martedì 18 marzo 2008

Votate gente! Votate!

Fin qui, direte voi, nessun problema... il problema infatti sta semmai in CHI votare!?

No, state calmi, nessuna indicazione, o presunta tale, uscirà da questo post, semmai qualche considerazione da prendere insieme a dei tarallucci e del buon vino. Altro pare non vi sia di agro-alimentare in questa campagna elettorale, concentrata più sulle "gaffe" o sui listini che sul futuro del nostro (sempre più) povero paese.

Ma, rompendo gli indugi eccovi qui, prese paro paro dai programmi, le visioni degli schieramenti sull'agro-alimentare nostrano. Vedrete che non sarà una cosa lunga.

Partito Democratico

Promuovere la buona agricoltura:
1. Spostare più risorse comunitarie dagli aiuti diretti al mercato verso le Politiche di Sviluppo Rurale (con particolare riferimento alle zone svantaggiate e di montagna), in coere
nza con lo spirito della riforma della Politica Agricola Comune (PAC), che è stato sostanzialmente tradito nella sua applicazione.
2. Incentivare la diffusione dell'agricoltura biologica, utilizzando al meglio lo strumento del relativo Piano e prevedendo la creazione di un Marchio per il Biologico italiano.
3. Avviare un intervento coerente ed organico per lo sviluppo delle bioenergie, che dia un quadro di certezze nel lungo periodo, sia per quanto riguarda gli incentivi fiscali, sia per quanto riguarda l'assetto normativo.
4. Porre un efficace freno al processo di continua erosione delle superfici destinate all'agricoltura da parte di altre tipologie di utilizzo.
5. Dare finalmente attuazione alla legge sull'indicazione in etichetta dell'origine delle mate
rie prime agricole trasformate.
6. Favorire la filiera corta e il rapporto diretto tra i produttori agricoli e agroalimentari e i consumatori.
7. Difendere i marchi DOP e IGP a livello
comunitario e in sede di accordi WTO.
8. Intensificare il sistema dei controlli per combattere l' "agropirateria" e le frodi alimentari.

Popolo delle Libertà

Sviluppo dell’agricoltura: salvaguardia degli interessi italiani in Europa, difesa e valorizzazione del prodotto italiano mediante l’indicazione obbligatoria dell’origine geografica, contenimento dei costi di produzione (anche con la stabilizzazione del regime fiscale e previdenziale agricolo), valorizzazione dei prodotti tipici, riduzione dei passaggi dal campo alla tavola dei prodotti a
gricoli, diffusione di mercati gestiti direttamente dai produttori agricoli.


Scusate, ma solo a noi paiono, virgola più virgola meno, uguali?

Forse saremmo più fortunati con gli altri. Vediamo ad esempio l'UDC... no, nulla, ci "stupisce" invece la Sinistra Arcobaleno:

PER UNA AGRICOLTURA DI QUALITÀ

La sovranità e la sicurezza alimentare devono essere poste al centro di ogni strategia, anche di natura economica, e con esse le concrete condizioni di vita e di reddito di coloro che consentono al cibo di giungere sulle nostre tavole.
La Sinistra l’Arcobaleno propone, in particolare, che sia necessario sostenere la moratoria a livello europeo per gli OGM e non consentire forme di
tolleranza per la contaminazione delle sementi. Occorre contrastare l'abbandono delle aree agricole e tutelare il paesaggio rurale, promuovere la vendita diretta degli agricoltori e la 'filiera corta', sostenere con continuità l’agricoltura biologica ed i prodotti tipici, procedere con decisione nell’introduzione dell’etichettatura di origine per tutti gli alimenti, rafforzare e coordinare i controlli sulla sicurezza dei cibi. Con altrettanto impegno è necessario favorire l’impegno dei giovani in agricoltura, promuovere la ricerca applicata nel settore, ridurre gli oneri burocratici a carico degli agricoltori, incentivare il risparmio idrico ed incrementare le risorse per lo sviluppo rurale.


Questi, a confronto degli altri, paiono quasi coraggiosi, addirittura indicano gli OGM come primo punto del loro programma agricolo e dei loro problemi. Crediamo sia sempre per la teoria che il Male dopotutto vada combattutto sempre e comunque. Se non altro hanno le idee chiare, le lenti deformanti sono sempre quelle, ma non si può avere tutto dalla vita.


Qualche riflessione

Questo a grandi linee quello che ci toccherà nel prossimo futuro.
La nostra percezione è che comunque vada, l'agro-alimentare italiano queste elezioni le avrà perse. Per diversi motivi tra i quali:

1) è l'ultimo dei pensieri della politica italiana, in tutt'altre faccende affaccendata.

2) è interessante solo se funzionale ad acquisire potere e consenso - mediatico soprattutto - tramite azioni tanto eclatanti quanto inutili (Ghigo insegna, è poi superfluo citare il recente "referendum").

3) in questo panorama l'unica opzione politica che viene offerta è il protezionismo più spinto, il mantenere a tutti i costi lo status quo.

4) Il Marketing Mix ideale per mantenere lo status quo (non potendo fare leva sul rinnovamento del Prodotto e sul Prezzo) è martellare - molto molto forte - la crapa dei consumatori con la Pubblicità e cercare di ottimizzare il sistema Distributivo per contenere i costi. Però!

Dunque, mentre tutto il mondo innova e ristruttura i suoi sistemi agricoli, noi ci limitiamo ad abbellire il packging di un prodotto sì buono, ma un po' datato, che dipende cronicamente da importazioni che potremmo controllare solo ad un costo spaventoso, e che è costretto a rispettare standard qualitativi e di sicurezza alimentare sempre più elevati senza poter usare strumenti innovativi, cercando - spesso invano - di parare colpi bassi che non sappiamo nè prevedere nè anticipare, ma soprattutto rispettare.

Questi programmi "elettorali", anche se - e diciamo se - realizzati, serviranno a malapena a ripristinare il belletto, a ritardare la presa di coscienza che qualcosa di più doveva e poteva essere fatto... speriamo solo che l'illusione sfumi prima che sia troppo tardi.

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