mercoledì 31 ottobre 2007

L'EFSA e la Repubblica delle Banane

Apprendiamo che ieri, 30 ottobre, il buon Mario Capanna e i suoi seguaci sono andati a Parma a cantarla a quelli dell'EFSA
(l'Autoritá Europea per la Sicurezza Alimentare) ... spiegando loro che sono degli incapaci perchè approvano troppi OGM.

Insomma, se la politica dice no agli OGM, mica la scienza può continuare a dire sì! Altrimenti, come possono continuare a dire che gli scienziati sono divisi!?


Ma vediamo come sono andate le cose. Innanzitutto, per precauzione, noi ci si comincia già a vergonare un po', visto che questo attacco è stato sferrato dal nostro Capinna, lo squalo bianco degli OGM-free i cui precedenti in sparate conosciamo bene, comunque... dicevamo che Capinna è andato a Parma dove ha incontrato la Direttrice dell'EFSA. Che le avrà detto?
Beh, che non è soddisfatto del lavoro svolto da questa "signora" ...che tra l'altro ha un master in agronomia e uno in diritto comunitario ottenuti a Parigi, e ha ricoperto diversi ruoli di rilievo nel ministero francese e a livello europeo... comunque Capinna dice NO! e lo dice dall'alto dei suoi titoli ottenuti "sul campo"... (ci pare ancora di sentire i suoi slogan degli anni d'oro: "prendi una spranga e diventa un Katanga" o, l'ancor più efficace, "Pacifici ma mai pacifisti", eh sì, davvero formidabili quegli anni!)

Capinna, il nostro squalo OGM-free, poi ha presentato un dossier intitolato "OGM: tutta la veritá sull'EFSA" che racconta la profonda indignazione (ma soprattutto l'ignoranza) del Nostro sul sistema autorizzativo europeo in tema di OGM oltre che sull'EFSA stessa!

Come ben sapete, a noi però piace guardarci dentro alle cose, tanto per sincerarsi che sia tutto in ordine. Qui vi proponiamo alcuni "pesciolini" gustosi frutto della nostra pesca al Capinna:

  1. L'EFSA non esegue una valutazione indipendente.
    FALSO: probabilmente Capinna non ha letto le linee guida per la richiesta di autorizzazione di un ogm (in effetti sono 121 pagine e non crediamo che il Nostro ce l'abbia potuta fare), altrimenti saprebbe che tutti gli studi originali devono essere sottoposti alla valutazione degli esperti dell'EFSA e degli Stati Membri, che l'EFSA puó richiedere ulteriori studi, che effettua autonomamente la valutazione dei risultati, che puó chiedere anche pareri di esperti esterni (come accaduto nel caso MON863).
    Finora inoltre non é mai accaduto che una valutazione dell'EFSA si sia conclusa in meno di 2 anni: un po' lenta e tignosa questa EFSA, per essere solo un passacarte delle multinazionali, o no?!

  2. l'EFSA sottovaluta evidenze di rischio: "la metodologia sperimentale proposta per valutare effetti subacuti a lungo termine degli alimenti Gm è infatti insufficiente […] L’Efsa stessa, in un proprio documento in discussione da un anno ("The role of animal feeding trials"), ammette che gli studi di alimentazione delle cavie a 90 giorni riescono a rilevare solo i 2/3 delle anomalie potenzialmente indotte dall’uso di Ogm"
    FALSO: il documento dice tutt'altro, e cioé che basandosi sulle conoscenze disponibili su questo argomento si puó concludere che studi di 90 giorni sui topi sono sufficientemente specifici, sensibili e predittivi per evidenziare eventuali effetti indesiderati.

  3. l'EFSA adotta procedure poco trasparenti e di ostacolo alla partecipazione pubblica, troppo spesso l’EFSA, su richiesta dell’azienda notificante, accetta di mantenere confidenziali le informazioni.
    FALSO: non é competenza dell'EFSA determinare quali informazioni debbano restare confidenziali, il diritto del notificante alla confidenzialitá é stabilito per legge dai relativi regolamenti comunitari e l'EFSA applica e non determina queste regole. Inoltre i meccanismi dell'EFSA sono trasparenti, ogni documento é pubblicato sul sito e ogni parere scientifico dell'EFSA puó essere commentato da chiunque

  4. l'EFSA non garantisce un ottimale "rapporto qualità – prezzo", era prevista la possibilità di esaminare l’eventualità che i servizi forniti dall’Authority fossero remunerati dalle aziende che richiedevano l'autorizzazione per un nuovo OGM e dopo cinque anni questa opportunità non è stata ancora discussa
    FALSO: questa eventualitá é in discussione nelle sedi appropriate da piú di un anno.
Insomma, pare che l'Italia non ci faccia una gran bella figura a reggere il moccolo a questo signor Capinna, il quale si lamenta perchè l'EFSA non è indipendente, che gli studi sono pagati dalle stesse aziende che propongono gli OGM (ecchè è, dovremmo pagarli noi?), ma allo stesso tempo vorrebbe che le medesime aziende pagassero l'EFSA per controllare la bontà dei loro dossier sugli OGM. Cheddici, ci decidiamo?

Ma soprattutto: DA CHE PULPITO! Non sei proprio tu Capanna a prendere i soldi da una o più aziende private per finanziare la tua campagna anti-OGM? Certo che ci vuole una bella facciatosta ad andare in giro a dare lezioni di indipendenza!

Ma possibile che siamo sempre qui, a commentare l'ennesima figura da repubblica delle banane che ci fai fare?...

sabato 27 ottobre 2007

Quando una mezza verità diventa una bugia

Riprendiamo il discorso iniziato qualche post fa sulle obiezioni di quelli "Liberi da OGM".
Avevamo iniziato dalla prima ed ora riprendiamola in mano:

Se allora ci eravamo focalizzati sul fatto che viviamo circondati da OGM "naturali", questa volta vorremmo focalizzarci sull’ultima parte del loro CREDO n.1.

…creando organismi viventi di cui è impossibile prevedere
l’impatto ambientale.


