute umana o l'ambiente, può temporaneamente limitarne o vietarne l'uso o la vendita sul proprio territorio.

Ovvero, se scopri strada facendo che un OGM può avere delle controindicazioni sanitarie o ambientali puoi bloccare la sua commercializzazione.

Si presuppone dunque che Austria e Ungheria abbiano trovato qualcosa di brutto su questo maledetto Mon810, giusto?


Cosa bolle in pentola

Quando uno Stato trova qualcosa di brutto su un OGM deve comunicarlo subito alla Commissione, la quale tra le varie cose chiede un parere all'EFSA. Vediamo dunque come sono andate le cose in questo caso.

Austria

Sappiamo che l'Austria, da diversi anni ormai, ha una forte passione OGM-free tanto che pare aver delegato la materia all'ufficio stampa di Greenpeace. In ogni caso, il 10 giugno 1999 e l’8 maggio 2000 (9 anni fa!!!), adotta la clausola di salvaguardia per il Mon810 e il T25.

Nel febbraio 2004 e nel novembre 2007 (5 e 7 anni dopo!!!), l’Austria ha fornito ulteriori informazioni a sostegno del divieto introdotto.

La Commissione europea ha richiesto con lettera in data 18 aprile 2008 (8 anni dopo l'adozione della clausola!!!) il parere scientifico dell’Autorità per la sicurezza alimentare (EFSA), la quale in SOLI 8 MESI (sic!), ha adottato il seguente parere.

"Al termine dell’esame dei riscontri contenuti nella notifica austriaca, il gruppo di esperti scientifici sugli organismi geneticamente modificati (gruppo di esperti GMO) dell’EFSA ha concluso che non sussistono nuovi elementi scientifici idonei a invalidare le precedenti valutazioni dei rischi condotte sul mais MON810 e T25. Ne deriva pertanto che non sono stati prodotti riscontri scientifici specifici, in termini di rischio per la salute umana, degli animali e per l’ambiente, idonei a giustificare l’adozione di una misura di salvaguardia ai sensi dell’articolo 23 della direttiva 2001/18/CE"

Ungheria

Più o meno stessa storia, sennonchè i tempi si accorciano giusto un po'. Infatti l'Ungheria invoca la clausola il 20 gennaio 2005 e la procedura si conclude con il parere dell'EFSA che viene rilasciato già il 2 luglio 2008. Conclusione?

"Non sono state pertanto fornite evidenze scientifiche specifiche, in termini di rischio per la salute umana e animale e per l’ambiente, che giustifichino un divieto all’uso e alla vendita del mais MON810 in Ungheria."


Alcune riflessioni conclusive

Se si può essere concordi, in linea di massima, sul principio che ciascuno è padrone in casa propria, non pare altrettanto condivisibile tale applicazione "disinvolta" della clausola di salvaguardia. Questa clausola infatti è pensata per tutelare la salute dei cittadini e l'ambiente. Adottarla come strumento economico-politico in chiave protezionistica o, ancor peggio, propagandistica, è disperante per almeno 3 motivi:

1) si piega la scienza (o suoi sottoprodotti) per supportare posizioni ideologiche (non è una novità, direte voi, ma non per questo, aggiungo io, è meno fastidioso);

2) si induce il cittadino a pensare che esistano rischi che non esistono, ingenerando false paure solo per calcoli politici;

3) si indeboliscono le istituzioni europee (come l'EFSA) che non si piegano a questi giochi, fino ad arrivare a screditarle quando non si allineano.

Però, ne ha fatte di cose questo voto bulgaro!

Come nota a margine, ditemi se per caso avete visto un qualche articolo di giornale che citasse correttamente la clausola di salvaguardia e che evidenziasse la sua non corretta applicazione... se ve ne sono stati, ovviamente!

Piuttosto ho visto che abbondano eruditi commenti di sedicenti liberati (dagli OGM, ovviamente!) che parlano di difesa dell'agricoltura di qualità (e cosa c'entra?) o di bella lezione politica (ovvero nel trasformare il vino in acqua - una clausola per la tutela dei cittadini in uno strumento di marketing politico), e chi più ne ha più ne metta.

Campa legalità, che l'erba cresce!*

*Sì, perchè uno si fa tutta la trafila europea, spende vagonate di € per far approvare la sua varietà OGM e poi cosa ottiene? una serie di moratorie nazionali, basate su prove farlocche che vengono raccolte e presentate con anni di distanza, che gli impediscono di far uscire un solo seme dal suo magazzino. E poi si domandano perchè gli OGM sono in mano alle multinazionali?!?!?!

lunedì 2 febbraio 2009

Le figlie di Madama Dorè

Vorremmo per un attimo tralasciare polli, terra e latte (crudo e cotto), per tornare sull’argomento da cui questo blog ha avuto origine e trae la sua linfa vitale, cioè le piante transgeniche e i vari miti che le circondano.

