mercoledì 30 gennaio 2008

In Nomine Nomisma

Forse non tutti sanno chi è Nomisma, sebbene sia stata citata a più riprese nei nostri post quale fonte qualificata di informazione sul tema "economia-OGM", e quindi, prima di entrare nel merito vale la pena rinfrescarci un po' le idee e vedere da dove viene fuori.

Nomisma è una società che nasce nel 1981 per mano del nostro (ormai ex) primo Ministro Romano Prodi. Da allora si è costruita fama di essere una società seria e affidabile per svolgere studi di natura economica.

Caso vuole che l'abbia presieduta dal 2001 al 2004 anche un'altra nostra conoscenza, sì, proprio quel Paolo de Castro, uomo di Prodi, che in questi giorni pare non saper più chi è e da dove viene.

Bene, chiarito questo procediamo oltre...


Nomisma e gli OGM

Nomisma entra per la prima volta nella querelle OGM proprio nel 2004, quando, in un report sviluppato per Assalzoo, conclude sottolineando come la soia OGM-free italiana non basta nemmeno per sostenere le nostre filiere DOP, già oggi infatti i nostri prodotti di punta fanno largo uso di soia importata etichettata esplicitamente come "contenente OGM". Fine primo round.

E' di questi giorni invece il secondo. Se prima il grosso tema era la soia ora Nomisma torna nella bagarre per dire che anche il mais non è che se la passi bene. Diamo un'occhiata ai dati...



I numeri Nomisma


Fatto salvo che per la soia vale il "nulla di nuovo sotto il sole", per il mais Nomisma sostiene invece che le cose stanno cambiando rapidamente. Per vari motivi (da noi liberamente riadattati e semplificati):


1) Le rese per ettaro di mais in Italia dal 1999 ad oggi non sono più aumentate, mentre aumenta il fabbisogno (anche a causa di usi "non-food").

2) Se nel 2001 l'Italia si produceva il 98% del suo mais (da seme americano, ma queste sono sottigliezze, se volete) oggi se ne produce solo l'87%... con conseguente aumento delle importazioni (si stima si arriverà ad un +233%).

3) I paesi grandi esportatori fanno da tempo largo uso di OG
M e, visto il crescere della domanda mondiale, comparata anche con la nostra, potrebbero benissimo decidere di snobbare il nostro mercatino se gli creiamo troppi problemi (inutili, n.d.r.) in termini di standard di purezza "genetica" (in questo periodo particolarmente viene un brivido giù per la schiena a parlare di certe cose) e quant'altro.

4) Il farsi sempre più stringente delle normative sulle micotossine e il ciclico ripresentarsi di altre problematiche (siccità, diabrotica, etc), senza poter utilizzare innovazioni atte a contenerle efficacemente (che invece tutti gli altri possono e potranno utilizzare) ci metterà in una posizio
ne di doppia debolezza:

- da un lato dovremmo destinare porzioni importanti del
la nostra produzione a scopi "poco nobili" in quanto, queste sul serio, risultano "contaminate" (costringendoci peraltro ad aumentare le importazioni e riducendo così il reddito dei nostri agricoltori);

- dall'altro a perdere potere contrattuale continuando a perseguire un mercato "nazionale" OGM-free, in un mondo che sta invece rapidamente muovendosi verso un uso importante di queste nuove tecnologie per rispondere a pressanti problemi di sostenibilità e redditività agricola. Il tutto con l'unico esito di diventare un mercato problematico e periferico che è costretto a far pagare molto caro ai suoi "consumatori" la scelta suicida di un sistema agricolo "bulgaro".



Questo era con parole nostre, eccovi invece quelle pari-pari di Nomisma:


I margini di manovra affinché l’Italia possa continuare a perseguire un’opzione non ogm diventeranno sempre più limitati, se si considera come il mais non gm disponibile sui mercati internazionali si potrebbe ridurre dagli oltre 43 mio. t. attuali ad un intervallo compreso tra 13 e 26 mio. t..

In secondo luogo è probabile che, diventando un bene più scarso, il mais non gm veda aumentare il suo prezzo ben oltre il 4% di differenziale attuale, con un aggravio dei costi di approvvigionamento a cascata sulla filiera.


Infine, con una domanda da parte dei Paesi emergenti che nei prossimi anni potrebbe crescere vertiginosamente, il mais sarà sempre di più una commodity strategica sui mercati globali. Il potere dei pochi Paesi esportatori è destinato ad aumentare: quali acquirenti privilegeranno, dati i volumi delle rispettive domande?


In sostanza avremo un prodotto meno sano che pagheremo di più!
Come si suol dire: chi ha orecchie per intendere, intenda (chissà se a de Castro fischiano...)

lunedì 28 gennaio 2008

Ahinoi, Prodi è caduto!...

No, questo post non vuole assolutamente essere "politico", non è nel nostro stile, nè nel nostro DNA, ognuno di noi ha le sue idee in merito, ma l'amarezza che vorremmo condividere qui (per quel che è l'oggetto di questo blog) è un'altra ed è, se ce lo concedete, un po' più "Politica".