Innanzitutto, ammettiamolo una volta per tutte: E' vero, NO, non è posibile prevedere l’impatto ambientale degli OGM, se per impatto ambientale intendiamo la previsione di tutti i possibili effetti che una pianta ha sull'ecosistema. Questo perché non siamo onniscienti e gli organismi viventi non si comportano come formule matematiche di cui è possibile sempre prevedere il comportamento.

Gli organismi viventi rispondono in modo diverso ad ambienti diversi. Mettendo un organismo conosciuto in un nuovo ambiente (e.g. il kiwi in Italia) non è possibile predire tutti gli effetti che provocherà sull’ambiente o tutte le risposte che l’organismo avrà rispetto all’ambiente.

Ma bisognerebbe dire anche che ESATTAMENTE allo stesso modo non possiamo prevederlo per qualsiasi altro organismo sia sviluppato dall'uomo che dalla "natura".

Ecco, questo secondo "marginalissimo" aspetto, pare che dal documento di "Liberi da OGM” non si riesca proprio ad evincerlo. Ma, non dirlo equivale alla classica mezza verità che diventa una bugia.

Si sa, però, che le bugie o hanno il naso lungo o le gambe corte. Questa è del tipo con le gambe corte... e non va molto lontano, infatti:

Potevamo (o possiamo) prevedere l'impatto di tutte le specie importate e coltivate in Italia? E delle milgiaia di varietà che da loro abbiamo sviluppato? E il loro impatto ambientale? E sulla nostra salute?

Se prima citavamo il kiwi (di cui oggi l'italia è il primo produttore mondiale) sarebbe opportuno non dimenticare che la pummarola è americana così come la polenta e le patate al forno... ma sono "forestiere" anche le melanzane, le albicocche, le pesche, i fichi, le fragole… tutte specie ormai tipiche, ma ahimè non di certo "Made in Italy"!).


Possiamo poi prevedere tutti gli effetti delle nuove varietà o addirittura specie che creiamo, come ad esempio il triticale (ibrido tra il triticum e la segale)?

E di tutti gli altri ibridi creati dall'uomo a cui abbiamo gia accennato precedentemente?

E cosa succede all'ambiente coltivandoli? agli insetti, i bruchi, i batteri e i funghi?

E che impatto hanno avuto le oltre 2500 varietà di piante sviluppate per mutagenesi, dove è impossibile conoscere le mutazioni inserite e ancor meno prevedere i loro effetti? (*)

L'esempio principe di questa tipologia di nuove varietà èsenza dubbio il Creso, il frumento "geneticamente modificato" con raggi X negli anni 60, in Italia si badi bene!!, e coltivato negli anni 80 su 1/4 della superficie a grano duro.

Idem per le varietà ottenute tramite incrocio con specie selvatiche.

Cari "liberi da OGM", potete GARANTIRCI (100%) che con queste vada tutto bene? Che con queste SI SAPPIA cosa si combina?

Chesterton probabilmente aveva ragione: "Da quando gli uomini non credono più in Dio, non è che non credano in niente: credono a tutto".


(*) Per gli aficionados ecco alcune referenze a pubblicazioni sul "Mutation Breeding", ovvero il miglioramento genetico delle piante attraverso l'induzione di mutazioni con radiazioni o agenti chimici.
Per capire quanto sia rilevante ancora oggi il mutation breeding ecco il sito del NIIAB, un istituto pachistano che ha rilasciato varietà che oggi sono coltivate su oltre mezzo milione di ettari!

martedì 23 ottobre 2007

Il Capanello (n.2) - la vendemmia.

Questo post, a dire il vero avrebbe dovuto essere titolato: RAI: di tutto di più! dopo aver visto TG3 Primo Piano dove Mamma RAI ci ha dimostrato in modo sublime cosa significhi fare "servizio pubblico" con il canone che tutti noi spontaneamente e gaiamente doniamo (ma su questo magari torneremo).


L'altra sera però il nostro Stravagante è finito dall'amico di lunga data Ricci. Sì proprio a Striscia la notizia.

No, se pensavate che fosse per un tapirone per questo referendum che pare proprio non voler decollare, vi state sbagliando. Il buon Ricci, come si conviene tra amici, ha alzato la palla a Capann Uncino (che vive nell'isola - OGM-free - che non c'è) consentendogli di lanciare in "nazione visione" la nuova frontiera della "democrazia" dal basso (molto in basso a dire il vero): l'SMS.

Ma godetevi lo spettaccolo...

video

Ora, ve lo immaginate uno stuolo di adolescenti (o anche di più cresciutelli) che intasano le linee di Capanna perchè sì, loro vogliono un'Italia LIBERA da OGM!?
Noi sinceramente no, non riusciamo proprio a vedercelo questo stuolo, perchè non moltissimi anni fa eravamo adolescenti anche noi e, ora che siamo cresciutelli, non vogliamo credere che sia possibile decidere del destino di un intero settore di ricerca e del futuro della nostra agricoltura con un banale "Sì Mì Sì" via cellulare... soprattutto dopo aver ascoltato un vecchietto in televisione che corona il suo grande sogno: chiamare le Veline!!! (ma quello non era il treno dei desideri?).

Dobbiamo però aggiungere anche che ci ha preso un po' di tenerezza nel vedere Capanna ridotto così male, senza la sua solita baldanza, presentato come un paziente (sarà depresso perchè il referendum non gira?) che racconta una filastrocca sugli OGM cui nemmeno lui sembra più credere (Dr. House! è grave?!...)

Interessante poi quando (a 1.20") ci racconta che già centinaia di migliaia di italiani hanno aderito alla campagna. Ma come, non vi aspettavate milioni di firme? Ah, ma adesso, aggiunge, è il momento dell'accelerata finale, fino ad adesso hanno solo scherzato.

Ok, finora avete scherzato ed avete raccolto solo 999.999 firme, visto che se ne aveste raccolte più di un milione ce l'avreste detto, no? (è perchè noi vogliamo essere buoni, ma secondo le nostre stime in questi 40 giorni - 2/3 della campagna - non sono più di 100.000 le firme raccolte, toh facciamo 200.000...)

