mercoledì 5 maggio 2010

Ignoganza infestans: un'infestante resistente all'evidenza

L'Ignoganza infestans (una malerba ibrida che nasce da un'incrocio naturale tra ignoranza e arroganza) è largamente diffusa nelle aree popolate del pianeta e si presenta come molto difficile da estirpare.

L'ultimo caso riportato riguarda le interpretazioni (si veda ad esempio eco(an)alfabeta) dei dati riguardanti il numero di specie infestanti divenute resistenti all'erbicida Round-up, largamente usato su talune colture GM (la soia Round-up Ready in particolare, che è tollerante all'erbicida).

La segnalazione ci viene dall'amico Masini, a cui con piacere rispondiamo portando qualche dato che può aiutare ad inquadrare meglio l'insorgenza di queste resistenze nelle specie selvatiche infestanti.


Lo speciale NYT

Partiamo dunque dall'immagine pubblicata dal NYT che, con immenso loro piacere, ha fatto gridare gli ecofarlocchi al fallimento (tanto per cambiare) della tecnologia degli OGM.*



Secondo loro, dunque, questa mappa dimostrerebbe che, ovviamente per colpa degli OGM, le piante infestanti diventano resistenti al Round-up e, così facendo, rendono gli OGM RR inutili. Sarà proprio così? Facciamoci qualche domanda e diamoci qualche risposta.


1) Il primo consiglio che vi diamo ora è di consultare innanzitutto la cartina interattiva originale.

2) Poi domandatevi come mai la California, che non coltiva soia Round-up Ready, presenta ben 4 specie infestanti resistenti al glifosato.

3) Infine domandatevi perchè South Dakota e Nebraska, che coltivano percentuali astronomiche di soia RR non presentano specie infestanti e Iowa e Illinois che hanno le superfici maggiori a soia RR presentano un numero ridicolo di infestanti resistenti (2) rispetto ad altri stati come la già citata California (4) o l'Ohio (5) che ha percentuali e superfici OGM più contenute.

Belle domande, no? Ancora convinti che sia tutta colpa degli OGM?

Alcune mappe per orientarvi tra gli stati americani e le coltivazioni OGM in US.


Infestanti resistenti agli erbicidi? e allora?


Gli ecofarlocchi ci vorrebbero dunque far credere che gli OGM hanno generato (come fosse una cosa mai vista prima) specie resistenti agli erbicidi.

Evidentemente, da ecofarlocchi quali sono, non hanno mai visto un campo coltivato. Nè hanno mai capito come funziona l'agricoltura. Il concetto stesso di agricoltura: ovvero una lotta all'ultimo sangue** tra uomo e natura per il possesso della terra.

Certo, possiamo anche infiocchettarlo, parlare di sostenibilità, di ecocompatibilità, ma se si lascia alla natura fare quel che vuole := non si mangia. Non ci sono storie.

Comunque, in questa battaglia, l'uso degli erbicidi non è certo prerogativa delle colture GM (sono stati introdotti negli anni '70, gli OGM a fine anni '90). Appare dunque utile vedere cos'è successo con gli erbicidi, in tempi non sospetti, in quanto a specie infestanti resistenti. Per fare questo basta consultare il database di weedscience. Ed ecco che spuntano alcuni dati interessanti.
(il Round-up è una glicina)

1) tutte le classi di erbicidi, da che sono stati usati, hanno incontrato e selezionato specie infestanti resistenti (chi più, chi meno).

2) pur esistendo specie infestanti resistenti, gli erbicidi non hanno smesso di essere utilizzati, anzi, come abbiamo avuto modo di ricordare, si stanno "costruendo" colture (non-OGM) resistenti ad erbicidi anche delle classi con tassi di resistenza naturale molto diffusa.

3) Le glicine, pur essendo state usate massivamente con le colture GM Round-up Ready, in particolare la soia (ricordiamo che i 3/4 della soia mondiale è GM per il carattere RR), sono una delle classi di erbicidi più "brava", con pochissime specie resistenti, il che fa presumere che avranno ancora una lunga vita davanti.