Dovete infatti sapere, cari lettori, che in questi giorni non abbiamo postato nulla perchè nelle nostre perlustrazioni web, ci eravamo imbattutti in un documento interessante, e stavamo cercando di capire che fine avrebbe fatto.

Si tratta dell'Interpellanza urgente 2/00901. Avrebbe dovuto essere discussa alla Camera dopo la Befana (precisamente il 17 - si veda la lettera I), ma poi, grazie alle dimissioni di Mastella e poi alla sfiducia al Governo è stata messa in un cassetto (se non peggio)... e chissà se troverà mai una risposta. Da qui la nostra amarezza. Vediamo insieme cosa si chiedeva in quell'interpellanza.


Cos'è un'interpellanza urgente?

Siamo sicuri che molti di voi si sono grattati la testa leggendo "interpellanza urgente", ecco, vorremmo chiarire che non ha nulla a che vedere con le urgenze fisiologiche! (dobbiamo ammettere che la prima volta che abbiamo sentito dire con orgoglio:"ho depositato un'interpellanza urgente" abbiamo anche noi pensato: anche noi lo facciamo, ma non ce ne vantiamo e in genere tiriamo pure rapidamente l'acqua che nessuno lo sappia!).

Per fugare dunque ogni equivoco sarebbe opportuno innanzitutto sapere cos'è e poi, nella fattispecie, perchè ci addolora tanto il fatto che non sia stata discussa.

Prendiamo dunque il Regolamento della Camera articoli 136-138 e leggiamo ad alta voce:

Art 136

1. I deputati p
resentano le interpellanze al Presidente della Camera.
2. L'interpellanza consiste nella domanda, rivolta per iscritto, circa i motivi o gli intendimenti della condotta del Governo in questioni che riguardino determinati aspetti della su
a politica.

Art 138-bis

1. I presidenti dei Gruppi parlamentari, a nome dei rispettivi Gruppi, ovvero un numero di deputati non inferiore a trenta possono presentare interpellanze urgenti. (...)
2. Le interpellanze urgenti, presentate ai sensi del presente articolo entro la seduta del martedì precedente, sono svolte di norma in ciascuna settimana nella seduta del giovedì mattina.


Interpellanza urgente 2/00901

Veniamo dunque all'interpellanza in oggetto, promossa dall'on. Tortoli, e firmata da altri 38 parlamentari, la quale poneva alcune questioni interessanti (e qui la distinzione tra destra e sinistra non ha più nessun valore), svolgendo peraltro alcune considerazioni tutt'altro che peregrine sul panorama dell'agricoltura italiana. Quasi quasi, verrebbe voglia di averla scritta noi questa Interpellanza!!! anche perchè, seppur non esplicitamente, ci citano!!!

Partiamo dalle premesse (link et al sono nostri):

Gli OGM (organismi geneticamente modificati) sono un'innovazione tecnologica in agricoltura presente sul mercato mondiale dal 1996 che ad oggi, secondo i dati ISAAA, interessa oltre 100 milioni di ettari e 9 milioni di agricoltori a livello mondiale, inclusi alcuni paesi europei come Spagna, Francia, Germania e Romania;

ad oggi sono disponibili oltre 6.000 pubblicazioni dalle quali non emergono dati che testimonino o che suggeriscano una pericolosità maggiore rispetto alle colture e tecnologie convenzionali dal punto di vista ambientale o sanitario per gli OGM autorizzati. Tale indicazione viene anche dalle più importanti Agenzie che si occupano di salute e sicurezza dei cittadini, come l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e l'Organizzazione mondiale della Sanità (WHO), la FAO, le Nazioni unite e tutte le più prestigiose Accademie scientifiche mondiali, inclusa la Pontificia Accademia per le Scienze;

esiste a livello Comunitario un sistema regolatorio per gli OGM che non ha eguali per nessun altro prodotto alimentare in quanto a precauzione e richiesta di approfondimento scientifico dei potenziali rischi ad essi associabili (direttiva 2001/18/CE e, in precedenza, direttiva 90/220/CEE) e che inoltre prevede, a tutela della libera scelta del consumatore (regolamento (CE) n. 1829/2003), che tutti i mangimi e i prodotti alimentari debbano riportare in etichetta la dicitura relativa alla presenza di OGM qualora questa superi la soglia di presenza accidentale e in ogni caso ne è richiesta la tracciabilità (regolamento (CE) n. 1830/2003);

seguendo tali norme, 18 OGM in Europa sono stati finora autorizzati per vari impieghi: per la coltivazione, l'importazione o la trasformazione, come prodotti per l'alimentazione degli animali e come prodotti per l'alimentazione umana;

l'Italia importa ogni anno, secondo i dati FAO e Nomisma, 4 milioni di tonnellate di soia e derivati, circa il 92 per cento del fabbisogno italiano, da paesi grandi produttori che coltivano soia GM al 50-100 per cento e la gran parte dei mangimi utilizzati in Italia, secondo il regolamento (CE) n. 1829/2003, è etichettata come contenente OGM;

