domenica 3 maggio 2009

Ipse dixit (n. 7)

Visto che qualcuno ci chiede ancora il perchè abbiamo scelto l'anonimato...

La maggior parte dei ricercatori, compresi i premi Nobel, sono tipi abitudinari che non nutrono per la condizione umana un interesse molto maggiore di una persona qualunque. Gli scienziati sono per la scienza ciò che i muratori sono per le cattedrali.
Fuori dal proprio lavoro, lo scienziato è una persona che conduce una vita ordinaria, tutto preso dalle preoccupazioni quotidiane, spesso immerso in pensieri banali. La maggior parte di loro, infatti, non ha mai un'idea veramente originale; essi si aprono piuttosto il cammino attraverso una massa di dati e di ipotesi. Possono essere entusiasti ma sono più sovente tranquilli, facilmente distratti da pettegolezzi di corridoio ed altre occasioni mondane. Gli scienziati sono fatti così.
Uno scienziato di successo può avere - e non sempre - qualche raro momento di ispirazione in cui pensa come un poeta. In tutti gli altri ragiona piuttosto come un contabile. Così, per la maggior parte della carriera, gli scienziati si accontentano di registrare numeri e di far tornare i conti.

La conoscenza scientifica è di tipo cumulativo. E' il prodotto del lavoro di centinaia di migliaia di specialisti il cui unico legame è la condivisione del metodo scientifico.

Il potere della scienza non dipende dagli scienziati ma dal metodo. La forza, ma anche la bellezza, del metodo scientifico è tutta nella sua semplicità. Può essere compreso da chiunque.

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