
Mentre ci deprimevamo abbiamo però trovato un dato interessante nella rete. Un dato che probabilmente non molti conoscono (anche perchè con gli OGM non ha nulla a che fare) ma che mette in luce alcune dinamiche molto interessanti.

Cosa significano queste 2 quasi rette decisamente divergenti?
Beh, lo facciamo dire direttamente ai produttori del grafico, il CLAL, una équipe che annovera esperti del settore Lattiero-Caseario e che opera dal 1962:
"Il prezzo finale di un prodotto remunera l'intera rete di filiera e le prestazioni operate ad ogni livello intermedio.
- Il Produttore agricolo italiano ha, nel tempo, sempre più potenziato la qualità del latte, investendo sia nella selezione genetica del bestiame, sia nella ricerca dell'alimentazione più appropriata, sia nella gestione complessiva della stalla, volta ad assicurare il benessere agli animali e a garantire condizioni igienico sanitarie ottimali.
- L'Azienda trasformatrice ha preso in carico la qualità prodotta alla stalla e ne ha curato il trattamento termico, il confezionamento, la logistica di consegna, procedendo secondo un criterio di ampliamento capillare della sua presenza sul territorio nazionale, la promozione dell'immagine di qualità. Ha provveduto, inoltre, a ritirare il prodotto prossimo alla scadenza (i resi), al fine di salvaguardare la freschezza come valore aggiunto della qualità.
L'Azienda trasformatrice ha trasformato il latte da "oggetto di consumo" indifferenziato in "bene di servizio" rispondente a bisogni diversi. - La Grande Distribuzione, ultimo anello aggiunto nella filiera, ha sostituito gran parte dei piccoli punti commerciali prima esistenti, predisponendo la diffusione generalizzata del prodotto, con una ricarica consistente dei prezzi al consumo.
Dobbiamo ammettere che apprendiamo con interesse ed un certo piacere il fatto che da mungere non ci sono solo le vacche... ed ecco poi spiegata l'avversione verso l'OGM, se ci tengono OGM-free produciamo di più (per loro si intende!).
Grazie GDO, che pensi sempre a noi!