il 71,5 per cento dei consumi delle filiere DOP fa uso di mangimi con OGM senza per questo inficiare la qualità e la sicurezza alimentare, né tantomeno l'immagine, delle produzioni;

l'Italia inoltre fino al 2001 era uno dei paesi europei più vivi in tema di ricerca pubblica e sperimentazione in questo settore, con interessanti progetti mirati alle colture tipiche del nostro paese;

tali iniziative sono, da allora, impedite nel nostro paese sulla base di motivazioni che, pur presentate come scientifiche, non hanno nulla a che vedere con la scienza;

per verificare l'impatto d'uso degli OGM sui sistemi agricoli italiani il MiPAF ha stanziato nel 2003 6,2 Meuro, incaricando l'INRAN di coordinare le attività di ricerca del progetto: «OGM in Agricoltura», progetto nel quale non risultano essere coinvolti i principali ricercatori italiani che operano nel settore;

all'interno di tale progetto sono stati spesi 75.000 euro per studiare gli OGM in campo aperto, ma, secondo quanto riportato da SAgRi e anche da alcuni media internazionali, risulta che dati rilevanti per la salute dei cittadini, quali il contenuto di fumonisine, un potente cancerogeno che è presente in quantità di gran lunga inferiori nel mais OGM, siano stati volutamente tenuti nascosti in quanto favorevoli alla tecnologia;

si è recentemente conclusa una campagna contro gli OGM durata diversi mesi e guidata della Fondazione per i Diritti Genetici, un'organizzazione finanziata e sostenuta da aziende e organizzazioni pregiudizialmente contrarie agli OGM e che risulta, attraverso il Consiglio per i Diritti Genetici ad essa collegato, essere stata coinvolta anche nel progetto: «OGM in Agricoltura»;

la Fondazione per i Diritti Genetici in tale campagna si è unita a realtà, quali Greenpeace, che ancora oggi attaccano duramente ed in modo diffamatorio alcuni produttori nazionali, come il Consorzio del Parmigiano Reggiano, solo perché utilizzano anche soia GM nella propria filiera;







a conferma di ciò il Consorzio del Parmigiano Reggiano si è visto costretto ad aderire alla campagna contro gli OGM affermando al contempo di esigere la facile reperibilità a costi competitivi di materie prime non OGM e rifiutando di svolgere il ruolo di capro espiatorio per lotte ideologiche che si giocano su altri tavoli;

la campagna contro gli OGM si è peraltro caratterizzata per gli attacchi personali e gratuiti ai ricercatori aperti verso questa innovazione tecnologica e a istituzioni che con professionalità e credibilità vegliano sulla nostra sicurezza alimentare;

si è inoltre caratterizzata per l'omissione sistematica dei dati scientifici disponibili sull'uso di OGM in agricoltura e dei pareri scientifici più autorevoli su questa materia, non da ultimi i Consensus Document stilati dalle Società Scientifiche Italiane, preferendo argomentazioni propagandistiche ed immagini atte a generare paure e perplessità nella gente quali la ormai famosa, anche se inesistente, fragola-pesce;

tali atteggiamenti sono stati stigmatizzati in una lettera datata 30 novembre 2007 e sottoscritta dai principali Accademici dei Lincei e dei XL che si occupano della materia;

questa campagna ha previsto un simil-referendum che richiede agli italiani la firma sul quesito: «Vuoi che l'agroalimentare, il cibo e la sua genuinità, siano il cuore dello sviluppo, fatto di persone e territori, salute e qualità, sostenibile ed innovativo, fondato sulla biodiversità, libero da OGM?»;

con tale raccolta firme Mario Capanna, Presidente della Fondazione Diritti Genetici, mira di fatto ad impedire ai nostri ricercatori ogni forma di sperimentazione in campo su prodotti anche di interesse nazionale;

Mario Capanna ha chiaramente espresso il suo intento di usare le firme raccolte come volano politico in Italia ed in Europa per imporre una moratoria a tempo indeterminato sull'importazione e la coltivazione di prodotti OGM;

come dimostrato da diversi video diffusi sulla rete, tale raccolta, per un totale dichiarato di 3.068.958 firme, è avvenuta senza alcun controllo dell'identità dei firmatari e senza alcuna possibilità di verifica della effettiva veridicità delle informazioni dichiarate dalla coalizione promotrice;

nonostante ciò il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, in un comunicato stampa diramato il 3 ottobre scorso, ha affermato di voler sostenere direttamente l'iniziativa anche attraverso progetti di comunicazione;

nella legge Finanziaria per il 2008 è stato possibile ritagliare un finanziamento di 5 milioni di euro per due fondi che riguardano le biotecnologie, gestiti rispettivamente dal Ministero delle politiche agricole e forestali, «Fondo per la promozione di azioni positive in favore di filiere produttive agricole esenti da contaminazioni da Organismi Geneticamente Modificati-OGM», e dal Ministero dell'università e della ricerca, «Fondo per la promozione della ricerca e della formazione avanzata nel campo delle biotecnologie», entrambi i fondi prevedono il coinvolgimento di «fondazioni e istituti indipendenti» non meglio specificati.