Adesso mancano ancora 20 giorni di campagna (pure piove che disdetta! governo ladro?) e all' "appello" mancano ancora 2.000.001 firme (se non 2.800.000!), il che significa 100.000 firme al giorno + 1 (il doppio di quanto previsto ad inizio campagna). Quindi, nei circa 380 banchetti che mancano dovrebbero essere raccolte più di 5.000 firme ad una velocità di 14-15 firme al minuto (ovviamente per ogni banchetto!)... ci vedo già la fila, le spinte, gli "ehi, non passarmi davanti c'ero prima io!" !

Ah, ma adesso, direte voi, cambia tutto: ci sono anche gli SMS... lì basta scrivere Sì e premere invio, semplice, economico ed efficiente...

però c'è un però: Come faccio a sapere CHI ha votato? E poi, chi ha 2-3 SIM vale doppio o triplo? E se uno vota sia cartaceo (su più banchetti o con nomi diversi), sia on-line (magari da più IP), sia via SMS (da più SIM) che sistemi di garanzia ci sono?

Diciamo pure che la trasparenza non è proprio il loro forte... sembra quasi di vedere il muro di nebbia oltre il quale si cercano di nascondere gli interessi che stanno dietro questa campagna, a tutti gli effetti, disinformativa (*), le riunioni e le telefonate concitate e preoccupate per l'andamento della raccolta. I loro think tank lì a spremersi per inventare nuove strategie per raggranellare quelle maledette firme che non si riescono a trovare... e poi tutti lì a decidere chi deve pagare per queste nuove trovate... è sì, quanto costa la raccolta degli SMS? Chi scuce la pila? Insomma Area SX lo fa gratis et amore dei?



(*) Prima di chiudere, visto che ci piace la"verità", non potevamo non segnalare l'ennesimo tentativo di mistificazione presente sul sito dei "liberi", da cosa ancora non si sà:

No cari amici, vi rassicuriamo, di OGM non si muore, nessun nuovo studio sotto il sole (nemmeno in stile Ermakova), solo che quando tutto fa brodo... anche le "guerre" tra chi difende i propri campi e chi invece vuole distruggerglieli vengono usate per dare "certe" notizie.

PS: Pur non sapendo come siano andati realmente in fatti (ci riserveremo eventuali approfondimenti in futuro) ci piace ricordare che in molti paesi c'è della gente che si sente in diritto di entrare nei campi delle Università, delle aziende e degli agricoltori che hanno scelto di fare ricerca o uso di OGM e bruciare e distruggere... se qualcuno si introcucesse illegalmente in casa vostra o nel vostro ufficio (o azienda, o campo, etc...) e distruggesse, così, per partito preso, il frutto del vostro lavoro, come vi sentireste?

giovedì 18 ottobre 2007

Per un ratto é piú pericoloso vivere a Mosca che mangiare OGM

Dispiace comunicarvi che, ancora una volta, "la comunità scientifica internazionale è divisa sugli Ogm".
Il pretesto su cui questa volta gli scienziati si dividerebbero (il condizionale come sappiamo è d'obbligo) è a proposito di tal Ermakova, "scienziata" russa secondo cui una alimentazione con soia GM provoca calo della fertilità e alterazioni comportamentali nelle femmine di ratto, oltre ad un'alta mortalità e sterilità nella progenie.

Sarà vero? Difficile dirlo, visto che lo studio (che risale al 2005) non è mai stato inviato ad una rivista scientifica, ma presentato solo a congressi e, ovviamente, ai media.

Però questi dati, sebbene sconosciuti agli scienziati (e perchè mai un ricercatore con dei dati così importanti non li vorrebbe/dovrebbe condividere?) sono ormai citati da oltre 500 organizzazioni che "diffidano" degli OGM. Così la prestigiosa rivista Nature Biotechnology, ha chiesto e ottenuto dalla "ricercatrice" (come vedremo anche in questo caso il condizionale è d'obbligo) almeno la possibilità di discutere i dati all'interno di un contesto scientifico. Appena ricevuti, li ha sottoposti alla visione e commento da parte di alcuni dei principali ricercatori biotech mondiali.

Il risultato vi chiedete? "Incredibilmente" lo studio in questione pare (sicuri che anche in questo caso serva il condizionale?) essere una ciofeca. Talmente tanti sono i vizi metodologici (*) che neppure Topolino l'avrebbe pubblicato.

Caspita! Ma se lo studio è fatto coi piedi ed è sconfessato da tutte le altre pubblicazioni sul tema, i "Liberati" come faranno a citarlo ancora come ricerca che dimostra (ovviamente, inoppugnabilmente) che gli OGM fanno male?

Tranquilli, non c'è problema, ecco infatti, come nella tradizione dei migliori film americani, che arriva subito l'Institute of Science in Society (un'organizzazione no-profit composta da un pugno (forse sarebbe meglio dire "pugnetto") di "scienziati" che si oppongono agli ogm) e ci pensa lui a mettere subito le cose a posto!

E così scopriamo che, in realtà, non è lo studio ad essere fatto male, ma sono brutti e cattivi quelli di Nature perchè non hanno fatto vedere i commenti alla Ermakova prima della pubblicazione! (POVERINA! e noi che quei dati li abbiamo aspettati per 3 anni cosa dovremmo dire?) Oltre ovviamente a sottolineare che gli scienziati che hanno commentato (in quanto competenti) sono al soldo delle multinazionali... poco importa se sia vero o della serietà professionale di quel che dicono!

Quindi ora è tutto chiaro, riassumendo: Se convinco la "gente" che l'ultimo gol era in fuorigioco, si dimenticherà che sto perdendo 10 a 0!

