mercoledì 5 marzo 2008

Cosa pensereste...

...se vi dicessero che l'ex Direttore Vendite di Monsanto è ora diventato responsabile di settore per una Fondazione che si occupa del rapporto OGM e società?

Giusto, lo penseremmo anche noi.

e cosa pensereste se invece vi dicessero che l'ex responsabile campagna (anti-)OGM di Greenpeace è oggi coordinatore di ben 2 gruppi di ricerca (o lobby che dir si voglia) della Fondazione per i Diritti Genetici (sì, quella di Capanna) dove discetta simpaticamente* di OGM?

Beh certo, vi capiamo, è naturale pensarlo, ma questi sono solo pregiudizi, o no?


(*) Il commento dell'ex greenpeacer sul report ISAAA, analizzato recentemente anche da noi, non si può dire che manchi di ironia infatti comincia con un: "Oooh ISAAA. Oooh ISAAA. Che fatica leggere il rapporto...". Comunque se vuole possiamo spiegarglielo noi...

11 commenti:

Artù ha detto...

Alcune chicche scritte da Colombo nel suo rapporto:
"Una tecnologia che a fronte della enfatizzata rivoluzione biotecnologia, resta costantemente circoscritta a 4 colture (soia, mais, cotone e colza) e a due tratti genetici (tolleranza erbicidi e resistenza a insetti, con un aumento della combinazione di più tratti nella stessa pianta). Aumentano le superfici, ma l’offerta transgenica dimostra di restare al palo se intesa in termini di innovazione."
Questa frase mi ricorda molto la storiella del ragazzo che aveva ucciso i genitori. Al processo invocava la clemenza della corte perchè era un povero orfanello.
Greenpeace e colleghi in questi anni han fatto di tutto per impedire che varietà transgeniche come il Golden Rice potessero finire nelle mani dei contadini poveri. Sono arrivati ad intercettare il pacco che conteneva i semi per prevenirne l'ulteriore sviluppo e l'adozione da parte dei paesi in via di sviluppo. Pur non riuscendo a descrivere un solo pericolo reale al Golde rice, hanno aiutato a creare un clima di paura intorno alle piante transgeniche. Hanno contribuito a rendere la regolamentazione eccessiva, non basata sui fatti, costosa e dannosa perchè impedisce una rapida commercializzazione.

"Aumentano, si legge nel rapporto, anche i coltivatori e soprattutto la platea di piccoli contadini nei paesi in via di sviluppo, ma nel rapporto si celano i diversi casi di insuccesso che proprio nei PVS vengono denunciati, come il fallimento colturale e/o economico del cotone Bt in India o la delusione destata nei coltivatori sudafricani di mais bianco. "
E allora come mai aumentano di anno in anno? Se fosse tutto un fallimento non continuerebbero a comprarli e a piantarli in gran numero.

"Nonostante la dimostrata abilità nel fornire plurime letture statistiche dei dati offerti, il documento non riporta la sperequazione in termini di superfici fra le grandi aziende del nord (e del sud) del mondo che coltivano OGM e i piccoli appezzamenti indiani o cinesi,..."
Come dire, è colpa dell'ISAAA se i contadini cinesi ed indiani hanno appezzamenti piccoli. Sono senza parole.

L'ultima chicca:
" Oltre ai benefici umanitari vengono decantati quelli ambientali, in particolare la riduzione dei pesticidi: eppure 4 piante su 5 tollerano l’applicazione di erbicidi (quasi sempre il glifosato della Monsanto chiamato Roundup) i cui consumi sono cresciuti significativamente negli USA secondo dati ufficiali degli uffici federali. "
Non saper distinguere tra pesticidi e erbicidi è un grosso errore. Innanzitutto gli erbicidi sono specifici per le piante (e per le erbacce in particolare) perchè interferiscono con processi *specifici* delle piante come la fotosintesi, la biosintesi degli aminoacidi aromatici o dei carotenoidi. Quindi non hanno alcun effetto, alle dosi usate in campo, su processi tipici degli animali. Ergo sono molto meno tossici di molte sostanze (come caffeina e nicotina) a cui noi uomini ci esponiamo spesso e volentieri.
I pesticidi invece se devono colpire pesti come gli insetti, devono interferire con processi che spesso, anche se non sempre, sono simili a quelli degli animali. Dunque se come agricoltore proprio devo decidere di espormi ad alte dosi di un fitofarmaco, sceglierei senza ombra di dubbio gli erbicidi e non gli insetticidi. Delle basse dosi tipiche per i consumatori, non essendoci evidenza di danno è chiaro che la cosa diventa poco rilevante per la salute.