Il mito del giorno

Se facessimo un sondaggio chiedendo in giro quante varietà GM sono in commercio, probabilmente, accanto ad una marea di "non so" e "boh", troveremo che i più informati diranno, magari con un po' di sicumera: "solo 4 colture e solo 2 caratteri".

I più militanti aggiungeranno che: “questo dimostra che gli OGM [parola che ci fa venire l’orticaria per quanto è imprecisa, ndA] non funzionano poi così tanto" e qualcuno anche che "sono una minaccia per la biodiversità naturale, perchè, quando arriva l’oggi M, per prima cosa elimina tutta la moltitudine di varietà - rigorosamente naturali - di una data coltura, soppiantandole, e poi propagandosi nell’ambiente senza alcun controllo e ritegno”.

Sarà vero? o sarà solo l'ennesimo mito propagandato con efficacia?

Per scoprirlo bisogna ricercare.
Fortunatamente, in questo caso, bastano solo un po' di conoscenze informatiche e curiosità per scoprire la verità visto che le informazioni, quelle vere ed incontrovertibili, sono accessibili a tutti. Ma andiamo per gradi.

Cosa si dice in giro.

Se cerchiamo su google: "Biodiversità e OGM", troveremo molti link sul tema e vedremmo subito che le idee sono chiare (almeno sulla carta digitale): “Le specie nuove [quelle GM] non debbono soppiantare quelle preesistenti. La biodiversità deve essere custodita nel mondo perché è una ricchezza di tutti.”

oppure: “il transgenico infatti privilegia la standardizzazione delle colture, la perdita delle loro specificità.”

E così via...

Quindi sembra vero che, almeno nel sentire comune, i transgenici siano un rischio *reale* per la biodiversità sia intraspecifica (ovvero per il numero di varietà della stessa specie), sia per quella generale.


La biodiversità intraspecifica

Oggi vorremmo concentrarci solo sul rischio per la biodiversità intraspecifica, per quella generale promettiamo di tornarci in futuro.

Se la gente, o meglio i detentori della Verità digitale, affermano con così tanta forza che gli OGM distruggono la biodiversità dovranno pur basarsi su qualche dato. Sarà però in qualche modo possibile, popperianamente, verificare (tentare di falsificare) la loro teoria?
Insomma, quali evidenze sono oggi disponibili per sostenere questo rischio?

Pensandoci bene, potremmo andare a verificare quanti sono gli eventi OGM oggi autorizzati su AgBios.
O, ancora meglio, potremmo verificare il numero di varietà GM (non gli eventi) autorizzati.
Se, ad esempio, un tempo c’erano, diciamo, 100 varietà di soia e adesso ce ne fosse solo una, ovviamente la soia GM Roundup Ready (RR), prodotta della madre di tutte le multinazionali brutte e cattive (la Monsanto, giusto per non fare nomi), potremmo anche noi dire, con cognizione di causa, che la soia RR ha ucciso la biodiversità intraspecifica. Giusto?

Bene, partiamo con le nostre ricerche!


Ma quante belle figlie Madama Dorè!

Partiamo da un libro uscito nel 2006 e che raccoglie gli interventi di un convegno del 2003 (Plant Breeding: The Arnel R. Hallauer International Symposium - si può leggere anche online) a pagina 24 del primo capitolo si legge: “Today there are over 1000 Roundup Ready® soybean varieties commercially available in the United States and Canada. Walker (2002) estimated that since 1996 approximately 800 Roundup Ready® varieties have been used commercially and replaced with new Roundup Ready® varieties.

Nell'italica lingua suona più o meno così: "Oggi ci sono più di 1000 varietà di soia RR disponibili sul mercato Americano e Canadese. Walker ha stimato che dal 1996 800 varietà RR sono state usate commercialmente e rimpiazzate con nuove varietà RR".

Senza dubbio quindi, quando dico Soia GM Roundup Ready, NON dico 1 varietà di soia, ma piuttosto centinaia/migliaia di varietà diverse che però presentano ANCHE il transgene e quindi il carattere RR. Insomma per dirla con una vecchia filastrocca: Ma quante belle figlie Madama Dorè!

