
L'ultimo caso riportato riguarda le interpretazioni (si veda ad esempio eco(an)alfabeta) dei dati riguardanti il numero di specie infestanti divenute resistenti all'erbicida Round-up, largamente usato su talune colture GM (la soia Round-up Ready in particolare, che è tollerante all'erbicida).
La segnalazione ci viene dall'amico Masini, a cui con piacere rispondiamo portando qualche dato che può aiutare ad inquadrare meglio l'insorgenza di queste resistenze nelle specie selvatiche infestanti.
Lo speciale NYT
Partiamo dunque dall'immagine pubblicata dal NYT che, con immenso loro piacere, ha fatto gridare gli ecofarlocchi al fallimento (tanto per cambiare) della tecnologia degli OGM.*

Secondo loro, dunque, questa mappa dimostrerebbe che, ovviamente per colpa degli OGM, le piante infestanti diventano resistenti al Round-up e, così facendo, rendono gli OGM RR inutili. Sarà proprio così? Facciamoci qualche domanda e diamoci qualche risposta.
1) Il primo consiglio che vi diamo ora è di consultare innanzitutto la cartina interattiva originale.
2) Poi domandatevi come mai la California, che non coltiva soia Round-up Ready, presenta ben 4 specie infestanti resistenti al glifosato.
3) Infine domandatevi perchè South Dakota e Nebraska, che coltivano percentuali astronomiche di soia RR non presentano specie infestanti e Iowa e Illinois che hanno le superfici maggiori a soia RR presentano un numero ridicolo di infestanti resistenti (2) rispetto ad altri stati come la già citata California (4) o l'Ohio (5) che ha percentuali e superfici OGM più contenute.
Belle domande, no? Ancora convinti che sia tutta colpa degli OGM?
Alcune mappe per orientarvi tra gli stati americani e le coltivazioni OGM in US.
Infestanti resistenti agli erbicidi? e allora?
Gli ecofarlocchi ci vorrebbero dunque far credere che gli OGM hanno generato (come fosse una cosa mai vista prima) specie resistenti agli erbicidi.

Certo, possiamo anche infiocchettarlo, parlare di sostenibilità, di ecocompatibilità, ma se si lascia alla natura fare quel che vuole := non si mangia. Non ci sono storie.
Comunque, in questa battaglia, l'uso degli erbicidi non è certo prerogativa delle colture GM (sono stati introdotti negli anni '70, gli OGM a fine anni '90). Appare dunque utile vedere cos'è successo con gli erbicidi, in tempi non sospetti, in quanto a specie infestanti resistenti. Per fare questo basta consultare il database di weedscience. Ed ecco che spuntano alcuni dati interessanti.
1) tutte le classi di erbicidi, da che sono stati usati, hanno incontrato e selezionato specie infestanti resistenti (chi più, chi meno).
2) pur esistendo specie infestanti resistenti, gli erbicidi non hanno smesso di essere utilizzati, anzi, come abbiamo avuto modo di ricordare, si stanno "costruendo" colture (non-OGM) resistenti ad erbicidi anche delle classi con tassi di resistenza naturale molto diffusa.
3) Le glicine, pur essendo state usate massivamente con le colture GM Round-up Ready, in particolare la soia (ricordiamo che i 3/4 della soia mondiale è GM per il carattere RR), sono una delle classi di erbicidi più "brava", con pochissime specie resistenti, il che fa presumere che avranno ancora una lunga vita davanti.
Una conclusione
Sì, tu ti chiami con il tuo nome e gli erbicidi selezionano specie infestanti resistenti. La scoperta dell'acqua calda.
Questo pregiudica qualcosa? Non proprio. Per ora rende, in taluni casi, le pratiche colturali più complesse, ma niente di drammatico. Niente che non accada tutti i giorni in agricoltura con l'arrivo di nuovi insetti, nuovi patogeni, nuove infestanti. Lo si è già detto, è una lotta senza quartiere e senza fine.
Certo, c'è il rischio che, con l'andare del tempo, si perdano i vantaggi indiscutibili offerti oggi dalle varietà GM RR: semina su sodo (meno lavorazioni del terreno e minor erosione dei suoli), trattamento delle infestanti in post-emergenza (con un conseguente minor numero di trattamenti erbicidi e lavorazioni). Se questo dovesse succedere vorrà dire semplicemente che si tornerà ad un agricoltura che richiede più chimica e più lavorazioni del terreno (ad es. sarchiatura).
Questo sappiamo piacerà certamente agli ecofarlocchi. Molto meno agli agricoltori e all'ambiente.
Di certo loro stanno tifando per questo risultato dal 1999. Con scarsi o nulli risultati. Buon per noi.**
(*) è evidente che loro facciano affidamento sulla legge dei grandi numeri. A forza di dai, prima o poi contano di beccarci.
(**) sì, voi dovete combattere le infestanti, gli insetti nocivi, i patogeni e chi più ne ha più ne metta. Se non lo fate, si porteranno via il vostro raccolto. Nei paesi occidentali poco male, soldi per andare ad un supermercato ne avete, ma nei PVS vuol dire fame e, non così raramente come si vorrebbe, morte per stenti.
(***) Non esistono tecnologie che funzionano in eterno. Ogni anno si mettono in coltura nuove varietà che producono di più, meglio o che resistono a nuove e vecchie malattie. La cosa triste, se volete, è il sapere che, quando (se) tra 20 anni la tecnologia RR sarà superata, loro se ne usciranno, novelli Savonarola, gridando: "ve l'avevo detto!" e la gente invece di scrollare le spalle e dire: "e allora? è la vita baby", annuirà con sguardo da triglia davanti alla scoperta dell'acqua calda. La cosa bella, se volete, è che per allora probabilmente ci sarà una tecnologia sostitutiva che ci permetterà di lasciarli, per l'ennesima volta, con un pugno di mosche. Va comunque riconosciuto loro il merito di essere riusciti a rallentare enormente la ricerca rendendo la vita, a chi è interessato a risolvere i problemi della produzione agricola, non poco accidentata.