Non riconoscere da parte ambientalista che tutte le colture Bt contribuiscono a ridurre l'uso di insetticidi e a dare un prodotto più sano (es. mais Bt) e che questi sono grandi benefici per l'uomo e per l'ambiente, testimonia quanto loro amino l'uomo e l'ambiente.
Stesso discorso con le colture tolleranti agli erbicidi e i benefici del no-till farming e l'uso di erbicidi sicuri come il glifosate.

How depressing. Artù

bacillus ha detto...

mmm, mi permetto di far notare Artù che un bicchierino di Diquat, Paraquat o DNOC non sono certo un toccasana...

bacillus ha detto...

Aaargh, ho completamente sbagliato di correlare il verbo al soggetto. Sopportatemi.

Artù ha detto...

Bacillus ha scritto:
"un bicchierino di Diquat, Paraquat o DNOC non sono certo un toccasana..."

Certo, concordo in pieno. Bisogna poi vedere a che dose noi siamo esposti. Per questo ho scritto "Quindi non hanno alcun effetto, alle dosi usate in campo, su processi tipici degli animali." che è ancora una semplificazione, visto che ogni composto o classe di composti andrebbe studiata a se.

Il glifosate, da questo punto di vista, ha tutte le evidenze di bassa tossicità a suo favore.

Io sarei disposto a mangiarmi 1 g di glifosate (composto di sintesi) se la gente che si oppone agli OGM o ai pesticidi sintetici si mangia 0,1 g di aflatossine o di nicotina o di caffeina (tutti composti naturali). Vai a vedere le LD50 per questi composti e poi riportale in un commento che ne riparliamo.
Artù

Anonimo ha detto...

Ma sì, il Colombo è un povero cristo. Mi ricordo che alcuni anni fa si era tutto inalberato perchè l'Europa aveva creato una corsia preferenziale per la vite OGM che non avrebbe più dovuto rispettare la normativa sul richio. Io, quasi preoccupato, ero poi andato a vedermi la legge e diceva esattamente il contrario.

Insomma parlar di lui è come fare il tiro al piccione. Comunque vedo se riesco pure a trovare i riferimenti che ve li metto.

Ciao

Anonimo ha detto...

Trovati! è stato un po' complicato, ma la cosa incredibile è che è tutto ancora lì!

http://www.greenpeace.it/new/displaynews.php?id=100

"Modificando la direttiva sulla 'commercializzazione dei materiali di moltiplicazione vegetativa della vite' con una corsia preferenziale per l'approvazione di viti transgeniche senza l'iter autorizzativo previsto per gli altri OGM- spiega Luca Colombo, responsabile campagna Ogm di Greenpeace- si e' compiuto un fatto di eccezionale gravita'"

Poi ci sono anche i suoi numeri di telefono, ma ve li risparmio.

Qui invece ciò che dice la legge

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2002:053:0020:0027:IT:PDF

dove fin dalle premesse dice: Occorre effettuare una valutazione specifica dei rischi per l'ambiente equivalente a quella prevista dalla direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 marzo 2001, sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati, e che abroga la direttiva 90/220/CEE del Consiglio (5) quando i materiali di moltiplicazione delle varietà di vite sono costituiti da organismi geneticamente modificati. È necessario che la Commissione presenti al Parlamento europeo e al Consiglio una proposta di regolamento che garantisca l'equivalenza della valutazione dei rischi e delle altre esigenze pertinenti, in particolare delle esigenze in materia di gestione dei rischi, di etichettatura, di eventuale sorveglianza, di informazione del pubblico e di clausola di salvaguardia, con quelle stabilite dalla direttiva 2001/18/CE.
Fino all'entrata in vigore di tale regolamento è opportuno che restino applicabili le disposizioni della direttiva 2001/18/CE;

Insomma, avete capito il personaggio.