Per approfondire il tema andiamo anche a spulciare ad esempio l'archivio dell'INASE (Instituto Nacional de Semillas, cioè l’Istituto nazionale delle sementi argentino) con un po' di fatica riuscirete a trovare in una pagina dedicata alla statistica delle sementi, il seguente file:VARIEDADES GENÉTICAMENTE MODIFICADAS (OGM) A ENERO DE 2007 Nel documento troverete la seguente tabella:

I valori rappresentano il numero, anno per anno, di nuove varietà di soia approvate per la semina in Argentina.

2 sono i dati che balzano all'occhio:

1) in 10 anni solo in Argentina sono state registrate più di 650 varietà RR DIVERSE (o, se vogliamo, BIO-diverse), una media di 65 anno! Secondo voi questo per la biodiversità intraspecifica cosa significa? Non significa per caso che questi hanno preso tutte le loro varietà storiche e gli hanno inserito il carattere RR?

2) oggi quasi tutte le nuove varietà registrate sono RR, un carattere genetico che evidentemente non funziona! - (guardate anche la data dell'articolo)

Nel documento dell'INASE trovate anche un altro dato molto interessante ovvero che, la maggior parte di queste nuove varietà RR non è registrata da Monsanto, ma da produttori nazionali! E la tendenza è in crescita!


La più bella l'ho già scelta, Madama Dore!

Sebbene questi dati parlino da sè, lasciateci svolgere un paio di conclusioni.
In primo luogo appare evidente che Madama Dorè ha moltissime belle figlie (e queste sono più belle di quelle degli altri) ed in secondo luogo, ciascuno può scegliersi quella che più gli piace (quella che meglio si adatta al suo stile). Altro che morte della biodiversità intraspecifica!

Con buona pace di coloro che si divertono ad intasare il web con la loro mitologia da 4 soldi.

giovedì 4 dicembre 2008

Ode al latte crudo!

Questo post è dedicato a tutti i cultori del caro mondo di una volta. A coloro i quali piacciono i gusti di una volta, come quello del latte... e che tutta questa scienza ha ormai rovinato.



Ecco, è dedicato a tutti voi. Perchè è giusto che anche voi sappiate che, oltre a ridurre gli imballaggi, ad accorciare la filiera, a risparmiare 4 soldi...



...rischiate pure la pelle...


L'articolo completo del Riformista lo trovate qui.

Pensateci bene prima di acquistare e consumare latte non pastorizzato!


P.S.: ma un tempo le biciclette non andavano a pedali? (vedi primo video)
Se oggi vanno a motore non dobbiamo forse ringraziare i prodigi della scienza o no?

venerdì 28 novembre 2008

Parlano bene, ma razzolano male!

Tutti noi viviamo dagli anni '90 immersi un mare di propaganda stile Mulino Bianco: "Mangia sano, torna alla natura". Questo mare comunicativo, fatto di zappe, mulini e stalle con 3 vacche ( la Nina, la Rosa e la Giovanna) vorrebbe trasmetterci il messaggio che in realtà erano molto migliori il mangiare ed i metodi di produzione di una volta, in netta contrapposizione all'insostenibilità dei sistemi di produzione attuali.

Sarà pure, ma anch'io, come Artù nel precedente post, ci terrei a sottolineare che l'innovazione agricola è invece il principale strumento per lo sviluppo e la sostenibilità (oltre che per l'emancipazione dei popoli).

Riconosco però che detta così è una sorta di slogan e mi sono domandato: non è che riusciamo a trovare qualche numero che dimostri quanto andiamo dicendo da tempo?...

...e così, aiutato anche dalle recenti elucubrazioni sui polli, sono stato colto da un raro raptus statistico che mi ha portato a partorire (fatti 4 conti) questi 3 grafici che mi paiono sufficentemente interessanti da poter essere condivisi con voi. Spero di non sbagliarmi.

- cliccate sulle immagini per ingrandirle -

1) Polli 1: più innoviamo e meno ne mangiamo!

Il primo dato interessante che emerge dall'indagine è che pur oggi mangiando (in Italia) 18 kg di pollo a testa contro i 5 del 1961... in realtà, paradossalmente, mangiamo un numero di polli minore!



Incredibile, no?!!!


2) Polli 2: pochi ma buoni!

Il secondo dato "macro", ricavato dai dati "micro" precedenti, è che questi polli saranno anche meno, ma pompano di brutto (un pollo moderno vale come 5 polli 68ini!).

Però, saranno anche efficenti, ma magnano, e quanto magnano!