Cioè non interessa capire se lo studio è credibile o meno (sanno benissimo che non lo è!) e quindi se gli OGM facciano male (sanno già che non è così!). No. L'ISIS e il suo alfiere italiano Pietro Perrino del CNR di Bari: denunciano la cospirazione delle multinazionali che "imbavagliano gli scienziati indipendenti". Poco importa se dicono cavolfiori e broccoletti! (sarebbe poi da chiedersi, indipendenti da cosa? Essere ideologicamente e aprioristicamente schierati pro o contro gli ogm, non é anch'esso un segno di mancanza di indipendenza e neutralitá? o forse, dite voi, solo di capacità critica?).

Beh, sappiate che a noi interessa entrare nel merito delle questioni. A noi interessa capire veramente se gli OGM sono una risorsa o un problema, eccovi dunque qualche elemento di riflessione che difficilmente troverete in giro per la rete, poi, liberi tutti (ma veramente!):

1) Chi ne parla? In generale, come abbiamo già visto, uno si aspetta che di agricoltura parli un agronomo, di salute un tossicologo o un medico ecc. Sembra logico, no...
La signora Ermakova, come appare dalla sua biografia, pare si sia sempre occupata di neurofisiologia. Una domanda nasce dunque spontanea, da dove salta fuori l'idea di un esperimento sull'alimentazione e la riproduzione dei ratti? Qualcuno le avrà spiegato che, sebbene esistano casi equivoci, non è lì che si trova la materia grigia? Sarà magari perchè fa la consulente per Greenpeace che le è venuta questa idea...? Ma non era una ricercatrice indipendente? E poi, il dott. Perrino, non si occupa forse di genetica vegetale (e già questo fatto un po' stupisce)? Cosa ne sa di tossicologia, in base a quali competenze o "dati" si permette di dire: non ci sono piú dubbi che nel cibo OGM qualcosa non funziona ?

2) La realtà dei fatti.
Certo uno dice: "vabbè, è vero che ci sono dei vizi metodologici nella "tesina" della Ermakova, ma perchè allora voi altri scienziati non ripetete l'esperimento con un protocollo perfetto e cosí dimostrate che la dott.ssa Ermakova ha torto?".

A dire il vero gli studi ci sono già, e raccontano tutta un'altra storia, ma il tema semmai è un altro: l'Ermakova ha studiato una soia ogm che é sul mercato dal 1996. Milioni di vacche, maiali e polli la mangiano ogni giorno e si riproducono tutti esattamente come prima che fossero in commercio gli ogm. E sono proprio quegli animali con cui facciamo i nostri prodotti tipici di punta...

...se fossero veri i numeri presentati dalla "scienziata" russa, dovremmo riscontrare una mortalità nei nostri allevamenti che arriva fino al 50% degli animali, e quelli che sopravvivono dovrebbero fare pietà! Dite che in 10 anni nessuno se ne sarebbe accorto???

O forse dovremmo pensare che tutti gli allevatori d'Italia siano taglieggiati (o peggio ancora collusi) e tacciano il fatto di avere animali sterili o malformati in proporzioni stratosferiche? …anche alla fantascienza c'é un limite!! (**)


Collateralmente a Perrino, che denuncia con tanta enfasi il comportamento, a suo dire, scorretto di Nature Biotecnology, vorremmo chiedere: come considera, deontologicamente, il comportamento di una scienziata che presenta pubblicamente risultati allarmistici non verificati e nemmeno vagliati dalla comunità scientifica? (non si sente un po' tradito? illuso? ora a quanto pare dovrà trovare un nuovo argomento "scientifico" per sostenere che gli OGM sono un problema...)

Merita piú biasimo una scienziata che divulga informazioni "da non credersi" (tra l'altro giá dichiarate insostenibili all'inizio del 2006 da un comitato di esperti inglesi) o una rivista che ha svelato la bufala dopo che spacciatori di paure l'hanno usata e, purtroppo il caso Pusztai insegna, continueranno ad usarla per mentere alta la paura nell'opinione pubblica? (***)

E poi, perchè gli animalisti tacciono davanti a questa strage di ratti il cui sacrificio é stato totalmente inutile, causato dalla "ignoranza sperimentale" della Ermakova che non sapeva nemmeno quello che stava facendo?

Verrebbe da dire, citando un tossicologo giapponese, di questi tempi se fossi un ratto preferirei non vivere a Mosca...




(*) per dovere di cronaca, citiamo alcuni dei vizi metodologici che rendono sotto tutti i punti di vista inaccettabili i risultati di questo studio:

1) non si possono giudicare gli effetti di un trattamento dietetico senza valutare alcuni semplici informazioni: le diete fornite ai diversi gruppi devono essere nutrizionalmente equivalenti: la dott.ssa Ermakova questo dato, quasi "irrilevante", non lo comunica, nè ha misurato quanto effettivamente i ratti dei diversi gruppi abbiano mangiato.
2) la Ermakova dice che i figli di femmine che mangiavano ogm morivano di piú, peccato che la mortalitá nel gruppo controllo era già molto piú alta del normale, indice di problemi "generali" con il trattamento degli animali (insomma quasi da denuncia per maltrattamenti). Non fornisce poi nessuna informazione o dato sui motivi della morte dei cuccioli. Magari una gabbia era più vicina alla porta e prendeva continui colpi d'aria (come è possibile escluderlo?)
3) nessuno dei ratti figli di madri nutrite con Ogm, una volta cresciuto, ha avuto una progenie. Però, guarda un po', il dato dei ratti che hanno mangiato soia convenzionale non é presentato, il confronto viene fatto solo coi ratti che hanno mangiato la normale dieta per ratti senza semi di soia. Una semplice dimenticanza! ?! Chissà, pare però che la soia di per sè faccia male ai ratti...
4) ce ne sarebbero ancora (ad esempio il numero insufficiente di animali...) ma di spazio, francamente, ne abbiamo già dedicato abbastanza a questa brutta storia.

(**) colleghi che lavorano con i topini ci dicono che la foto presentata dalla Ermakova presenta 2 animali di età diversa più che un livello di accrescimento diverso (dite che anche la foto è tarocca?)