Lancillotto ha detto...

Caro anonimo, grazie per la segnalazione... mi sono andato a vedere la Direttiva 2002/11. Tu hai citato le premesse, che sembrerebbero far supporre effettivamente una via alternativa per la vite. Per chiarire meglio citerei piuttosto l'art. 5 ter bis comma 2 e 3 (che nomi del -bip- che danno a 'ste robe!):

2. Nel caso di una varietà geneticamente modificata ai
sensi del paragrafo 1:

a) si procede a una valutazione specifica dei rischi ambientali equivalente a quella prevista dalla direttiva 2001/18/CE, secondo i principi stabiliti nell'allegato II
e in base alle informazioni precisate nell'allegato III della suddetta direttiva;

b) le procedure volte a garantire una valutazione specifica dei rischi e delle altre esigenze pertinenti, in particolare delle esigenze in materia di gestione dei rischi, di etichettatura, di eventuale sorveglianza, di
informazione del pubblico e di clausola di salvaguardia
equivalenti a quelle contenute nella direttiva 2001/18/CE
sono introdotte, su proposta della
Commissione, con un regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio. Fino all'entrata in vigore di
detto regolamento, le varietà geneticamente modificate sono ammesse ai cataloghi nazionali solo dopo essere state ammesse alla commercializzazione ai sensi della direttiva 2001/18/CE;

3. Quando prodotti derivati da materiali di propagazione della vite sono destinati ad essere utilizzati come prodotti o ingredienti alimentari ai sensi del regolamento (CE) n. 258/97 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 gennaio 1997, sui nuovi prodotti e i nuovi ingredienti alimentari (**), occorre accertare, preliminarmente all'accettazione della varietà di vite geneticamente
modificata, che i prodotti o gli ingredienti alimentari da essa ottenuti:

a) non presentino rischi per il consumatore;

b) non inducano in errore il consumatore;

c) non differiscano dagli altri prodotti o ingredienti alimentari, alla cui sostituzione essi sono destinati, al punto che il loro consumo normale possa comportare
svantaggi per il consumatore sotto il profilo nutrizionale.

Quando un prodotto derivato da una delle varietà di cui alla presente direttiva è destinato ad essere utilizzato come prodotto o ingrediente alimentare ai sensi del
regolamento (CE) n. 258/97, la varietà è ammessa soltanto se il prodotto o l'ingrediente alimentare è già stato autorizzato ai sensi di questo regolamento.



mi pare chiariscano bene... e soprattutto che i consumatori e l'ambiente non avranno nulla da tenere dalle viti trasngeniche (quando e se ci saranno!).

Gli unici che forse avranno qualcosa da temere (bisognerebbe comunque vedere il regolamento, che poi mi pare non sia mai stato fatto) sono i lobbisti alla GP che avranno meno spazi politici per le loro manovrine...


...cosa che invece gli riesce molto bene con la comitatologia attuale
.

Ciao e grazie ancora.

Anonimo ha detto...

di nulla.

Anonimo ha detto...

Artù, la mia era una provocazione per avviare una discussione riguardo quella tua distinzione tra pesticidi ed erbicidi. Che non mi trova d’accordo. Per vari motivi.

Nell’accezione comune il termine “pesticida” designa qualsiasi prodotto chimico usato in agricoltura per la difesa delle piante, a prescindere dalla natura dell’agressore che il prodotto stesso è chiamato a combattere. Esso deriva chiaramente dal corrispondente inglese “pesticide”. Ma mentre in quella lingua la parola ha una chiara etimologia (pest = organismo nocivo), il corrispondente italiano diventa improprio. Ed acquista una forte connotazione emotiva (evoca la “peste”). Per questo non mi è mai piaciuto. Preferisco usare il termine di “agrofarmaci”.
In base a questa premessa, dunque, la tua distinzione tra pesticidi ed erbicidi non ha senso.