Una conclusione

Sì, tu ti chiami con il tuo nome e gli erbicidi selezionano specie infestanti resistenti. La scoperta dell'acqua calda.

Questo pregiudica qualcosa? Non proprio. Per ora rende, in taluni casi, le pratiche colturali più complesse, ma niente di drammatico. Niente che non accada tutti i giorni in agricoltura con l'arrivo di nuovi insetti, nuovi patogeni, nuove infestanti. Lo si è già detto, è una lotta senza quartiere e senza fine.

Certo, c'è il rischio che, con l'andare del tempo, si perdano i vantaggi indiscutibili offerti oggi dalle varietà GM RR: semina su sodo (meno lavorazioni del terreno e minor erosione dei suoli), trattamento delle infestanti in post-emergenza (con un conseguente minor numero di trattamenti erbicidi e lavorazioni). Se questo dovesse succedere vorrà dire semplicemente che si tornerà ad un agricoltura che richiede più chimica e più lavorazioni del terreno (ad es. sarchiatura).

Questo sappiamo piacerà certamente agli ecofarlocchi. Molto meno agli agricoltori e all'ambiente.
Di certo loro stanno tifando per questo risultato dal 1999. Con scarsi o nulli risultati. Buon per noi.**



(*) è evidente che loro facciano affidamento sulla legge dei grandi numeri. A forza di dai, prima o poi contano di beccarci.

(**) sì, voi dovete combattere le infestanti, gli insetti nocivi, i patogeni e chi più ne ha più ne metta. Se non lo fate, si porteranno via il vostro raccolto. Nei paesi occidentali poco male, soldi per andare ad un supermercato ne avete, ma nei PVS vuol dire fame e, non così raramente come si vorrebbe, morte per stenti.

(***) Non esistono tecnologie che funzionano in eterno. Ogni anno si mettono in coltura nuove varietà che producono di più, meglio o che resistono a nuove e vecchie malattie. La cosa triste, se volete, è il sapere che, quando (se) tra 20 anni la tecnologia RR sarà superata, loro se ne usciranno, novelli Savonarola, gridando: "ve l'avevo detto!" e la gente invece di scrollare le spalle e dire: "e allora? è la vita baby", annuirà con sguardo da triglia davanti alla scoperta dell'acqua calda. La cosa bella, se volete, è che per allora probabilmente ci sarà una tecnologia sostitutiva che ci permetterà di lasciarli, per l'ennesima volta, con un pugno di mosche. Va comunque riconosciuto loro il merito di essere riusciti a rallentare enormente la ricerca rendendo la vita, a chi è interessato a risolvere i problemi della produzione agricola, non poco accidentata.

11 commenti:

Giordano Masini ha detto...

Beh, non c'ero andato tanto lontano, allora... Grazie per l'approfondimento.

Bera ha detto...

Altre volte vi ho espresso la mia stima, ora inizio veramente a volervi bene!
A queso punto spero che dietro i vostri pseudonimi si nascondano ricercatrici universitarie supersexy!

alberto guidorzi ha detto...

Meno male che non si riesce a creare un diserbante che non si fa aggirare. Se ciò avvenisse significherebbe acqusisire la possibilità di bloccare la vita sulla terra.
Non sanno che coloro che sono affetti da "ignoranza infestans" esistono solo perchè i meccanismi biologici sono inarrestabili?
Come pensano che il pianeta possa aver reagito alle cinque distruzioni di massa avvenute nel corso dell'esistenza del pianeta terra?
Se la scola italiana insegnasse solo i rudimenti della scienza sarebbe già una bella cosa.

bacillus ha detto...

@Bera
Non ti illudere. Io li conosco da tempo. A dire il vero non li ho mai visti in faccia, ma ti posso assicurare che quelli di BBB sono brutti, puzzolenti ed irritanti.
Ma proprio per questo da loro ho imparato un sacco di cose.

alberto guidorzi ha detto...

