E' appena uscito l’ultimo rapporto ISAAA (Stato mondiale delle varietà biotech commercializzate nel 2007), il report che fa la conta su chi a coltivato cosa nel mondo in quanto ad OGM.

Il primo dato, che parla da sè, sono senza dubbio i 114 milioni di ettari (M ha) coltivati nel 2007, una superficie equivalente a quella di Italia, Spagna e Germania messe insieme (tenete a mente che 100 Mha equivale a 1 M Km2). Con un incremento annuo del 12%. Non male per una tecnologia che non serve a nessuno!

Il dato su cui vorremmo però soffermarci è il fatto che questa crescita è avvenuta principalmente nei paesi in via di sviluppo. Quel 12% in più infatti corrisponde ad un +21% nei paesi in via di sviluppo, contro un +6% nei paesi sviluppati. Questo dato ci interessa perchè ci dice che questa tecnologia non funziona solo per i grandi latifondi o le agricolture meccanizzate, ma è stata di beneficio per tutti gli agricoltori. A maggior riprova di ciò il dato che dei 12 milioni di coltivatori che hanno scelto di usare gli OGM, 11 milioni, cioè il 90%, sono piccoli contadini di paesi in via di sviluppo che hanno poco più di un ettaro e alcuni nemmeno quello.

Non solo! Ma con quale coraggio poi questi, dopo un anno "fallimentare" in cui hanno speso di più per produrre di meno e con minor qualità, invece di suicidarsi, osino continuare a riacquistare di anno in anno varietà OGM!

Eppure uno dei dati "storicamente" più significativi è che chi prova gli OGM, poi ci si affeziona e li riutilizza di anno in anno (se glielo lasciano fare - vedi Francia)! Ma certo, è che sono tutti innamorati delle multinazionali!