(***) l'escamotage dell' "intervista" adottato da Nature Biotech, a nostro avviso, è stato scelto per evitare che si ripetesse quanto già avvenuto con Pusztai, dove, pubblicando l'articolo e poi commentandolo a lato come inconsistente, si è comunque permesso, per tutti questi anni di citarlo come articolo "scientifico" quando invece non lo era. Con questo sistema Nature ha reso un duplice servizio: da un lato ha messo a disposizione i dati, senza dall'altro accreditare loro una validità scientifica che non hanno. Inoltre, ogni qualvolta veranno citati saranno citati contestualmente alle critiche in modo tale da evitare indebite manipolazioni. Aggiungiamo noi: ottimo lavoro!!

martedì 16 ottobre 2007

Allora non siamo gli unici...

A quanto pare non siamo i soli ad avere qualche dubbio sul successo riscosso da questa fantomatica campagna "popolare" anti-OGM.
Vi riportiamo qui il testo apparso su Quaderno.it che troviamo illuminante.

13/10/2007 :: 11:38:0
Campagna Ipercoop a Benevento: la falsa partenza del quesito anti Ogm


Ipermercato zamparini

Benevento (Nostro servizio) - Sarebbe dovuta partire ieri, presso l’Ipercoop del centro commerciale I Sanniti, la raccolta firme contro la diffusione degli organismi geneticamente modificati, iniziativa che rientra nella campagna nazionale “ItaliaEuropa: Liberi da Ogm”.

Il condizionale è d’obbligo visto che, visitando l’esercizio commerciale di Via Valfortore, non vi è traccia della scheda riportante il seguente quesito: ”Vuoi che l’agroalimentare, il cibo e la sua genuinità siano il cuore dello sviluppo, fatto di persone e territori, salute e qualità, sostenibile e innovativo, fondato sulla biodiversità, libero da Ogm?” (...)


Ai posteri l'ardua sentenza...

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P.S. Apprendiamo or ora (17.30), grazie ad un amico di BBB!, che a quanto pare la raccolta delle firme va invece a gonfie vele! Vi comunichiamo le parti salienti del comunicato ANSA giratoci:

OGM: POLITI (CIA), POSITIVO REFERENDUM ITALIANO

(ANSA) - ROMA, 16 OTT - "La Consultazione nazionale promossa dalla Coalizione ItaliaEuropa - Liberi da Ogm è un'esperienza estremamente positiva e il suo significativo successo tra i cittadini dimostra la validità di una scelta che potrebbe ripetersi a livello europeo e internazionale". (...)

(...) Politi ha messo in risalto i risultati dell'iniziativa sugli Ogm, "attraverso la quale, proprio per la massiccia partecipazione di tantissime persone e per l'attenzione del mondo politico, economico e sociale, si è riscontrata una forte sensibilità verso il problema degli Organismi geneticamente modificati."
_________

Un inciso: dite che a Praga, alla 33a Conferenza sull'agricoltura Nord America - Unione europea, Politi abbia anche spiegato come hanno fatto a raccogliere le firme senza mettere i banchetti?

Poichè siamo pedanti, ci permettiamo di ricordare un po' di matematica: 3.000.000 di firme da raccogliere in 1.130 banchetti, significa 2.650 firme raccolte per ogni banchetto... che a loro volta significano (per una presenza media, supponiamo per eccesso, di 6 ore) 7,3 firme al minuto per ogni banchetto.

Già così è un'impresa, se poi i banchetti pure saltano, gentile signor Politi, come fate a raccoglierle queste benedette firme? Tutte on-line?

lunedì 15 ottobre 2007

Italia e Europa liberi sì, ma dalle bugie e dall’ignoranza! (almeno vorremmo)

Se per caso siete entrati in contatto con i “Liberi da OGM” probabilmente vi sarà capitato per le mani anche una sintesi del loro "pensiero" dall'esplicativo titolo: "I luoghi comuni sugli OGM". Fin qui tutto bene, ciascuno è "libero" di spiegare il perchè delle sue posizioni, però analogamente gli altri di guardarci dentro.

Così noi, da buoni ricercatori, partiamo con una piccola iniziativa di "peer review". Iniziamo oggi dal primo punto:



Beh, innanzitutto sarebbe da sottolineare che sul mercato non esiste alcuna pianta transgenica che contenga geni animali. Affermare questo servirà a creare scalpore o, se si vuole essere buoni, a prospettare possibilità tecnologiche, ma di certo non rappresentano la realtà degli OGM oggi, anche alla luce del fatto che le aziende stesse si sono impegnate a non usare geni animali.

Sì però questo non è il punto fondamentale, il punto è che in natura siamo pieni di piante transgeniche naturali (affermare il contrario è pura ignoranza della materia - si veda ad esempio la pianta GM naturale nella foto qui accanto).

Esistono in natura piante che contengono nel loro DNA geni di batteri e anche all'interno del genoma di alcuni invertebrati ed insetti, quali ad esempio il comune moscerino della frutta, sono stati trovati anche interi genomi di alcuni microrganismi.

E se è la "Natura" a superare le "barriere naturali"? Cosa facciamo? Vale anche per "Lei" la moratoria sine die chiesta dai novelli "liberati"? Intendiamo darle una multa? Dobbiamo prevedere delle distanze di segregazione tra questi transgenici naturali e le piante e gli animali non trasformati? e dopo quante generazioni un animale "naturalmente" modificato può essere considerato nuovamente "naturale"? Richiediamo che ogni DNA si munisca di passaporto ed istituiamo dei controlli ad ogni confine tra specie?

D’altra parte andrebbe sottolineato che l’uomo stesso, da molti anni (già in era “pre-transgenica” e nei laboratori pubblici), ha fatto incroci impossibili in natura e tra specie distanti che non si sarebbero mai potute incrociare tra loro (qui sotto alcuni esempi).

In soldoni (di cacio), la natura supera (da che mondo è mondo sarebbe proprio il caso di dire) le barriere tra le specie e i ricercatori, copiandola, hanno da sempre provato a fare altrettanto. Che famo? Mandiamo i carabinieri come nell'800 per fermare la fillossera? Arrestiamo, retroattivamente, tutti i ricercatori?