Fin qui le premesse, che già di per sè paiono niente male... ora vediamo cosa gli interpellanti hanno chiesto al nostro (solo sulla carta) Miglior Ministro dell'Agricoltura degli ultimi decenni: Paolo De Castro (da non confondere con Camilla):


1) come sia avvenuta la ripartizione dei fondi all'interno del progetto: «OGM in Agricoltura» ed in particolare quale sia il grado e l'entità del coinvolgimento del Consiglio, o la Fondazione, per i Diritti Genetici;

2) perché dalla realizzazione del progetto siano stati esclusi i principali ricercatori italiani che da anni operano nel settore quali ad esempio: il professor Sala, il professor Mezzetti, il professor Salamini, il professor Fogher, il professor Spena, il professor Casati, il professor Frisio e molti altri ancora;

3) perché non sia stata prevista dal progetto una valutazione dei costi operativi di una scelta obbligatoria OGM-free per la filiera zootecnica e per i consumatori, oltre ad una valutazione dei costi per la non adozione della tecnologia da parte della filiera maidicola;

4) come il MiPAF intenda informare i cittadini del contenuto inferiore di fumonisine nel mais OGM, dato fino ad ora occultato, e quali provvedimenti esso abbia preso nei confronti del responsabile dell'occultamento per tutelare la credibilità, anche internazionale, delle nostre Istituzioni;

5) quali siano le ragioni per le quali il MiPAAF abbia inteso patrocinare e dare sostegno economico alla campagna «liberi da OGM» che si è distinta per gli attacchi personali a ricercatori e giornalisti, rei solo di non essere contrari all'uso di OGM, e per l'assenza di basi scientifiche come anche sottolineato dagli Accademici dei Lincei e degli XL;

6) come intenda il Governo gestire i fondi previsti in finanziaria: in particolare si richiedono rassicurazioni sul fatto che dagli enti possibili beneficiari saranno esclusi la Fondazione ed il Consiglio per i Diritti Genetici che in questa campagna si sono distinti per la loro non indipendenza e la mancanza di competenza scientifica, mentre si attendono invece conferme sul fatto che essi saranno piuttosto destinati al mondo scientifico competente, per svolgere una corretta informazione sulle biotecnologie in agricoltura e le diverse opzioni tecnologiche oltre che per riaprire una seria ricerca in campo aperto, da troppi anni ferma nel nostro paese, come previsto anche dalle Direttive comunitarie.


Tutte domande che, purtroppo ora, con tutta probabilità, non troveranno mai una risposta.

venerdì 4 gennaio 2008

Buon 2008!

Carissimi e affezionatissimi lettori di BBB! Buon Anno!!

Dopo questa, purtroppo, sempre troppo breve pausa siamo tornati. Cogliamo dunque l'occasione per fare un po' il punto della nostra esperienza insieme... e perchè no, anche qualche riflessione (molto breve).

In questi 4 mesi di intensa attività ci siamo dati 35 appuntamenti per raccontandoci cosa stava succendo nel nostro paese in tema di OGM e dintorni, per un argomento così "marginale" un vero sproposito, almeno all'apparenza.

Eppure si ha quasi l'impressione che il tema OGM riesca, come pochi altri, a riunire in sè in modo esemplare ed esemplificativo tutti i vizi dell'ideologia e allo stesso tempo del clientelarismo più becero.

In questi mesi abbiamo infatti assistito ad una serie infinita di casi da manuale di propaganda, di malafede scientifica e non, di elemosina politica, di insulti gratuiti e di minacce a chi non accetta di allinearsi su posizioni anti-OGM.

Chissà che questo nuovo anno ci porti invece un po' di serietà e di onestà (almeno intellettuale), questo è il nostro augurio... magari insieme ad un po' di pace, quella vera. Buon anno!

P.S. Nei prossimi giorni nuovi e gustosi aggiornamenti... a presto!

giovedì 20 dicembre 2007

I fantastici 4 (-1)

Carissimi, in queste giornate concitate si sta decidendo dei soldini per gli "ant-i".
In tutta onestà, dobbiamo dire che ora come ora non si può più far nulla (oggi il senato voterà la fiducia sul testo che contiene anche questa (ab)buff(on)ata).

Chissà però che con la Befana non arrivi magari qualche "regalino" e non ci si tolga anche qualche sassolino... chissà.

Intanto come "nostro" pensierino vi lasciamo al backstage del giro COOP degli amici sBANDAti... buon divertimento!

venerdì 14 dicembre 2007

Un nuovo pericolo incombe sulla ricerca...

mercoledì 12 dicembre 2007

De Castro, dove sei?

Noi abbiamo sempre creduto che il Ministro Paolo De Castro, ex Nomisma, giocasse a fare il "cattivo", ma in fondo in fondo, fosse un "buono". Uno che le cose le sapeva e le capiva. Ora, dopo aver visto questo emendamento alla Finanziaria approvato in Commissione Bilancio venerdì scorso, ci chiediamo: "buono per cosa?"...