A proposito della conclusione e cioè del paventato ricorso all'agricoltura d'antan sanno gli ecofarlocchi che qualcuno rimarrà con piatto vuoto? Quando capiterà loro saranno in prima od ultima fila alle mense della carità?

Lancillotto ha detto...

Mi sa che ha ragione bacillus. Sporchi, brutti e con il naso a patata (amflora) ;)

Alberto, la storia insegna che loro non saranno mai in fila alla mensa dei poveri. Poi, sempre con sicumera ci spiegheranno che non è colpa delle loro bislacche teorie, ma dei kulaki di turno.

Hai ragione, l'unico vero antidoto è insegnare ai ragazzi il metodo scientifico. Peccato ci siano 2 problemi difficilmente risolvibili:

1) la qualità degli insegnanti (principalmente legato al metodo di reclutamento)

2) la distribuzione gaussiana dell'intelligenza nella popolazione.

Anonimo ha detto...

Non capisco cosa ci sia di interessante, se la Soya OGM come ben saprete ha dato risultati inferiori di produzione rispetto alla convenzionale, perché coltivarla? Se i fitofarmati sono aumentati (a prescindere dalla ovvia selezione delle infestanti che avverrebbe comunque) come dice il Report di Benbrook fatto con dati degli United States Department of Agriculture..cosa ci sta di vantaggio so negli OGM? non lo capisco, se ci fosse un OGM con capacità produttive amplificate in situazioni di siccità sarei il primo a sostenerli(sempre da controllare che i rischi/benefici amibientali e della salute umana siano superiori)..

insomma..non capisco, e non sono un verde, sono una persona razionale.. qualsiasi risposta che vada ad aggirare le questioni con retoriche lettorali o simili non le prendo neanche in considerazione per eventualmente rispondere..

Lancillotto ha detto...

Non capisci, dici giustamente, perchè, SE ciò che dice Benbrook è vero, gli agricoltori coltivino gli OGM.

Visto che 14 milioni di agricoltori invece lo fanno e, soprattutto, anno dopo anno, riconfermano la propria scelta di coltivarli, resta da decidere se abbia più senso credere alla realtà o a Benbrook.

Tralasciando per un attimo che Benbrook è finanziato da coloro che continuano a credere, contro ogni evidenza scientifica, che gli OGM rappresentano IL male del mondo (e questo già la direbbe lunga sulla sua credibilità), Benbrook nelle sue analisi si diletta in una varia serie di errori logici e analisi faziose. In genere lui ad esempio:

1) unisce sempre i dati relativi all'uso di erbicidi con quello degli insetticidi. Trattandoli come se fossero cose analoghe. Peccato non lo siano. Sia in termini di tossicità, sia in termini di utilizzo (magari se vuoi su questo ci potremmo anche tornare sopra).

2) Usa sempre le quantità "assolute" di agrochimici usati e mai fa considerazioni riguardo alle caratteristiche di impatto ambientale e tossicologico ad essi associate.

3) Evita con cura di riportare i vantaggi non solo economici, ma anche agronomici legati all'uso della tecnologia.

Insomma mescola le carte nascondendo i fattori che rendono "convenienti" gli OGM per gli agricoltori, facendoli sembrare artificiosamente inutili.

Evidentemente però gli agricoltori non lo leggono e continuano a coltivarli ;)

alberto guidorzi ha detto...