Oppure, finalmente, ci rendiamo conto che i "Liberi da OGM" certe cose o non le sanno (e allora dovrebbero tacere) o non le vogliono dire (e non sappiamo cosa sia meglio)? Certo che se il futuro dell'Italia è nelle loro mani, allora siamo messi proprio male....



Incroci “naturali”, ma “impossibili in natura” (qualunque cosa questo voglia dire)


- Incroci tra fragola del Canada e fragola del Cile (incrociate tra loro da un botanico in Francia nel 1700)
- Incroci tra Triticum e Aegilopsis
- Incroci tra Avena e mais
- patata e pomodoro (per ibridazione somatica, cioè per fusione di cellule)
- mais e teosinte
- Frumento e segale (triticale). I primi incroci furono fatti nel 1879 da un botanico scozzese, ma la pianta risultante era sterile. Nel 1934 trattando con colchicina, un potente mutageno, si ottenne la duplicazione dell’intero corredo di cromosomi con conseguente restituzione della fecondità. Oggi il triticale è coltivato nel mondo su 6 M di ettari (un'area pari a circa la metà della superficie agricola italiana).

- Cavalla e asino (che danno il mulo) e cavallo e asina (bardotto); entrambi i risultati sono sterili, ma se usati con intelligenza non sono certo inutili.

mercoledì 10 ottobre 2007

Il Capannello (n.1)

Carissimi,
eccoci giunti al "difficile" momento dell'analisi dei risultati del nostro primo e (anche se ancora per poco) ultimo sondaggio.

Se ben ricordate era dedicato ad un brillante intervento del Nostro a Unomattina, in cui asseriva strane cose sulle proprietà organolettiche delle fragole-pesce che però, oibò, pare (dico pare) NON ESISTANO!

Ai nostri lettori si domandava dunque se il buon Capanna, su questo specifico tema, fosse all'oscuro di tutto o ci mettesse del suo, ovvero, detto in più nobili parole, se a) mentisse sapendo di mentire, o b) fosse solo un ignorante della questione (si badi bene, nel senso etimologico del termine).

A quanto pare, nella tenzone di trovar soluzione al dilemma, i nostri lettori si son spaccati giusto giusto a metà.

Questo genera un grave dilemma anche a noi, se infatti i cittadini (almeno quelli che bazzicano questo blog) sono divisi, quasi quanto i fantomatici scienziati di Capanna, allora si dovrebbe applicare il principio di precauzione, non potendo dare una risposta ultimativa al fatto.

Noi diciamo subito che ci sembra eccessivo chiedere una moratoria sine die sulla questione, come qualcuno energicamente ha proposto, e che in ultima analisi la cosa più saggia da farsi sia il chiederne ragione al diretto interessato...

Insomma: "a Capà, dacce 'na mano tu... cè stai o cè fai?"



Caccia all'errore!

Cogliamo l'occazione per proporvi un nuovo gioco da fare insieme: Caccia all'errore!
Partecipare è semplice, guardate il filmato che vi proponiamo e spediteci all'indirizzo basta.bugie@yahoo.com "eventuali" errori (di qualunque natura) che "pensate" di aver riscontrato. I commenti più "saggiuti" verranno, come al solito, pubblicati sul nostro blog.


(per gli utenti explorer, per lanciare il video: cliccare sul box, poi tasto destro - play)

Per cominciare a scaldare la competizione, vi proponiamo noi qualche piccola provocazione...

...secondo voi, quanto parla di onesta intellettuale sa cosa dice? e poi, avrà letto lo studio del CDC? saprà dunque che le malattie non sono raddoppiate? e ancora, secondo voi, sa cos'è un programma quadro di ricerca europeo? e che quei 70 M€ che la giornalista cita sono soldi nostri, pubblici e non delle multinazionali? e che quella ricerca (pubblica) fu condotta dal 1985 al 2000 e l'EFSA allora non esisteva ancora? lo sa che anche un "bambino" (ehi, è una controcitazione!), guardando i consumi di soia italiani, capirebbe che senza la soia GM di importazione la nostra zootecnia collasserebbe?

Alla prossima! e buona ricerca.

PS. un sentito ringraziamento qui non può mancare al nostro disegnatore che, pro bono, si è offerto di dare forma al pensiero di tutti noi.

Se vi vengono idee... non esitate, provvederemo subito a girargliele. Se invece vi sentite ispirati anche voi... accettiamo schizzi, chine, acquerelli e qualcunque altra forma di creazione grafica vogliate farci pervenire (purchè in formato digitale!).

lunedì 8 ottobre 2007

La coop sei tu... o no?

(Ringraziamo per questo post una nostra lettrice coop)

Potete chiamarmi semplicemente Luciacoop: faccio la spesa alla coop, ho lo spazzolino da denti coop (si cambia solo la testa e non butti via il manico, vuoi mettere?) lo shampoo coop, il dentifricio coop, il caffè coop, le mutande coop.
Insomma, sono una di quelle che “la coop sei tu” con tanto di jingle… e che, fino ad oggi, pensava: "se lo dice la coop! sarà vero!". (*)

Il problema è che sono biologa e la campagna sugli OGM della coop mi ha lasciato un po' perplessa.
Così sono andata sul sito della coop.

C'era una pompa da bicicletta che gonfiava un pomodoro.

Ho aspettato che finisse. Alla fine una scritta mi dice: “per dire no agli OGM vi chiediamo un sì".

E perché? mi sembrava un po' troppo drammatico… allora sono andata a vedere.
Ho trovato una domanda, che è quella su cui raccolgono le firme, ve la riporto:

"Vuoi che l'agroalimentare, il cibo e la sua genuinità, siano il cuore dello sviluppo, fatto di persone e territori, salute e qualità, sostenibile e innovativo, fondato sulla biodiversità, libero da Ogm?"

E cosa si dovrebbe rispondere a una domanda del genere? "no, voglio che l'agroalimentare, il cibo e la sua genuinità siano una parte marginale nello sviluppo, strafregandomene di persone e territori salute e qualità, lo voglio insostenibile e arretrato, fondato sulla monocoltura e che utilizzi anche OGM?"

