Perchè la guerra su questo provvedimento è una guerra che non mi appartiene. Vi spiego perchè.
Cos'è l'Università?
Un'università (dal latino universitas, -atis) è un'istituzione di formazione superiore costituita da un gruppo di strutture scientifiche finalizzate alla didattica e alla ricercaPertanto l'Università fa il suo lavoro se forma persone "erudite" (non laureati! che non significa una beata fava) e se svolge ricerca (qualunque cosa voglia dire).
Poichè da qualche parte i soldi per far andare avanti questa baracca bisogna trovarli, finora si è chiamato il signor Cipputi e gli si è detto:
Carissimo, prestami il tuo portafoglio, vedrai che con i tuoi soldi (in gergo tasse, NdL) farò una cosa bellissima che si chiama università. Questa cosa bellissima permetterà innovare e creare nuovi posti di lavoro e soprattutto permetterà anche a tuo figlio di diventare PROFESSORE!Fantastico. Nel senso che quello che hanno fatto con i soldi del buon Cipputi non è quella roba lì. Quella roba lì è rimasta pura fantasia.
L'Università italiana, e il CNR non si tira indietro, oggi presenta in media un 20% del personale strutturato inattivo. Non necessariamente gente che porta a spasso il cane durante l'orario di lavoro, o gente che gioca al solitario, o gente che arriva alle 11 e esce alle 16 perchè deve coniugare lavoro e famiglia (a 3.000 €/mese), ovviamente con i soldi del Cipputi che di euri ne prende 1.000 e questo problema non ce l'ha. Per lui decidono i turni.
Si tratta soprattutto di gente che pensa che essere prefessore universitario e fare ricerca sia scrivere articoli per quotidiani o settimanali, o "politica" universitaria. Stare nella cordata giusta, dire le cazzate che piacciono alla gente (oddio, qualcuno ci crede pure alle cazzate che dice) oppure fare il libero professionista.
La restante (maggior) parte, chi più chi meno, ci prova, solo che il sistema è pensato per fallire. Basta vedere le logiche con cui ragionano i ricercatori della Normale di Pisa (dei ragazzini parleremo dopo - che penosa quella che ha tirato fuori la storia della ricerca "pubblica" di Natta come esempio per ribadire la necessità di lasciare l'impresa fuori dall'università. Peccato la ricerca di Natta fosse stata finanziata dalla Montecatini. Ad ulteriore dimostrazione della Teoria della Montagna di Merda)
Vorrei far notare che la rivendicazione è sulla precarietà. In sostanza questa gente chiede che l'università sia come la posta: si entra e ci si siede. A spese del Cipputi.
Nessuno che si interroghi da dove questi nuovi posti dovrebbero spuntare fuori. Tanto per quello c'è sempre la tasca del Cipputi.
Nessuno che chieda di ripulire l'università dagli impiegati postali o dai giornalisti o da coloro cui la cattedra serve solo per la professione. Ovvero da coloro che impediscono a nuove leve di emergere e dare il loro contributo.
Nessuno che chieda non la stabilizzazione per sè, ma la precarizzazione dei baroni (come se uno bravo dovesse avere paura di una precarietà basata sui risultati).
Questa gente non potrà mai cambiare l'università, perchè vuole l'università che già abbiamo. Con le logiche che già abbiamo. Vuole solo qualche soldino in più per creare un posticino a tempo inderteminato anche per sè. Tutto qui.
Vuole un'università come amortizzatore sociale a conduzione baronale.
Un sistema dove, ricordiamolo, le facoltà di "scienze della sugna (o qualunque altra parola trendy del vocabolario)" si sono moltiplicate come funghi sfornando decine di migliaia di operatori di teleselling tutti gioiosi e ridenti perchè altro non sanno, nè possono fare.
Un sistema dove la qualità della didattica è in picchiata libera perchè sempre più spesso affidata agli ultimi arrivati. Perchè la didattica per molti professori è due palle e interferisce con la professione.
Un sistema dove non puoi più segare a un esame un ignorante perchè la circolare ti dice che bisogna migliorare il rating dell'Università e quindi promuovere tutti. Un ignorante è poi molto utile, se vorrà fare carriera, dovrà dipendere interamente dalle briciole gettate a terra dal suo barone, a cui sarà eternamente debitore. Parola d'ordine: fare anticamera.
Un sistema che sforna neolaureati lobotomizzati che pensano che questa università sia il mondo migliore possibile (nonchè unico) dove vivere, lavorare ed essere sfruttati a ufo, perchè l'impresa è il male supremo perchè sfrutta il povero Cipputi (ironia della sorte).
Un sistema in cui si contano con il lanternino i concorsi universitari di cui non si conosce a priori l'esito e dove, ops, il figlio del Cipputi, il ricercatore brillante, arrivano quasi sempre secondi.
Cos'abbiano dunque a che vedere le proteste di questi giorni, o la legge in discussione (per curiosità, qualcuno l'ha letta?), con la risoluzione di questi problemi, io non l'ho ancora capito.
Si potrebbe fare qualcosa?

Basterebbe infatti una legge semplice, semplice. Senza tanti articoli.
Art. 1
Tutte le chiamate a ricoprire incarichi di ricerca presso le università hanno durata di anni 5 indefinitamente rinnovabili.(In modo tale da lasciare la possibilità a chi non lavora, a chi vuole star dietro alla famiglia, a chi vuole seguire la professione, a chi vuole fare politica, a chi è stanco, di continuare tranquillamente a fare tutto questo, ma per lo meno non a spese del buon Cipputi*)
Art. 2
I criteri di chiamata sono basati su standard minimi oggettivi di livello internazionale.(non è possibile avere professori associati con h-index = 1. Basterebbe definire anche solo l'obbligo di un h-index (g-index, o qualunque altro indice oggettivo riconosciuto a livello internazionale**) minimo per accedere alle posizioni da ricercatore, per quelle da associato, per quelle da ordinario. Questo sarebbe sufficiente non solo a scremare un bel pò di spazzatura che siede nelle Università, ma anche a impedire alla gente di sedersi sugli allori e far fruttare, per una volta, l'investimento, non dimentichiamolo, che facciamo per migliorare la competitività del paese)
Art. 3
I fondi alla ricerca sono suddivisi per parametri di merito con criteri riconosciuti a livello internazionale tra le facoltà e tra i docenti della facoltà.(a chi più ha, più sarà dato, a chi non avrà fatto fruttare quel poco che aveva, sarà tolto anche quello)
Allora sì, vedrete che in questa università ci sarà posto sia per il figlio "bravo" del Cipputi sia per una ricerca che sappia lavorare per la competitività del paese. Ma, a quanto pare, nessuno vuole un'università competitiva. Lavorare stanca.
Nota a margine
(*) Non significa che non potranno più insegnare. Solo che saranno prof. a contratto, se proprio.
(**) Non esiste un indice perfetto. Ad esempio dall'h-index andrebbero tolte le autocitazioni, andrebbero valorizzati gli articoli pionieristici, andrebbero considerati anche gli articoli di cui il ricercatore è primo o ultimo nome. Ma tra un indice oggettivo imperfetto e l'uso di criteri soggettivi o manipolabili alla bisogna, non c'è storia.