martedì 30 agosto 2011

Sfamare il mondo con l'agricoltura biologica, si può? Questione di merda...

Dopo l'incursione omeopatica (tanto non se n'è accorto nessuno) torniamo a parlare di agricoltura e innovazione agricola. Per il sollievo di tanti nostri lettori che ci hanno bacchettato in questi ultimi mesi per essere andati fuori pista.

Che vita di merda!
Introducendo, qualche tempo fa, la "teoria della montagna di merda®" abbiamo sottolineato che il rifiuto organico è - strutturalmente - superiore in quantità alla nostra forza di spalarlo. Questo non vieta però ogni tanto di riprendere la vanga in mano.

Oggi vorremmo parlare della vulgata che vorrebbe l'agricoltura biologica in grado di produrre tanto quanto quella convenzionale (e ovviamente molto di più di quella con OGM visto che questa produrrebbe meno di quella convenzionale. Lo dice anche Capanna!) e che, di conseguenza, con essa possa essere "sfamato" il mondo a suon di badilate di letame nei campi. Il tutto senza pesticidi e multinazionali e rose e fiori e bla bla bla...

Sarà vero? Certo che no, vediamo perchè...


Rothamsted e Broadbalk

Siamo certi che questi 2 nomi non vi diranno granchè, eppure sono 2 nomi importanti per la ricerca in agricoltura. Rothamsted infatti è la più vecchia stazione agraria sperimentale del mondo.


Broadbalk è invece il più lungo esperimento della storia agraria. E' iniziato nel 1843 ed è in corso tuttora. In questo esperimento, da quasi 170 anni, si semina grano e si analizzano le sue performance in relazione al tipo di fertilizzazione adottata.

Questi i risultati "finora" ottenuti:

170 anni di grano a Rothamsted
(FYM: letame; PK+N o NPK: fertilizzazione chimica)


Questo grafico viene spesso utilizzato dai promotori dell'agricoltura biologica per sostenere che letamare i campi ha lo stesso effetto della fertilizzazione con composti di sintesi, ma con un impatto ambientale inferiore oltre che, una resa leggermente superiore.

In effetti, a occhio, i triangoli neri (letame) e i quadrati bianchi (fertilizzanti chimici) ci dicono che le performance del grano, nelle 2 condizioni, sono paragonabili.


Peccato che...

Purtroppo però non è tutto oro quel che luccica. Infatti le cose stanno un po' diversamente da quanto presentato dai promoter del biologico, per diversi motivi:

1) la differenza di performance tra le 2 curve non è statisticamente rilevante (e vabbè)

2) sopra la figura ci sono delle freccine che indicano l'introduzione ad esempio dell'uso di erbicidi e fungicidi. Composti che vengono impiegati indipendentemente dal fatto che si usi letame. Non si tratta dunque di campi biologici, ma di campi convenzionali letamati invece che fertilizzati chimicamente (in sostanza l'aumento delle rese cui si assiste dopo gli anni '60 è dovuto all'uso degli erbicidi e quindi della chimica, accoppiati a varietà geneticamente migliorate. Senza questa innovazioni le rese a solo letame sarebbero ancora ferme a 3 t/ha contro le 6 attuali(1)).

3) sebbene le 2 curve che abbiamo visto siano abbastanza simili non sono però le migliori, infatti le rese migliori si hanno usando quantità superiori di fertilizzanti (rombi bianchi) oppure aggiungendo al letame 96 chili di Azoto per ettaro (fertilizzante chimico dunque). Ovvero la concimazione offerta dal letame è subottimale (almeno per il grano) e porta a rese di circa 3 t/ha inferiori a quelle ottimali (cioè 1/3 in meno!).

4) prendendo per buona, ovvero come efficace, la letamazione del Broadbalk (ovvero 35 t/ha) verrebbe però da chiedersi di quanti bioproduttori di sterco avrei bisogno per coltivare la mia terra. Prendendo come stercoratore il bovino, che presenta una produttività media (di popò) di circa 10 tonnellate/anno, avrei bisogno di circa 3,5 bovini per ettaro.
Poichè in Italia abbiamo 5,7 milioni di bovini e una SAU (Superficie Agricola Utilizzata) di 12,9 milioni di ettari ciò significa che potremmo concimare, con cacca MADE IN ITALY si intende (2), all'incirca 1,9 milioni di ettari, ovvero solo più o meno il 15% della nostra superficie agricola. Diciamo che a malapena riusciremmo a coprire il milione di ettari a grano ed il milione di ettari a mais(3).

Il profumo di violetta
Per il resto si prevedono vacche magre, si fa per dire.
Però sai che profumo di violetta.


Qualche scenario?

In Danimarca si sono chiesti seriamente se fosse possibile far tutto biologico. Ci hanno lavorato su parecchio. La risposta che si sono dati è contenuta in un voluminoso rapporto denominato "Bichel". Una figura per tutte:

In sostanza ci saranno più prati (grass).
Certo, la produzione dei cereali scenderà al 40% (non del, al). Le patate al 20%...
ma mica vorrete anche mangiare, suvvia!



In conclusione

Quanta cacca nel mondo! Eppure, anche sforzandoci, non ci basterà mai...




(1) trattandosi di campi sperimentali hanno rese spettacolari. La resa media per ettaro in Italia è attorno alle 3 t/ha.

(2) ma poi, tutta questa popò sarà biologica o no?

(3) certo, si potrebbe anche aumentare il numero di stercoratori (aka bovini), ma se le carrube le stiamo già mangiando noi, a loro cosa potremmo dare da mangiare? Mettiamo a coltura nuova terra?

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