Così, se tu hai qualche dubbio e gli ogm per te non rappresentano un problema in sé, allora vuol dire automaticamente che te ne freghi delle persone, dei territori e della biodiversità.

Ora, siccome io ritengo che gli OGM correttamente impiegati possano essere una risorsa per persone territori e biodiversità, come entro in questa frase? come entro, da domani, alla coop?




(*) A Latere

Vorremmo far rilevare che coop va orgogliosa della fiducia che raccoglie. E fin qui tutto bene.

Ci piacerebbe però che la usasse meglio, evitando di dilettarsi in azioni di marketing dal dubbio valore informativo quali pompe di bicicletta che gonfiano pomodori, pesci-fragola (poi il buon Capanna ci va nel pallone), l'ironia sui ricercatori e la ricerca, oltre alla diffusione di dubbi e paure non fondati, ripropondendo spaccature tra scienziati che, come abbiamo dimostrato, non esistono, o paventando "contaminazioni" ingestibili dovute alla presenza di tracce di OGM anche a oltre 100 metri di distanza dai campi GM...

...senza però dire che in ciò non vi è alcun pericolo per la salute umana (e per l'ambiente) oltre al fatto che la presenza di soglie di tolleranza è connaturata all'agricoltura e che, in questo contesto, la coesistenza è possibile.

Proprio su questo tema, visto che coop propugna la tolleranza zero sugli OGM, perchè (forse, magari, quando sarò già morto di vecchiaia) potrebbero far male, vorremmo sapere quali politiche ha coop nei confronti ad esempio delle micotossine, dei pesticidi o della presenza di grano tenero nella farina di grano duro? Tolleranza zero (questa è roba per cui o è provato che fa male veramente o è frode in commercio, mai assaggiata la pasta di grano tenero?)... o seguono anche loro il massì è lo stesso che ci ha insegnato Lion dei Verdi (il quale ha chiesto un innalzamento delle soglie di tolleranza per le fumonisine, perchè, anche se lui non lo dice, ad oggi l'unico strumento di contenimento efficace e poco invasivo per l'ambiente è dato dall'uso di OGM accoppiati alle buone pratiche agricole)?

In ultima battuta però vorremmo che coop non sostenesse campagne, anche se utili per motivare un certo tipo di clientela, capaci di mettere in imbarazzo i suoi soci che ne capiscono qualcosa, i quali sentendosi gabbati e ci "chiedono" di pubblicare le loro lettere...

...e poi dove va a finire "la coop se tu"? Nel blu dipinto di blu?

giovedì 4 ottobre 2007

Una foresta contro le Bugie...

Questo dobbiamo ammetterlo... è un'esperimento. Non sappiamo se funzionerà, ma ci vogliamo provare.

In un mondo dove si chiedono "firme" per propagare bugie, noi vi chiediamo una "foglia" al giorno per combatterle.

Aiutateci a far crescere questa piccola foresta che può esistere solo grazie al vostro desiderio di verità...

Un link immancabile nei vostri preferiti (come d'altra parte BBB!), che vi permetterà, visitandolo ogni giorno di aggiungere foglie e speranza alla nostra e vostra ricerca della verità:

http://bastabugie.un-clic-x-la-foresta.com/

mercoledì 3 ottobre 2007

Voglio il tuo sangue... ma senza OGM!

(Ringraziamo per il post una nostra assidua lettrice, socia AVIS)

Ebbene si, dal 19 settembre anche l'Associazione Italiana Volontari del Sangue (AVIS) si fregia del "merito" di essere entrata nella schiera degli anti-OGM aderendo alla coalizione "Liberi da OGM".

Certo viene spontaneo chiedersi il perchè un'associazione coe AVIS, votata alla sensibilizzazione verso la donazione di sangue, senta la necessità di prendere posizione in un dibattito che ben poco ha a che fare coi suoi scopi statutari. Ma, detto fatto, eccoci edotti delle nobili ragioni attraverso un illuminante comunicato stampa che pomposamente recita: “Per essere donatori di sangue occorre avere stili di vita sani, incentrati su un’alimentazione a base di prodotti naturali e di qualità. Aderiamo alla battaglia contro l’agricoltura transgenica per difendere tutte quelle produzioni, di cui è così ricca l’Italia, che contribuiscono ad una dieta equilibrata e al benessere psico-fisico delle persone”. Oibò, aggiugeremmo noi, anche perchè, secondo AVIS, "un'alimentazione sana aumenta i donatori" (???).

Quindi, donatori mi raccomando, da oggi si mangiano solo prodotti tipici (meglio ancora se bio) altrimenti il sangue ci va a male e, qualcuno, potrebbe aversene a male!
L'assurdità di tale presa di posizione é palese, ma soprattutto fastidiosa. Infatti non solo questo tipo di azione va ben al di fuori dei fini elencati nello statuto dell'AVIS, e non basta che non abbia alcuna base scientifica, ma avviene soprattutto dando per scontato che tutti gli aderenti siano disposti ad uniformarsi al pensiero unico anti-OGM... e ai donatori di sangue che ancora pensano con la loro testa, e si domandano se questa azione abbia a vedere più con il marketing che con la loro salute, non resta che accettare che il loro Presidente si diletti ad esternare in libertà anche a nome loro.

L'adesione dell'AVIS comunque non stupisce più di tanto. Oggi chi non salta (e di corsa) sul carrozzone "OGM = alimentazione mortifera" viene silenziato anche perchè tale assioma (indimostrato, anzi sconfessato) ormai è accettato da tutti (i media) e NON PUO' essere messo in discussione, pena la scomunica.

Però lasciateci dire che, se gli OGM fanno male, ci piacerebbe anche sapere perché!! Anche dal Presidente AVIS.
Cercando infatti con attenzione sul sito della consultazione, la risposta a questa domanda non la si riesce proprio a trovare!