All’anonimo che scrive che dubita dell’interesse degli OGM, anche se non sono d’accordo con lui, lo prego di astrarsi un momento dal ragionamento speculativo.
Prescinda dal fatto che le piante GM siano ormai un prodotto commerciale e le consideri solo il frutto di un’applicazione di tecniche nuove per ricombinare il DNA messe a punto e applicate. Le consideri dunque solo come degli strumenti che possono essere impiegati per cercare di migliorare certe caratteristiche dei vegetali coltivati. Adesso deve convenire con me che la Genetica (la scrivo appositamente con la G maiuscola) è una scienza che ha apportato vantaggi all’uomo (qui non gli concedo il diritto al dubbio… ), allora deve ammettere che si possiedono già delle tecniche dimostratesi utili sono state utili, anche se all’inizio era consentiti nutrire dubbi e timori (vedi irradiazioni). Ne cito alcune: la castrazione manuale o la maschiostelità citoplasmatica per aumentare il grado di ibridazione, l’induzione di mutazioni o di nuove ricombinazioni geniche mediante le radiazioni, le tecniche dell’invitro per mantenere fissati i caratteri assemblati ecc.
Ebbene ora le biotecnologie mi permettono di ottenere delle ricombinazioni geniche non più casuali ed elevatamente aleatorie. Allora gli chiedo: mi devo privare di uno strumento che mi permette delle ricombinazioni mirate (cisgenesi) o addirittura di far acquisire caratteri inesistenti nella specie (transgenesi)? Mi può dire: ma c’è insito un pericolo. Bene, ma lui conosce un’attività umana a rischio zero?
Se, però, ancora si sente di annunciarmi ancora un NO categorico pure alla ricerca ed alla sperimentazione di queste tecniche che ne consegue, allora mi ritiro dal colloquio perché con chi vuol vendere il proprio cervello a Capanna non si può dialogare..

G3RT ha detto...

bah...movomento apolitico proprio no. Non esiete niente che sia apolitico. Nemmeno la scienza alla quale vi richiamate. Mi sto documentando sui diserbanti per capirne vantaggi e svantaggi e sono capitato su questo blog.
Ho letto con attenzione e senza pregiudizi il post e i commenti, pur se da non addetto ai lavori. E vi assicuro che il disprezo con cui trattate chi non la pensa come voi vi rende estremamente antipatici e poco credibili, perchè pieni di livore conto gli "ecofarlocchi" e quindi pregiudizialmente schierati (altro che apolitici).
Siete offensivi nei confronti di chi diffida dalle rassicurazioni ufficiali di gente come voi.
Perchè oggi dovremmo crdere a chi ci dice che gli ogm non fanno male?
Un conto sono le ibridazioni per via naturale e un conto sono le manipolazioni genetiche che non sappiamo quali effetti avranno a lungo termine.
Nel passato,ci è stato assicurato che il nucleare fa bene, siamo stati imbottiti di farmaci ritirati dal mercato dopo qualche decennio perchè teratogeni o portatori di malformazioni o perchè spappolavano il fegato.
E poi un dato che non citate è che oggi il cibo prodotto è assolutamente superiore al fabbisogno mondiale. Quello che manca è la rete distributiva.
Per non parlare degli sprechi.
la scorsa setmana una ntizia diceva che con gli scarti del cibo italiano si potrebbe nutrire una nazione come la Spagna.

Consiglio meno sufficienza la prossima volta che postate, altrimenti ffatevi un blog privato e non accessibile dall'esterno, così potete insultare chi volete e sentirvi fighi.

Artù ha detto...

Caro G3RT,
ci dispiace che il nostro tono allontani qualcuno. Ci rendiamo conto a volte di essere troppo sarcastici, ma è una reazione che non sempre riusciamo a controllare.
Per quanto riguarda "le ibridazioni per via naturale", se leggi un paio di post ti renderai conto che non sappiamo quali effetti avranno a lungo termine perchè non sappiamo neanche quali e quanti geni vengano modificati (nonostante sia chiaro che ne vengano modificati tanti). Vedi ad es:
biotecnologiebastabugie.blogspot.com/2007/10/quando-una-mezza-verit-diventa-una_27.html
e qui:
biotecnologiebastabugie.blogspot.com/2007/10/italia-e-europa-liberi-s-ma-dalle-bugie.html
Qui invece parliamo di redistribuzione:
biotecnologiebastabugie.blogspot.com/2007/12/questione-di-pelle-degli-altri.html

Poi possiamo parlare anche di Nucleare ed altro...
Facci sapere cosa ne pensi (provando a tralasciare il tono irriverente dei post)

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