Ci uniamo a SAgRi nello sperare solo che non siano altri soldi per Capanna... di danni ne ha già fatti abbastanza a questo paese.

Tagliamo le emissioni di Capanna, riduciamo l'inquinamento ambientale chiudendogli i rubinetti!
(e se COOP vuole finanziarzelo che se lo finanzi!)

_____________


Art. 56-bis.
(Istituzione fondo per Piattaforma Italiana per lo sviluppo dell'idrogeno e delle celle a combustibile).

2. A decorrere dal 2008, al fine di promuovere a livello internazionale il modello italiano di partecipazione informata del pubblico ai processi decisionali sull'emissione deliberata di Organismi Geneticamente Modificati-OGM e allo scopo di intraprendere azioni strutturali che favoriscano le filiere produttive nella dotazione di materia prima agricola esente da contaminazioni da OGM, in coerenza con le richieste dei consumatori, è istituito un apposito Fondo, denominato «Fondo per la promozione di azioni positive in favore di filiere produttive agricole esenti da contaminazioni da Organismi Geneticamente Modificati-OGM», presso il Ministero delle politiche agricole e forestali, autorità nazionale competente in materia. È data facoltà di amministrare tale Fondo anche in convenzione con fondazioni e associazioni indipendenti che operano in campo scientifico per lo sviluppo di modelli sperimentali e partecipati di governance e government dell'innovazione biotecnologica. Per la gestione del Fondo è prevista una dotazione finanziaria di 2 milioni di euro per l'anno 2008.

3. A decorrere dal 2008, allo scopo di favorire il dialogo fra scienza e società e di promuovere lo sviluppo della ricerca e della formazione avanzata, nell'ambito del principio di precauzione applicato al campo delle biotecnologie, è istituito un apposito Fondo, denominato «Fondo per la promozione della ricerca e della formazione avanzata nel campo delle biotecnologie», presso il Ministero dell'università e della ricerca. È data facoltà di amministrare tale Fondo anche in convenzione con fondazioni e istituti indipendenti. Per la gestione del Fondo è prevista una dotazione finanziaria di 3 milioni di euro per l'anno 2008.

lunedì 10 dicembre 2007

Il Capannello (n.5) - Il ritorno dello Yeti

Coscienti di come la re-visione dell'intera puntata di Porta a Porta dedicata al tema degli OGM sia ben al di là dell'umana tolleranza, vi proponiamo qui una piccola selezione gentilmente fornitaci dagli amici di Bari... comunque sempre a disposizione per commenti e osservazioni! Buona visione!!

domenica 9 dicembre 2007

Una scomoda verità... (un'altra)

Sinceramente siamo un po' dubbiosi, non sappiamo proprio cosa stia succedendo all'interno dei "Liberi da OGM"... se non che COOP ha cominciato ad uscire allo scoperto per "valorizzare" il suo investimento in questa campagna*.

Per oggi pare sia prevista la "FINE" (dopo lunga malattia) di questa campagna pseudo-referendaria, e chissà che questa non sia la volta buona, visto la precedente proroga. Ad ora però non sappiamo se ci sarà un evento di chiusura ufficiale... nè se annunceranno di aver raccolto 4, 5, 6, 100 milioni di firme contro gli OGM.
Di sicuro sono in difficoltà e questo per almeno 3 ragioni:

1) La campagna è stata un fallimento. Qui vi mostriamo altri 2 video (tra i tanti) che a noi hanno quasi fatto tenerezza.

Il primo da Milano dove noi, lanciatissimi, ci siamo messi a firmare 2 schede con lo stesso nome (il mitico Nazareno!) e siamo andati a imbucare... per poi scoprire dai ragazzi di Greenpeace che l'urna non c'era!... in ogni caso abbiamo "offerto" ugualmente le nostre firme "FALSE e UGUALI" e sono state accettate.





Il secondo (un piccolo estratto dei chilometri di pellicola inviatici) viene da Roma, dove degli amici hanno ripreso 2 povere attiviste che (invano) cercavano di fermare e far firmare qualcuno... ma si sà che i banchetti non hanno raccolto molte firme... era la gente che girava con le schede in tasca per farle firmare a parenti e amici... e chissà chi altri, appunto chissà.




Vediamo già che una domanda vi si insinua nella mente... sì, ma questi video sono di prima della proroga. Vero, ma è altrettanto vero che noi ci abbiamo provato a beccarli dopo, con scarso se non assente successo. I nostri amici di Bari ad esempio, non trovando banchetti hanno girato per ben 3 COOP. Eccovi il loro resoconto della missione:

"Ci hanno VIETATO di riprendere, fare foto eccetera.. e poi non sa niente nessuno, anzi c'era qualcuno convinto che non ci fosse più neppure l'urna (e ce l'aveva di fronte ihihih)... Tutti che dicevano che non si occupavano della raccolta delle schede e parlavano di un responsabile provinciale. Insomma con tutta la buona volontà non siamo riusciti a cavare nulla... Purtroppo non ci sono banchetti, per la città..."