Nella sezione "Approfondimenti" abbiamo però trovato un interessante documento intitolato "Alimento sapiens" in cui si parla di "sicurezza alimentare" a pagina 17, e dove si invita a suggerire l'istituzione di un autorità italiana per la sicurezza alimentare che possa "svolgere attività di ricerca, studio e monitoraggio su specifici settori connessi all’alimentazione e potenzialmente rischiosi per la salute umana, quali l’applicazione delle biotecnologie innovative al comparto alimentare." Ma dove sono gli approfondimenti su questi rischi?? Dopo oltre 10 anni di coltivazione di soia e mais GM, quali effetti collaterali sono stati trovati?? E con i nostri 6,2 M€ del progetto "OGM in Agricoltura" finanziato dal MiPAF è venuto fuori qualcosa di serio??

Se tale "coalizione" (o meglio sarebbe chiamarla "coaugulazione"...) avesse in mano dei dati che provino che questi rischi ci sono, perchè preferisce mantenersi così sul vago?? Strano, perchè a noi pareva che uno dei fini dell'iniziativa, almeno a detta del buon Mario Capanna, era di INFORMARE i cittadini su questo tema... non di plagiarli.

Qui pare che invece si preferisca suggerire che gli OGM facciano male, piuttosto che INFORMARE su quali rischi e benefici possano portare.

C'è poco da fare però, oggi, questa manipolazione dell'informazione, si chiama democrazia...

martedì 2 ottobre 2007

OGM: scienziati divisi o indebitamente moltiplicati?

E’ da tempo che si sente girare la leggenda metropolitana secondo la quale gli scienziati sono divisi sugli OGM, ma sarà una cosa seria o è solo panna montata ad arte?

Chi potrà giudicare con cognizione di causa queste cose? A noi verrebbe da dire quelli con una preparazione adeguata (una laurea o un dottorato), che fanno ricerca (e pubblicano su riviste scientifiche) e lavorano nei campi pertinenti, vale a dire: biotecnologi, agronomi, tossicologi, alimentaristi... ognuno secondo la propria “specie”. Farebbe sorridere (o ridere) sentire parlare un tossicologo di rese per ettaro o di piante transgeniche, a meno che non si limitasse a riportare fedelmente il punto di vista degli agronomi e dei biotecnologi su questi temi.

La nostra armata Libera da OGM (e non solo) ama nascondere il fatto, non del tutto irrilevante, che praticamente tutte le società scientifiche italiane cui afferiscono gli scienziati competenti su questa materia (biotecnologi, biologi molecolari, tossicologi, genetisti agrari, alimentaristi...etc. per un totale di circa 10.000 scienziati ed esperti) hanno espresso il loro punto di vista sulle biotecnologie agrarie attraverso dei documenti in cui presentano una posizione condivisa da tutta la comunità scientifica (Consensus Document). In uno di questi documenti, tra l’altro agile e facilmente comprensibile si legge ad esempio:

"Aver usato la modifica diretta del DNA come sistema di miglioramento genetico, accompagnata da una complessa e accurata normativa per la valutazione del rischio, può portare taluni a ritenere che le piante geneticamente modificate (PGM) rappresentino qualcosa di radicalmente diverso da ciò che nei secoli l’uomo ha sempre coltivato. Questa posizione appare difficilmente sostenibile..."

In un altro documento precedente si legge ancora:

“Gli OGM oggi in commercio, avendo con successo superato tutte le analisi e l’iter necessario all’autorizzazione, sono da ritenersi, sulla base delle conoscenze attuali, sicuri sia per l’uso alimentare umano che animale.”

Affermazioni simili sono state fatte anche dalla comunità scientifica internazionale per cui diciamo che le società scientifiche italiane, in rappresentanza di circa 10.000 ricercatori, sono giunte a conclusioni non dissimili da quelle cui sono giunti i ricercatori in tutto il mondo.

Se però si ha la forza (morale) di leggere il sito dei novelli Savonarola dell’OGM ci si imbatte in affermazioni come la seguente:

Sollecitata dalle preoccupazioni crescenti [...] la comunità scientifica ha cominciato a produrre una notevole letteratura, dividendosi tra una parte che enfatizza i benefici ambientali minimizzando gli effetti negativi, ed un’altra che, al contrario, evidenzia una serie di gravi rischi ambientali correlabili alla introduzione delle PGM nei sistemi agricoli. (da http://www.liberidaogm.org/liberi/dossier/dossierogm2005.pdf p.8)

... e allora ci viene un poco da ridere. Gli scienziati italiani si sono incontrati e hanno raggiunto un consenso unanime: dicono che le piante GM in commercio sono sicure per l’uomo e l’ambiente.

E qui nasce spontanea la domanda: loro dov’erano quando le società scientifiche si sono riunite? Questi sedicenti scienziati divisi li avranno o non li avranno invitati? E se li hanno invitati, avranno riso delle loro tesi bislacche? (*)

O forse nemmeno li hanno invitati in quanto, come si può ben vedere dall’elenco dei firmatari del magico appello dei “Diritti Genetici”, lì si trovano ben poche persone in grado di capire di che si tratta.

La coalizione “Liberi da OGM” dice che c’è divisione. Ci permettiamo dottamente di aggiungere che c’è anche la moltiplicazione, quella indebita, degli scienziati fasulli. Sempre di operazioni si tratta, no?

Si può credere a tutto… anche al flauto magico ma, la storia insegna, che spesso si finisce male.


(*) Per inciso, ci risulta che il Prof. Greppi (di cui già lungamente parlammo) su Raitre Regione abbia asserito che gli OGM abbiano portato ad un drammatico aumento di casi di allergie nel nostro paese. Vorremmo gentilmente ricordare all’illustrissimo prof. che di OGM nel nostro paese però non se ne mangiano (a meno di non considerare la fascia di popolazione che si nutre di mangimi animali) e se anche se ne mangiassero… beh dove sarebbero i dati a supporto delle sue tesi? Forse qui sotto?

L’analisi dei risultati ottenuti dal processo di valutazione del rischio ci dice che ad oggi nessuna proteina biotech presente negli alimenti ha portato a casi documentati di reazioni allergiche. Questi risultati indicano che il sistema di valutazione oggi in vigore è efficace (…)

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