Se poi prendiamo in considerazione i meccanismi di azione, anche lì non si possono fare distinzioni coma la tua. Anche alcuni insetticidi possiedono meccanismi d’azione su “specifici” processi biochimici degli insetti, come ad esempio nel caso degli inibitori della sintesi della chitina. Lo stesso erbicida paraquat ha anch’esso un’azione molto “precisa” nei confronti delle piante (interferisce sulla fotosintesi). Tuttavia esso è assai velenoso per insetti ed animali a sangue caldo.

Ma è proprio qui il punto. Proprio perché ci sono erbicidi ed erbicidi, poter utilizzare prodotti a bassa tossicità rinunciando ad altri che presentano un impatto ambientale maggiore è decisamente un vantaggio non da poco. Quando il fronte no-OGM cita la crescita del consumo di pesticidi nelle aree seminate con piante transgeniche, omette di precisare che a fronte di un aumento del consumo di glyphosate c’è un contestuale abbattimento dell’utilizzo di erbicidi ad azione residuale che sicuramente presentano problematiche ambientali di non poco conto (basti ricordare l’atrazina).
Questo è forse l’aspetto più contraddittorio di chi si oppone alle piante GM. Con mais e soia resistenti a glyphosate o glufosinate ammonio è possibile un controllo delle malerbe con prodotti a bassa tossicità e rapida degradazione; con il mais Bt si evitano i trattamenti insetticidi contro piralide e diabrotica. Se non è rispetto per l’ambiente questo!
Eppure i movimenti (pseudo) ambientalisti continuano la loro crociata per pure motivazioni ideologiche, prendendo vergognosamente in giro l’opinione pubblica.



Qualche mese fa ho seguito Luca Colombo in una conferenza rigorosamente anti-OGM, alla quale ho partecipato stando ben attento a non farmi “scoprire” (se li metti in crisi diventano feroci!). La sua relazione, nella quale aveva tentato di dare una patente di scientificità al solito armamentario ideologico dei liberi-da-non-so-cosa, è stata di una banalità sconcertante.
Del Colombo-pensiero voglio solo citare la “chicca” sulla diabrotica. Riguardo quell’insetto, risulta da tempo accertato che in qualche modo esso è stato portato per la prima volta in Europa nella regione balcanica, durante gli anni della guerra che seguì al disfacimento dello stato jugoslavo. Ebbene, siccome ad un certo punto intervenirono gli americani, secondo lui si può presumere che proprio essi abbiano colto l’occasione per diffondere il terribile coleottero. Proprio per sostenere gli interessi delle multinazionali del loro paese. Diabolico!

Parsifal ha detto...

La teoria del complotto sulla diabrotica giá la mise in giro Seralini anni fa', leggi qui... ovviamente nessuno ha mai fornito non dico una prova ma almeno un qualche indizio in quel senso...

Artù ha detto...

Caro anonimo,
grazie per le tue considerazioni e puntualizzazioni.
Sono sostanzialmente d'accordo sul fatto che esistano erbicidi ed erbicidi (ne esistono cioè di tossici e di persistenti e anche altri molto più benigni per l'ambiente e l'uomo) e che lo stesso vale per gli insetticidi (ve ne sono di relativamente innocui per gli animali).
Quindi ogni sostanza va esaminata per quello che è e per le sue caratteristiche specifiche e quindi, da questo punto di vista le piante GE (geneticamente ingegnerizzate) portano un grosso beneficio: riducono l'uso di insetticidi e richiedono l'uso di erbicidi poco tossici e poco persistenti.
Detto questo, credo che sia più facile trovare inibitori di processi specifici delle piante piuttosto che di processi specifici per gli insetti ma che manchino nell'uomo. Dunque è più facile che gli erbicidi non abbiano effetti alle dosi efficaci per esercitare la loro azione sulle piante.

Concordo in pieno con la tua affermazione che i movimenti ambientalisti non amano l'ambiente perchè non riconoscono i benefici che questa tecnologia porta con se.

Ciao

Artù

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