2) Gli argomenti usati si sono dimostrati fallaci e pertanto inficiano la credibilità stessa dell'iniziativa (anche nel caso fossero vere le firme raccolte). In particolare ci si chiede che valore possano avere delle firme raccolte su di un quesito fallace, usando lo spauracchio della fragola-pesce, con la favola di un'Italia che non avrebbe bisogno degli OGM, nascondendo alla gente i pareri delle società scientifiche nazionali sull'argomento e quanto costerebbe cara ai consumatori quella firma, diffamando gli scienziati, minacciando giornalisti e nascondendo i dati positivi sugli OGM raccolti con i soldi dei contribuenti, perchè "scomodi"! Insomma tutto il mondo se la ride di questa Italietta! Addirittura Nature Biotechnology ci ha dedicato un editoriale dal titolo emblematico di "un'altra scomoda verità"... che vi invitiamo a leggere se masticate un po' di inglese.


3) Il risultato politico atteso, tarda ad arrivare... si è fatto un gran can-can in Europa, ma di risultati concreti ancora pochi, anche alla luce del contenzioso in WTO.

In ogni caso noi ci chiediamo
chi ci guadagnerà da una potenziale nuova moratoria europea. L'Europa? No, con tutte le sanzioni che (NOI!) si dovrà pagare (in aggiunta a quelle che arriveranno per aver firmato e non ottemperato al protocollo di Kyoto) il vecchio continente non se la passa proprio benissimo. I produttori? No, approvigionarsi con mangimi certificati OGM-free costerà di più con il rischio di metterli fuori mercato e farli chiudere (visti anche i vincoli ambientali sempre più restrittivi come la normativa nitrati). Gli agricoltori? No, a meno che non venga riconosciuto loro un premium price per le loro produzioni OGM-free (che ad oggi è solo l'1,6%, un po' pochino). Beh, allora i consumatori? No, perchè avranno un prodotto meno sano e con tutta probabilità dovranno pure pagarlo (molto) di più. Bell'affare, o no?** Ma allora, chi ci guadagnerà???


Note a margine

(*) A noi la situazione fa un po' sorridere perchè ci immaginiamo cosa succederebbe "mediaticamente" se al posto di COOP scendesse in campo Monsanto (usando magari gli stessi metodi), o se ci fosse stato uno studio che evidenziava un contenuto di tossine superiore nel mais OGM invece del contrario. E' sì, c'è sempre qualcuno che è più buono degli altri, anche se come tutti gli altri persegue i suoi "legittimi" interessi...

(**)
OGM: FISCHER BOEL, MORATORIA AVREBBE CONSEGUENZE GRAVI


(ANSA) - BRUXELLES, 26 NOV - La sospensione di nuove autorizzazioni di organismi geneticamente modificati da parte dell'Ue "avrà conseguenze molto gravi" dal punto di vista economico per il settore agricolo. Questa l'opinione espressa dalla commissaria all'agricoltura Mariann Fischer Boel, nel corso di una conferenza stampa, prima della colazione con i ministri europei dell'agricoltura durante la quale è stato affrontato il delicato dossier ogm.
Fischer Boel, rispondendo alla domanda di un giornalista circa la sospensione delle procedure di autorizzazione, ha messo in evidenza il problema del prezzo del granturco "già oggi per vari motivi più alto del 55% nell'Ue rispetto agli Usa", ma anche le conseguenze che una moratoria avrebbe sulla produzione di carne con il risultato che "si dovrà importare" carne di animali allevati con mangimi ogm in altri paesi. (ANSA). 16:28 by PUC

mercoledì 5 dicembre 2007

Questione di pelle... degli altri

Per mostrare che non siamo insensibili alle gentilezze altrui, vogliamo innanzitutto ringraziare di cuore la coalizione “Liberi da OGM” che, prolungando ulteriormente la campagna (o agonia) ci spronano a tornare ancora su questi temi consentendoci di continuare a verificare quanto di falso o di vero (ehi! noi siamo aperti a tutte le possibilità) è presente nelle loro affermazioni.

Giusto per andare avanti con quanto già intrapreso oggi vorremmo affrontare il tema della fame nel mondo e, ovviamente, gli OGM. I nostri cari amici, (non unici) difensori dei prodotti italiani e della buona tavola, sostengono, almeno stando al loro “vademecum”, di aver a cuore anche i poveri che muoiono di fame e vogliono sfatare il mito che gli OGM possano aiutare a risolvere il problema (forse sarebbe opportuno chiamarla tragedia) della fame nel mondo:


Beh, l'inizio non pare essere dei migliori, infatti ci si domanda se l’affermazione:“la produzione alimentare ... è più che sufficiente” sia mai riuscita a sfamare qualcuno nel terzo mondo (e non)...

