Oggi però vorrei raccontarvi il perchè l'Università italiana non solo non serve a far emergere e valorizzare chi vuole fare davvero ricerca, ma non serve nemmeno agli studenti. Per lo meno a quelli che sono in università per imparare qualcosa. Per quelli che ci vanno per fare "politica" o cazzeggio (che spesso sono da leggersi come sinonimi), invece, sia chiaro, funziona benissimo...
Partiamo da 2 postulati:
LUniversità pubblica è il paradigma positivo dell'Ascensore Sociale*.
L'Università pubblica di massa, la sua negazione.
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Spiacenti, l'ascensore è occupato. |
L'Università pubblica nasce come paradigma di ascensore sociale perchè offre a tutti i ragazzi, indipendentemente dal ceto sociale di appartenenza, la possibilità di accesso ad un'istruzione superiore.
Attenzione: non "
L'Università pubblica (non dimentichiamolo, pagata dal Cipputi) pertanto si prefigge come compito quello di formare la "futura classe dirigente" di un paese non più sulla base del censo, ma su base meritocratica.
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Dire che tutti sono speciali è come dire che nessuno lo è |
Qualche differenza?
Facciamo un esempio concreto per capire la differenza operativa.
A biotec si studia (anche) matematica, chi più chi meno, a seconda della Facoltà. A un mio amico ad esempio è capitato di dover avere a che fare con strumenti come questo:
A Milano non sono così esigenti. Comunque anche qui si pensa che sia utile capire come girano i numeri, per cui insegnano formulette più semplici, come questa:
C1V1=C2V2 **
Diciamo che in un'Università Pubblica se non sai applicare la seconda formula (o sei al IV anno di biotech e non hai ancora capito cosa sono e come funzionano) la laurea te la sogni. Indipendentemente dal cognome o dal portafoglio di tuo padre.
In un'Università Pubblica di Massa il concetto:
la Laurea non la meriti e non l'avrai perchè c'è chi è nato per studiare e chi è nato per zappare e tu sei nato per zappare (checchè ne dicano Saviano e i suoi amichetti)non è chiaro e quindi non viene applicato, anche perchè molti nel corpo docente sono zappatori mancati.
Precisazione: Non c'è nulla di male nè in una, ne nell'altra occupazione. Servono entrambe. Entrambe portano alla felicità, se la strada percorsa è corretta. Tentare però di fare qualcosa che non si è capaci di fare (o ancor peggio comprendere) arreca danno a se stessi e agli altri. Evitalo! ***
Ma c'è un'altra differenza tra i due modelli di università, ben più importante della perdita della funzione puramente formativa. Ovvero la perdita della funzione SELETTIVA.
Mi spiego. Un mio amico è stato obbligato dal padre (odontoiatra) a fare il test di ammissione per odontoiatria. E' stato segato. Il padre ha quindi fatto ricorso al TAR e l'ha vinto (non chiedetemi le ragioni, credo sia perchè il test sarebbe discriminatorio). I professori l'hanno massacrato e non è mai riuscito a finire il primo anno.
Questa è l'Università Pubblica. Spiace per l'amico, ma non c'è nessuna corsia preferenziale per i figli di papà.
Questo garantisce non solo che chi vi mette le mani in bocca sappia quel che fa, ma che tra questi ci sia anche il figlio (bravo) del Cipputi, del lattaio, dell'impiegato. Garantisce l'ascensore sociale.
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- Cipputi! Cipputi! - Presente! - Lei per correre usi queste, vedrà che sprint! |
Perchè siamo giunti qui?
Come abbiamo potuto barattare un'Università Pubblica con un'Univeristà Pubblica di Massa? Semplice. Attraverso il '68 e '77.
La cosa più buffa è che i "lider" del '68 erano dei secchionazzi, Capanna incluso (sparava cazzate, ma il latino lo sapeva). Questi, pensando che lo studio fosse una forma di autoerotismo adatto a tutti, credevano che abbassando l'asticella (dell'impegno e della selezione), solo con l'aggiornamento dei metodi didattici, anche gli asini avrebbero imparato a volare e il mondo sarebbe stato pieno di gente "colta" e felice.
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Ehi, ti sei dimenticata di tirare l'acqua! |
Non è così. Benvenuti nel mondo reale. Avete solo costruito un mondo pieno di gente ignorante, ma con un laurea e magari anche una cattedra.
Avete soltanto introdotto dei sistemi di autogiustificazione che deresponsabilizzano l'istituzione scolastica, impedendole di essere quello che deve essere: uno strumento di formazione e selezione per garantire l'ascensore sociale: ovvero la cosa più di SINISTRA di questo paese. Tutto grazie al malinteso buonismo del '68 e allo stupido antagonismo sociale del '77 che hanno imbottito la scuola e l'università di GENTE DI SINISTRA, ma senza alcuna cultura, con l'unico risultato di distruggerle.
Non tanto attraverso il 6 o il 18 politico che non ci sono mai stati (c'è stato però in alcune Facoltà milanesi il periodo degli esami di gruppo...), ma attraverso meccanismi mentali come questi:
non è mai stato un 6 "politico". Forse un 6 "compassionevole", un 6 "sociologico", un 6 "psicologico", un 6 "ma che diritto ho io di giudicare sti poveracci", un 6 "la scuola è meglio della strada", un 6 "ultimo della scuola primo della vita", un 6 "se no mi becco un ricorso", un 6 "ma chissenefrega se è una capra, io non voglio grane", un 6 "se ne bocciamo ancora uno salta una classe", un 6 per tantissimi motivi, che più vai a cercare meno sono "politici".