3) Polli 3: parlano bene ma razzolano male!

Eccoci però giunti al pezzo forte! Il consiglio è di allacciarvi le cinture di sicurezza.
Se ben ricordate, ci domandavamo: "ma quanta terra servirebbe per produrre i cereali necessari a sfamare i nostri polli con le rese per ettaro degli anni '60?", anche per rispondere ai comunicatori alla "Mulino Bianco" di cui sopra.
Ebbene, eccovi serviti:


Ve lo facciamo rivedere da un'altra angolazione...


Embè, fa un certo effetto, no?

Mentre vi riprendete dallo shock riassumiamo i dati salienti:

1) Per alimentare i polli mangiati dagli italiani oggi (2001) è necessario coltivare 1,7 milioni di ettari.

2) Questa superficie è all'incirca uguale a quella che serviva nel 1961, quando invece di 18, mangiavamo solo 5! kg di carne di pollo a testa.

3) Se non avessimo innovato sia sulle rese per ettaro sia sulla efficienza di conversione degli alimenti dei polli oggi servirebbero invece di 1,7 milioni di ettari... tum tum... tum tum...

7,4 milioni di ettari!

Risposta esatta! Ovvero all'incirca la metà dell'intera superficie agraria italiana! E dici poco!

Meditate gente, meditate!


Alcune note a margine

La superficie italiana dedicata a mais (complessiva) è di soli 1,3 milioni di ettari.
La superficie agricola utilizzata (Sau) italiana è di 14,7 milioni di ettari.

Le approsimazioni svolte nelle elaborazioni presentate sono state equivalenti sia per i dati del 1961 sia per quelli del 2001.

I dati grezzi sono stati ottenuti dal database FAOSTAT e dall'articolo di GB Havenstein et al. (2003) Poultry Science 82:1500–1508.

venerdì 21 novembre 2008

Rosso Malpelo vs. Ibridi

Dietro segnalazione di alcuni nostri lettori ci siamo andati a rivedere la terza puntata di Malpelo su LA7. Qui vi facciamo vedere la terza parte.



Le prime due parti della trasmissione erano dedicate alla moria di api ed al possibile ruolo dei neonicotinoidi (una volta tanto non è colpa degli OGM!). Su ciò, sapendone poco o nulla noi siamo anche disposti a fidarci (anche se va detto che se solo il 50 percento delle api morte presentava residui, non è propriamente un gran dato a supporto della correlazione), è però sull'attacco diretto all'agricoltura moderna, e in particolare agli ibridi, che siamo rimasti un po' di sasso. Per almeno 3 motivi che vorremmo condividere anche con voi.

1. Se oggi ci possiamo permettere di non ricordare chi era Malthus lo dobbiamo al progresso agricolo.

2. Oggi spendiamo il 15 percento del nostro reddito per il cibo che, oltre ad essere di qualità decisamente migliore, viene prodotto dal 3-4 percento della popolazione.

Vale la pena di ricordare che nel 1850 si spendeva il 70 percento del salario ed il 70 percento della popolazione era occupata in agricoltura.

3. Oggi mangiamo molta carne, che non è più solo una cosa per ricchi, ma per produrre un kg di carne servono 6 kg di cereali. Quanta terra servirebbe per produrre i cereali necessari a sfamare i nostri animali con le rese per ettaro del 1960? E se volessero mangiare più carne anche Cina, India, Sudamerica, Africa???


Insomma, l'innovazione agricola, che negli ibridi ha uno dei suoi punti di forza, ci permette il tenore di vita attuale. Grazie ad essa l'Europa da più di mezzo secolo non vive carestie mentre il numero di affamati si è ridotto significativamente sia in Asia che in Sudamerica.

Questa rivoluzione ha preso il nome di "Rivoluzione Verde" ed è valsa il Premio Nobel per la Pace ad uno dei suoi padri, Norman Borlaug, questo vorrà pur dire qualcosa...


Note a margine

Pare (prendetela per quello che è: una notizia di corridoio) che finalmente siano pronti i protocolli per la sperimentazione in campo degli OGM (sì, quelli che De Castro aveva sdoganato e Pecoraro bloccato, ecc...). La domanda però è sempre la stessa: e allora?
Infatti devono ancora essere identificati i siti sperimentali regionali dove farla questa benedetta sperimentazione (altri 2 anni minimo) e poi ci saranno le polemiche, i veti incrociati, i campi distrutti ecc... niente di nuovo sul fronte occidentale, almeno finchè non sarà più un tabù parlare di OGM in questo paese.
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