Ci piacerebbe iniziare da qualcuno che sia "certificato", insomma, cominceremmo volentieri con un pezzo da 90.


(Sarebbe poi interessante sapere chi erano e cosa hanno detto gli altri...)

"Nel sud est asiatico, dal Bangladesh alla Cina meridionale, il riso [...] viene arricchito transgeneticamente con nutrienti importanti come vitamine e ferro. Si tratta di un fenomeno non arrestabile; mi pare di aver letto che l’80 per cento degli alimenti prodotti in Cina subisce questo trattamento. Il pericolo può riguardare lo stabilirsi in quelle regioni di monocolture, monovarietà estremamente forti e resistenti."
Ma scusate, non fa strano anche a voi sentire uno scienziato che afferma davanti ad una commissione parlamentare, quasi titubante: “mi pare di aver letto...”?
Ma come? uno non viene forse convocato perchè è un esperto? Insomma, quello che dirà potrebbe decidere del destino di una tecnologia in un paese da 60 milioni di abitanti e invece di prepararsi come si deve per svolgere al meglio il suo ruolo sociale di scienziato, dice: “mi pare di avere letto...”. Se non ci fosse da piangere, verrebbe da ridere.
Va poi detto che se anche si fosse limitato a leggere qualcosa sull'argomento deve senz'altro essersi trattato di un qualche trafiletto di quotidiano.
Infatti il Golden rice è (ancor oggi, purtroppo) ben lungi dall’essere arrivato allo stadio di coltivazione... risulta dunque assai difficile credere che l'80% degli alimenti siano da esso derivati.
E poi, come si fa a parlare di pericolo monocultura a causa del riso fortificato? Nel sud-est asiatico? Ma non è ridicolo? Eppure per capirlo, se non bastasse il buonsenso, sarebbe sufficiente guardarsi un grafico che indichi dove si produce il riso nel mondo! o no?

Questo, a quanto pare, però non era un caso isolato di rotiliante qualunquismo informativo. Poco prima infatti, nella stessa seduta della commissione, il nostro esperto sosteneva:
“Quanto alla biodiversità non vi è dubbio che queste piante, più forti, prenderanno sicuramente il sopravvento e nelle zone a coltura monopolizzeranno il territorio.”
Interessante assunzione, ma concedeteci una domanda, secondo voi questa ragazza cosa sta facendo?

Sì, dovrebbe a tutti essere noto che le piante coltivate (anche gli OGM) negli habitat naturali sono delle vere ciofeche! Come dimostra anche il grafico qui sotto, che rappresenta la percentuale di sopravvivenza delle piante coltivate dopo un anno di "incuria" (in blu le colture convenzionali, in rosso gli equivalenti OGM). Addirittura, dopo 3 anni, spariscono del tutto!
Certo è vero, la ricerca di Crawley et al. è stata pubblicata da Nature nel 2001 (vol. 409, pp682-683) cioè dopo l'uscita pubblica di Rotilio. Ma un minimo di conoscenza della materia "non vi è dubbio" che avrebbe preteso "sicuramente" un po' più di prudenza e di umiltà (forse era meglio chiedere consiglio ad un qualunque contadino, o no?).
Se questi sono i pezzi da 90, cosa ne dite: c'è da fidarsi?
Continua...