La cura
Tralasciamo la "scuola", dove oggi non si boccia più nessuno perchè altrimenti ti arriva subito il ricorso (basta che il genitore lo minacci e subito lo studente migliora il suo rendimento anche di 2-3 punti, incredibile!), e concentriamoci sull'Università.
Anche in questo caso basterebbe poco, ma andrebbe fatto dopo aver riformato il reclutamento del personale docente e superato il conseguente drastico ridimensionamento numerico delle Facoltà e dei Corsi (in Italia abbiamo circa il triplo delle Facoltà presenti in California, se ricordo bene).
Comunque ecco gli articoli:
Art 1.
Abolizione della CEPU.Fa ridere? Mica tanto. Mai provato ad insegnare qualcosa ad uno studente CEPU? Forse è per quello.
Art 2.
Introduzione del numero chiuso con test d'ingresso per tutti i Corsi di Laurea.No, non serve solo a far capire subito a chi non è portato che è meglio che faccia altro invece di perdere tempo, serve soprattutto a GARANTIRE la QUALITA' della DIDATTICA! Concetto che in molte Facoltà è peggio di Godot.
Art 3.
Vengono introdotte 3 Fasce. Fascia 1. Il 20% degli studenti con il rendimento migliore usufruisce di una borsa di studio comprendente anche l'alloggio****, la borsa è di entità pari a quella di un dottorando. Fascia 2. Il 50% degli studenti con il rendimento migliore viene esentato dal pagamento delle tasse universitarie. Fascia 3. La restante parte calcolerà le tasse su base reddituale. In caso di ex aequo per la Fascia 1 e 2 si deciderà sulla base del reddito.Perchè chi è bravo dovrebbe pagare? Trovo peraltro inutili le borse per solo reddito. Se non sei bravo sicuro che fare l'università fosse la scelta giusta (indipendentemente dal tuo reddito)? Mi dispiace, ma sei solo un costo per la collettività.
Art 4.
Gli studenti fuori corso sono tenuti a pagare le tasse universitarie integralmente. L'ammontare sarà decurtato di una percentuale pari alla media dei voti conseguiti divisa per il numero di anni fuori corso.Se ben ricordo, formare un biotecnologo costa sui 15.000 €/anno. Vedrai come studiano 'sti ragazzi...
Art 5.
Gli studenti di Fascia 1 e 2 potranno accedere, per il solo primo anno fuori corso, ad un prestito d'onore a tasso zero.Che non si dica che i migliori vengono abbandonati per uno o due esami!
Tutto qui? Tutto qui.
Qualcuno potrebbe obiettare che i prof., compiancenti, faranno laureare tutti in corso e con medie alte. La cosa di per sè non mi dispiacerebbe affatto. Già eliminare la piaga dei fuori corso non sarebbe male.
Non sarei però tanto sicuro di una generalizzata compiacenza dei prof, infatti anche loro dovranno correre se vogliono mantenere il proprio posto di lavoro, ovvero produrre risultati. Far questo significa avere collaboratori e tesisti capaci. Qualcuno vorrà perdere del tempo con degli scaldabanchi? A questo si aggiunga il non indifferente stimolo al merito costituito dalla Fascia 1 e dallo spettro del fuori corso.
OMG! E gli studenti lavoratori? Beh, se lavorano per pagarsi gli studi, studino ed entrino in Fascia 1. Se invece è solo un passatempo serale, che se lo paghino o se lo facciano pagare dal proprio datore di lavoro. I master mica sono gratis. Perchè dovrebbe esserlo l'università.
Ah, certo, anche in questo senso non si farà nulla, ma perchè nessuno avanzerà nemmeno la proposta. Certo che, se qualunque riforma fai, anche la più inutile, ti devastano Roma, tanto vale farla per bene, no?
Note a margine
(*) Quando si parla di ascensore sociale spesso si dimentica come un ascensore funzioni. Nulla si crea e nulla si distrugge: tutto si trasforma (banale termodinamica). Se il figlio del Cipputi diventa Prof., il figlio del Barone si dovrà adattare a far dell'altro. La termodinamica impedisce un mondo di soli Prof. (grazie a dio). Per una trattazione più estesa dei limiti dell'attuale concetto di Ascensore Sociale vi rimando a Uriel.
(**) Concentrazione1 x Volume1 = Concentrazione2 x Volume2
Se questa formula non vi diceva nulla, le possibili spiegazioni sono solo 2:
1) Non siete biotecnologi (ok, tutto a posto, potete tirare un sospiro di sollievo, a meno che non siate un chimico, un biologo, un farmacista,...)
2) Siete biotecnologi (dovevate però fare Scienze Politiche e andare da Santoro. Causa millantato credito andate in prigione senza passare dal VIA!)
(***) Vi fareste operare da un medico che non sa l'anatomia? Dareste in mano ad un chimico che non sa cos'è un legame covalente un impianto? Fareste progettare casa vostra ad un architetto che non sa fare un calcolo di stabilità?... Perchè, se si pretende professionalità da coloro che lavorano "per" noi, loro non dovrebbero analogamente pretederla anche "da" noi?
(****) Grazie al numero chiuso sai quanti alloggi sfitti si avranno nelle città universitarie, a cui si aggiungeranno quelli occupati dai fuoricorso, tristemente scomparsi.
(****) Grazie al numero chiuso sai quanti alloggi sfitti si avranno nelle città universitarie, a cui si aggiungeranno quelli occupati dai fuoricorso, tristemente scomparsi.