...purtroppo no, secondo i nostri dati, ma comunque parlare a "favore" dei poveri pare faccia chic.
Sembra faccia sentire buoni (siamo anche sotto Natale), mentre i cattivi sono gli altri, le multinazionali in particolare... quelle che per il profitto farebbero di tutto. Invece i Sedicenti Liberati sono puri e lindi, quasi immacolati e, ad esempio, COOP(1) non cerca assolutamente di incrementare le sue quote di mercato nella distribuzione in Italia e non vende i suoi prodotti per guadagnarci, assolutamente no!, così come gli agricoltori, in particolare quelli della Coldiretti, non coltivano per guadagnarci, ma solo per darlo in b
eneficenza.
Loro sono filantropi, non sono mica attaccati al vile denaro, lavorano infatti senza pretendere un ghello e sudano solo per il benessere del mondo... e questa campagna non è assolutamente stata pensata per "valorizzare" (anche in termini monetari) le produzioni italiane, no!

Chiariti gli schieramenti (chi tiene i bianchi e chi i neri)... veniamo al dunque.


La Fame


A noi non piace menar il can per l'aia e, da ricercatori, ci piace porci domande concrete, reali, ad esempio: cosa possiamo fare veramente per questo bambino?

Qualsiasi cosa di concreto possiamo fare per lui è cosa buona. Il sostegno a distanza attraverso
organizzazioni umanitarie, spedire cibo, medicine, tutto aiuta a rendere la sua vita meno "misera". Chiunque si adoperi per loro, ha tutto il nostro supporto (e privatamente, nel nostro piccolo, anche noi contribuiamo).

Quando la situazione è di emergenza (carestia), è chiaro, è umano avvertire il dovere morale di dare del cibo, specialmente se, come si dice, ne abbiamo in abbondanza. Costringerli a rifiutarlo, solo perchè potrebbe essere OGM (e quindi si potrebbe perdere il mercato europeo), è quantomeno disumano, o no?

Se fortunatamente la situazione non è così critica, la cosa migliore è, in genere (giusto per non tenerli sempre asserviti ai nostri "aiuti"), insegnare loro a produrre il cibo di cui hanno bisogno. E' anche una questione di dignità, non si dovrebbe costringere la gente a vivere di elemosina.


Aumentare la produttività

Questo significa innanzitutto insegnare a usare al meglio le loro risorse. A coltivare in modo efficiente la loro terra (anche con minor impatto ambientale) e quindi, in ultima analisi, ad aumentare la produttività agricola.
La scoperta del mais ibrido (pannocchia al centro) che aumenta la produzione rispetto ai genitori (pannocchie sopra e sotto) è un semplice ma efficace esempio del ruolo della ricerca e della tecnologia.

Da lì passa la strada per migliorare le loro vite (così come da lì è passata ormai diversi secoli fa la nostra): questo infatti significa di più da mangiare e magari anche qualcosa da scambiare per ottenere altri alimenti e differenziare la dieta, medicine, attrezzi. Magari, con qualche soldino in più si riescono a mandare i figli a scuola invece di impiegarli nei campi, instaurando così una spirale positiva che li aiuti a uscire dalla povertà.

Circa 220 milioni di bambini tra i 5 e i 17 anni lavorano nei paesi in via di sviluppo.
Di questi, la maggioranza, il 69% è impiegato in agricoltura. Ovvero 150 milioni di bambini che lavorano nei campi... e non vanno a scuola (se non, nelle migliori delle ipotesi, saltuariamente).

Perchè sosteniamo che aumentare la produttività potrebbe aiutarli?
Beh, perchè, se si osservano le zone in cui questo aumento è avvenuto (anche grazie a quel processo che va sotto il nome di rivoluzione verde), bene o male il numero degli affamati (totale e in percentuale) è diminuito.
In buona parte dell’Africa, dove questa rivoluzione verde (per tante ragioni: climatiche, politiche, sociali, etc) non è arrivata, il numero di affamati invece è rim
asto uguale o cresce.

Quindi, se si riesce ad aumentare la produttività allora si riesce anche a ridurre la fame. E diciamocelo, non è poco.


Come si aumenta la produttività?

...con le campagne fuffa? con le manifestazioni davanti all’EFSA paventando rischi inesistenti? con le chiassate alla RAI? sbavando dietro alle veline?

Noi pensiamo di no, noi pensiamo che servano (pace(2)) educazione e tecnologia: ovvero insegnare ad utilizzare tutti gli strumenti disponibili per garantire produzioni sane (food safety) e in quantità sufficiente (food security).

Ed ecco che qui entra in gioco la genetica e, perchè no, anche gli OGM! E' sì, perchè se abbiamo delle tecnologie che aiutano a produrre di più usando meno chimica e allo stesso tempo riducendo il consumo di risorse (e.g. acqua) e la manodopera richiesta per il lavoro nei campi... beh, possiamo mandare i nostri figli a scuola!



Alcuni esempi?

Sviluppare piante resistenti ad alcune malattie aiuta ad aumentare la resa (e a garantire il raccolto!). Come nel caso della Papaya che è stato presentato egregiamente da Bressanini.
Costituire piante resistenti ai parassiti (come ad esempio il mais o il cotone Bt) aiuta a migliorare le rese, la qualità del prodotto e a ridurre l’uso dei pesticidi.
Fare piante resistenti agli erbicidi (anche con metodi classici) aiuta a controllare le erbacce che significa migliorare la produzione e ridurre significativamente il lavoro richiesto nei campi.

Ecco, sentiamo già le moltitudini che si lamentano per il fatto che le piante GM oggi in commercio sono un prodotto delle multinazionali. Questo non è sempre vero, ma anche lo fosse, non è forse vero lo stesso per le automobili, il petrolio, i computer, i farmaci, i dischi, i cibi, le TV,... l'ambientalismo?
Sì è verò, c'è poi la questione dei brevetti che però siamo sicuri abbiano un qualunque valore in molti stati africani? senza poi dimenticare che comunque non sono una novità in agricoltura... e poi i brevetti scadono, come ad esempio quello del Round-up.


Ri-distribuzione dei pani e dei pesci?

I Sedicenti però sostengono che tutto questo non serve a nulla, che per sfamare tutti, basterebbe redistribuire le produzioni già esistenti. Quindi, se in Africa, ad esempio, la Cassava viene devastata da un virus, vabbè gli daremo il nostro farro...

Prima però di domandarci quali implicazioni sottende questo ragionamento vorremmo chiedervi: secondo voi, cosa vuole dire questa figura?


(Sarà che, in buona parte, ciò che produciamo va a sfamare i nostri animali e che di eccedenze, forse, non è che ce ne sono così tante?)

Veniamo però agli esiti operativi della ridistribuzione. Per rendere possibile questa proposta dovrebbero verificarsi CONTEMPORANEAMENTE le seguenti condizioni:

1) chi produce mais e soia, continua a farlo ma invece di vendere tutto sui mercati una parte (cospicua) la regala a chi non ne ha (insomma, diventa un benefattore).
2) chi usa mais e soia per i mangimi promette, sul suo onore, di non farlo più (addio zootecnia e cotechino a Natale).
3) chi mangia carne, smette di farlo accontentadosi di cibi più poveri e, diciamocelo così sembrano anche più buoni, più genuini!
4) che tutto il surplus produttivo (che ora effettivamente esisterebbe) sia spedito e redistribuito agli affamati (a gratis)...

Ovviamente il risultato di questa combinazione è che ... gli sfamati (a gratis) difficilmente continueranno o si metteranno a coltivare la loro terra e quindi la loro condizione sarà quello di vivere per sempre di elemosina.

...e tutti vissero felici e contenti. Buonanotte!


A latere

(1) Riportiamo qui un comunicato COOP diffuso dall'ANSA (saranno usciti allo scoperto perchè Capanna non li convince più molto in quanto a presa - in giro - mediatica?). Li inviteremmo comunque ad una opportuna riflessione sulla qualità della loro informazione rimandandoli ad un nostro vecchio post, mentre vorremmo invitarvi a porre la vostra sul video in calce, potrebbe essere estremamente educativo:

OGM: COOP,GOVERNO FACCIA SUE ISTANZE 3 MLN VOTI ANTI-BIOTECH
(ANSA) - ROMA, 27 NOV - Coop, alla vigilia dell'incontro tra il presidente del Consiglio Prodi e i ministri De Castro e Pecoraro Scanio, "invita le istituzioni a far proprie le preoccupazioni espresse sugli organismi geneticamente modificati dai 3 milioni di italiani firmatari della consultazione nazionale, a cui Coop ha dato pieno sostegno, per un modello di sviluppo agroalimentare libero da Ogm. (...)".
Sugli Ogm, ricorda in una nota Coop: "la nostra prima presa di posizione risale al 1997 e si basa su principi ancora oggi condivisi: il principio di precauzione e il diritto per i consumatori di compiere una scelta informata. (...)Per ribadire - conclude Coop - la posizione riassumibile nello slogan:
conoscenza e prudenza".(ANSA). 17:36 by MON

... per inciso: conoscenza de che?






(2) Il tema della pace è un tema molto serio che non si può esaurire in 2 parole, ma vorremmo ricordare che le guerre in genere vengono fatte per desiderio di sopraffazione e di potere oltre che per per le risorse... e più queste sono un fattore limitante, Malthus insegna, più guerre ci saranno.

Già che ci siamo, altra domanda: cosa significa questo grafico?


martedì 4 dicembre 2007

Ipse Dixit (n.2)

Non sono gli errori che dobbiamo temere, ma le menzogne.

Non posso stare fuori dal gioco. Fuori dal gioco non esiste la felicità; e questa guerra in fondo è una guerra per la verità. Prima di tutto devono saltare i troni bugiardi - questa è la cosa dolorosa -, e lasciare il posto a ciò che è autentico e non manipolato. [...] Sono stato costretto a fare una scelta.


Essere uomini significa avvertire una responsabilità: vergognarsi alla vista di una necessità, anche quando è evidente che non se ne ha alcuna colpa; essere fieri del successo di un compagno; offrire la propria pietra nella coscienza di contribuire all'edificazione del mondo.


Tu devi agire, come se
da te e dal tuo agire soltanto
dipendesse la sorte delle cose
e tua sia la responsabilità.
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